
Una manifestazione contro il blocco a Gaza (AP Photo/Nader Daoud)
“Fermiamo l’embargo a Gaza”. Fin qui nulla di strano. Ma quando è un rabbino a dirlo, comincia a farti un certo effetto. Se poi si aggiunge che il rabbino in questione è anche un veterano di Tzahal, l’esercito israeliano, e che ha vissuto tra i beduini, l’interlocutore finisce per essere un tantino confuso.
Rav Jeremy Milgrom, tra i fondatori del gruppo Rabbini per i diritti umani, la prossima settimana sarà a Milano per parlare, insieme alla missionaria comboniana Alicia Vacas, della situazione a Gaza un anno dopo il conflitto.
Un po’ incuriositi dalla faccenda, gli abbiamo fatto qualche domanda.
Cosa ci fa in Italia un rabbino israeliano che parla di Gaza?
Voglio dire agli italiani, e agli europei in genere, che devono fare di più per porre fine al blocco economico che sta impedendo la ricostruzione nella Striscia dopo la guerra dello scorso anno.
Scusi, in genere i rabbini non stanno dalla parte di chi fa le guerre?
Questo non è affatto vero. E’ uno stereotipo diffuso: quando si parla di Israele e Palestina si pensa sempre che i religiosi, ebrei o musulmani, sono i fanatici, mentre i laici sono quelli buoni e moderati. Ma la realtà è molto più complessa. Ci sono molte voci di religiosi, ebrei, cristiani e musulmani, che si spendono a favore della pace. Io, ovviamente, posso dire di conoscere a fondo solo il mondo ebraico…
Ma il movimento religioso in Israele non sostiene le colonie?
Non proprio. Tanto per cominciare, solo una parte dei religiosi sostiene le colonie: in particolare, si tratta dei cosiddetti “sionisti religiosi”, legati a partiti di destra come il Mafdal. Ma nel movimento dei coloni esistono anche nazionalisti laici. Al contrario, ci sono molti ebrei ortodossi che sono contrari alle colonie, o addirittura anti-sionisti. Infine, ci sono molti gruppi religiosi in prima linea per i diritti dei palestinesi.
Davvero? Può fare qualche esempio?
Negli anni Settante è nato Oz ve-Shalom. Un gruppo religioso che, come suggerisce il nome (cioè “Forza e Pace”, una citazione dai Salmi, Nda) si rifaceva ai valori non violenti dell’ebraismo. Ma non ha raccolto molto seguito. Poi negli anni Ottanta è nata l’associazione Netivot Shalom, che invece ha avuto, ed ha tutt’ora, un seguito maggiore ed è molto vicina ad alcune yeshivot, o scuole religiose, in Israele.
E i rabbini per i diritti umani quando sono arrivati?
Il gruppo l’abbiamo fondato nel 1988. All’inizio ci siamo occupati soprattutto dei diritti dei palestinesi e delle fasce più deboli della società israeliana: io ho lavorato soprattutto con i beduini. Un’altra attività importante è il dialogo inter-religioso, specie con i nostri vicini di casa musulmani e cristiani.
Specie in Medio Oriente, associare le religioni con la pace e i diritti umani sembra un tantino azzardato…
Davvero? Se ci pensa, tutte le religioni hanno una base etica. Per gli ebrei, battersi per i diritti umani dovrebbe essere una mitzvah, un comandamento. Poi anche nell’ebraismo c’è una tradizione di non-violenza.
E’ vero che lei ha combattuto con l’esercito israeliano?
Sì, come tutti mi sono arruolato quando avevo 18 anni: mi sembrava la cosa naturale da fare, ma oggi quando ripenso a quegli anni mi sembra una gran stupidaggine. La più grande dei miei tre figli, che ormai è una mamma, quando aveva 18 anni si era rifiutata di fare il servizio di leva: sono molto fiero di lei. Mi auguro che quando il mio nipotino, che ha 10 mesi, sarà in età da militare non ci saranno più queste guerre inutili.
Per saperne di più sull’incontro di Milgrom a Milano, cliccate qui
Un anno dopo Gaza: Voci di resistenza nonviolenta
26 gennaio 2010 h 21.00
Milano, Convento Frati Minori S. Angelo
Piazza S. Angelo – ingresso da via Bertoni
Intervengono:
Alicia Vacas, missionaria comboniana, infermiera, impegnata nell’organizzazione israeliana
Medici per i Diritti Umani (PHR)
Jeremy Milgrom, rabbino, tra i membri fondatori del movimento Rabbini per i diritti umani
- Giovedì 21 Gennaio 2010

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Commenti
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Il 21 Gennaio 2010 alle 12:53 indigesto ha scritto:
La pace è un valore etico, un bisogno delle genti, che prescinde da dettati religiosi o laici. Sono le modalità con cui si intende raggiungerla che originano contrasti e, troppo spesso, guerre. Sembra un paradosso, ma è nel volerla perseguire e ottenere, ognuno, e ogni popolo, a proprio vantaggio, che è scritta la storia dell’umanità. Lasciamo a questo Rabbino la convinzione di aver trovato la via giusta. Potrebbe anche essere quella, no?
Il 21 Gennaio 2010 alle 13:53 attenzione ha scritto:
Completamente d’accordo con Rav Jeremy Milgrom, altro che “xenofobia” alimentata dai soliti 4 pazzi, sopratutto in Europa, in Italia ne è pieno.
Dalle ” mie parti “, si dice cosi:
” Avak lashon hara , emet ve yatziv “.
Baruch’ She’amar,
Il 22 Gennaio 2010 alle 11:36 indigesto ha scritto:
La religione è uno dei principali fattori di aggregazione dei popoli. Che il potere se ne sia servito e ancora se ne serva per fini di lotta politica e di conquista è altra questione. Le esemplificazioni sciatte sui contenuti delle religioni in funzione degli avvenimenti storici, sempre determinati dall’avidità umana, sono discorsi da bar-biliardo di periferia, e non meritano considerazione. Chiunque parli di pace tra i popoli, e la persegua, non può che interpretare nel modo giusto il dettato del proprio Credo, qualunque esso sia!
Il 23 Gennaio 2010 alle 16:01 arjabes ha scritto:
Non mi era possibile rispondere prima perchè avevo problemi a fare il login. Allora, siccome sono chiamata in causa ecco la mia risposta in breve:
1° Bravo Rav Jeremy Milgrom, sono d’accordo con te.
2° Non dimenticare neanche per un momento che le tue buone azioni e le tue positivissime iniziative sono possibili grazie al fatto che la maggior parte dei giovani e meno giovani israeliani sono ancora motivati a servire nell’esercito. Da non dimenticare che io penso che bisogna essere in due per ballare il tango e perciò che le responsabilità del conflitto sono delle due parti. Se tutti avessero fatto come tua figlia, probabilmente a quest’ora saremmo tutti sgozzati (Itbach el yahud = Sgozza l’ebreo, non mi dilungo in spiegazioni sull’origine e l’uso di questa frase)e non sarebbe possibile fare i buoni difensori degli oppressi.
3° Il credo non è forzatamente religioso, una delle differenze è che il credo religioso si basa sulla mistica, il credo politico/ideologico si basa sul culto della persona, vedi Stalin, Hitler, Mao, ecc. ma non è che abbiano fatto, o leader simili a loro,faranno meno cazzate (mi scuso del termine un po’ volgare), possono essere, e in genere sono,fanatici nella stessa misura.
Il 23 Gennaio 2010 alle 16:46 arjabes ha scritto:
O non mi sono spiegata bene o tu sei così fissato nelle tue idee da non riuscire ad aprore uno spiraglio per capire quello che leggi. Poco importa qual’era la dottrina del leader o se fosse creatura del capitalismo o comunismo, mi riferisco al credo religioso che tu accusi di tutti i guai del mondo e del credo ideologico-politico che si basa sul culto della persona ed in nome di questo culto ha compiuto e, speriamo di no, ma è possibile che compirà in futuro atrocità di tutti i generi.
In quanto alla mia memoria, lascia perdere, è semplicemente ottima, tanto che ricordo benissimo i soldati americani che ci hanno liberato dai tedeschi, ricordo soprattutto il sorriso del primo soldato americano che ho incontrato appena fuggiti i tedeschi da Colle Caprile (Liguria) e che mi ha dato una tavoletta di cioccolato. Era di colore (negro) e non parlava russo. Ho anche una copia firmata e timbrata dell’arresa delle forze armate germaniche in Liguria comandate dal generale Meinhold assistito dal capitano Asmus datata del 25 Aprile 1945 in cui il 4°punto dice: “Il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si riserva di consegnare i prigionieri al Comando Alleto Anglo-Americano operante in Italia”. Mica parla del Comando Russo.
Circa il “mio” Mossad, ti ripeto che non m’intendo dei rapporti tra l’alta finanza ebraica anglosassone e Hitler, non posso negare ne’ approvare, ma a quei tempi il Mossad non esisteva, oggi io ne vado molto fiera.
Il 23 Gennaio 2010 alle 17:00 arjabes ha scritto:
oopppssss, correzioni:
seconda riga “…da non riuscire ad aprire (non aprore)..”
cinquesima riga dalla fine “Comando Alleato Anglo-Americano (non Comando Alleto ecc).
Dimenticavo: ho quel documento perchè mio padre è stato per diversi mesi il Segretario Generale del CLN per Genova e la Liguria installatato da Pertini nell’immediato dopoguerra.
Il 1 Giugno 2010 alle 11:37 L’Onu chiede inchiesta su azione israeliana. Guai in vista per Gerusalemme? - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] del blocco economico a Gaza, che sta colpendo la popolazione civile. Lei non crede, come hanno già fatto notare alcuni rabbini, che questo ponga delle questioni serissime dal punto di vista etico? Dopo il ritiro israeliano da [...]
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