
La protesta dei giovani universitari contro la chiusura di alcune televisioni di opposizione al governo Chavez
Studenti contro polizia con tanto di lancio di lacrimogeni e spari a salve per disperdere le proteste. No, non siamo nell’Italia di fine anni Sessanta, ma a Merida, città venezuelana di 210mila abitanti sede dell’Università delle Ande e capitale dell’omonimo stato, l’equivalente di una nostra regione. Qui nella notte di lunedì sono morti negli scontri due studenti, colpiti da proiettili vaganti, e una trentina sono stati feriti.
Immagini inedite degli spari contro gli studenti a Merida
Il primo a cadere trafitto in pieno petto è stato Yorsinio Carrillo Torres. Aveva appena 15 anni, militava nel PSUV, il partito socialista unito del Venezuela di Chavez e frequentava il liceo Alberto Carnevali. Il secondo, Marco Antonio Rosales Suarez è morto per tre colpi nel reparto di rianimazione dell’Ospedale dell’Università delle Ande, studiava informatica e aveva 28 anni. I due probabilmente erano ideologicamente su fronti opposti ma ciò poco importa. Sono morti entrambi e, sopratutto, non si sa ancora chi siano gli assassini.
La protesta di piazza studentesca si è scatenata in seguito alla censura improvvisa del canale via cavo RCTV, Radio Caracas Televisión Internacional, che già nel 2007 (quando trasmetteva via etere) era stato chiuso. Se tre anni fa il motivo era la scadenza non rinnovata della licenza, questa volta la spiegazione del governo è stata che RCTV non ha rispettato un recente decreto che prevede l’obbligo, anche per i canali via cavo, di trasmettere i lunghissimi discorsi del presidente. Chavez proprio giovedì scorso aveva preparato questo suo nuovo “exploit” classificando il canale via cavo che avrebbe oscurato come un canale nazionale. Dunque obbligato ad applicare il decreto presidenziale.
Ufficialmente resta il mistero di chi abbia sparato sugli studenti a Merida. Poche ore fa, Liliana Guerrero, presidente della Federazione delle facoltà dell’Università delle Ande, ha però dichiarato che i killer avrebbero agito sotto la protezione di alcuni uomini della Guardia Nacional bolivariana che, per la cronaca, da oggi occupa militarmente le vie della città.
Resta sullo sfondo il caos che attanaglia il paese sudamericano. Dopo la crisi energetica delle scorse settimane, infatti, il Venezuela vive una nuova ondata di instabilità. Prima la rinuncia del vicepresidente Ramon Carrizales e la sua sostituzione con il ministro dell’Agricoltura Elias Jaua. Poi, ieri, un’altra gatta da pelare politico-economica per Chavez, ossia le dimissioni del presidente della Banca del Venezuela Vazquez Orellana, uomo di fiducia del dimissionario Carrizalez. Una battaglia politica da notte dei lunghi coltelli all’interno del chavismo aggravata dalle dimostrazioni popolari in difesa di RCTV, la tv d’opposizione eliminata dai bouquet via cavo a pagamento. Il suo direttore Granier – ha minacciato ieri Chavez – “dovrebbe finire in galera”.
La Francia e l’associazione Humar Rights Watch hanno protestato mentre oggi sono previste nuove manifestazioni studentesche in molte città venezuelane e, c’è da scommetterci, la tensione nel paese crescerà ulteriormente.
- Mercoledì 27 Gennaio 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 28 Gennaio 2010 alle 19:56 Scontri in venezuela - Pagina 2 - Politica in Rete Forum ha scritto:
[...] Scontri in venezuela Alta tensione in Venezuela: due studenti uccisi durante una manifestazione - Mondo - Panorama.it Gli scontri a Merida sono avvenuti per la definitiva chiusura di Radio Caracas TV. Ci sono stati [...]
Il 10 Febbraio 2010 alle 18:53 L’ultima trovata di Chávez? La guerriglia radiofonica - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Da segnalare che Hugo è già protagonista del domenicale televisivo “Aló Presidente”, della durata media di circa sei ore, oltre ad avere la propria rubrica fissa sui quotidiani governativi. E come se non bastasse, è solito registrare spesso lunghi discorsi la cui trasmissione è obbligatoria per tutti in canali televisivi, pubblici o privati che siano. E che ci tenga davvero al suo spazio mediatico lo dimostrano i duri provvedimenti contro l’unica emittente che si è rifiutata, Rctv, che si è vista cancellare il segnale, nonostante le proteste dell’opposizione e le critiche…. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.