
Con l’arrivo della portaerei Cavour ad Haiti è iniziata ierei l’operazione “White Crane” condotta dalle forze armate italiane in soccorso alle popolazioni terremotate. Già da ieri i sei elicotteri cargo (4 SH-3D Sea King e 2 EH-101 Merlin) imbarcati sull’ammiraglia della Marina Militare fanno la spola con Port-au-Prince portando a terra aiuti destinati alla Croce Rossa e alle organizzazioni umanitarie italiane.
La Cavour, che si trova al largo delle coste meridionali di Haiti, sta raggiungendo le banchine di Puerto Caucedo, il più importante porto commerciale della Repubblica Dominicana ben collegato con la capitale haitiana da una strada in buone condizioni. Qui sbarcheranno domattina i 40 mezzi pesanti del 2° reggimento Genio degli alpini (gru, bulldozer, cisterne, autocarri) che raggiungeranno Haiti in convoglio. Oltre ai genieri scenderanno a terra anche i plotoni di fanteria carabinieri che si occuperanno della sicurezza contro la minaccia di malavitosi e saccheggiatori.
Scenderanno quindi a terra oltre un terzo dei 900 militari imbarcati sulla portaerei Cavour insieme a 135 tonnellate di materiale fornito dal World Food Program e 77 tonnellate di aiuti della Croce Rossa Italiana.
Al fianco delle forze italiane per anche un contingente brasiliano composto da 2 elicotteri e 74 tecnici, medici e genieri. Sulla Cavour, comandata dal capitano di vascello Gianluigi Reversi, è inoltre presente un ospedale che contiene tra l’altro l’unica camera iperbarica mobile di Haiti, nonché due sale operatorie e dodici posti di terapia intensiva. Salpata dall’Italia il 19 gennaio, la Cavour ha raggiunto Haiti a tempo di record se si considera anche lo scalo nel porto brasiliano di Fortaleza.
A testimoniare l’importanza di disporre di una nave simile per gestire anche missioni di emergenza umanitaria è giunta la notizia che Washington ritirerà dalle acque haitiane la portaerei Carl Vinson, che in due settimane di attività ha sbarcato 500 tonnellate e imbarcato 435 persone ferite con i suoi 19 elicotteri che hanno volato per oltre mille ore e resteranno comunque sull’isola per garantire mobilità ai soccorsi e alle evacuazioni di feriti. Il ritiro della portaerei dal dispositivo di soccorso Usa solo dopo l’arrivo dell’ammiraglia italiana è la migliore risposta alle polemiche scoppiate in Italia per l’impiego della Cavour in una missione umanitaria e alle critiche di quanti ritengono che l’Italia non debba disporre di una portaerei.
- Mercoledì 3 Febbraio 2010

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Commenti
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Il 3 Febbraio 2010 alle 14:53 indigesto ha scritto:
li lasci perdere,Dr Gaiani. Sono sempre i soliti pennaioli che tirano “quattro paghe per il lesso”!
Il 3 Febbraio 2010 alle 16:03 gratis ha scritto:
Non sono d’accordo con l’articolista, le portaerei non sono state costruite per fare opere missionarie, ma per fare la guerra o difendere la propria nazione.
L’all’ontanmento di quella portaerei dai nostri mari significa minore vigilanza e minore possibilità di difesa.
Certamente anche gli USA hanno mandato una portaerei ma loro si trovano vicino casa, mentre la nostra portaerei sta ad una settimana di viaggio da casa e in una settimana, addirittura in poche ore, può accadere di tutto.
Inutile dire che stiamo in pace con tutti e non c’è pericolo, anche a Pearl Harbour se ne stavano in panciolle una domenica festiva, Ammiraglio in capo compreso che giocava a golf e guarda caso strano cosa è capitato e che la storia ci riferisce.
Anche a New York se ne stavano tranquilli l’11 Settembre 2001, gli aerei militari erano tranquillamente a terra e guarda un pò cosa è successo, gli aerei militari sono giunti a cose fatte.
Il nemico non ti avverte mai quando vuole colpire e dove, non sai nemmeno che esiste un nemico prima che si riveli.
Sono d’accordo che degli aiuti umanitari vanno mandati ma un’altra volta si attrezzi un’apposita nave ospedale, con ponti per l’atterraggio di elicotteri, e qualche soldato per la sicurezza e si lascino a casa strumenti militari che sono stati creati per tutt’altri scopi a spese di tutti i cittadini e che tuttora le mantengono.
Il 3 Febbraio 2010 alle 17:19 indigesto ha scritto:
Scusa gratis,pensi proprio che una potaerei,del resto in forza alla Marina da poco,possa da sola provvedere alla difesa del paese qualora attaccato? E fino a poco fa cos’eravamo? in balia del “nemico”? Su, sai bene che al volersi dotare di una partaerei hanno concorso più ragioni di prestigio che altre, di ordine “pratico”. Facciamo parte di un’alleanza, la NATO, che ben sa provvedere a certe situazioni, alquanto remote, aggiungerei! Che questo prestigio si estrinsechi in un intervento umanitario con un vascello prestigioso nonchè versatile, che può anche sollecitare commesse ai nostri cantieri, lo trovo non solo positivo ma motivo di grande orgoglio, una volta tanto! Salutissimi.
Il 3 Febbraio 2010 alle 18:39 gratis ha scritto:
Mi dispiace indigesto ma questa volta dissento fortemente anche da lei.
E’ ovvio che un mezzo militare da solo non può provvedere alla difesa del nostro paese, così come un giocatore di una squadra di calcio, per quanto bravo possa essere, da solo non può giocare una partita contro una squadra avversaria completa nei ranghi.
Tuttavia se da una squadra di calcio ci toglie un giocatore importante poco ma sicuro che le possibilità di quella squadra si riducono al lumicino e quasi certamente è costretta a perdere.
Se la cosa vale per le squadre di calcio a maggior ragione vale per le forze militari di una nazione.
Lei mi sta dicendo che abbiamo costruito una portaerei per farci “belli”?
Chi è stato quell’incosciente che ci ha fatto sprecare i soldi nel fare una cosa inutile?
Abbiamo forse soldi da buttare?
Addirittura la manteniamo operativa?
No, indigesto, uno strumento militare deve servire per quello che è stato creato, a difendere o a fare la guerra per la propria nazione, altrimenti a cosa ci serve la marina militare, soldati, uffici militari e addirittura un ministro?
Mandiamoli tutti a casa, soldi da buttare non ci sono e lei lo sa bene.
Lei si fida della NATO per la nostra sicurezza?
Forse è così e forse no, si ricordi che ognuno a questo mondo si fa gli affari suoi e i componenti della NATO ultimamente se li fanno di brutto gli affari loro.
La Turchia fa parte della NATO eppure è retta da fondamentalisti che appoggiano l’Iran attuale e chissà cosa possono combinare o non combinare all’interno dell’alleanza NATO?
Ha dimenticato Obama che ha tolto gli antimissili che Bush voleva nella Repubblica Ceca contro possibili sorprese islamiche, segnalatamente l’Iran?
Lo sa che la Siria è una delle nazioni più pericolose assieme all’Iran?
Forse ha le armi di distruzione di massa di Saddam, non necessariamente nucleari, che può averle trasferite da loro e se gli gira la mosca al naso?
Berlusconi è andato di recente in Israele a dichiarare apertamente la sua amicizia, come pensa che possano riagire qualche musulmano cui la cosa non piace?
Se li è già dimenticati i due missili lanciati da Gheddafi dalla Libia che sono arrivati fino alle coste di Lampedusa?
Si è già dimenticato l’aereo militare libico schiantatosi sulla Sila in Calabria durante il caso di Ustica?
E il sequestro dell’Achille Lauro nei nostri mari?
Il massacro dell’aeroporto di Fiumicino fatto da terroristi palestinesi?
La bomba di Bologna sicuramente piazzata dai palestinesi per vendicarsi dell’arresto di due loro uomini che trafficavano in missili sul nostro suolo?
Dov’era la NATO che non si sono accorti di niente?
Dov’era il nostro esercito che se li è lasciati tirare impunemente addosso e fare tutto quello che hanno voluto?
Ha già dimenticato l’attacco che gli USA hanno subito l’11 Settembre 2001?
Eppure loro sono più attrezzati militarmente della stessa NATO ma dormivano, come hanno fatto a Pearl Harbour prima.
La sicurezza nazionale si fonda sulle sue forze militari e la loro attenta vigilanza, distrarle mandandole a spasso significa mandare a puttane tutto ciò per motivi che non hanno alcuna attinenza con i motivi per cui sono state costituite.
Il fulmine non annuncia mai il suo arrivo e se non c’è l’apposito parafulmine è molto facile che accada che arrivi e colpisca.
Pensa forse che gli altri aspettino i nostri comodia per fare la guerra o un azione terroristica ?
L’arbitro dice al portiere di piazzarsi e all’attaccante di mettere la palla sul disco di rigore poi dà il via con il fischietto, comodo e leale, vero?
Purtroppo negli attacchi improvvisi, eserciti o terroristi che siano, non lo sapremo mai quando agiranno, se ci mettiamo a dormire come hanno fatto gli americani a Pearl Harbour e a New York e noi stessi in diverse occasioni come sopra, e mandiamo a passeggio le nostre forze militari a che cosa servono?
A fare i missionari?
Il loro compito istituzionale è fare i militari, non i missionari, per quello, come ho scritto, si può attrezzare un apposita nave civile, smettiamola di folleggiare, non mi sembrano tempi adatti al passeggio di forze militari visto che non riescono nemmeno a fermare due missili tiratici addosso a pieno funzionamento operativo di tutta la nostra forza militare e NATO, figuriamoci con qualcosa d’importante in meno come una portaerei.
Invece di tre palle un cent, tre missili per i belli addormentati esibizionisti.
Il 3 Febbraio 2010 alle 19:25 indigesto ha scritto:
Si, gratis, hai fatto un elenco di attacchi terroristici (missili ridicoli di Gheddafi compresi) in cui una portaerei può fare poco o nulla. In linea di massima, quando dici che le forze armate devono fare il loro mestiere, non sbagli. Ma qui entriamo in un campo minato. Da quel che so la portaerei è stata voluta versatile proprio per essere impiegata in operazioni non strategiche. Che i nostri militari siano impiegati come crocerossine è cosa molto controversa poichè,da quel che si capisce,pertecipano anche ad operazioni belliche di cui poco si dice per non incappare nella nostra Costituzione che ci definisce imbelli, non si sa per compiacere a chi. Che dirti, non credi nella NATO? Cosa ci sarebbe potuto capitare senza di essa? e chi può dirlo. Di certo non possiamo invocarla per gli atti di terrorismo,nè per la invasione che stiamo subendo, di cui abbiamo già detto. Credo anche che l’assenza temporanea di questo mezzo bellico sia stato contemplato nelle strategie comuni di difesa in caso di attacco,come paventi. Consoliamoci almeno del fatto che abbiamo dato il cambio ad un’altra portaerei, statunitense, in questa operazione di soccorso, così si potrà dare meglio un senso alla cosa!
Il 3 Febbraio 2010 alle 23:06 Zione ha scritto:
Se un domani, un pazzo criminale pensa di fare un attentato, a qualsiasi livello, di certo non và a pensare a cosa c’è in qualche porto.
Il fatto di aver inviato una Signora Nave di così grande prestigio e tanto bene attrezzata, per dare una mano ad un Popolo sventurato, deve solo essere motivo di compiacimento per l’Italia e per chi si sente di essere una persona umana; prima ancora di sentirsi Italiano.
Il 3 Febbraio 2010 alle 23:32 fsl ha scritto:
In un precedente post pubblicato in calce all’articolo del 23/01/2010 pubblicato su Panorama su questo argomento, avevo già espresso le mie considerazioni sull’impiego improprio della Cavour e del vero spreco di denaro che costituisce la c.d. missione di soccorso italiana ad Haiti.
Lo scopo principale di una nave portaerei come la Cavour è di garantire la difesa del nostro paese in concorso con le altre navi della marina e con le altre FF.AA.
Essa è un pezzo unico? Non è questo il punto. E’ stata dotata di radar e missili da difesa aerea sofisticati e costosissimi; può ospitare una ventina di aeromobili che non troverebbero spazio sulla più piccola Garibaldi.
Solo una effimera porzione del pezzo è servita per dotarla di sale operatorie e delle altre cavolate che invece, vengono così tanto sbandierate.
A leggere i proclami ufficiali, sembra che la ragion d’essere di questa nave sia diventata la missione di nave ospedale! Ormai impazza la mania di tacere sulle missioni operative dei nostri militari, mentre si mistifica il loro ruolo trasformandoli in tutto : monnezzari, vigili urbani, ecc.
Spesso il Dr. Gaiani sulla sua rivista si è distinto nel criticare l’uso improprio dello strumento militare italiano; questa volta è assurdamente compiacente, anche se conosce i mezzi militari meglio di tutti noi.
Dall’inizio della missione era evidente che la ns. portaerei non era la nave adatta a questo compito per le seguenti ragioni:
1- Con il suo dislocamento avrebbe avuto difficoltà per attraccare nel porto della capitale, devastato dal terremoto e ingombro delle navi che già stanno sbarcando aiuti da alcune settimane.
La Cavour è dotata solo di una “gloriosa” rampa di scarico, simile a quelle dei traghetti!
2- Dal momento che questa situazione era nota, si dovevano impiegare le navi della classe S.Giorgio-S.Giusto che, con il loro bacino allagabile, possono trasportare con i mezzi da sbarco i veicoli pesanti direttamente sulla spiaggia. Esse possono anche trasportare un piccolo gruppo di elicotteri e possono anche fungere da ricovero per i feriti.
3- La Cavour con le sue oltre 27.000 T di stazza ha trasportato misere DUECENTO tonnellate di aiuti (più spicci, forniti dai brasiliani). Davvero è come usare la Ferrari per andare a comprare le sigarette. Si poteva noleggiare una grossa nave da carico tipo Ro.Ro. dotata di rampa, che avrebbe potuto trasportare MOLTO, ma MOOLTO di più con costi inferiori!
Volevamo scialare con le risorse? Una flottiglia con DUE LPD S. Giorgio (non credo che stiano tutte in cantiere!) una nave Ro.Ro. da 30.000 t ed oltre, 4 elicotteri, centinaia di soldati ecc.
Con questi assetti si faceva una vera figura di efficienza, direttamente nella zona del “cratere”.
4- Si racconta che l’80% delle spese della nave siano a carico dei privati, (credo facciano riferimento solo al costo del carburante) perché la MISSIONE PROMUOVE L’IMMAGINE DELL’ITALIA. Ma allora stiamo lì per posa?
E Finmeccanica paga anche gli straordinari per la missione, a circa mille militari impiegati?
Nella finanziaria non c’erano risorse per le missioni principali, tant’è che si è dovuti ricorrere ai proventi dello “scudo fiscale”. Ora sembra che largheggiamo a fondi!
5- Non potendo attraccare a Port au Prince, la Cavour è andata a sbarcare i mezzi pesanti al porto commerciale ad est di santo Domingo. Da lì NON sono proprio due passi, qualche centinaio di Km e con le strade di quei due paesi…
6- Il ridicolo, presunto “avvicendamento” tra la Carl Vinson e la Cavour: gli USA hanno molte più portaerei di noi; ne hanno utilizzato una per poche settimane, ma non dimentichiamo che essa era accompagnata da una vera flotta di navi d’ogni genere, avevano attivato un imponente ponte aereo ed hanno sbarcato decine di migliaia di soldati! Nella flotta USA c’era (e c’è) UNA VERA NAVE OSPEDALE. La nostra è figlia unica! Gli americani hanno riassegnato la loro portaerei alle sue missioni principali, noi giochiamo a fare le crocerossine.
7- Tra qualche mese, dopo roboanti notizie di elargizioni di pasta asciutta, la Cavour dovrà tornare in Italia. Finisce così l’aiuto del nostro paese a quei poveri sventurati? Non ho notizia degli sviluppi di questa missione che, mi auguro, non si esaurisca in circa tre mesi!
Ma tant’è : dopotutto, i nostri ammiragli devono cercare di far piacere questa nave al nostro premier che tanto l’ha disprezzata in passato. Non ci dimentichiamo, a proposito di uso improprio della Cavour, di un recente spot per un famoso modello di utilitaria. A questo punto mi rammarico che per il festival di Sanremo sia già tutto organizzato, ma c’è tempo per la prossima edizione: un nuovo compito per le nostre FF.AA. !
Il 4 Febbraio 2010 alle 12:16 gianandrea gaiani ha scritto:
Sono lieto che questo tema abbia suscitato tanto interesse da parte dei lettori, molti dei quali ben preparati sui temi militari. Anche per questo voglio precisare che la Cavour non è certo stata costruita per missioni umanitaerie. Ha ben altri compiti, di tipo bellico, ma è stata progettata anche per svolgere queste missioni di soccorso che richiedono robuste capacità di volo e di comando e controllo. Non credo che nei prossimi due mesi l’Italia subirà minacce tali alla sicurezza nazionale da far rimpiangere la lontananza della Cavour. Piuttosto tengio a far notare che con gli attuali fondi a disposizione della Difesa (soprattutto alla voce esercizio che copre addestramento e manutenzione) la nuova portaerei avrebbe avuto ben poche possibilità di navigare a lungo raggio. Opportunità che questa missione consente insieme a un’attività a favore di popolazioni bisognose che mi pare positiva anche per l’immagine dell’Italia. Non credo ci sia da scandalizzarsi se anche noi italiani, per una volta, consideriamo gli interventi militari all’estero (bellici o meno) anche come strumento di penetrazione commerciale. Certo in Italia tutti i governi preferiscono dare visibilità all’impiego umanitario delle Forze Armate, spesso quasi oscurate quando combattono sul campo di battaglia. Ma questo riguarda la gestione politica del consenso circa l’impiego dei militari oggi inopinsatamente mobilitati addirittura per rimuovere neve e rifiuti mentre qualcuno li vorrebbe anche sulle strade di Roma a dirigere il traffico.
Il 5 Febbraio 2010 alle 0:08 gratis ha scritto:
Egr. Gianandrea Gaiani, non sono d’accordo con lei, ribadisco il mio punto di vista.
I mezzi militari sono stati costruiti per fare quello specifico lavoro: servire la sicurezza nazionale.
Nessuno può affermare con certezza quando ciò dovesse accadere, nell’epoca moderna non c’è alcuna certezza di questo, non ci sono squilli di tromba, non ci sono formali dichiarazioni di guerra, non si vedono truppe ammassate ai confini, gli attacchi oggi giorno avvengono in tutt’altra maniera e la sorpresa è spesso il fattore fondamentale.
L’Italia non possiede più forze armate all’altezza della situazione, ci dobbiamo affidare alla NATO, ma proprio per questo quel poco che possediamo sarebbe il caso che venisse utilizzato per impieghi militari stretti.
Le penetrazioni commerciali le devono fare le imprese commerciali e tutto ciò che ha questa funzione, non la nostra marina militare, deviata da compiti istituzionali che non gli competono.
Se proprio si desidera fare missioni umanitarie, cosa anche del tutto comprensibilissima e giustificabilissima come in questo caso, lo si può fare diversamente e più efficientemente in altra maniera.
Sarebbero bastate due navi civili, un traghetto per portare tutti gli aiuti umanitari con camion a bordo e una nave ospedale attrezzata con una pista d’atterraggio o due per elicotteri, qualche soldato armato per la sicurezza a bordo e fuori, dove in questi casi regna il caos, e basta.
Sarebbero stati mille volte meglio della portaerei il cui compito è ben diverso.
I politici la devono finire di dirottare soldi, istituzioni, materiali in incarichi che sono un vero abuso contro le nostre istituzioni e sovranità popolare.
Mi meraviglia che la magistratura, sempre tra i piedi per qualsiasi sciocchezza, non faccia nulla in questi casi, dove c’è una vera violazione del dettato costituzionale.
Il 5 Febbraio 2010 alle 11:11 fsl ha scritto:
Gratis, tieni presente che in Italia non esiste una nave ospedale attrezzata per ospitare elicotteri.
Condivido che certi mezzi sono fatti per missioni specifiche.
Quello che non sopporto a parte tutte le considerazioni già fatte, è che era noto agli addetti ai lavori la Cavour non avrebbe potuto attraccare nel congestionato porto di Port au Prince e non, essendo una nave da sbarco, NON ha il bacino allagabile che le avrebbe permesso di utilizzare i mezzi da sbarco (MEN) per scaricare aiuti e mezzi pesanti vicino alla zona più sinistrata, ovvero dove sono più utili.
Sono andati a sbarcare a porto Caucedo distante almeno 300 km, da Port au Prince: se siete stati nella Repubblica Dominicana, sapete che lì non ci sono strade larghe come le nostre, ma sono strette e attraversano i centri abitati. Un bell’esempio di scarsa organizzazione!
Vogliono impiegare gli elicotteri anche per scaricare dentifrici e acqua minerale? Felici loro!
In linea di principio non mi scandalizzo se vengono usati i mezzi delle FFAA per soccorrere le popolazioni colpite, ma mi dà fastidio l’uso improprio (come in questo caso) e la mistificazione dei ruoli delle FF.AA. (l’ultimo: leggete come il quotidiano Avvenire descrive la Cavour nel numero di oggi! Non ha più radar, missili né cannoni).
Il governo lesina gli investimenti per costruire i nuovi mezzi, ma decide di far bella mostra di sé e la c.d. vetrina per il made in Italy.
Alla Difesa non dormono mica: è da tempo che si cercano fondi per costruire una nuova classe di navi da sbarco e portaeromobili, che avrebbero dovuto sostituire le S. Giorgio, anche per svolgere missioni di protezione civile..
Fin dal 2008 (con la Cavour pronta ad entrare in linea) il capo di stato maggiore della marina ha manifestato la necessità di dotarsi di nuove navi da sbarco e la Fincantieri ha elaborato un progetto di nuove LHD per sostituire le attuali LPD, classe Santi.
Il progetto era addirittura cresciuto dalle iniziali 15.000 tonn ad oltre 20.000 tonn
Nel mese di aprile 2009, è stato tentato il finanziamento extra-difesa per 2 unità per 640 milioni di Euro. Pare che a dicembre 2009 al gruppo Fincantieri sia stato promesso da MSE un finanziamento da 50 milioni per gennaio 2010, per far partire prima i lavori dei programmi LSS/JSS e LHD di Marina Militare.
In sostanza, si tratta di grandi navi molto simili alla stessa Cavour come dimensioni e configurazione, con un lungo ponte di volo per far operare fino a sei elicotteri contemporaneamente ed un grosso hangar per ospitarne diversi.
In più c’è un enorme bacino allagabile per i mezzi da sbarco e grossi spazi per ospitare mezzi, truppe e, all’occorrenza attrezzarli per ospedale.
Mancano i sistemi di combattimento e le armi della Cavour e l’armamento è simbolico ( per la difesa ravvicinata: 2 cannoni OtoBreda 76/62 SR e 3 OtoBreda-Oerlikon KBA 25mm/80.
Queste sono le navi di cui dotarsi se si vuole andare in giro per il mondo a salvare gli orfani!
Il 5 Febbraio 2010 alle 22:29 indigesto ha scritto:
Apprendo molte cose su questi argomenti, anche se a volte conditi con un pizico di cinismo; ma vorrei spostare un attimo il baricentro del discorso ed userò un linguaggio iimproprio non essendo un esperto. Ragionevolmente, e vorrei sottolinearlo,non vedo al momento nell’area mediterranea potenziali nemici che possano aggredirci con attacchi aerei o con armi convenzionali a sorpresa. Potremmo tuttalpiù ipotizzare, e abbrevio, attacchi di paesi più lontani condotti con missili. Nel qual caso ben poco potrebbero fare le nostre difese convenzionali, ma potremmo difenderci solo con missili anti-missili,che non so nemmeno se abbiamo in dotazione. Penso che per noi una portaerei possa poco o nulla badare a questo tipo di difesa. La immagino pattugliare, in seno alla NATO, zone “calde” di altri mari, ma in missioni congiunte. Non sarà stata questa l’occasione, come dice il Dr. Gaiani, per provarne alcune caratteristiche di tenuta?
Per quanto convinto delle vostre osservazioni su un uso improprio della Cavour, benchè versatile, ma ha senso invocare ragioni di difesa del territorio per la sua assenza, di cui i nostri “strateghi” avranno certamente tenuto conto? Saluti e tante scuse!
Il 6 Febbraio 2010 alle 11:46 gratis ha scritto:
Indigesto ripeto, nessuno può sapere quando qualcosa accadrà, nè illudersi che tutto sia calmo per via delle apparenze.
Una portaerei è dotata dei più sofisticati congegni radar d’intercettazione oltre che di batterie anti missili ed elicotteri ed aerei che possono ampliare il perimetro di sorveglianza.
L’attacco non necessariamente può avvenire da un territorio ma anche da un sommergibile o da una nave camuffata, se non c’è chi vigila è sicuro che passeranno con la minore difficoltà possibile.
Già riescono a farsi passare sotto il naso battelli di clandestini a centinaia, vogliamo sguarnire del tutto i nostri mari?
Strateghi in Italia dice?
Qui gli unici strateghi che abbiamo sono gli opportunisti e, se lasciamo ruota libera pure a chi deve svolgere un dovere, non ci rimane niente altro che cicale, spendaccioni ed esibizionisti della domenica.
Il 30 Marzo 2010 alle 22:03 franci8243 ha scritto:
sapete che si può visitare la portaerei Cavour? c’è un conmcorso in atto con cui si possono vincere 2 giorni a La Spezia per visitarla…guardate un po’ù
http://www.livecurious.it/sche...../portaerei
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