Un aereo di pellegrini ha preso fuoco durante l’atterraggio all’aeroporto della città santa di Mashhad, nel nordest dell’Iran. Secondo i mezzi di informazione iraniani a bordo del velivolo della Taban Air c’erano circa 170 persone di cui almeno 46 sono rimaste ferite ma non ci sono stati morti. Il velivolo è stato danneggiato seriamente e ha perso un’ala, mentre la parte posteriore si è rotta mentre i passeggeri venivano evacuati.
Il portavoce dell’aviazione civile iraniana Reza Jafarzadeh ha dichiarato che l’aereo era partito sabato dalla città di Abadan (sudovest dell’Iran) ma le cattive condizioni atmosferiche avevano costretto il pilota ad atterrare a Isfahan (Iran centrale). Ripartito domenica, il pilota era stato poi costretto a un atterraggio di emergenza a Mashhad a causa del malessere di un passeggero. Atterrando, la coda dell’aereo ha colpito il suolo e, come mostrano le immagini trasmesse dalla tv di Stato, ha preso fuoco e il fumo ha iniziato ad uscire dalla parte posteriore.
Negli ultimi otto anni questo è il terzo incidente che coinvolge un Tupolev 154 di costruzione russa. A luglio un aereo civile aveva preso fuoco atterrando nella città santa di Mashhad dove si trova il mausoleo dell’Imam Reza ed erano morti 17 passeggeri. Dieci giorni prima un altro Tupolev aveva preso fuoco in volo e si era schiantato nel nord del paese, uccidendo le 168 persone a bordo.
La flotta aerea iraniana è composta da vecchi velivoli e ogni volta che si verifica un incidente la popolazione riflette sulle conseguenze dell’embargo americano che impedisce l’acquisto di nuovi aeroplani e pezzi di ricambio di costruzione occidentale.
- Domenica 24 Gennaio 2010

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Commenti
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Il 25 Gennaio 2010 alle 13:42 indigesto ha scritto:
Gentile Professoressa, embarghi e sanzioni sono, si, cose odiose, ma servono proprio a far riflettere i regimi che le subiscono. Non si può beneficiare della convivenza tra gli Stati con l’intento di rivolgervisi contro. Come chi, tra noi, beneficia della democrazia e intende usarla per sostituirla col totalitarismo!
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