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Da sette giorni vive con ottanta persone nel grande cortile della sua missione. Si chiama Lakay Mwen, Casa mia in lingua creola, ed è in una delle zone più povere di Port au Prince.
Dorme all’aria aperta, mangia all’aria aperta, ride, piange, rincuora e spera, spera - sotto il cielo di Haiti - che il peggio sia veramente passato. Le due palazzine che ospitano la scuola non sono crollate. Hanno retto, seppur siano ora danneggiate, come i laboratori.
Ottanta vite salvate, (tutte, meno una, quella di un anziano morto nel crollo della sua casetta), otto decine di vite fortunate, se le si confronta con le altre, se si pensa a quella distesa infinita di cadaveri, a quella teoria di vite spezzate dai 40 secondi della scossa, a quell’immenso cimitero che si intravvede laggiù, a pochi metri da loro, oltre al muro di cinta.
Ottanta anime che sono scampate all’inferno, al colpo di maglio del terremoto; persone di diverse età, ma per lo più giovani, ragazzi che studiano in questo progetto sorretto da una onlus italiana, che ora hanno una sola priorità: sopravvivere.
Maurizio Barcaro ha 49 anni e da tempo ha deciso di fermarsi in questa isola così bella e sfortunata. Sua moglie e la figlia di nove anni sono lì con lui, in questo piccolo accampamento di scampati. Dal momento della scossa non si sono più mossi, se non per qualche sporadica uscita. Sono rimasti lì, in attesa degli aiuti e delle notizie sulla sorte di tutti quei ragazzi che quel pomeriggio di una settimana fa non erano a scuola.
Barcaro con notevoli difficoltà riesce a comunicare con l’esterno. Il cellulare ha ripreso a funzionare da qualche ora, dopo che chissà quale magia spazio temporale nel cielo sopra Port au Prince ha riattivato con grande fatica e per poco tempo le linee telefoniche. Se il collegamento cade, come accade spesso durante la conversazione, lui si attacca a Skype e continua il suo racconto con frasi brevi e sintetiche.
Il suo è un piccolo diario di questa settimana di passione.“Cerchiamo di sopravvivere. In questi giorni, il cibo non ci è mancato. Avevamo delle scorte, le abbiamo razionate e da una settimana mangiamo fagioli e riso, riso e fagioli, qualche volta anche carne. Possiamo tirare avanti ancora un paio di giorni. Poi, inizieranno i problemi se non arriveranno gli aiuti.. Le nostre scorte non sono infinite. Come quelle dell’acqua. Per fortuna, la nostra zona è ricca di pozzi d’acqua. Che non sono stati contaminati. Per ora non è piovuto, e quindi non temiamo epidemie. Per ora, reggiamo. Per ora, ma poi….”.
Poi, anche Barcaro spera negli americani. Negli aiuti che sa, iniziano ad arrivare all’aeroporto della capitale. Confida che vengano presto distribuiti anche nella sua zona. Anche se sa che le operazioni non saranno facili visto il caos che regna ad Haiti. Che i marines siano in città l’ha saputo dalle notizie che arrivano attraverso il tam tam di voci, ma anche i canali televisivi satellitari di cui è attrezzata la missione.
Il tono della voce è calmo, le risposte sobrie. Maurizio Barcaro sa gestire l’emergenza. Ci è abituato anche se non avrebbe mai pensato di vedere ciò che ha visto quando, poche ore dopo il terremoto, è uscito per un giro di perlustrazione in città. “La nostra zona è stata colpita relativamente rispetto a quelle più densamente abitate, ma anche qui fuori, le case sono crollate ed è un tappeto di rovine”.
Anche questo cooperante ha visto la lunga fila di cadaveri insepolti, la distruzione della città. Lui è stato uno dei primi italiani a dare notizie di se alla Farnesina. E quando il primo aereo della protezione civile italiana è arrivato a Port au Prince lui si è presentato insieme ai suoi ragazzi feriti, che dovevano essere curati.
Ora la paura è quella degli sciacalli. Maurizio Barcaro aveva una guardia armata che proteggeva la sua missione. Anche lui è sopravvissuto e da sette giorni vive nell’accampamento per evitare che qualche malintenzionato si avvicini. Ma uno solo non è sufficiente, così hanno deciso di istituire dei gruppi che, a turno, di notte specialmente, sorvegliano la missione. Tutti coloro che ne fanno parte sono armati. E’ indispensabile per fronteggiare qualsiasi minaccia.
Da sette giorni, la vita scorre così, sotto il cielo di Haiti, per gli ottanta di Lakay Mwen. Ottanta anime dentro le mura di una piccola missione: una piccola Arca di Noè nel mare di morte dei Caraibi.
Sms solidale: 48541 con Agire Agire ha già attivato l'SMS solidale 48541 per donare da 2 euro su TIM, Vodafone e Telecom Italia o da rete fissa Telecom Italia. Il numero sarà attivo fino al 31 gennaio. "Nel paese attualmente abbiamo circa 250 operatori in parte italiani e in parte locali. In queste ore sono partiti e stanno partendo dall'Italia decine di altri volontari" ha dichiarato il responsabile Marco Bertotto. I fondi raccolti saranno destinati ai bisogni più urgenti: cibo, acqua potabile, medicinali, ripari temporanei. Si può donare anche con carta di credito al numero verde 800.132870; versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti; bonifico bancario sul conto BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti. Donazioni anche on line dal sito di Agire.
Con la CRI Per donare 2 euro alla Croce Rossa Italiana "Pro Emergenza Haiti" basta inviare un sms da numero 'Wind' e '3' al 48540. Il numero sarà attivo fino al 27 gennaio. I fondi saranno utilizzati per sostenere l'impegno umanitario della Croce Rossa Italiana a Haiti.
Con la Caritas Caritas italiana sta lavorando dal primo momento per assicurare aiuti a Haiti. Aperto un fondo con centomila euro, a cui si può contribuire con donazioni tramite c/c postale 347013 specificando nella causale: Emergenza terremoto Haiti. Offerte sono possibili anche attraverso le banche: UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma - Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119, Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012, Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113 ò CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001.
Con AVSI L'ong cattolica assicura da anni sostegno ai bambini di Haiti con adozioni a distanza. E' possibile sostenerla con donazioni sui conti correnti: Banca Popolare di Milano Agenzia 026 - Piazza Duca D'Aosta 8/2 - Milano IBAN IT 61 C0558401626000000019000 Per bonifici dall'estero: IBAN IT 61 C0558401626000000019000 BIC (Swift code) BPMIITM1026
Credito Artigiano Sede Milano Stelline, Corso magenta 59 IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 Per bonifici dall'estero: IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 BIC (Swift code) ARTIITM2 Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI.
E' possibile sostenere un progetto specifico o effettuare donazioni liberali sui seguenti conti correnti: Banca Popolare di Milano Agenzia 026 - Piazza Duca D'Aosta 8/2 - Milano IBAN IT 61 C0558401626000000019000 Per bonifici dall'estero: IBAN IT 61 C0558401626000000019000 BIC (Swift code) BPMIITM1026
Credito Artigiano Sede Milano Stelline, Corso magenta 59 IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 Per bonifici dall'estero: IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 BIC (Swift code) ARTIITM2 Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI
Per l'Unicef Anche l'Unicef lancia una raccolta fondi. Si possono effettuare donazioni tramite: c/c postale 745.000, causale: ‘Emergenza Haiti’; carta di credito online sul sito Unicef, oppure chiamando il numero verde UNICEF 800745000; cc bancario Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051”; si possono contatatre inoltre i comitati locali dell’UNICEF presenti in tutta Italia.
I Medici Senza Frontiere Medici Senza Frontiere lancia una raccolta fondi straordinaria. Si può contribuire con carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25; bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000; conto corrente postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus causale Terremoto Haiti; online sul sito Msf
Con le Nazioni Unite Per aiutare il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) a fornire assistenza alimentare alle vittime del terremoto si possono inviare offerte tramite: internet, per informazioni e donazioni online, connettendosi al sito; bonifico bancario, causale: emergenza Haiti c/c 6250156783/83 Banca Intesa ag. 4848 ABI 03069 CAB 05196 IBAN IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383; versamento su conto corrente postale c/c 61559688 intestato a: Comitato Italiano per il PAM IBAN IT45 TO76 0103 200 0000 6155 9688.
Fondazione Rava Fondazione Francesca Rava è un'ong che lavora a Haiti da 22 anni. E' suo l’ospedale pediatrico Saint Damien, l’unico dell’isola e il più grande dei Caraibi. Il terremoto lo ha danneggiato in modo grave. Si può sostenere la fondazione attraverso bollettino postale su C/C postale 17775230; bonifico su c/c bancario BANCA MEDIOLANUM SpA, Ag. 1 di Basiglio (MI) IT 39 G 03062 34210 000000760000 causale: terremoto Haiti, carta di credito online su www.nphitalia.org o chiamando lo 02 5412 2917.
Le Misericordie È possibile fare una donazione sul c/c 000005000036, Monte dei Paschi di Siena spa, Firenze Agenzia 6, Iban: IT 03 Y 01030 02806 000005000036; oppure sul conto corrente postale n° 000021468509, Firenze Agenzia 29, IBAN: IT 67 Q 07601 02800 000021468509 entrambi intestati a Confederazione Nazionale con causale «Pro Haiti».
- Martedì 19 Gennaio 2010

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Il 11 Aprile 2010 alle 7:17 Notizie dai blog su Diario da Haiti (Ultimo): sopravvivenza, paura e rinascita ha scritto:
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