25 milioni di ucraini - due terzi degli aventi diritto - si sono recati alle urne per eleggere il presidente. E’ stata l’affluenza peggiore degli ultimi 10 anni, causata da sfiducia e freddo. I giornali ucraini ammettono che sono state elezioni “di stanchezza e tristezza” dopo le illusioni della Rivoluzioni arancione di sei anni fa e le disillusioni di oggi.
Come previsto, ha vinto al primo turno Viktor Yanukovich, leader del Partito delle Regioni, oppositore filorusso del governo.
L’attuale premier Yulia Tymoshenko è al secondo posto, al terzo Serghiy Tigypko, oligarca ed ex presidente della Banca Centrale. I primi due si sfideranno il 7 febbraio, al ballottaggio, ma già stanno iniziando i giochi delle alleanze.
Yulia Tymoshenko ha già chiesto l’appoggio di alcuni (ormai ex) candidati: “Mi rivolgo a quanti hanno votato i candidati democratici perchè consolidino questo orientamento”. “Garantisco sia i cambiamenti interni che uno sviluppo in chiave europea”, ha dichiarato “pronta a trattative per andare avanti, in modo che Yanukovich non prenda un voto in più”. Poi ha aggiunto: “Viktor Yanukovich, come rappresentante dei circoli criminali, non ha alcuna chance perchè nel Paese c’è una maggioranza che ha detto no alla criminalità e all’oligarchia”.
Venerdì invece non gli ha risparmiato un altro insulto in tv, dandogli dell’ignorante: “Non capisco come un Paese europeo con un tale livello intellettuale possa eleggere una persona che non conosce la differenza tra Austria e Australia”.
Il Partito delle Regioni sta corteggiando Serghiy Tigypko. “Siamo pronti a cooperare con lui”, ha dichiarato Boris Kolesnikov, co-leader del partito. “Tigypko deve capire che i suoi elettori sono più vicini al Partito delle Regioni. Anche se Tigypko invita i suoi elettori a opporsi a Yanukovich, il 58% di loro voterà lo stesso per nostro partito”, ha aggiunto.
Ma Serghiy Tigypko, che nel 2004 ha guidato lo staff elettorale dell’allora premier Yanukovich, ha dichiarato che non appoggerà nessuno dei due candidati, lasciando ampi margini di trattativa con entrambi.
Per Mikhail Pogrebinsky, direttore di un think tank di Kiev, un scenario di “rivoluzione colorata” per contestare i risultati elettorali “è poco probabile”. “Ma dipende da piccoli dettagli. Ad esempio Tymoshenko sta insultando Yanukovich, provocandolo. Ma ad una donna (soprattutto se bella, ndr) si perdona tutto quello che fa. Se Yanukovich iniziasse ad attaccare in modo simile una donna, perderebbe sicuramente”.
Ci sono diversi scenari. Quello più probabile per Pogrebinsky è che Yanukovich vinca solo con uno scarto di 2-4 punti, e Yulia non accetti la sconfitta. Inizierebbe una lunga crisi. Per evitare tutto ciò, Yanukovich farebbe un accordo con la Tymoshenko, offrendole un posto di potere, fino a riconfermarla come Premier. E poi la difficile coesistenza e la sfida in parlamento.
Anche Viktor Chernomyrdin, ex Premier russo e ambasciatore in Ucraina nel 2001-2009, non crede nella rivoluzione popolare. “La gente è molto stanca. Penso che bastino due turni, non tre”.
Finisce l’era di presidente Yuscenko. Lui negli ultimi giorni ha definito la sua ex alleata Tymoshenko come “la donna in bianco con la kosa”. La kosa in Ucraina significa treccia ma anche falce, simbolo della morte. Poi ha promesso che lei non passerà in Ucraina. Ma sarà davvero così? Per ora l’unico ad aver perduto è proprio lui, Yuscenko.
- Lunedì 18 Gennaio 2010


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