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Senato Usa, il seggio di Kennedy va a Brown. Scacco a Obama

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  • Tags: Barack Obama, Martha Coakley, Scott Brown, Senato Usa, ted kennedy
  • 3 commenti
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In Massachusetts cambia il vento e si riscrive la storia: Scott Brown, un semisconosciuto senatore statale repubblicano di bell’aspetto, ha espugnato il seggio che per quasi sei decenni è stato monopolio della famiglia Kennedy, lasciato vacante dalla morte di Ted Kennedy. Ha battuto la rivale democratica Martha Coakley 53 a 46 per cento.

La vittoria di Brown nel democraticissimo Massachusetts, dove nel 2008 Barack Obama aveva staccato il rivale John McCain con 26 punti di vantaggio, ha mandato brividi di terrore nel partito della Casa Bianca. Una sconfitta simbolica e politica che fa perdere al presidente quella maggioranza assoluta di cui aveva bisogno per l’approvazione della riforma sanitaria.

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Martha Coakley, la sconfitta democratica
La delusione democratica


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(Ap Photo)

  • redazione
  • Mercoledì 20 Gennaio 2010

Vedi anche:

  • Barack Obama: cambia (change) la tua politica!
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Commenti

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Il 20 Gennaio 2010 alle 15:54 Barack Obama: cambia (change) la tua politica! - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] Per lui un segnale molto forte. Per il Partito Democratico, fortissimo. La vittoria del candidato repubblicano Scott Brown nelle elezioni per il seggio che fu di Ted Kennedy, rimasto vacante dopo la morte del Senatore, [...]

Il 20 Gennaio 2010 alle 17:25 gratis ha scritto:

Obama e i democratici radicali pensavano di poter far diventare gli USA una Repubblica socialista, dandosi a progetti che facevano chiaramente a pugni con il tipico liberalismo economico americano e con la stessa mentalità americana.

Progetti ideologici che avrebbero solo sfiancato gli USA economicamente, cosa che gli americani hanno immediatamente recepito e quindi risposto, iniziando a mettere i bastoni tra le ruote troppo libere di un Presidente poco affidabile.

Le sue pecche in questo anno trascorso della sua presidenza le ha mostrate tutte.

Nessuna lotta al terrorismo islamico, addirittura voglia di squagliarsi dalle responsabilità sia nei confronti degli USA che dell’occidente in genere con il ritiro dall’Iraq prima, dal progettato ripiegamento dall’Afghanistan assurdamente annunciato, facendo ringalluzzire i talebani e dall’invio ritardato di truppe ai suoi generali e turppe non tutte all’altezza nè equipaggiate adeguatamente ad un preciso piano strategico di vittoria a tavolino ma affidato alla buona volontà dei suoi generali in campo.

Nessuna mano ferma contro l’Iran, nemmeno un appoggio verbale sia dopo le elezioni falsate, sia dopo la guerra civile in atto, per non parlare del lasciargli continuare a costruire liberamente le loro atomiche contro tutte le convenzioni internazionali in merito.

Addirittura s’inchina umilmente di fronte al sovrano saudita e liscia il pelo ai fratelli mussulmani egiziani, da sempre fondamentalisti che se ne sbattono delle sue chiacchiere e intascano il suo riconoscimento d’improponibili diritti palestinesi contro il suo naturale alleato Israele.

Non parliamo poi del suo minimizzare il massacro di forte Hood fatto da un maggiore USA d’origine palestinese e di fede islamica, e l’essere responsabile del ridicolo sistema di sicurezza attuato contro l’attentatore nigeriano dell’aereo Delta, strasegnalato ma non bloccato.

Dichiara una fantomatica guerra contro lo Yemen, cosa che fa scompisciare dalle risate i mussulmani e ridicolizzare gli USA come super potenza planetaria.

Indebolisce la NATO sparecchiando dalla Repubblica Ceca gli anti missili contro eventuali attacchi iraniani, mentre nel contempo permette a Venezuelani e russi d’allenarsi militarmente ad un tiro di schioppo dalle sue coste, oltre che ad armarsi di missili che in altra epoca poco mancò far esplodere la Terza Guerra Mondiale.

Sta facendosi criticare da antichi e tradizionali alleati europei con la sua politica internazionale assurda, distruggendo rapporti che difficilmente torneranno ad essere gli stessi.

Ha dilapidato inutilmente una marea di soldi dello Stato per rimettere a posto l’economia americana che si sta rialzando da sola, ma non certo con l’aiuto di Obama.

Tutto ciò riattizza non sopiti sospetti sulle sue inclinazioni islamiche e comunistoidi.

E’ già un miracolo che stia ancora alla Presidenza, credo proprio che gli americani alle elezioni di mezzo termine finiranno per mettere fine a questa buffonata di un Presidente poco credibile e incapace di guidare una nazione come gli USA.

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