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La carne di maiale è proibita per Ebraismo e Islam (AP/Ermindo Armino)
Il libro israeliano più controverso del 2010 non parla di conflitto mediorientale, né di altri argomenti che risulterebbero scottanti a un pubblico occidantale. E’ un semplice ricettario. Con una peculiarità però che lo rende sgradito a gran parte del pubblico israeliano, tra gli ebrei così come tra i musulmani: tutte le ricette sono a base di carne di maiale.
L’idea è venuta a un cardiologo in pensione, tale Eli Landau. Che ha presentato a Jaffa il suo ricettario, intitolato “Libro Bianco per il nuovo anno.” Landau sostiene di avere dovuto pubblicare il libro a sue spese, perché nessuna casa editrice sarebbe stata disposta a farsi carico del progetto.
“Non do fastidio a nessuno, non capisco perché gli altri dovrebbero dare fastidio a me”: così Landau risponde alle critiche in questo servizio di Sky News. E aggiunge: “Vivi e lascia vivere“
Nonostante il caso mediatico sorto intorno al ricettario, in Israele non è poi così difficile trovare carne di maiale. Esiste anche un kibbutz (o fattoria collettiva) specializzato nell’allevamento e nella macellazione dei suini: è il kibbutz Mizra, in Galilea.
I peccaminosi prodotti del kibbutz Mizra sono distribuiti dalla catena di supermercati Tiv Tam, presente soprattutto nell’area metropolitana di Tel Aviv.
Qualche anno fa il miliardario russo Arkadi Gaydamak, che ha acquistato la catena Tiv Tam, aveva minacciato di sospendere “per motivi etici” la vendita di prodotti suini… il che ovviamente avrebbe mandato il kibbutz Mizra sul lastrico. Ma poi si è scoperto che non era possibile recedere dal contratto di fornitura.
- Lunedì 25 Gennaio 2010

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Commenti
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Il 25 Gennaio 2010 alle 16:19 indigesto ha scritto:
Gentile Dottoressa,non so molto sull’argomento, ma presumo che il dettato religioso, che proibisce l’uso della carne suina, sia in parte dovuto a precauzioni di tipo igienico-alimentare che, nelle zone calde, a quei tempi, non erano proprio da condannare. Se è così, al netto della imposizione religiosa con tutti i suoi anatemi, col progresso (l’uso di frigoriferi e l’osservanza di norme a tutela della salute pubblica), non potrebbe essere rivista questa limitazione? Parlo ovviamente per ciò che può interessare la tradizione ebraica. Per quella mussulmana manco a pensarne, come si dice!
Il 25 Gennaio 2010 alle 17:53 annamomigliano ha scritto:
Gentile indigesto,
probabilmente la sua spiegazione è corretta dal punto di vista storico, ma so che dal punto di vista religioso la proibizione resta anche nell’era dei disinfettanti e dei frigoriferi.
Onestamente, non sono un rabbino, dunque non conosco bene i dettagli, né le motivazioni della faccenda.
Ma, se ben ricordo, credo che le regole alimentari si rifacciano al libro del Levitico.
Il 25 Gennaio 2010 alle 18:34 indigesto ha scritto:
Si, le regole alimentari sono molte e complesse, ed hanno tutte un senso. Bisognerebbe capire quante e quali vengano poi osservate nella pratica, cosa non sempre facile. Non ne ho la benchè minima idea.
Il 25 Gennaio 2010 alle 20:25 annamomigliano ha scritto:
A questo link trova alcune informazioni sul perché molti ebrei continuano a rispettare le regole alimentari ancora oggi
http://www.e-brei.net/articoli.....ral/b4.htm
Qui invece una spiegazione pragmatica di quale cibo è Kasher (consentito per l’ebraismo) e quale no
http://www.scuola-ebraica-tori.....tml?idp=80
Qui infine alcuni rabbini italiani discutono dell’argomento
http://www.archivio-torah.it/h.....sherut.htm
Il 25 Gennaio 2010 alle 20:59 jane55 ha scritto:
Qual’è il problema se Ebrei o Mussulmani osservanti non mangiano carne di maiale? A chi recano danno, credo che se non la vogliono mangiare per motivi religiosi o etici, vanno rispettati, un pò come gli induisti,che non mangiano carne per motivi etici-religiosi.Il rispetto naviga anche su questi temi, e male ha fatto questo signore a publicare un libro di cucina sulla carne suina in un paese come Israele, dove c’è una forte presenza religiosa e tradizionalista.
Il 25 Gennaio 2010 alle 22:20 indigesto ha scritto:
Due litri al giorno tolgono il medico di torno. Grazie, Dottoressa per il gentile contributo. A jane55(ma tanto scrive e sparisce)vorrei dire solo che la cosa non dà fastidio a nessuno; ma se questi dettami, pur divini, traevano la loro ragion d’essere temporibus illis da particolari situazioni, forse una loro rivisitazione avrebbe senso, tanto quanto ne aveva allora, appunto!
Il 25 Gennaio 2010 alle 22:32 arjabes ha scritto:
X Jane55 - in Israele la maggioranza non è religiosa, comunque sia, come vanno rispettati i religiosi che vogliono osservare tutte le regole, vanno rispettati i laici che non vogliono rispettarle. I laici israeliani non imporranno mai ai religiosi di comprare e leggere il ricettario sui maiali, ancora meno li obbligheranno a mangiare carne di maiale o a viaggiare di sabato. Ebbene, noi laici israeliani vorremmo essere rispettati esattamente nella stessa misura che noi rispettiamo loro: abbiamo diritto di comprare il ricettario, di mangiare carne di maiale e di viaggiare di sabato. Concordo pienamente sul “Vivi e lascia vivere”.
Due note:Mizra ha incominciato a produrre salumi molto prima dell’ondata di immigranti russi al principio degli anni ‘90, i loro prodotti erano acquistati da ebrei laici, da cristiani e persino esportati. I russi, con Tiv Taam, che è presente in tutta Israele li ha rafforzati, ma Mizra imita i salumi italiani, i russi li preferiscono molto più grassi ed affettati con più spessore.
Il 26 Gennaio 2010 alle 1:25 indigesto ha scritto:
Bentornata arjabes; vero è che Landau non ha trovato un editore. Non ne stavamo parlando in termini di laicismo o di trasgressione, ma solo in termini di tradizioni più o meno in linea coi tempi. So bene che per ogni ortodossia il tempo non conta, ma pare anche che di laici non ve ne siano poi così tanti tra voi, no?
Il 26 Gennaio 2010 alle 8:59 arjabes ha scritto:
X Indigesto: sopra ho scritto che la maggior parte degli israeliani non osservano le regole religiose, quindi, sono laici almeno per uno dei significati di questa parola usata come aggettivo. La domanda giusta sarebbe stata:come mai in un paese con una maggioranza laica, i partiti religiosi hanno tanta influenza? La risposta sarebbe lunga perchè dovrei entrare in spiegazioni sugli ebrei della diaspora e sul come mantengano la loro identità ebraica, sul loro rapporto con il sionismo ed infine sul complicato rapporto tra chi ha attuato il sionismo e chi è rimasto nella diaspora. Il tutto condito con la gamma di gradazioni di religiosità/ortodossia etrdizionalismo. Sarebbe lungo ed inadatto in questa sede e, per essere onesta, non ne ho molta voglia neanche in altra sede.
X Fumagalli, mi fa un po’ ridere, a volte mi urta, il tuo continuo giudicare soprattutto quando ti riferisci a temi complicati che palesemente non conosci abbastanza. Il popolo ebraico, la realtà israeliana, i rapporti tra ebrei israeliani ed ebrei della diaspora, sono temi molto complessi, non sono sicura che siano di tua competenza. Mica si deve avere un’opinione su tutto, no?
Il 26 Gennaio 2010 alle 11:41 indigesto ha scritto:
Cara arjabes,non occorre che ti dilunga,certe cose anche se non si conoscono nel dettaglio si possono immaginare con buona approssimazione. Del resto qualcosa che vi somigli, quanto al rapporto tra religione e società,accade anche da noi. Guardo alle nostre cose con l’occhio del cattolico, ma sono un pessimo cattolico, molto poco osservante e con forti simpatie per la laicità (non per il laicismo becero e speculativo). Per quel che posso (non sono uno studioso) guardo a tutto con particolare attenzione al cammino della storia. Cerco il più possibile di contestualizzare gli eventi,insomma, e credo nell’ apporto che la religione può ancora dare alla società, quando vi riesce. Mi sento popolo, ma capisco anche che il popolo non è mai maturo come vorremmo. Ho fatto questa premessa ad ogni buon conto, come si dice! Salutissimi.
Il 26 Gennaio 2010 alle 12:03 indigesto ha scritto:
Dimenticavo..così, una precisazione non richiesta: come vedo la vostra religione a fronte della nostra. Ebbene la vostra è, per la massima parte, la mia. Per quel che differisce sai come me la cavo? Riconosco a Lui, il Creatore, ogni possibiltà, senza limiti. Abbiamo dei Dogmi, duri da digerire, ma ne assegno la “possibilità” sempre alla Sua onnipotenza. Sulla Creazione non ho dubbi. Ha voglia la Scienza (che confina con l’ignoranza, non dimentichiamolo) a dirci che in principio c’era la “zuppa” cosmica. la Hack mi dovrebbe dire se, per caso, l’aveva preparata lei. Vorrei conoscerne la ricetta!
Risalutissimi!
Il 26 Gennaio 2010 alle 19:01 annamomigliano ha scritto:
Credo che l’intervento di arjabes riassuma in pieno il problema.
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