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- 3 commenti

Barack Obama aveva promesso la Luna? Beh…ora si rimangia tutto. Letteralmente. Non ci saranno altri sbarchi nei prossimi anni. Non ci saranno altre notti con la diretta televisiva, non ci saranno altre passeggiate sugli oceani di sassi, saltellando nello scafandro bianco con la bandiera a stelle e strisce sulla spalla.
L’uomo (americano) non tornerà sulla Luna per il prossimo lustro, e oltre, come, invece promesso. Troppo spese,
troppo deficit. Troppo inutile, per la Casa Bianca. E, allora si pensa alle cose terrene, non a quelle degli altri mondi.
Le ultime notizie lo hanno confermato: i tagli al budget del 2011 fanno vanificare ogni sogno della Nasa. Il programma Constellation (che avrebbe dovuto riportare un essere umano sulla Luna entro il 2020) è stato cancellato.
A Houston (yes, you have a problem, now), devono accettare il fatto che quel viaggio, quella spedizione non ci sarà. Così come verrà annullato, di fatto, un altro progetto: il razzo Ares 1 Rocket, il successore dello Space Shuttle, non nascerà nei prossimi anni, come,invece, deciso in un primo momento.
La crisi economica si porta via molto. La Casa Bianca ha tagliato ovunque per avere un bilancio sopportabile, perchè non dovrebbe tagliare tra le stelle ? Laddove il predecessore di Barack Obama (George W. Bush) aveva deciso che bisognasse tornare ? Quindi, in questa settimana arriverà la conferma ufficiale.
La Nasa deve pensare ad altro. A fare business.
Nei meandri del bilancio federale c’è lo spazio per i finanziamenti ( sei miliardi di dollari) per la creazione di un veicolo commerciale, una sorta di taxi delle stelle, che possa soddisfare le esigenze dei diversi soggetti (commerciali,è utile ripetere) che devono intervenire nello spazio.
L’ipotesi è che comunque nei prossimi anni ci sarà traffico lassù (vedi Cina) e quindi anche gli americani dovrebbero rimanere competitivi sul fronte stellare. Questo dovrebbe passare attraverso un cambiamento della natura della Nasa: meno ente scientifico, dedicato all’esplorazione e più soggetto che guarda allo “sfruttamento” dello spazio.
Su questo, però sono in molti ad avere perplessità. Come Michael Griffin, ex numero uno della Nasa, secondo il quale una “via commerciale allo spazio “esisterà, ma solo tra qualche anno. Ora, ha detto è troppo presto. E così ci si trova di fronte a un paradosso che Griffin spiega con un efficace metafora: “Siamo in un momento della storia dei viaggi spaziali che potremmo definire così: Lindbergh non ha ancora attraversato l’Atlantico e ci sono persone che pensano di poter già vendere 747 alla Pan Am”. Chiaro, no ?
In realtà Griffin ha il dente avvelenato con Obama. Lui era l’uomo di G.W.Bush, l’ingegnere che avrebbe dovuto riportare un americano sulla luna.Per amore della scienza, certo, ma anche per competizione con la superpotenza emergente, la Cina che negli ultimi anni ha varato un programma spaziale molto ambizioso. E, dicono i più maligni anche per garantire l’elettorato in due feudi repubblicani: Texas e Florida.
Ma Griffin è stato fatto fuori dopo la vittoria nelle elezioni presidenziali e rimpiazzato da Charles Frank Bolden, un ex marines, diventato astronauta e con un curriculum di tutto rispetto: comandò due missioni dello Space Shutlle a cavallo tra gli anni’80 e ‘90.
Bolden è proprio l’uomo che ora deve digerire i tagli imposti dalla scure della Casa Bianca per evitare che il deficit federali diventi un mostro non più governabile. Quindi addio (o arrivederci) alla nuova avventura spaziale.
Con questi chiari di luna (economici) la Nasa rimane a terra.
- Lunedì 1 Febbraio 2010

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Commenti
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Il 2 Febbraio 2010 alle 1:37 gratis ha scritto:
Eh no! Obama qualcosa promette agli americani, d’infognarli sempre di più nei guai.
Dalla Luna alle fogne! E se lo sono pure scelto loro!
Il 2 Febbraio 2010 alle 10:42 aldoz ha scritto:
Mancano poche ore dall’esecuzione capitale del progetto constellation della NASA (che avrebbe riportato l’uomo sulla luna entro il 2020 e avrebbe messo il primo mattone per la conquista umana di Marte). Il caro presidente Obama sta per decretarne la fine, quasi 10 anni di studi, di progetti, di test, di lavoro immenso, di spese (miliardi di dollari gia’ spesi).. tutto praticamente pronto (stanno continuando con successo i test ad oggi),tutto al cesso. Capisco la crisi, capisco la situazione ma non posso credere che l’unica soluzione sia la cancellazione totale di tale immane progetto (compreso il razzo Ares che avrebbe sostituito lo Shuttle e che ha gia’volato ed’e’ prontissimo).
E’ assurdo e purtroppo tutto quello che sembrava si sta avverando. Tra 50/100 anni la terra sara’ sovrapopolata ed’e’ oggi il momento per iniziare a mettere in piedi la possibilita’ di vita fuori dalla terra, e’un treno che rischia di non passare mai piu’. Ora sembra tutto finito alla faccia dell’immenso lavoro (e budget speso) svolto fin’ora.
Rifare tutto da capo chissa’ tra quanti anni sembra, piu’ che una possibilita’, un’utopia impossibile. Nessun’altro osera’ spendere e progettare cosi’ tanto per poi avere la possibilita’ che tutto vada in fumo cosi’, all’improvviso. La cosa e’ molto piu’ grave di quel che sembra. La scienza ha perso.
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