
Un messaggio di Osama Bin Laden trasmesso in tv. EPA/INTELCENTER
Sì, questa volta Osama Bin Laden (o chi per lui) è riuscito a stupire. Non per l’ennesimo messaggio audio né per qualche attentato terroristico. A stupire è il contenuto del suo messaggio, ammesso che sia suo, come al solito pieno di odio verso l’Occidente ma questa volta con argomenti nuovi: gli Usa e i grandi paesi industrializzati, questa l’invettiva del capo di Al Qaeda nell’ultimo messaggio diffuso da Al jazeera, sono i responsabili del disastro climatico e del riscaldamento globale.
Come un opinionista televisivo ormai logorato da anni di invettive sempre uguali, Osama ha sentito evidentemente la necessità di rinnovarsi per non perdere il proprio pubblico. Il mondo intorno a lui è cambiato parecchio (anche per colpa sua) dal 2001 e soprattutto è cambiato il suo nemico numero 1.
Dal cowboy texano George W. Bush proveniente da una famiglia di petrolieri, al figlio di un immigrato del Kenya, Barack Hussein Obama. Un personaggio che ha fatto della volontà di dialogo con l’Islam uno dei segni distintivi della sua ancor giovane presidenza, basti pensare al discorso del Cairo dello scorso giugno.
Al Qaeda non ha certo smesso di organizzare il terrore perché è cambiato il Commander in Chief degli Stati Uniti: lo dimostra l’attentato fallito del giorno di Natale del giovane nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab, che lo stesso Bin Laden ha rivendicato appena qualche giorno fa. “Questo è un messaggio da Osama a Obama” aveva detto, prima della solita filippica contro Israele e Occidente.
Ma evidentemente lo sceicco sente il bisogno di rinnovare il proprio messaggio per fare breccia. Ed ecco l’inattesa sparata contro l’effetto serra e George W. Bush per non aver ratificato a suo tempo l’accordo di Kyoto. Inattesa perché l’ambiente non ha mai fatto parte delle battaglie ideologiche di Al Qaeda e lo stesso Bin laden non ha certo un curriculum “verde”: ha costruito la propria fortuna economica con l’edilizia e ha i suoi principali sponsor nel paese più ricco al mondo di petrolio.
Di certo c’è che Osama Bin laden non è uno sponsor molto gradito ai seguaci di Al Gore e il suo messaggio potrebbe avere esattamente l’effetto contrario, dando un ottimo appiglio ai negazionisti del cambiamento climatico e alle lobby del petrolio, pronti a inaugurare la lista degli eco-terroristi islamici.
- Venerdì 29 Gennaio 2010
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Commenti
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Il 2 Febbraio 2010 alle 2:04 gratis ha scritto:
“…quando si rivolge ad un pubblico Occidentale, il tono di bin Laden cambia radicalmente; elenca un gran numero di “lamentele” per giustificare di combattere l’Occidente – dalla oppressione dei Palestinesi, allo sfruttamento Occidentale delle donne e la mancata firma da parte degli Stati Uniti del protocollo di Kyoto – ma non allude, neppure una volta, al dover combattere gli Stati Uniti semplicemente perché si tratta di uno stato infedele che deve essere soggiogato.
Difatti, comincia spesso i suoi messaggi all’Occidente dicendo: “Il trattamento reciproco è parte della giustizia” oppure “Pace per chiunque segue la guida” – benché intenda qualcosa completamente diversa da quello che pensano i suoi ascoltatori occidentali.
Ovviamente, questa è una chiara situazione di taqiyya, dato che bin Laden non è soltanto impegnato in una jihad fisica, ma anche in una jihad propagandistica.
Convincendo un Occidente secolarizzato (la cui epistemologia non consente la nozione di conquista religiosa) che l’attuale conflitto è esclusivamente colpa sua, garantisce a lui e alla sua causa una maggiore benevolenza; d’altra parte, sa benissimo che se gli Americani capissero che, a parte ogni lamentela politica – reale o immaginaria – secondo la concezione islamica del mondo, soltanto la loro sottomissione all’islàm potrà portare la pace, la sua campagna propagandistica sarebbe rapidamente compromessa.
Il fatto è che al-Qaeda è più motivata da obblighi religiosi che da un trattamento di reciprocità.
Da qui la costante necessità di mentire “perché la guerra” come affermò il loro profeta “è inganno”.
di Raymond Ibrahim
http://www.webalice.it/pvmante.....qiyya.html
Il 2 Febbraio 2010 alle 15:54 indigesto ha scritto:
Un pò complicato seguirti,gratis. Gli americani intanto l’Islam ce l’hanno in casa tanto quanto noi europei, se non di più, e questa è una bomba ad orologeria che già fa sentire il suo ticchettio. Mediamente non è la parte più evoluta e per evoluzione intende il consumismo, per cui ai problemi cosiddetti ecologici è poco sensibile,e poco recepisce,secondo me, i catastrofismi di Al Gore. Dissimulare con la maggioranza degli americani? Mah! pagano troppo sulla loro pelle il “conflitto” scatenato da Osama. Credo che abbia più presa sull’Europa la sua jihad, dove nella Babele degli staterelli e delle lingue trovano sempre più spazio gli “ambientalisti per sentito dire” e danno, nel contempo, sempre più spazio all’Islam. Figuriamoci quando poi portatore di “sani pricipi”!
Chissà poi di tuttoquesto cosa pensano Cina ed India, che sono attualmente tra i primi inquinatori e non intendono essere tra i primi a darsi regole.
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