La progressiva recrudescenza del conflitto afghano ha trovato conferma nei dati resi noti dalla Missione dell’Onu di assistenza all’Afghanistan (Unama) relativi alle vittime civili nel 2009, anno nel quale si è registrato il record di perdite tra le truppe alleate: 520 caduti (317 americani e 203 alleati per oltre la metà britannici) contro i 294 (155 americani) registrati nel 2008. Secondo l’Unama quello appena concluso è stato l’anno più nero anche per i civili afghani tra i quali le vittime sono state 2.412, il 14% in più rispetto al 2008. Di questi il 45 per cento sono stati uccisi nelle province più calde del sud.
Non c’è dubbio che ogni vittima tra la popolazione è una vittima di troppo ma, tenuto conto che guerre senza perdite civili non ve ne sono mai state, il dato dell’Unama conferma un aspetto rilevante del conflitto afghano quasi sempre ignorato dai media. Questa guerra, nonostante l’escalation delle violenze, resta a bassa intensità con un numero di vittime limitato se si considera l’ampiezza dei mezzi messi in campo e se la si confronta con altri conflitti dei nostri tempi, dall’Iraq all’Africa ai Balcani.
Un altro dato importante che emerge nell’ultimo bilancio delle vittime è quello relativo ai civili uccisi dai talebani che sono 1.630, oltre il 70 per cento del totale, con un incremento del 40 per cento rispetto all’anno scorso. Poiché i talebani non hanno aerei ed elicotteri ai quali attribuire “errori” è evidente che questo dato sottolinea un maggior ricorso da parte dei miliziani ad attentati, rappresaglie e omicidi tesi a terrorizzare gli abitanti per indurli a non cooperare con il governo di Kabul e le truppe alleate. Sono infatti mille i civili uccisi da kamikaze e autobombe.
Ai militari afghani e internazionali sono attribuite 596 vittime civili, meno del 25 per cento del totale, provocate per lo più da raids aerei (359) e combattimenti ravvicinati nei villaggi occupati dagli insorti, con un calo del 28% rispetto al 2008. L’Unama, secondo la quale 136 vittime civili non sono attribuibili ai due contendenti ma a cause diverse come l’esplosione di mine o residuati bellici, attribuisce il forte calo delle perdite provocate dalle truppe della Nato e governative alle misure assunte dal comando alleato per ridurre al minimo i “danni collaterali”.
I morti sono morti e meritano tutti lo stesso rispetto ma dopo le polemiche suscitate dagli errori compiuti dagli alleati i dati forniti dall’Unama rendono ancora più stonata la differente enfasi posta sulle vittime provocate accidentalmente dalle forze internazionali rispetto ai civili ammazzati deliberatamente e in numero crescente ai talebani. Chissà se i “pacifinti“ che in questi anni hanno sostenuto la propaganda talebana urlando a squarciagola per ogni civile ucciso dai militari della Nato e attribuendo anche le vittime dei talebani alla presenza delle truppe straniere ora organizzeranno una bella marcia o qualche raccolta di firme per chiedere ai jihadisti di farsi esplodere lontano da piazze, scuole e mercati?
- Giovedì 21 Gennaio 2010

IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 21 Gennaio 2010 alle 20:29 fsl ha scritto:
A Fumagalli: Perchè usare termini così volgari? Non credo che lei possa vantare una particolare esperienza in conflitti internazionali, altrimenti non avrebbe bisogno di ricorrere agli insulti (dei quali sembra non poter fare a meno). L’articolo elenca una serie di dati per così dire statistici sulle vittime di quel conflitto.
E’ evidente che l’azione degli “insorti” contro le forze ISAF non produce molti danni, mentre i civili sono più facili da colpire e vengono macellati nell’ottica di azioni terroristiche nel vero senso del termine.
Non dimentichiamoci che attacchi con IED avvengono quotidianamente in molte regioni del paese.
Da questo bilancio mancano le vittime di talibani & Co. che saranno molto numerose, se consideriamo che nella maggior parte degli scontri a fuoco sono quelli che hanno la peggio e difficilmente riescono a rompere il contatto.
Spaventare la popolazione è l’unico modo che hanno per manifestare la propria forza.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.