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	<title>Mondo &#187; La prossima guerra degli Usa? Contro la Cina</title>
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	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:59:47 +0000</pubDate>
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		<title>La prossima guerra degli Usa? Contro la Cina</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.zurleni</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Mentre a Washington discutono del faccia a faccia tra Obama e il Dalai Lama, è stata pubblicata dal Pentagono la nuova dottrina militare americana: dopo 25 anni cambia per affrontare tutte le nuove minacce agli Stati Uniti ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4954" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a rel="attachment wp-att-4954" href="http://blog.panorama.it/mondo/2009/10/06/dalai-lama-perche-obama-si-e-inchinato-al-niet-di-pechino/144928_pacd101_ap/"><img class="size-full wp-image-4954" src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2009/10/hu_obama.jpg" alt="Hu Jintao  e Barack Obama " width="500" height="343" /></a><p class="wp-caption-text">Hu Jintao  e Barack Obama </p></div>
<p><strong>Cambia la dottrina della Guerra Americana</strong>. Ma il nemico (potenziale) è sempre quello: la Cina, il grande Competitore. E rimane l&#8217;avversario “intermedio”: il network del terrorismo islamico fondamentalista.</p>
<p>Il Pentagono - mentre a Washington si discute sull&#8217;opportunità di un faccia a faccia tra Obama e il Dalai Lama -  ha reso pubblico il testo del <a href="http://www.defense.gov/QDR/">Quadriennial Defense Review</a>, la Bibbia degli obiettivi strategici americani, la summa del pensiero militare a stelle e strisce. Era un documento molto atteso perché le anticipazioni avevano già fatto intuire cambiamenti epocali. Che, infatti, ci sono stati. <span id="more-10907"></span></p>
<p>Dopo 25 anni, il ministero della difesa americano ha deciso che <strong>la sua dottrina non si baserà più sulla possibilità di combattere (contemporaneamente) due conflitti convenzionali su due differenti teatri di guerra</strong>, ma che, invece, le forze armate e l&#8217;apparato di sicurezza statunitense dovranno essere in grado di fronteggiare più e molteplici pericoli a livello globale per la sicurezza degli Usa, dal terrorismo agli attacchi dei Cyber.</p>
<p>Il nuovo mantra militare americanoè stato pubblicato lo stesso giorno in cui è stato reso noto il bilancio del Pentagono. Si va verso un investimento record di più di 700 miliardi di dollari negli anni a venire, con lo stanziamento di 33 miliardi di dollari per le guerre in Afghanistan e Iraq nel solo anno 2011.</p>
<p>Il Quadriennial Defense Review aveva modificato la dottrina della guerra americana già nel 2006, ma quattro anni dopo, i cambiamenti sono molto più significativi. In particolare, il documento afferma che <strong>gli Usa dovranno difendersi dalla minaccia del terrorismo</strong>. La Guerra al Terrore , secondo il Pentagono, dovrà essere combattuta nel tentativo di sconfiggere un nemico che potrebbe attaccare usando armi biologiche, chimiche e, addirittura, nucleari.</p>
<p>Una delle ricette indicate <a href="http://csis.org/publication/2010-quadrennial-defense-review">nel QDR </a>è lo sviluppo dell&#8217;intelligence e della partnership con altri paesi interessati a sconfiggere il nemico islamico. Il documento indica anche le priorità per le truppe in Afghanistan e in Iraq, focalizzandosi sulle prime. Alle quali dovranno essere dati maggiori strumenti di contro-spionaggio (per evitare gli attacchi dei kamikaze talebani) e di protezione delle operazioni sul terreno.Nel caso specifico, il testo richiede uno sviluppo del numero e dell&#8217;utilizzo di elicotteri da guerra sul quel teatro bellico.</p>
<p><code>
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<p>Ma se il presente viene analizzato fin nei minimi dettagli, <strong>è il futuro il tempo su cui gli strateghi del Pentagono si sono esercitati maggiormente. </strong>Uno dei fattori di maggiore preoccupazione  dei prossimi anni viene individuato nei cambiamento climatici, gravidi di tensioni tra e all&#8217;interno delle nazioni.<br />
Nel documento sono citati espressamente fenomeni come l&#8217;innalzamento del livello dei mari, la riduzione della calotta di ghiaccio artica, come elementi di instabilità  globale, su cui i militari americani saranno chiamati a intervenire.</p>
<p>E si pensa al futuro, il Pentagono vede un solo vero nemico per gli Usa: la Cina, destinata nei prossimi anni a competere con gli Stati Uniti per la primazia mondiale. Il Quadriennial Defense Review delinea uno scenario in cui potrebbe deflagarere <strong>un conflitto bellico convenzionale su larga scala tra Washington e Pechino</strong>. Ad innescarlo, la politica americana nei confronti di Taiwan. Leggere queste parole pochi giorni dopo lo scoppio  delle polemiche tra Cina e Stati Uniti per la decisione di Washington di vendere armi a Taipei, fa quasi venire i brividi. Ma dobbiamo abituarci.</p>
<p>Secondo un&#8217;analisi di <a href="http://www.nytimes.com/2010/02/01/world/asia/01china.html">Helen Cooper</a>, cronista diplomatica del New York Times, l&#8217;amministrazione Obama avrebbe deciso di usare la politica del muso duro nei confronti di Pechino, senza enfatizzare, però, i motivi  dello scontro, ma giusto per  fare capire ai cinesi che non possono fare quello che vogliono. E che devono andare incontro alle richieste di Washington su alcuni temi caldi in agenda, come l&#8217;Iran. La Corea del Nord, i cambiamenti climatici.</p>
<p>E&#8217; vero che Pechino ha nelle sue mani una buona parte del debito pubblico americano, ma – è il messaggio della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato – questo fattore non ci impedirà di avere un rapporto “franco” con la Cina. Tradotto: nessun ricatto, nessuna perdita di sovranità o potenza.</p>
<p>Nel Quadriennial Defense Review , la Cina è anche accusata (seppur non espressamente) di condurre attacchi cyber contro gli Usa. E&#8217;questa l&#8217;ultima, grande minaccia, contro la quale il Pentagono vuole combattere per la sicurezza degli Usa. E&#8217; solo di pochi giorni fa, lo scontro tra il governo cinese e Hillary Clinton su Google e la libertà in rete.</p>
<p><strong>Se non di conflitto  convenzionale, almeno aria di Guerra Fredda si respira ora tra le due sponde del Pacifico. </strong></p>
<div id="attachment_10591" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a rel="attachment wp-att-10591" href="http://blog.panorama.it/mondo/2010/01/28/il-dalai-lama-indiano-preoccupa-pechino/dalai/"><img class="size-large wp-image-10591" src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2010/01/dalai-large.jpg" alt="Il Dalai Lama durante la recente visita in Gujarat (Credits: LaPresse)" width="500" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Il Dalai Lama durante la recente visita in Gujarat (Credits: LaPresse)</p></div>
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