Sivan Kotler De Benedetti, corrispondente del quotidiano israeliano Haaretz in Italia e docente di lingua e letteratura Ebraica all’Universita La Sapienza, è la giornalista che ha seguito il viaggio del presidente del Consiglio in Israele
La discesa in campo di Silvio Berlusconi coincide con la scomparsa di un grande leader amato in Israele, Yitzhak Rabin. Da allora, in Israele, uomini politici si susseguano alla guida del nostro Paese, sognando intimamente di avere un consenso simile a quello di Berlusconi nel proprio paese.
In un’intervista rilasciata al quotidiano israeliano Haaretz, l’Ambasciatore d’Israele in Italia, Gidon Meir, ha confidato che pochi leader mondiali potrebbero ottenere un’altissimo consenso in Israele qualora si dovessero candidare: Berlusconi, secondo lui, fa parte di questa ristrettissima categoria.
“La maggioranza degli italiani vorrebbe essere come me” disse Silvio Berlusconi in un’intervista rilasciata a Mattino Cinque il 7 settembre 2009 ed al termine della visita di tre giorni in Israele, sembra che anche a non pochi israeliani l’idea non dispiacerebbe affatto.
Per una nazione abituata ad essere sotto un continuo attacco dell’opinione pubblica mondiale, agli israeliani sembra quasi impossibile avere un’amicizia rara e sincera nel panorama mondiale senza dover nulla in cambio. Certo che la natura sospettosa e prudente della società israeliana ha portato i media e l’uomo della strada intervistato a
domandarsi il perché di questa amicizia, senza necessariamente sfociare nel tradizionale cinismo yidish della serie: “Ve l’avevo detto… non è una semplice amicizia“.
Ma al di la di qualche speculazione sui rapporti commerciali tra l’Italia e l’Iran, nulla sembra confermare quei sospetti. E così, per ben tre giorni, le massime istituzioni e tutti i leader israeliani di tutto l’arco politico, hanno mostrato un affetto straordinario nonché un sentimento sincero di puro riconoscimento.
La società israeliana si bea di somigliare agli italiani in tutto e per tutto. Il termine “balagan” (caos proficuo), del resto, che fotografa alla perfezione la società e la politica israeliana, è anche per noi il tratto distintivo dell’italianità.
Ma l’israeliano ha sviluppato, a differenza di quello italiano, un linguaggio diretto e poco formale. Tutto può essere detto e quindi fatto nel modo più diretto possibile. E forse, anche per questo motivo, un leader di un grande paese, che spesso dà l’impressione di non seguire sempre il protocollo, piace assai qui da noi.
Ma l’elemento principale, tra i tanti che hanno portato il Presidente israeliano Shimon Peres a lodare gli elettori italiani per la loro capacità di scegliere con saggezza il loro leader ed ha portato il primo ministro israeliano a definire lo stato di Israele fortunato per avere un amico come Berlusconi, è la gioia e lo spirito di leggerezza che il primo ministro italiano sa esprimere in ogni circostanza, qualità rara nelle latitudini del medioriente.
In una società costretta a vivere i momenti di gioia come fossero gli ultimi, amicizia vera unita a spirito leggero diventano una ricetta sicura di successo. Almeno qui da noi.
(di Sivan Kotler De Benedetti)
- Giovedì 4 Febbraio 2010
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Commenti
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Il 4 Febbraio 2010 alle 13:13 indigesto ha scritto:
Bisognerebbe però capire perchè gli ebrei italiani flirtano da lungo tempo con la sinistra, nemica giurata di Berlusconi. Retaggio del veterocomunismo che espresse tra gli ebrei, in tempi ormai lontani, “pensatori” ed uomini d’azione marxisti? O semplici schieramenti politico-editoriali con interessi di bottega? Mah!
Il 4 Febbraio 2010 alle 20:17 pv21 ha scritto:
Nel paese del Barbiere e il Lupo per sentirsi sicuri si fanno cose piuttosto strane. Tutti sanno che ci sono “distinguo” tra il Vaticano e le Istituzioni di Gerusalemme. Un alleato in più può sempre servire (sperano).
http://forum.wineuropa.it
Il 4 Febbraio 2010 alle 22:37 attenzione ha scritto:
“Perché il popolo d’Israele ama Berlusconi” ?
Forse perchè allude a mamma Rosa.
Forse perchè NON sanno che, è alleato della Lega
Forse perchè NON sanno che, anche nello “sport”, uno con la pelle “NERA-SCURA” viene deriso con acclamazione Xenofobiche.
Forse perchè NON sanno che, il giovanissimo giocatore della Lazio, Golasa, ha avuto come “benvenuto” da parte di un noto giornale, con queste parole: “Alla Lazio, l’ebreo Golasa”.
Forse perchè NON sanno che, l’Italia fa dei satelliti SPIA all’Iran.
Forse perchè NON sanno che, un “ortodosso ebreo “, NON si potrà MAI e poi MAI vedere con le sue vesti tradizionali in giro per una strada a Roma, Milano, o Campobasso.
E forse perchè NON sanno che, parlo degli USA, senatori e/o “parlamentari” del Congresso degli Stati Uniti d’America, sono instragrande maggioranza, ebrei pittosto di “sinistra” che di destra.
Forse perchè NON sanno che, l’elite ebraica intellettuale italiana è in stragrande maggioranza di sinistra.
Conclusione:
la sinistra in Israele, NON è come quella Italiana.
Se si va a fondo, credo che, se “avesero modo di studiare i politici di oggi in Italia”, be:
Fini - anche se di “origine” filo-fascista -, sarebbe piu amato di Berlusconi.
Mio modesto parere………….
Shabbath Shalom
Il 4 Febbraio 2010 alle 22:47 attenzione ha scritto:
A Sivan Kotler De Benedetti, vorrei chiedere come sono andati i colloqui riguardo i satelliti Spia fatti in Italia per l’Iran……..
Notizia apparsa sul suo “antagonista”, Jerusalem Post, in Italia notizia forse “nascosta”, per “NON” creare “diatribe”.
Mi ero dimeticato, di far questo quesito, perchè no, anche alla gentile Redazione di Panorama.
Di nuovo……
S.Shalom
Il 4 Febbraio 2010 alle 22:52 indigesto ha scritto:
Se sono così disinformati in Israele,caro gratis,cosa aspetti ad informarli tu?
Tu forse non sai che i cretini ci sono dappertutto. Perchè non dovremmo averne noi? A generalizzare troppo si commette lo stesso errore di chi fa del razzismo.
Sei padronissimo di simpatizzare per quella sinistra italiana che brucia le bandiere americane ed israeliane ma non per questo affermare che tutti gli italiani sono antisemiti e xenofobi. Saluti.
Il 5 Febbraio 2010 alle 0:11 arjabes ha scritto:
Il popolo d’Israele ama Berlusconi! Urca che paroloni!
E che esagerazioni!
x Attenzione: don’t worry, sanno, sanno.
Il 5 Febbraio 2010 alle 0:20 arjabes ha scritto:
…ci sono cose molto più importanti di cui parlare, per esempio che il Maccabi Tel Aviv ha vinto il Real Madrid
81-76 a pallacanestro…
Il 5 Febbraio 2010 alle 1:03 indigesto ha scritto:
Rettifico: nel precedente post mi sono riferito a gratis, per sbaglio,intendevo rispondere ad attenzione.Me ne scuso.
Il 5 Febbraio 2010 alle 12:02 gratis ha scritto:
Indigesto sono rimasto stupito quando mi hai infilato nella discussione senza che nemmeno avessi scritto niente, naturalmente è evidente che era un errore che giustamente hai corretto.
Io sono pro Israele da sempre perchè gli israeleiani sono nel loro pieno diritto, mentre i cosiddetti”palestinesi” non sono altro che truppe in versione civile delle nazioni che hanno aggredito Israele ben tre volte.
Hanno perso e non potevano rischiare di perdere ancora perchè il diritto internazionale in questo non perdona e eventuali territori persi potevano essere incamerati per sempre.
Hanno quindi mandato a infstidire Israele i cosiddetti “palestinesi” mai esistiti nè come Stato nè come popolo, si sono formati e fatti chiamare palestinesi solo nel 1964 per dare credito alla lotta fatta contro Israele.
Pubblico qui sotto un video che chiarisce come stanno le cose per chi non sa niente d’Israele, della Palestina, del territorio e i popoli che ci abitavano.
http://www.youtube.com/watch?v.....re=related
Il 5 Febbraio 2010 alle 14:03 Inimicarci l’Iran non conviene alle imprese italiane - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] (dal 1892 a oggi). Leggi gli altri post » Nella visita in Israele il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha tessuto le lodi di Tel Aviv e criticato aspramente l’Iran. Ma siamo proprio sicuri [...]
Il 5 Febbraio 2010 alle 20:17 indigesto ha scritto:
gratis,stavo su argomenti che spesso abbiamo trattato e,di conseguenza,t’ho nominato. E’ chiaro che quando si trattano ci si esprime,come dire,per linee d’inviluppo.Ma le opinioni non sono sempre tutte uguali,anche se hanno le stesse finalità ed esistono diverse realtà politiche,nelle quali è arduo addentrarsi. Personalmente ho considerato proficuo l’intervento del Presidente al Parlamento ebraico. Dobbiamo liberarci di questa etichetta di persecutori poichè, di iniziativa, mai lo siamo stati. Quel contesto storico che ci portò alle Leggi razziali era un contesto che non teneva conto della volontà popolare, che, per quel che ha potuto, si è espressa spesso in senso opposto. Ma tant’è che ancora c’è chi dubita di questo. Gli atti di contrizione finiscono, a mio parere, per legittimare un regime che, poi, tanto legittimo non era, come del resto tutte le dittature. Perciò ogni azione,di qualsivoglia Governo, che ponga quei fatti nella giusta luce, è, secondo me, positivo oltre che dovuto! Credo che possa condivere. Saluti.
Il 6 Febbraio 2010 alle 2:37 melmoth ha scritto:
sono un filo israeliano, convinto della necessità che bisogna aiutare in tutti i modi il popolo israeliano a difendersi dagli altri Paesi dell’area medio orientale che ne vogliono chi in maniera esplicità chi meno la distruzione. Inoltre spesso i politici arabi e non per sviare la gente dei loro paesi dai problemi sociali deviano l’attenzione verso Israele e gli Usa. Berlusconi, che è un grande presidente, bene ha fatto a dichiare che Israele dovrebbe entrare nella UE e che bisogna fermare l’ Iran.
Il 6 Febbraio 2010 alle 12:09 gratis ha scritto:
Indigesto delle 20,17 condivido quello che ha scritto, compreso quando argomenta sulle leggi razziali, sicuramente furono un atto politico non dipendente dalla volontà popolare, così come ce ne sono molti anche oggi di atti politici non condivisibi dalla maggioranza.
Però lei sbaglia nel dire che era un regime dittatoriale quello che emanò tali leggi, era perfettamente in regola con l’ordinamento costituzionale d’allora.
Non aveva preso il governo con la forza, era stato incaricato dal Re e nel Parlamento aveva la maggioranza, divenuta assoluta perchè gli altri partiti si ritirarono sull’Aventino, praticamente lasciando un Parlamento sguarnito da quasiasi opposizione di loro volontà.
Regime lo divenne solo quando Mussolini dopo aver presentato le dimissioni, arrestato e poi liberato dai tedeschi, formò un nuovo governo.
Ma anche qui la cosa è ancora giuridicamente discutibile.
E’ vero che Mussolini aveva presentato le dimissioni a seguito del voto minoritario nel Gran Consiglio fascista, ma anche così vi doveva essere l’assenso o il respingimento da parte del Partito fascista, cosa che fu evitata dal Re con l’arresto di Mussolini.
Perciò tecnicamente Mussolini era dimissionario ma non dimissionato del tutto.
Di conseguenza si può parlare di regime solo in questa fase del suo governo ma la cosa è sempre discutibile da un punto di vista giuridico, considerato che il Re non aveva formato alcun altro governo ma si era squagliato.
Il 6 Febbraio 2010 alle 16:50 indigesto ha scritto:
Caro gratis, non ho fatto discorsi in punta di diritto. Per calarsi in quelle vicende tutto va contestualizzato. L’assenza di un Parlamento, se così si poteva chiamare quello di allora (e quello di adesso), pone in evidenza, piaccia o no, l’assenza di una rappresentanza popolare, così come è intesa nelle democrazie, anche in quelle di allora. Il Gran Consiglio ed il Partito, organi se pur legittimati dagli eventi, non possono essere ritenuti, a mio parere, legittimati a rappresentarla, la volontà popolare. Su questo puoi almeno convenire. Aggiungo, per farmi meglio comprendere, che non guardo alla nostra democrazia come ad una democrazia esemplare. La ritengo malintesa e pletorica, per numero di rappresentanti e per come vengono “scelti” dal popolo; nonchè per tutto quello che vi attiene per numero (e qualità) delle orde di politici e politicanti che infestano ed impoveriscono il Paese. Ma da qui ad individuare la volontà popolare in un Partito unico ed in un suo, per quanto si voglia legittimo, Gran Consiglio, secondo me, ce ne corre! Saluti.
Il 6 Febbraio 2010 alle 18:19 gratis ha scritto:
Indigesto chiarisco meglio, dal nostro punto di vista odierno è evidente che non possiamo riconoscere rappresentativo un sistema come quello del ventennio fascista, così come sicuramente il nostro sistema di rappresentanza attuale, a cui lei stesso non manca di critiche giuste, non può essere considerato una vera rappresentanza della volontà popolare.
Perciò se lei vuole sottolineare i difetti ne troverà sicruamente in abbondanza, come d’altronde se ne trovano anche oggi.
Il discorso è diverso, si tratta della legalità del sistema d’allora a cui non può essere imputata dittatura o regime perchè dittatura non ci fu, e regime ce li lasciarono fare i parlamentari dell’opposizione che, invece di fare il loro dovere, andarono per farfalle.
Di conseguenza imputare a Mussolini d’essere stato Dittatore o regime, dal punto di vista legale e costituzionale d’allora non è pensabile.
In quanto alla volontà popolare Mussolini la ebbe, anche se non sulle leggi razziali che ripugnavano a tutti e immagino allo stesso Duce che lo fece solo per opportunità politica con Hitler, non nascondiamoci sulle convenienze attuali, di volta bandiera e opportunisti l’Italia è piena, non per niente c’è il detto: Franza o Spagna basta che se magna!
Perfino Berlusconi ha la volontà popolare dalla sua e in perfetta regola con le leggi costituzionali, eppure c’è chi lo chiama Dittatore e parla di regime.
Come vede la cosa è molto opinabile se la si slega dalla correttezza giuridica e costituzionale.
Come detto Berlusconi ha la volontà popolare ma di sicuro molte sue decisioni non è che mi entusiasmano e immagino che non entusiasmino, non dico l’opposizione, che quella è pronta a dire no a qualsiasi cosa perchè sono dei bastian contrari, ma a gran parte dei moderati che votano Berlusconi e che sono costretti a subire anche decisioni che non voterebbero nemmeno morti.
Perciò non faccia la verginella offesa, la volontà popolare in realtà, sia prima che adesso, non ha mai avuto modo di affermarsi veramente.
Noi parliamo di Democrazia ma in realtà è un Oligarchia mascherata, e questo lo sanno tutti anche se tutti fingono che siamo in Democrazia e sproloquiano sulla volontà popolare.
Il 6 Febbraio 2010 alle 20:05 indigesto ha scritto:
E che c’è bisogno di dirlo? Vedi, un Dictator, nell’accezione romana, carica elettiva e temporanea, a me, personalmente, non impressionerebbe affatto. E’ ciò che, in un CERTO senso, hanno gli USA, con un Parlamento, in proporzione, contenuto nel numero dei membri. E’ quanto si sta cercando di fare con il “presidenzialismo”, ma dubito che si perverrà a qualcosa: la greppia è allettante e, finchè dura nessuno mollerà la presa! Dunque, senza dimenticarci che la forza precede il diritto, ho mirato alla sostanza delle cose, superando gli aspetti formali e di diritto. Non occorre essere vestale di alcun tempio se si afferma che le Leggi razziali furono una deplorevole forzatura del comune sentire, dovute, oltre che alle ragioni di “soggezione” che hai detto, soprattutto a decisioni prese d’imperio, che quelle istituzioni comunque consentivano. Su questioni già di per esse drammatiche si poteva ricercare (e perchè no?!) anche una qualche forma di consenso. Sappiamo anche che le criminali deportazioni avvennero successivamente, con la collaborazione della Repubblica sociale; ma questa è un’altra storia.
Il 6 Febbraio 2010 alle 21:43 gratis ha scritto:
Sono d’accordo con il Presidenzialismo così come per una riduzione sostanziosa del numero dei parlamentari e perfino la riduzione ad una sola Camera, MA l’elezione dei parlamentari NON deve avvenire con il sistema dei partiti e SENZA il nominale, com’è stato attuato recentemente per uscire dalle secche dell’ingovernabilità, SI DEVE TORNARE AL NOMINALE ASSOLUTAMENTE, ma solo dopo il cambio del sistema elettorale e della costituzione che ne regola i vecchi meccanismi.
Il sistema uninominale a un turno o plurality con collegio unico e con maggioranza relativa in cui vince solo chi ottiene la maggioranza assoluta, il 50%+1 delle preferenze.
In quest’ultima ipotesi, non essendo improbabile che il corpo elettorale si frazioni non indicando alcun candidato vincente, è da prevedersi di norma un secondo turno di votazioni.
Il Parlamento deve CONTROLLARE IL PRESIDENTE E IL SUO GOVERNO, MA SE LO SFIDUCIA DEVE AVERE L’OBBLIGO DI DIMETTERSI ANCHE LUI INSIEME AL PRESIDENTE SFIDUCIATO, ALTRIMENTI RICADIAMO NEL DIFETTO CHE IL PARLAMENTO ASSUME IN SE’ LA PREROGATIVA DI GOVERNO E PARLAMENTO SENZA DOVERNE RISPONDERE ALL’ELETTORATO E SENZA SUBIRE CONSEGUENZE DALLE SUE DECISIONI.
Solo così avremo un Governo che governa e un Parlamento che controlla, le due istituzioni si elidono a vicenda e ciò permette il VERO CONTROLLO DELLA SOVRANITA’ POPOLARE, in quanto il Governo non potrà “pazziare” facendo quello che gli pare e fuori dalle “righe” e il Parlamento non potrà scappare dalle sue responsabilità e non come è stato fino ad adesso che sono rappresentanze di gruppi oligarchici di potere, politico, industriale, finanziario, ecc. o addirittura personale e che non possono essere controllati dall’elettorato perché NON SI RIPRESENTANO AL VOTO PER FARSI GIUDICARE NEL LORO OPERATO.
In quanto alle leggi razziali di cui si parlava non furono una questione di “soggezione” come dice lei, Mussolini non era tipo da farsi subornare da nessuno, ma d’isolamento politico internazionale per l’avventura colonialista dell’Italia, condannata ipocritamente proprio dalle nazioni colonialiste come Francia e Inghilterra per l’accrescersi dell’influenza politica e militare italiana a livello internazionale e che ci spinsero giocoforza nelle braccia di Hitler, insomma una decisione per convenienze politiche, non per convinzione mentale e di credo sugli ebrei come lo è stato per Hitler e i tedeschi.
E’ ovvio che su una tale questione Mussolini non potesse cercare il consenso popolare, per un politico era una decisone forzata se non si voleva rimanere isolati, qualsiasi altro politico del tempo avrebbe fatto lo stesso e anche molti del nostro tempo, se si fossero trovati di fronte ad una simile decisione, senza sapere cosa ne poteva conseguire.
Sicuramente avrebbe fatto bene a rinunciare ma rischiava l’isolazionismo politico internazionale, con conseguenze di tutti i tipi, da quelle economiche fino alla sicurezza nazionale di un Italia ancora ballerina e malferma sulle sue gambe.
Nei calcoli politici del Duce le leggi razziali in Italia sarebbero state ininfluenti e poco applicate, come lo furono, non poteva prevedere l’aggravarsi della situazione nel futuro e la svolta drammatica che avrebbero avuto, con l’intervento interno dei tedeschi in Italia in conseguenza del disastro della guerra.
Il vero errore di Mussolini fu lì, nel decidere d’entrare in guerra.
Lo fece per raggiungere gli obiettivi dell’Unione d’Italia del Risorgimento, a cui mancavano alcuni territori da sempre considerati italiani, e non per espansionismo senza limiti alla tedesca.
Una volta entratovi però non fu più possibile uscirne.
Condannare a cose fatte le leggi razziali è facile, ma quando fu deciso Mussolini sulla bilancia aveva da decidere la migliore convenienza per le sorti dell’Italia di quel momento, ma l’uomo propone e Dio dispone, così le cose finirono per sfuggirgli di mano nel corso della guerra, né poteva prevedere le vere intenzioni di Hitler riguardo agli ebrei, cosa che tutti seppero solo a guerra finita, e dopo non poté rifiutarsi per tentare di salvare il salvabile dell’Italia.
In fin dei conti ormai non aveva più potere effettivi sotto i tedeschi e il pericolo era che i tedeschi, a seguito del tradimento fatto dal Re d’Italia nelle alleanze, senza la Repubblica di Salò avrebbero massacrato tutto il Nord d’Italia per semplice vendetta e rivalsa e lei dovrebbe sapere bene che Hitler in quel momento non scherzava, così come lo sapeva altrettanto bene Mussolini che si dovette adeguare, mentre avrebbe potuto tranquillamente rifugiarsi in Svizzera fin dall’inizio, visto che un andazzo negativo era capacissimo di prevederlo e vederlo con i suoi occhi, mandando a puttane tutto quanto.
Il “ringraziamento” del Nord d’Italia per avergli Mussolini limitati i danni fu la schifezza di Piazzale Loreto.
Il 6 Febbraio 2010 alle 23:17 indigesto ha scritto:
Caro gratis, la storia è come l’acqua, segue la via più breve! Avremmo volentieri fatto a meno di Hitler, tutti, a cominciare dai tedeschi. Ma nulla nasce da nulla, e la responsabilità di questa presenza nella Storia ce l’hanno in tanti. Ma lasciamo perdere, ci siamo capiti!
Nulla da aggiungere sulle Leggi razziali, se non che la propaganda martellante, stupida ed infondata, sull’arianesimo ne preparò il terreno. Di per esse infami, finirono per assumersi tutta la responsabilità (e tuttora) di una tragedia immane che non so quanto fosse prevedibile. Presentandosi con tutto lo stilema del ridicolo (basta leggersele) non potevano che essere destinate ad affogare nel ridicolo. Invece….!
Condivido abbastanza il tuo schema, ma credo anche che i Partiti dovrebbero darsi uno Statuto, con una parte che ne indichi il programma ed una seconda, uguale per tutti, che ne indichi gli obblighi. Ma è poesia! Saluti.
Il 7 Febbraio 2010 alle 13:46 indigesto ha scritto:
Commenti da minus habens…
Il 8 Febbraio 2010 alle 14:01 attenzione ha scritto:
http://forum.panorama.it/f16/u.....ni-t18457/
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