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Pur senza raggiungere le dimensioni delle forze (una portaerei nucleari, dodici navi, un centinaio di aerei ed elicotteri e 13.000 soldati) messe in campo da Washington l’Italia, sarà il Paese maggiormente impegnato a fornire aiuti alle popolazioni haitiane dopo gli Usa e ben di più dei partners europei. La decisione del governo di inviare nelle acque caraibiche la portaerei Cavour, che salpa oggi da Muggiano (La Spezia) con a bordo truppe, medici e mezzi di soccorso, costituisce una risposta in grande stile per un Paese che intende ricambiare il supporto internazionale incassato dopo il terremoto in Abruzzo.
A raggiungere Port-au-.Prince a bordo dell’ammiraglia della Marina Militare italiana vi saranno 200 alpini del 2° reggimento Genio, specialisti delle trasmissioni, team sanitari e un intero ospedale da campo, fanti addetti ai compiti di scorta e sicurezza, carabinieri e tecnici per il coordinamento delle attività aeree. Sbarcati i jet Harrier e buona parte degli elicotteri, la Cavour ospiterà nel suo grande hangar 40 mezzi pesanti quali gru, autocarri, bulldozer e 6 elicotteri che consentiranno di evacuare feriti e profughi oltre a trasferire materiale e team di soccorso fin nell’interno dell’isola. La decisione di dare il via all’operazione “White Crane” offre alla nuovissima portaerei, la prima nella storia navale italiana, l’occasione di evidenziare la versatilità con la quale è stata progettata e costruita da Fincantieri per far fronte a missioni diversificate incluse quella di nave comando e di soccorso in risposta a eventi naturali catastrofici.
Nave da 27 mila tonnellate costata circa 1,5 miliardi di euro, la Cavour è lunga 244 metri e larga 39, può superare i 30 nodi di velocità e ha un’autonomia di 7mila miglia a 16 nodi che le consentirà di raggiungere senza rifornimento in una dozzina di giorni un porto brasiliano (dove verranno imbarcati altri medici) e successivamente Haiti. Entrata in servizio da appena sei mesi, ha automatismi tali da poter essere governata da un equipaggio di appena 550 marinai (inclusi gli addetti ai velivoli) guidati dal capitano di vascello Luigi Reversi, 46 anni, romano. La nave può però alloggiare comodamente fino a 1.300 persone grazie alle soluzioni sviluppate da Fincantieri mutuate dalla realizzazione di navi da crociera. A bordo è attivo un ospedale con una sala rianimazione, due sale operatorie, una sala terapia intensiva, una sala ustionati, una sala degenza per 20 persone, due ambulatori e una sala radiologica-Tac.
La missione della Cavour ad Haiti comporterà costi elevati ma anche positive ricadute d’immagine per l’Italia e costituirà una vetrina per la nostra industria hi-tech del settore Difesa. Roma poi ha deciso di non aggregare la Cavour alle forze statunitensi (che coordinano tutti gli interventi internazionali e controllano lo spazio aereo haitiano) ma la missione italiana verrà gestita congiuntamente con il Brasile che ad Haiti ha la guida della missione dell’Onu. Un’operazione quindi al fianco degli Usa ma che sottolinea l’indipendenza dell’intervento italiano e rinsalda i rapporti con il Brasile, resi più nervosi negli ultimi tempi dalla richiesta di estradizione del terrorista Cesare Battisti.
- Martedì 19 Gennaio 2010

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Commenti
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Il 19 Gennaio 2010 alle 16:45 indigesto ha scritto:
Un’impresa, innanzitutto di grande valore morale edi grande significato umanitario. Fa piacere che il nostro Paese in ciò si distingua e proponga di sè un’immagine di validità ed efficienza!
Il 20 Gennaio 2010 alle 0:44 fsl ha scritto:
Egr. Direttore,
Lei conosce la portaerei Cavour meglio di me e di tanti altri e, pur nell’emozione del momento, con la necessità di dare aiuto alla popolazione terremotata di Haiti, le sottopongo alcune considerazioni.
Personalmente trovo errato utilizzare la Cavour per questa missione, anche a costo di essere tacciato per cinico.
Essa è costata 1,5, miliardi di Euro, non perché doveva fungere da ospedale e sala parto, ma per dotarla di sistemi radar ed elettronici di cui è dotata per far operare un gruppo di volo di aerei ed elicotteri d’attacco, non eliambulanze o aerei antincendio.
E’ armata del top della missilistica da difesa aerea europea, ma oggi sembra che sia più importante che essa funga da traghetto per le ruspe e le autobotti.
La costruzione iniziò nel 1997, sotto il governo Prodi e, per questo, venne dato grande risalto alle sale operatorie ed all’ospedale di cui è dotata, ma si trattava di una messinscena per rabbonire la sinistra estrema che appoggiava il governo.
Berlusconi non l’ha mai digerita e nel 2005 la additava come uno spreco, una nave inutile che non serviva, che Prodi gli aveva lasciato in eredità (cfr. Il Tempo, 10/01/2005) perché l’Italia era già una portarei naturale (mi sembra di averla già sentita questa definizione…).
Oggi invece, ne fa sfoggio per darsi arie da salvatore del mondo!
La Francia, la Gran Bretagna, la Spagna dispongono di portaerei, ma nessuno di questi paesi è così prodigo da usarle impropriamente.
Quando la Cavour arriverà ad Haiti, a febbraio, non potrà sbarcare i suoi mezzi perché troverà il porto della capitale inagibile o intasato; la sua rampa di carico, della quale tanto sono orgogliosi i nostri politici e che la rendono simile ad un nave traghetto, difficilmente potrà abbassarsi per riversare i nostri aiuti umanitari. Quanto costerà fare la spola con gli elicotteri?
Se si aveva voglia di soccorrere i terremotati di Haiti, si dovevano impiegare le 3 LPD classe S.Marco (almeno 2) che, come noto, dispongono di elicotteri e di bacino allagabile per i mezzi da sbarco : in questo modo esse possono sbarcare aiuti senza usare le banchine dei porti.
Ma forse sono troppo piccole per rappresentare le nostre ambizioni internazionali!
Se si voleva strafare,si poteva anche affittare una nave da carico tipo RoRo per trasportare mezzi e rifornimenti, navi che certo non mancano alla ns. marina mercantile!
Forse ho letto male, ma a bordo ci saranno 530 uomini dell’equipaggio e circa 500 membri delle altre FFAA per i compii di soccorso veri e propri.
In Brasile imbarcherà personale di quel paese, ma quanti saranno? Più di 200?
Non mi sembra una spedizione tanto numerosa da non trovare posto usando solo 2 delle citate LPD e altro naviglio mercantile!
Ma il governo si rende conto di quanto costerà impiegare la portaerei Cavour per questa missione?
Certo, se uno è ricco può usare la sua Ferrari per andare a comprare il latte, ma non mi sembra che il nostro paese stanzi tanti soldi per le proprie FFOO, visto e considerato i salti mortali che vengono fatti ogni anno in sede di bilancio della difesa!
Ci siamo dimenticati dei numerosi impegni internazionali nei quali sono coinvolte le nostre forze Armate? Fino al 12 gennaio non si sapeva dove trovare i soldi per finanziare le missioni all’estero, poi dal 13 gennaio improvvisamente si scopre che siamo ricchi e così generosi!
Mi chiedo: questo nuovo impegno, non finirà per drenare i soldi ricavati dallo scudo fiscale per finanziare le missioni all’estero?
Non rallenterà lo spiegamento dei rinforzi in Afghanistan (garantendoci un comodo ed elegante alibi per ritardare l’arrivo dei circa 1000 militari, promessi agli USA?).
Potrà sembrare assurdo e fuori luogo ma trovo stucchevole che si continui ad usare in modo improprio uomini e mezzi delle FFAA.
Un saluto da un suo assiduo lettore.
Il 25 Gennaio 2010 alle 17:55 liongi ha scritto:
Questo assiduo lettore, fsl, ha scritto in maniera pacata, civile, sensata.
Vogliamo discutere ciò che ha comunicato?
Io non avrei inviato alcunché se non un gruppo di lavoro ben equipaggiato e ben coordinato.
Sono soldi ed energie buttati.
Ma chi fa queste scelte poco intelligenti?
Il 27 Gennaio 2010 alle 11:49 Caro Bertolaso, qualcuno è in grado di fare meglio di Washington? - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] l’Italia, che pure sta facendo di più di tutti gli altri Paesi europei, potrà schierare ad Haiti la portaerei Cavour con mezzi e forze militari imbarcati solo tra una [...]
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