Mancano pochi giorni all’anniversario della Rivoluzione iraniana del 1979 e le autorità sembrano voler celebrare l’evento in modo macabro: oggi sono stati impiccati due uomini, arrestati durante le proteste del movimento verde e accusati di essere l’uno monarchico e l’altro membro dei mojaheddin del popolo, il gruppo armato d’opposizione alla Repubblica islamica.
Secondo l’agenzia di stampa Isna, Mohammad Reza Ali-Zamani (37 anni) e Arash Rahmanipour (19 anni) sono stati condannati perché “nemici di Dio”, per appartenenza a gruppi armati e per aver cercato di rovesciare la Repubblica islamica.
Di Ali Zamani avevamo sentito parlare a ottobre, quando era stato condannato per aver complottato con i militari americani in Iraq, prima di tornare in Iran, con l’obiettivo di sovvertire la Repubblica islamica.
Arash Rahmanipour forse è stato condannato per aver legami con l’Anjoman-e Padeshahi-e Iran, un gruppo monarchico fuori legge in Iran. Secondo il suo avvocato avrebbe confessato per timore di ripercussioni nei confronti della famiglia.
Si tratta delle prime condanne a morte legate alle proteste successive alle contestate elezioni del 12 giugno, senza dimenticare però i morti durante le manifestazioni e le persone decedute sotto tortura.
Ufficialmente i morti durante gli scontri con le forze dell’ordine sono stati 30, secondo l’opposizione oltre 70. Alla fine di dicembre, in occasione delle commemorazioni di Ashura, i morti negli scontri erano stati otto. Migliaia di persone sono finite in prigione e ancora 200 attivisti restano in cella.
- Giovedì 28 Gennaio 2010

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Commenti
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Il 28 Gennaio 2010 alle 21:48 indigesto ha scritto:
Gentile Professoressa, i delitti politici sono i più odiosi, ma è da sempre che l’uomo se ne macchia, per reprimere o per vendetta. Uccidere poi con sentenze emesse in nome di Dio è stomachevole. Ma siamo in un regime religioso, dove la religione è un mezzo di potere e di sopraffazione, e non c’è da aspettarsi null’altro di diverso!
Il 29 Gennaio 2010 alle 12:33 cini ha scritto:
L´Iran è governata da un regime tiranno e brutale che il mondo civile non può e non deve continuare a tollerare ancora.
Siamo entrati da un decennio nel ventunesimo secolo, parliamo di civiltà, democrazia globale, libertà di movimento, diritti umani, di scambi commerciali mentre rimaniamo imperturbati a semplicemente guardare, a commentari atti di barbarie medioevali commessi da un gruppo di pazzi tra dementi matusa e psicopatici dittatori,pronti a pubblicamente distruggere vite umane nella maniera più atroce che ci sia, per aver solamente manifestato sulle piazze contro un´inaudibile oppressione da parte di un´incivile regime.
Non è più il caso di cercare il dialogo con chi definitivamente si è dimostrato un pazzo indemoniato ma è il caso di reagire con piena fermezza, risolutezza drastica per reprimere quel cancro che sta intaccando distruggendo un´intera nazione e la sua stessa civiltà.
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