
Il quartiere di Belleville a Parigi, ad alto tasso di immigrazione africana e cinese. Foto di Giampaolo Musumeci
Alle prossime amministrative gli immigrati in Francia potrebbero dire la loro. Se la proposta di legge avanzata dalla candidata del Partito socialista francese Martine Aubry diventasse legge dello stato, la Francia aprirebbe una nuova era in Europa.
La proposta di per sé non è nuova, ha alimentato i dibattiti politici altre volte anche nel recente passato ma in Francia, a Marzo, ci saranno le amministrative. E il dibattito elettorale transalpino si scalda. La proposta del voto agli immigrati la tirò fuori già nel 1981 Mitterand, durante la sua campagna presidenziale.
Nel corso della campagna presidenziale del 2007, addirittura lo stesso Sarkozy si era detto a favore di una legge per il diritto di voto agli immigrati, anche se poi non mantenne questa opzione nel suo programma. Eric Besson, il suo ministro dell’immigrazione, uomo di ferro, quello del recente sgombero delle centinaia di profughi afgani dalla “giungla” di Calais (i cui frutti sono ancora tutti da apprezzare), si era detto favorevole al dibattito di una proposta di questo tipo, ma nel lungo termine.
Levata di scudi invece delle destre radicali. Ma perché è interessante guardare alla Francia? Perché i cugini d’oltralpe ci mostrano come potremmo essere noi fra 30 anni. Perché l’immigrazione nel paese transalpino è oramai consolidata, perché essi sono svariate generazioni avanti rispetto all’Italia. Il 55% dei francesi sarebbe d’accordo alla proposta di legge, secondo un sondaggio condotto dal quotidiano Le Parisien. Secondo la combattiva candidata Aubry, avvallare questa norma sarebbe da parte del presidente Sarkozy ”un bel segnale”, soprattutto dopo ”mesi terribili, in cui hanno tentato di spiegarci che gli immigrati sono la causa di tutti i mali”.
- Martedì 19 Gennaio 2010

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Commenti
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Il 19 Gennaio 2010 alle 20:58 indigesto ha scritto:
Certo, ci sono di quelli duri a capire che gli immigrati, soprattutto come li intende la nostra sinistra, sono causa di buona parte dei nostri mali. O Dio, ci sono anche di quelli che si esaltano nel mantenere una servitù di colore, magari in livrea. Ma quelli sono i politici e forse anche i giornalisti!
Il 27 Gennaio 2010 alle 20:11 giampaolo.musumeci ha scritto:
Caro indigesto, mi permetto di dissentire dalla tesi secondo cui gli immigrati sarebbero causa di buona parte dei nostri mali. Le ricordo che gli immigrati sono anche una fonte di ricchezza, anche economica: lavorano, pagano le tasse (se in regola), spesso svolgono mansioni usuranti, spesso sono sfruttati e schiavizzati. Al di là dell’indubbio arricchimento culturale che essi portano. Liberi di dissentire.
Il 7 Marzo 2010 alle 22:16 Amministrative in Francia: voto agli immigrati?- Rivistaeuropea ha scritto:
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