- Tags: grecia, immigrazione, legge, noi e loro
- 3 commenti
La Grecia da almeno 10 anni vive un costante incremento dei flussi migratori. Dalle coste turche migliaia e migliaia di afgani, iraniani, somali, eritrei, palestinesi sbarcano ogni anno nelle piccole isole di fronte all’Asia, come Samos e Mitilini.
Oggi, il 10% della popolazione è costituito da immigrati. Al contempo, la penisola ellenica detiene il record negativo in Europa per ciò che riguarda la concessione del diritto di asilo e brilla purtroppo per gravi violazioni dei diritti umani.
La polizia ellenica ha la mano pesante coi migranti: in mare, respinge i barconi o li affonda. A terra, vedi il caso dello sgombero della baraccopoli di Patrasso, non va per il sottile. Le denunce delle associazioni sono continue. Ora il governo greco vuole cambiare la legge sulla cittadinanza e sul voto.
In effetti, il paradosso è che oggi si diventa cittadini greci grazie al diritto di sangue. Risultato? La seconda generazione di immigrati sono apolidi. La proposta di legge punterebbe a far valere il diritto del suolo e a concedere quindi la cittadinanza a chi nasce in Grecia e il diritto di voto a chi vi risiede da almeno 5 anni.
La proposta dell’esecutivo di Papandreou fa discutere e accende gli animi, soprattutto delle formazioni di estrema destra che promettono battaglia. Per ora si tratta solo di una proposta di legge ma per la Grecia si tratterebbe di un enorme passo avanti in materia di integrazione.
Intanto, un sondaggio condotto da Public Issue su un campione di 500 persone e pubblicato dal quotidiano conservatore Kathimerini mostra che il 72% degli intervistati ritiene che la politica migratoria del governo non sia abbastanza severa. Il 60% degli intervistati è infatti convinto che vi siano già troppi immigrati nel paese, mentre il 59% (47% nel 2008) è dell’opinione che tale affluenza stia avendo conseguenze socio-economiche dannose e il 57% (47% nel 2008) che l’impatto negativo riguardi anche l’identità nazionale.
Il 45% degli intervistati è a favore dei contenuti del progetto di legge governativo che concederà la cittadinanza ai figli degli immigrati che risiedono legalmente nel paese, ma la stessa percentuale è dell’opinione contraria. Il 45% degli intervistati da Public Issue è del parere che gli immigranti tolgano lavoro ai greci, contro il 38% che la pensava così nel 2008. Rimane alto ma stabile, 75%, il numero di coloro che addossa agli stranieri la responsabilità dell’aumento della criminalità in Grecia. Il cammino da fare è ancora lungo.
- Mercoledì 3 Febbraio 2010


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Commenti
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Il 3 Febbraio 2010 alle 14:45 indigesto ha scritto:
Finchè non saremo completamenti invasi certo giornalismo d’accatto non si placa!
Il 4 Febbraio 2010 alle 14:12 fredu ha scritto:
Secondo certe persone (normalmente tutti perbenisti benestanti) si dovrebbe dare la cittadinanza a tutta l’Africa e tutto il Medio Oriente, per poi trasferire i popoli sul proprio territorio in massa.
Secondo loro si creerebbe la migliore delle società possibili, si risolverebbero tutti i problemi del mondo e vorrebbero “educare” le persone che questo sia il bene assoluto, il migliore dei mondo possibili.
Poi quando invece le carceri scoppiano, le bombe scoppiano e si comincia a ad assomigliare al Libano o ai ghetti delle periferie USA… è perché le persone sono “razziste” e non sono state abbastanza “educate” alla “multiculturalità”…
Il popolo deve accettarlo, un atto di fede, ingoiarlo tramite la rieducazione anche quando la maggior parte delle persone sono contrarie.
La marcia verso il “migliore dei mondo possibili” non può essere fermata.
Il 6 Febbraio 2010 alle 17:06 giampaolo.musumeci ha scritto:
Una cosa è certa: il flusso di migranti non si fermerà mai. Dall’Africa, dall’oriente, centinaia di migliaia di persone cercano e cercheranno di arrivare in Europa. Noi, i nostri figli, le nostre città, le nostre scuole e naturalmente le nostre leggi dovranno sempre più fare i conti con un fenomeno, quelle delle migrazioni, che esiste da quando esiste l’uomo.
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