Nella visita in Israele il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha tessuto le lodi di Tel Aviv e criticato aspramente l’Iran. Ma siamo proprio sicuri che questa politica non metta a rischio le imprese italiane in Iran? Nel 2008 l’interscambio tra Roma e Teheran era stato di 7 miliardi di euro, di cui 3,6 miliardi spesi dall’Italia per acquistare petrolio e gas.
In confronto al 2007 le esportazioni italiane verso l’Iran sono aumentate del 16,52% e sono valutate 2,17 miliardi di euro. Diversa la tendenza nel 2009: secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini nei primi cinque mesi l’impegno economico dell’Italia sarebbe diminuito e l’interscambio sarebbe calato del 40%. Il decremento si è verificato per volontà italiana? Non credo, penso sia piuttosto da imputare a una maggiore autonomia dell’economia iraniana.
Come mi raccontava tre anni fa Ido Picchioni, branch manager dell’azienda di costruzioni Ansaldo a Teheran, “l’Iran sta cercando di sfruttare le competenze locali, riducendo al minimo le importazioni. Questa non è una novità introdotta dal presidente Ahmadinejad, ma un processo già iniziato con il suo predecessore Muhammad Khatami e accelerato dal nuovo governo che ha bloccato i contratti che esponevano troppo l’Iran”.
Dubito quindi che il decremento delle esportazioni italiane in Iran sia frutto di una decisione politica presa a Roma. E comunque, nonostante le pressioni della diplomazia internazionale e le difficoltà interne alla Repubblica islamica, sembra che le imprese italiane siano determinate ad andare avanti. L’ultimo contratto firmato dall’Ansaldo vale 350 milioni di dollari ed è volto alla collaborazione nella costruzione di quattro centrali elettriche. Da parte sua, l’Eni ha investito due miliardi di euro nel giacimento di gas South Pars (quello condiviso con il Qatar che lo chiama North Field) e nel pozzo petrolifero di Darquain. La Fiat esporta tecnologia per le auto dual-use che vanno sia a benzina sia a gas.
Dall’Iran gli italiani importano pellame e, ciliegina sulla torta, nelle banche italiane sono depositati 7 miliardi di euro, liquidità proveniente dalle banche iraniane ed è necessaria al sistema creditizio italiano. Suggerire soluzioni non è certo facile ma non credo che rendere difficile la vita alle imprese italiane in Iran sia l’idea migliore per cambiare l’Iran secondo le modalità auspicate dalla diplomazia internazionale.
La prima e immediata conseguenza dell’uscita delle imprese italiane dal mercato iraniano sarebbe l’ingresso di società provenienti da altri paesi. In primis la Cina e l’India.
- Venerdì 5 Febbraio 2010
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Commenti
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Il 5 Febbraio 2010 alle 15:26 indigesto ha scritto:
Gentile Professoressa, i Popoli vanno distinti dai Regimi che li opprimono. Dice cose sacrosante quando afferma che l’uscita delle Imprese italiane non lascerebbe vuoti. E’ quello che si può opporre a quanti discettano e strombazzano sulla fornitura italiana all’Iran della tecnologia per l’avvistamento dai satelliti. E’ ammirevole che una nazione cerchi in sè stessa i mezzi e le risorse per poter fronteggiare i suoi bisogni; poi gli interscambi, regolati dal mercato, servono a colmare quelle lacune, quando è necessario colmarle, a cui i mezzi propri, nell’intanto, non possono provvedere. Ma ci sono anche ragioni morali, per chi sa farsene una ragione, che, al momento di una crisi che rende irrecuperabile i rapporti, obbligano a mutare atteggiamento. Non so se questo momento sia arrivato ma so che è nella convinzione di molti popoli di adoperarsi in ogni modo acchè il popolo iraniano venga liberato dal regime che l’opprime. Se c’è da fare sacrifici, si faranno. Mi basta che Lei sia d’accordo su questo.
Il 5 Febbraio 2010 alle 16:34 indigesto ha scritto:
Penso che, dopotutto, sia gratificante per la Redazione e per gli stessi Giornalisti, registrare commenti sugli argomenti proposti. Gli sproloqui rabbiosi ritengo pongano solo nell’imbarazzo gli Stessi qualora intendessero arricchire il Blog di ulterioi interventi. Dunque ritengo questi “commenti” proposti solo come azione di disturbo, e non so fino a che punto coscientemente.
Se qualcuno pensa a diatribe personali sbaglia di grosso, poichè non esistono altre premesse oltre alla mia personale tolleranza. Per sintentizzare posso solo aggiungere,con un’espressione romanesca,che “non c’è trippa per gatti”! E chi vuole intedere..intende!
Il 5 Febbraio 2010 alle 17:51 fsl ha scritto:
Dobbiamo decidere, come italiani, cos’è più importante: attribuire etichette di regimi autoritari e pericolosi per le altre nazioni o concludere affari con gli stessi senza strombazzarli sulla stampa.
L’Italia è sin troppo esposta verso l’Iran per fare la voce grossa e non può tirare troppo la corda dell’interscambio economico favoleggiando su argomenti tipo: se non lo vendono a noi il loro petrolio non lo vendono a nessuno! India e Cina sono più vicine, così ad occhio e croce.
La nostra politica estera risente troppo della dipendenza energetica da Paesi che potrebbero crearci problemi in un prossimo futuro e per questo è necessario che si torni al nucleare come scelta strategica per ridurre il fabbisogno di idrocarburi.
Ve l’immaginate quanto costerebbe il greggio in caso di guerra che impedisca di ricevere petrolio dall’Iran e dal Medioriente in generale?
Ma fare questi discorsi in campagna elettorale è eresia..
Il 5 Febbraio 2010 alle 18:02 gianobo ha scritto:
Fumagalli, perchè invece di tediarci con le cazzate che scrivi non impari a scrivere in un italiano decente, se sei straniero (come penso) saresti anche scusato in parte, ma se sei italiano dovresti vergognarti della tua ignoranza ( probabilmente avrai avuto gli stessi maestri del troglodita molisano).
Il 5 Febbraio 2010 alle 18:04 indigesto ha scritto:
Sono d’accordo sul nucleare, ma nello scenario paventato aumenterebbe anche il prezzo dell’uranio.
Il 5 Febbraio 2010 alle 18:46 fsl ha scritto:
E’ vero, ma l’uranio si può importare da paesi come il Canada e l’Australia che sono nostri alleati.
La presa di posizione del presidente Berlusconi è una tale novità per la nostra politica estera, da fare pensare che il barometro della crisi con l’Iran volge a “burrasca”. Insomma, se anche i topi scappano…
Il 5 Febbraio 2010 alle 19:19 gratis ha scritto:
Qui bisogna chiarire subito una cosa, non sono le imprese italiane che decidono cosa vuole il popolo sovrano che si esprime per mezzo del Governo a sua volta espressione del Parlamento.
Capisco che una giornalista di un giornale economico si esprima in termini economici e cioè dal punto di vista del borsellino, ma anche negli interessi economici c’è un limite che non si può superare, quando il perseguirli significa morte per qualcuno o danno irreversibile oppure eccesso di concessione a nostro danno, come Esaù imparò bene a proprie spese, cedendo la primogenitura per un piatto di lenticchie.
Cosa vuol dire che questa politica ci danneggia?
E’ un eufemismo per dire che bisogna condannare l’innocente Israele, per permettere agli iraniani di distruggerla con qualche atomica perché ciò fa comodo al nostro borsellino?
Finora Israele se l’è sbrigata da sola e certamente ciò non ha fatto onore alla nostra ipocrisia, lasciandola sola a difendersi attaccata dai lupi mentre nella realtà è la nostra libertà e democrazia, oltre alla sua, che sta difendendo.
Adesso la faccenda si sta trasformando in qualcosa che va ben al di là di una semplice convenienza politica, per niente pulita e troppo sporca anche rispetto agli standard accettabili di sporcizia politica.
L’Iran si sta per armare con atomiche e un giorno si e l’altro pure parla di distruggere Israele, cancellarla dalla faccia della Terra.
Vogliamo essere corresponsabili di questo crimine perché conviene al nostro borsellino?
Pensiamo forse che la cosa non avrà prima o poi ripercussioni anche su di noi?
Parlare in maniera decisa a favore d’Israele e condannando l’Iran per le sue esternazioni è il minimo che possiamo fare, toccherebbe fare molto di più.
E’ evidente che ne pagheremo il prezzo con la perdita economica, come paventa la giornalista, ma come dicevo a tutto c’è un limite nella convenienza che non è accettabile, quando si supera si deve pagare un prezzo, anche se è un prezzo puramente morale.
La docente si rende conto che già c’è un decremento nei nostri rapporti economici dovuti alla ricerca di un regime autarchico dell’auto sufficienza, brutto segno che qualcosa sta bollendo in pentola nelle decisioni iraniane per il prossimo futuro, di qualche azione che sanno avere come minimo ripercussioni economiche.
Ed è ben per questo che Berlusconi si è lanciato in difesa d’Israele e di condanna all’Iran, per avvisarli che non credano troppo a Babbo Natale e che pensino d’avere semaforo verde.
Il 5 Febbraio 2010 alle 20:54 indigesto ha scritto:
Si,gratis,ma spesso le Imprese,quelle grosse,condizionano le linee dei Governi. Qui però, come dici, siamo di fronte a situazioni molto delicate. Credo che un equilibrio si troverà. Si fa la voce grossa, ma, vedrai, si calmeranno un pò tutti. Almeno me lo auguro.
Il 5 Febbraio 2010 alle 21:10 carlo.tosi ha scritto:
Niente paura, ora il nostro piccolo clown è andato in israele e quì ha osannato lodi verso gli ebrei e criticato tutti gli altri, nel prossimo incontro internazionale farà lo stesso con chi ha di fronte di volta in volta. Se per caso incontrasse il leader dell’Iran, lo coprirebbe di complimenti, criticando tutti gli altri. Coma del resto ha fatto anche con Gheddafi. Tipico dei ruffiani leccacu-o, farsi sempre belli con chi ti sta di fronte maldicendo chi non è presente. Comunque, se c’è un po’ di tensione nell’aria, di certo la stempererà raccontando qualche barzelletta scema e fuori luogo.
Il 5 Febbraio 2010 alle 21:47 indigesto ha scritto:
Con la Libia c’era una questione annosa, dove ci era d’obbligo pervenire ad un accordo. carlo.tosi, puoi avre tutta l’antipatia che credi per Berlusconi, ma in queste circostanze ci rappresenta, e non nel modo che dici. Puoi verificarlo da te,senza farti travolgere dall’astio.
Il 5 Febbraio 2010 alle 22:48 fsl ha scritto:
Lungi da me l’idea di paragonare il presidente del consiglio ad un topo e mi spiace leggere simili espressioni su questo post.
Sono contento che, per una volta, il nostro Paese si sia schierato con una certa decisione da una parte e sembra aver voglia di non farsi condizionare da esigenze di cassa.
In assenza di informazioni (che in questo momento sono classificate) non si può dare un giudizio sulla capacità iraniana di sviluppare un ordigno atomico, obiettivo dal quale è molto lontano.
Se così non fosse, 5 minuti dopo la conferma, scatterebbe qualche azione “preventiva” … che noi lo vogliamo o no.
Spero che questo scenario si avveri solo a distanza di tempo per consentirci, almeno, di diversificare le nostri fonti d’approviggionamento di idrocarburi.
Il 6 Febbraio 2010 alle 9:39 gianobo ha scritto:
fumagalli, i tuoi non sono errori di battitura, è proprio crassa ignoranza della lingua italiana, è la grammatica che vacilla, sono convinto tu sia uno straniero, anche per le stronzate che scrivi, ma ti pagano almeno? Ho pena per te, povera creatura.
Il 6 Febbraio 2010 alle 13:07 livio p ha scritto:
Concordo sostanzialmente con quanto espresso nell’articolo.
Non voglio scendere in discussioni sul ruolo di Israele nel contesto mediorientale, ma mi preme affermare che
non mi sembra il caso, da parte di un presidente del consiglio cosi’ solitamente attento alle esigenze del mondo imprenditoriale, sbilanciarsi in questo modo a favore di un paese che da un punto di vista economico non puo’offrire un granche’ alle imprese italiane.
Se dovessimo attuare una politica economica rispettosa dei valori morali non faremmo affari con nessun paese del mondo, e nessun paese del mondo li farebbe con noi.
BASTA IPOCRISIE PER FAVORE.
Il 6 Febbraio 2010 alle 13:31 livio p ha scritto:
Moreover, credo che il leader iraniano sia molto meno stupido e pazzo e molto piu’ pragmatico di quanto non si pensi.
Cercare di tessere solidi rapporti commerciali con L’Iran consentirebbe anche, per gli appassionati di morale, di averne anche maggiormente sotto controllo la situazione politica.
Ma forse cio’che si sta cercando di fare, da parte della solita superpotenza statunitense e con l’appoggio becero o forse complice di tanta stampa occidentale, e’ di mettere i bastoni tra le ruote ad un leader che e’in grado di ribattere a muso duro contro di loro.
Sara’ un caso, ma oggi se hai la “sfortuna” di sederti su giacimenti di idrocarburi dal valore inestimabile o ti fai amica l america e assecondi i suoi interessi o diventi un “paese canaglia”, destinato prima o poi ad essere invaso nel nome della democrazia e della giustizia da esportare..
Proviamo anche a ragionare con la nostra testolina, invece di fermarci semplicemente a leggere cio’ che ci vogliono far credere.
Il 6 Febbraio 2010 alle 14:12 indigesto ha scritto:
caro livio p, pur senza voler contestare i tuoi argomenti, il punto è un altro. Il pragmatico leader iraniano, come lo definisci, ha giurato sulla distruzione di Israele e sta ponendo mano ad armamenti che potrebbero essere in grado di farlo. Se ti sembra una cosa trascurabile è inutile continuare a parlarne!
Il 6 Febbraio 2010 alle 14:25 indigesto ha scritto:
gianobo, non ti meravigliare, abbiamo tutti ricevuto la patente di cretino. Vuolsi così, colà dove si puote: si vede che colà hanno una predilizione per le “macchiette”!
Il 6 Febbraio 2010 alle 17:32 gratis ha scritto:
Livio p. delle 13,07, vedo che anche lei fa il discorso della tasca piena tanto da rimproverare a Berlusconi d’essersi sbilanciato a favore di qualcuno (Israele) che non ci può riempire le tasche.
Però nel caso in questione non si tratta di valori morali che ognuno è libero di gestirsi come vuole, cosa che abbiamo fatto benissimo fino ad adesso fingendo d’ignorare la realtà nella lotta tra musulmani e israeliani e lasciandoli nelle loro ambasce.
Qui si tratta di una situazione che può evolversi drammaticamente a danno di una nazione chiaramente democratica e liberale come la nostra.
Qui non si parla più di schioppettate e qualche bombetta ma di armi di distruzione di massa, di cui è minacciato non tanto velatamente l’uso da parte dell’Iran.
Uso fatto non contro una nazione qualsiasi ma un luogo che ha profonde connessioni spirituali e storiche con noi e l’occidente in genere.
Un uso che se fosse fatto sarebbe a due passi da casa nostra e al cui appoggio risulterebbe la nostra responsabilità morale non più cancellabile dalle coscienze e dalla storia dell’umanità, se non parlassimo o non facessimo qualcosa per impedirlo.
Parlare cinicamente di continuare come se niente fosse a questo punto non è più pensabile, borsellino o meno che sia, Berlusconi ha fatto bene a dare l’alto là all’Iran, il prezzo che dovremmo pagare per una cosa simile sarebbe ben più alto del misero guadagno di qualche soldo.
A tale proposito aggiungo per “fumagalline” che parla di tempo massimo superato, che forse lo sarà per gli USA condotti da quel folle di Obama, ma la cosa ci riguarda direttamente perché sono affari che avvengono nel nostro cortile di casa, non dall’altra parte della faccia della Terra.
Visto che sugli USA non possiamo fare più affidamento vuoi per “Obamba”, vuoi per i nostri cretini di sinistra che finora gli USA li hanno sempre respinti e accusati anche contro i nostri stessi interessi nazionali, sarà il caso che incominciamo a preoccuparci da soli degli affari nostri e con più energia di quanto ne sarebbe occorsa prima, quando gli altri ci toglievano le castagne dal fuoco mentre noi criticavamo pure.
Vedo che fumacervelo adesso se la prende pure con la Colombia, difendendo quel pazzo di Chavez e il Venezuela.
Il vero pazzo in quella zona è solo Chavez, che invece di pensare agli interessi del suo popolo pensa a creare casini andando a pestare i piedi a chiunque gli si trovi vicino.
http://www.youtube.com/watch?v.....-8Z81alQeQ
Segua anche lei l’invito di Re Juan Carlos a Chavez: Per qué no te callas?
Il 7 Febbraio 2010 alle 7:59 livio p ha scritto:
Il signor Enrico, seppur con toni non del tutto civili, ci mette sotto gli occhi fatti incontestabili.
Oggi le cose che vediamo e sentiamo sono quelle che ci vogliono far vedere e sentire.
Come possiamo dare fiducia ad una potenza che deplora (come e’ giusto, per carita’!) l uso di armi atomiche quando pero’ e’ stata l unica ad usarne nella storia.
Come possiamo dare fiducia ad un potenza che, fregandosene di tutti gli organismi internazionali, ha intrapreso una guerra in Iraq al fine di distruggere le armi chimiche che Saddam stava preparando…
Ricordo chiaramente un intervento alle nazioni unite di Bush (l’ultimo Bush, quello piu’stupido…) in cui si illustravano con tanto di ricostruzioni 3D i laboratori mobili su cui gli uomini di Saddam stavano, a loro dire, realizzando queste famigerate armi…
Qualcuno ha mai visto saltare fuori queste armi o questi laboratori?
Lo vogliamo ammettere o no che una potenza che noi consideriamo democratica e civile ha intrapreso una guerra con migliaia di vittime (da tutte e due le parti) per semplici “errori di valutazione”?!
oppure questi errori sono il frutto di un disegno ben preciso degli USA?…
forse l argomento esula un po’da quello dell’articolo della gironalista di panorama, ma forse nemmeno troppo…
Il 7 Febbraio 2010 alle 11:33 indigesto ha scritto:
livio p, si può anche essere d’accordo su certi aspetti, ma bisogna guardarsi dalle mezze verità. Le mezze verità si chiamano propaganda. E poi, non si può giudicare un frutto solo dal sapore del nocciolo. I discorsi andrebbero perciò fatti, e recepiti, sempre per intero.
Il 7 Febbraio 2010 alle 14:04 attenzione ha scritto:
Risalve a tutti. :))
Come di consueto, vorrei domandare alla giornalista Farian Sabahi, come sono andati i colloqui tra Netanyau e Berlusconi riguardo i satelliti spia tutt’ora in produzione per l’Iran di fabbricazione italiana.
Passiamo al tema:
Commercio con l’Iran: urge sapere come stanno le cose
L’articolo di Virginia Di Marco
Testata: Il Riformista
Data: 07 febbraio 2010
Pagina: 10
Autore: Virginia Di Marco
Titolo:
«Il flusso di soldi tra Italia e Iran è quattro volte quello del 2001»
Finisce cosi:
“Il dossier iraniano è senz’altro più distante dal sentire comune dell’opinione pubblica italiana rispetto a quella israeliana, ma le ragioni del ritardo con cui questo dibattito è stato affrontato sono anche altre. «I media filogovernativi – critica il columnist israeliano – non ci tengono a mettere in imbarazzo il premier su un tema così delicato; altri appartengono ad aziende che hanno interessi in Iran».
«Il governo italiano – conclude Gantz – è molto bravo nella retorica; ora, però, non è il momento delle belle parole, ma delle sanzioni.
E affinché siano efficaci c’è bisogno di serietà e coerenza»
Tutte chiacchiere e niente arrosto.
Il “DIO DERARO”.
Il 7 Febbraio 2010 alle 14:10 attenzione ha scritto:
Altro estratto dell’articolo:
“Gerusalemme. «Berlusconi è un amico d’Israele, certo. Ma è anche un uomo d’affari». Sul presidente del Consiglio italiano, che proprio questa settimana ha trascorso tre giorni a Gerusalemme in visita di Stato, il giornalista israeliano Menachem Gantz non sembra avere dubbi. «Da una parte – dice al Riformista Gantz, inviato a Roma di Yedioth Ahronot (il quotidiano più diffuso in Israele) – si dichiara vicino a Israele, dall’altra è leader di un Paese che ha il business più grande d’Europa con l’Iran». E questo malgrado la comunità internazionale si stia muovendo in direzione di pesanti sanzioni economiche contro la Repubblica islamica, per cercare di ostacolarla nella sua corsa verso il nucleare. «L’Italia – spiega il giornalista israeliano – nel 2009 è risultata essere il primo partner commerciale europeo dell’Iran: lo dimostrano dati alla portata di tutti, pubblicati anche sul sito dell’Istituto del Commercio estero italiano». ”
Bravo Gantz, dici solo che l’innefabile verità!
Altro che ” Berlusconi il piu amato in Israele “.
La TV commedia, cosi come i servizi sui media in video o a mezzo stampa italiani, son solo che ” pure visioni di propaganda “, retorica e falsità.
Il 7 Febbraio 2010 alle 15:12 gratis ha scritto:
Livio p. del 7 febbraio ore 7,59, è vero che furono gli USA ad usare le armi atomiche ma per porre fine ad una guerra feroce che aveva fatto milioni di morti solo in Asia per mano dei giapponesi di allora che oggi si vittimizzano senza conoscere i fatti che portarono a quella decisione.
Con duecentomila morti delle due atomiche, si ottennero un risparmio di vite di quasi 5 milioni di persone, di cui 4 Milioni sarebbero state giapponesi senza dubbio alcuno e furono appena sufficienti per ottenere questo scopo perché, nonostante le atomiche, la parte militarista del Giappone non voleva ancora arrendersi!
Sono conteggi che all’epoca fecero i generali nella prospettiva di un invasione tradizionale del Giappone isola per isola, in base a quello che era accaduto a Jiwo Jima e Hokinawa nel conquistarle, cioè al numero di morti tra americani e giapponesi, facendo due conti ci si rese conto che per fare lo stesso con tutto il Giappone in base ai morti avuti si sarebbe giunti ad UN Milione di soldati americani morti e 4 Milioni di giapponesi morti.
Non le utilizzarono per fare massacri di massa indiscriminati ma proprio per impedire massacri di massa, nel porre fine ad una guerra che era già costata milioni di vite.
Inoltre qui c’è un concetto sbagliato sulle armi che viene posto in essere.
Le armi sono ARMI e servono allo scopo per cui sono state costruite, se le atomiche e le nucleari sono osteggiate NON e’ solo per l’utilizzo sbagliato che se ne può fare in mano ad un folle ma perché gli effetti secondari potrebbero distruggere zone e popolazioni che con l’obiettivo nulla hanno a che fare, addirittura coinvolgere tutta la Terra.
L’utilizzo fatto dagli USA contro il Giappone aveva un preciso scopo, far arrendere il Giappone e risparmiare altre milioni di vite, senza contare che non se ne conoscevano ancora appieno gli effetti secondari fuori dagli obiettivi che si volevano centrare.
Perciò chi usa strumentalmente questa situazione storica per imbastire ragionamenti contorti, con cui avere ragione a prescindere, sbaglia di grosso.
La morte è morte che arrivi con un atomica o con una coltellata è lo stesso, quello che conta è la responsabilità e le motivazioni del perché si dà la morte a qualcun altro.
E’ forse la stessa cosa se un delinquente uccide un poliziotto nel corso di un reato o se un poliziotto uccide un criminale nel corso di un reato?
Il risultato di morte è lo stesso ma le motivazioni sono profondamente diverse, così come le responsabilità.
Gli USA lo fecero per far terminare una guerra feroce e altre morti inutili contro un nemico che li aveva proditoriamente attaccati a Pearl Harbour, l’Iran invece lo fa per aggredire e dare morte NON GIUSTIFICABILE.
Gli USA all’epoca ignoravano del tutto gli effetti secondari delle atomiche che potevano colpire chi non si voleva colpire, oggi si conosce benissimo quali potrebbero essere, perciò mentre gli USA non furono responsabili di ciò, d’altronde i danni erano e furono esclusivamente contro un nemico, nel caso odierno chi le usa sa che effetti secondari ci sono e mentre il Giappone erano delle isole isolate nell’Oceano Pacifico, la maggior parte delle nazioni del mondo sono confinanti con altre, senza contare che l’atmosfera può portare le radiazioni in giro per il mondo, come Cernobyl dimostrò.
Altra grande differenza è che gli USA erano in guerra ed erano stati aggrediti, l’Iran invece va a “scocciare” una nazione che non gli è nemmeno confinante e verso cui non ha alcun motivo di guerra.
E’ ben per questo che si cerca di evitare la diffusione delle armi atomiche e nucleari, perché c’è chi sa ragionare e chi il cervello lo manda all’ammasso e poco importa che siano nazioni o individui, è lo stesso.
In quanto all’Iraq le ricordo che la responsabilità fu esclusivamente irachena e non degli USA.
Ha forse dimenticato che invasero il Kwait e minacciavano anche l’Arabia Saudita?
Il termine di quella guerra non fu una pace, fu una tregua armata con precisi impegni internazionali firmati davanti all’ONU, la cui sola violazione avrebbe portato di nuovo alla guerra.
Di violazioni Saddam e l’Iran ne fecero a bizzeffe e gli USA “abbozzarono” per molto tempo, non volendo infilarsi di nuovo in guerra, ma DOPO l’11 Settembre 2001 violazioni non erano più accettabili e i sospetti su attività anomale irachene contro gli USA erano fin troppo forti e in seguito accertati.
Le armi chimiche Saddam le aveva e le ha usate contro i curdi (Alì il chimico che è stato giustiziato di recente) di cui ha massacrato un intero paese di 5 Mila abitanti e perfino contro Israele, del tutto neutrale, lanciandogli Missili al gas nervino che furono fermati con anti missili Patriot e con gli israeliani che giravano con maschere antigas perfino addosso ai neonati.
Non considerando che l’Irak è uno Stato e che armi se le poteva procurare e costruire comunque, era tuttora in guerra con gli USA che avevano appena subito il famoso attentato di Bin Laden, e che non potevano lasciare che se ne stesse tranquillo a fornire armi a terroristi vari che Saddam allevava e finanziava, come i kamikaze palestinesi, Al Zarqawi che operava sotto l’ala di Saddam e aveva costruito una filiale di Al Qaeda (Wikipedia: È sospettato da alcuni come un associato ad al-Qāʿida, di Osama bin Laden, e capo del gruppo Ansār al-Islām basato in Iraq.)
Non dimenticando la Dottoressa “morte” esperta biologa che aveva studiato in USA e che si sospettava fortemente di aver sviluppato nuovi ceppi della peste e altro.
Infine residui di numerose armi chimiche sono stati trovati effettivamente dagli USA, anche se alla cosa non fu data molta pubblicità, senza contare che si sospetta fortemente che alcune delle sue armi le abbia trasferite in Siria e che vi siano tuttora.
Guardi che gli USA sono stati fin troppo buoni nel limitare la guerra e nel non usare altro che armi intelligenti, per fare il minimo di vittime.
E’ proprio perché si sono limitati che la faccenda continua ancora.
Il fatto è che si sono trovati non contro un nemico ben preciso e territorialmente limitato, ma contro un credo fanatico religioso senza frontiere che da sempre aggredisce gli altri, perché è ciò che gli ordina la loro “religione”.
Lei si fa prendere per la pietà per i colpevoli mentre lei e noi siamo o saremo le prossime vittime, pensi alla sua pelle piuttosto che predicare a favore di fanatici omicidi.
Il 7 Febbraio 2010 alle 15:15 indigesto ha scritto:
Attenzione,dici sicuramente delle verità, ma ci metti troppa enfasi, in chiave antiberlusconiana e, qualche volta in chiave antitaliana. La Professoressa ha concluso il suo articolo con la riflessione che il ritiro delle imprese italiane non potrebbero che far spazio a quelle cinesi e indiane. Se tifi, lo ripeto, per la sinistra italiana che non esita a fare una politica filo-palestinese e di cui le frange estreme(?)che non esitano a bruciare bandiere USA e di Israele in piazza posso capire la tua posizione. Diversamente la tua combattività, peraltro molto apprezzata, andrebbe, a mio modesto parere, orientata meglio!
Il 7 Febbraio 2010 alle 15:30 indigesto ha scritto:
C’è qualche imprecisione linguistica nel mio precedente intervento, dovuta a cancellature per migliorarne la forma,ma anche ad una colpevole mancata rilettura.Me ne scuso.
Il 7 Febbraio 2010 alle 15:40 indigesto ha scritto:
gratis, tutto condivisibile, a meno del fatto che la dichiarazione di guerra il Giappone la mandò per tempo, ma gli USA non ne presero atto, o misero le cose in modo da non poterlo fare. Ma cambia poco al tuo discorso.
Il 7 Febbraio 2010 alle 16:06 attenzione ha scritto:
Indifgesto, non è la prima volta che mi additi come addetto alla sinistra italian, il problema è che della politica italiana, dopo tanti anni, mi son deciso ad abbandonarla: è assurda, anacronica, falsa, retorica, ecc…
Piuttosto, se mi assimili alla sinistra israeliana, be…:
è tutt’altra cosa come concezione di ” SINISTRA ” a quella italiana.
Per quanto bruciare bandiere, ti rispondo subito:
mai bruciato una bamdiera in vita mia, e neanche mi passa per la testa, e se dovrei bruciarla un giorno, stai sicuro che quella Israeliana NON lo sarà MAI:
forse quella USA ed Italiana, SI.
Il 7 Febbraio 2010 alle 16:13 attenzione ha scritto:
Enrico, mi sa che nessuno ha ancora capito che la Cina è già la nazione che domina il mondo.
Il 7 Febbraio 2010 alle 16:15 gratis ha scritto:
Indigesto delle 15,40, la dichiarazione di guerra NON FU CONSEGNATA IN TEMPO.
I giapponesi avevano progettato d’attaccare mezzora dopo la consegna della dichiarazione PER NON DARE TEMPO AGLI AMERICANI D’AVVISARE LE LORO BASI.
Formalmente loro sarebbero stati in una botte di ferro ma SOSTANZIALMENTE LA COSA ERA FASULLA.
Il piano fallì perfino formalmente perchè la dichiarazione di guerra era stata divisa in più parti, che gli americani poterono intercettare ma NON CONTENEVANO NIENTE D’INDICATIVO SULL’ESSERE E DICHIARARE LA GUERRA.
Solo l’ultima parte conteneva QUESTA ESPLICITA DICHIARAZIONE DI GUERRA E FU INVIATA DAL GIAPPONE ALLA SUA AMBASCIATA USA SOLO UN’ORA PRIMA DELL’ATTACCO A PEARL HARBOUR.
Fu consegnata dall’ambasciatore giapponese FUORI DEI TEMPI PREVISTI perchè essendo criptata FU NECESSARIO TRADURLA E TRASCRIVERLA A MACCHINA.
Il giorno prescelto per l’attacco, come ben saprà, ERA UNA DOMENICA, proprio perchè in quel giorno le forze di Pearl Harbour si trovavano “sbracate”, cioè in panciolle, essendo un giorno festivo.
NON HANNO PENSATO CHE LA STESSA COSA ACCADEVA NELLA LORO AMBASCIATA, DEL TUTTO IGNARA DI CIO’ CHE SI PREPARAVA.
Così non si trovarono impiegati adatti alla bisogna nel battere a macchina PERCHE’ IN VACANZA, costringendo uno degli alti e rari burocrati presenti quel giorno a scrivere lentamente con un dito alla volta, di conseguenza sforarono i tempi che si erano studiati a tavolino, ma sempre ATTACCO A TRADIMENTO ERA, ANCHE FOSSE STATO.
Gli americani intercettarono l’ultima parte anche loro ma anche loro ci impiegarono del tempo per la traduzione e la battitura, giungendo al limite dell’ora prevista per l’attacco.
A quel punto era praticamente impossibile avvisare alcun chè, proprio come avevano previsto i giapponesi fin dall’inizio.
Perciò i giapponesi fallirono nella consegna formale della dichiarazione di guerra entro i tempi poco prima dell’attacco, unica cosa che poteva dargli una APPARENTE GIUSTIFICAZIONE ALL’ATTACCO A TRADIMENTO.
In ogni caso, come scritto, ATTACCO A TRADIMENTO FU, SIA FORMALE CHE SOSTANZIALE.
Il 7 Febbraio 2010 alle 18:09 farian.sabahi ha scritto:
Buongiorno, vi ringrazio per i numerosi commenti che vanno ben oltre il contenuto del mio post. Ci terrei a precisare che - come recita un vecchio proverbio mediorientale - “l’odore dei soldi sposta anche il corso dei fiumi”: in altri termini, non sono i diritti della persona a motivare le imprese (e tantomeno la politica) ma gli interessi economici. Nel caso dell’Iran non dobbiamo però dimenticare che le imprese italiane vi hanno fatto molti investimenti per una serie di motivi: l’Iran è grande cinque volte e mezza l’Italia, ha 70 milioni di potenziali consumatori ed è in una posizione strategica che ne fa il trampolino di lancio per ulteriori investimenti nel Caucaso e soprattutto in Asia centrale. Con la crisi che c’è mi chiedevo quali potrebbero i rischi per le imprese italiane e di conseguenza per tante famiglie italiane che vivono di rimesse. Se le imprese italiane escono dal mercato iraniano ci sono imprese indiane e cinesi (ma anche giapponesi) pronte a subentrare. E se l’Italia non dovesse contare più in Iran anche il nostro peso politico diminuirebbe. Un’ultima osservazione: ci siamo mai preoccupati per le violazioni dei diritti umani in Tunisia e in Libia, i cui presidenti certo non brillano per rispetto dei diritti umani?
Il 7 Febbraio 2010 alle 18:16 gratis ha scritto:
Abbiamo a che fare con il solito fumagalline, le consiglio di cambiare rifornitore.
Le religioni hanno poco a che fare con le guerre, l’unica che è fuori dagli schemi è solo quella islamica che la guerra la propugna come atto di fede.
Mischiare strumentalmente la responsabilità di TUTTE le religioni, perchè una è del tutto anomala è come dire che visto che alcuni cittadini sono dei delinquenti tutti gli italiani sono dei delinquenti.
Le fa proprio male quello che fuma!
Per la storia stessa cosa fumanonsoche.
I giapponesi non erano degli sprovveduti e vittime della prepotenza USA.
Erano all’avanguardia perfino nella tecnologia militare, le prime portaerei furono quelle costruite da loro, ne avevano in abbondanza mentre gli USA ne avevano pochissime, perfino i loro aerei Zero erano all’avanguardia e superiori a quelli USA, tant’è che dopo Pearl Harbour non potettero fare niente per impedire l’espansionismo nipponico in Asia.
Espansionismo che NON iniziò dopo che attaccarono Pearl Harbour ma era già in atto, non solo contro la Russia zarista che sconfissero in una famosa battaglia navale, ma dall’aggressione alla Cina avvenuta non come dice lei, o da ignorante o da falsificatore della storia, ma come racconta Wikipedia, enciclopedia on line:
“Nel 1920 il Giappone si unì alla Lega delle Nazioni divenendone un membro del consiglio di sicurezza, ma nel 1933 ne uscì in seguito alle critiche per l’occupazione della Manciuria del 1931.
Nel 1936 firmò il patto anti-Comintern con la Germania nazista, unendosi all’Asse nel 1940 (Patto tripartito).
Il Giappone attaccò il resto della Cina, così come molte altre nazioni e isole dell’Asia orientale, iniziando la seconda guerra sino-giapponese (1937-1945).
In risposta alle sue azioni, alcuni Stati occidentali, tra cui principalmente gli Stati Uniti, il Regno Unito e i Paesi Bassi, imposero un embargo delle forniture di petrolio e altre sanzioni.
Il 7 dicembre 1941 il Giappone attaccò la base navale statunitense di Pearl Harbor dichiarando guerra a Stati Uniti, Regno Unito e Paesi Bassi.”
http://it.wikipedia.org/wiki/G.....iappone
Come vede era LA SECONDA VOLTA CHE ATTACCAVA LA CINA e nel 1937 fecero il massacro di Nanchino, uccidendo qualcosa come dalle 300 Mila alle 500 Mila persone a colpi di spada, di baionetta e altro, per non parlare delle donne violentate, vale a dire IL DOPPIO DEI MORTI CHE LE DUE ATOMICHE USA fecero quasi a fine guerra.
Il “bello” fu che un gerarca nazista presente in quei luoghi salvò quasi duecentomila persone, tanto che i cinesi lo chiamarono il “Budda vivente”, e che scandalizzato protestò con il suo Fhurer, il che è tutto dire del macello che fecero i giapponesi se perfino un nazista si schifò della cosa.
Le dò un video da visionare che nemmeno fa vedere una piccola parte di quello che è successo, si “diverta” ad informarsi veramente se ha lo stomaco forte.
http://video.google.com/videop.....amp;hl=en#
Le sanzioni il Giappone se le meritò sia per il suo attacco alla Manciuria del 1931, per cui si ebbe solo delle critiche, ma furono attuate solo dopo il suo SECONDO ATTACCO ALLA CINA del 1937 e secondo me furono veramente troppo morbide, proprio come stanno facendo oggi con l’Iran che cincischiano e girano intorno al torrone senza voler prendere il toro per le corna.
Gli USA le guerre le hanno sempre dichiarate, non considerando che tale sistema ormai non lo utilizza più nessuno perchè si sono persi dei valori e si segue solo l’opportunismo (non è questo che predica il comunismo illuminista? la scientificità?) hanno mandato tanti di quei segnali da far credere ai loro nemici che fossero troppo indecisi per farle veramente le guerre.
In Vietnam ci sono andati perchè furono gli stessi vietnamiti del Sud a chiamarli e a richiedere il loro aiuto (dimenticavo: furono quegli stessi Democratici che le sinistre oggi ci vanno d’amore e d’accordo), perchè non si volevano far invadere dall’ideologia comunista esportata dalla Cina, come era avvenuto di già nel Nord del paese.
Fecero quanto poterono fare ma la situazione si deteriorò a tal punto che non era più possibile distinguere tra amici e nemici visto il tipo di territorio e l’impossibilità ad identificare obiettivi che si mischiavano minacciandoli alle popolazioni locali, inoltre il rischio era d’entrare in un’altra guerra mondiale con la Cina e l’URSS, proprio nel periodo di Guerra Fredda in cui il pericolo era la Guerra Termonucleare.
Perciò non usarono tutta la forza di cui avrebbero potuto disporre e infine preferirono ritirarsi, proprio perchè hanno il senso della vita umana.
Studi fumagalline che ha troppa propaganda comunista in testa.
Il 7 Febbraio 2010 alle 19:14 indigesto ha scritto:
Da una parte si deplora la supremazia del danaro, dall’altra si esalta la Cina come potenza economica. Si vede che nel danaro, in Cina, hanno trovato la religione giusta, e se lo procurano con le offerte dei fedeli; mai con gli affari sporchi come fa l’Occidente. Un pò di coerenza, per favore!
Il 7 Febbraio 2010 alle 19:26 indigesto ha scritto:
attenzione, mai detto che hai bruciato bandiere, ma solo che potevi, ipoteticamente, simpatizzare per quelli che lo fanno. Se poi hai ritenuto di andare più in là, sempre in ipotesi, non possiamo che prenderne atto. Ma qualcosa si era già capito.
Il 7 Febbraio 2010 alle 19:35 indigesto ha scritto:
gratis,..neque mittatis margaritas vestras ante porcos..
Il 8 Febbraio 2010 alle 1:24 gratis ha scritto:
Ecce homo!
http://digilander.libero.it/le.....007008.gif
Il 8 Febbraio 2010 alle 10:01 gianobo ha scritto:
fumagalli, fumagalli….resto convinto che un italiano non può essere così ignorante della lingua italiana, credo che tracciando il tuo IP si arriverebbe nei caraibi, probabilmente sei un soldatino di fidel o di chavez, se nonostante le apparenze sei veramente italiano, bè allora sei veramente un subnormale.
Il 8 Febbraio 2010 alle 11:22 livio p ha scritto:
Gratis, non mi si tirino fuori questi calcoli demenziali del numero di vittime in piu’ se non si fosse usata l atomica nella seconda guerra mondiale per favore.. e’ un altro giochino al quale chi non ragiona con la propria testolina spesso abbocca (con tutto il rispetto, davvero..)
Attenzione perche’ allo stesso modo si potrebbe provocatoriamente dire che se si usasse l atomica contro israele per eliminarlo gran parte delle tensioni mediorientali verrebbero a cessare…
… che tra l’altro sarebbe falso, perche’come ribadisco l instabilita’di certe zone e’voluta da chi ne vuole controllare le risore. Sara’un affermazione banale e datata ma mi sembra quella piu’aderente alla realta’.
Tornando all’articolo lo ribadisco: oggi se uno vuole fare affari in maniera etica e’meglio che se ne stia a casa, nessuno stato ha la coscienza pulita (soprattutto quelli che si ritengono paladini della liberta’).
regards
Il 8 Febbraio 2010 alle 11:54 livio p ha scritto:
.. e comunque il fumagalli (che magari e’ di Bergamo o giu’di li’ come me) sara’ pure un po’ verbalmente aggressivo ma e’ simpatico, dai!
Il 8 Febbraio 2010 alle 12:06 livio p ha scritto:
informazione per Gratis: quando Lei dice che la religione musulmana utilizzala guerra come atto di fede afferma una cosa sbagliata.
Lavoro in medioriente (Qatar) da piu’di un anno, e posso affermare che la cultura araba (che e’di fatto un tutt’uno con la religione musulmana) e’tutto fuorche’ violenta. Educazione, buone maniere ed ospitalita’ sono tratti distintivi di questa affascinante cultura.
Lo sa cosa spinge un musulmano ( ma succederebbe anche ad un cristiano, un ebreo, un indu, un buddista etc…) ad armarsi e a combattere contro qualcuno? la fame, la poverta’ e la voglia di ribellarsi a situazioni sociali critiche.
Sono queste le molle che rendono qualsiasi uomo vulnerabile alla voglia di riscatto attraverso la violenza.
La religione diventa solo un paravento.
Il 8 Febbraio 2010 alle 16:28 gratis ha scritto:
X Livio p.
“Okinawa aveva una vasta popolazione civile, che vide soccombere almeno 150.000 persone a causa della battaglia.
…
La battaglia terrestre infuriò per circa 82 giorni, a partire dal 1 aprile 1945.
…
L’isola capitolò il 21 giugno, nonostante alcuni giapponesi continuassero a combattere, incluso il futuro governatore della prefettura di Okinawa,Masahide Ota.
Ushijima e Cho si suicidarono nelle ore conclusive della battaglia nei loro quartier generali, situati in una caverna della collina che fu detta, da quel momento, dei suicidi.
…
Le perdite di civili giapponesi ammontano ad almeno 122.000 persone.
Gli americani contarono circa 68.000 vittime, di cui 17.120 tra morti e dispersi, ossia oltre doppio delle perdite verificatesi globalmente nelle battaglie di Iwo Jima
Sono esclusi dai conteggi diverse migliaia di soldati che morirono successivamente (ferite od altre cause).
Circa un terzo della popolazione civile dell’isola perì nella primavera del 1945.
Morirono circa 66.000 combattenti giapponesi e 7.000 furono fatti prigionieri.
Alcuni soldati compirono il seppuku o semplicemente si fecero saltare in aria con delle granate.
Alcuni civili, persuasi dalla propaganda nipponica che i soldati americani erano delle belve capaci di orribili atrocità, uccisero le proprie famiglie e si suicidarono per evitare la cattura. Intere famiglie di Okinawa si lanciarono dalle scogliere dove ora sorge il Museo della pace.
Altri abitanti del luogo furono assassinati dalle truppe giapponesi per evitare la cattura o per depredarli di cibo e rifornimenti.
Per ironia della sorte, questa fu la sola ed unica battaglia in cui i giapponesi si arresero a migliaia.
…
Le forze USA patirono il più alto numero di vittime per reazione da stress da combattimento (circa il 48% dei casi; nell’intera guerra di Corea furono circa il 30%).
…
Alcuni storici militari sono convinti che la battaglia di Okinawa spinse all’utilizzo della bomba atomicasu Hiroshima e Nagasaki (per esempio Victor Davis Handson, autore del libro Ripples of Battle).
Facendo due conti della massaia, egr. Livio p., risulta che ad Okinawa morirono 150 Mila civili (molti di più delle 120 Mila di Hiroshima per atomica) a cui si aggiungono 66 Mila combattenti giapponesi e già siamo a 216 Mila, superando le vittime complessive delle due bombe atomiche, come vede non conteggio le altre migliaia morte in seguito alle ferite.
Le vittime americane furono 17.120 tra morti e dispersi perché ci furono oltre a questi anche i feriti più o meno gravi che furono più di 50 Mila.
Complessivamente tra giapponesi e americani si ebbero 233 Mila morti, anche non volendo contare quelli morti in seguito per ferite mortali.
Come può leggere le vittime di Iwo Jima furono 25 Mila:
“Dei 20.000 giapponesi di stanza sull’isola, ne perirono 18.000 e ne furono catturati 216.
Le forze alleate subirono 26.000 vittime, di cui 7.000 caduti (circa un terzo dei marine morti durante la seconda guerra mondiale).”
…
Un’altra supposta conseguenza della presa di questa piccola isola, fu che gli alleati ipotizzarono un enorme dispendio in vite umane che l’invasione del Giappone avrebbe potuto comportare e quindi accelerarono gli studi e gli esperimenti per la costruzione della bomba atomica.
In definitiva la storiografia ufficiale americana afferma che il bagno di sangue americano avuto su Iwo Jima li costrinse a sganciare gli ordigni atomici sul Giappone
Per due misere isolette (Okinawa 1485 Km quadrati, Iwo Jima fa parte di un gruppetto di isole con superficie complessiva di 84 Km quadrati) si ebbero qualcosa come 241 Mila vittime cioè più delle vittime complessive delle due atomiche lanciate.
Il Giappone è formato da una superficie complessiva di 377.835 Km quadrati ed è formato da 6852 ISOLE.
Visto che per due isole si erano avuto 241 MORTI per 6852 isole, molte delle quali molto più vaste, facendo due conti e ipotizzando la stessa cifra per isole si ha UN MILIARDO e 42 MILIONI di vittime.
Basandosi solo sulla superficie di 1569 Km quadrati rispetto a quella complessiva del Giappone si ha invece: 58. MILIONI e 81 MORTI.
Naturalmente le due cifre “impossibili” sono state calcolate in base a quanto era accaduto in quelle due isole, perciò SGROSSANDO MOLTO come vede i 5 MILIONI di Morti prevedibili ci stanno tutti, ed è ben per questo che gli hanno lanciato le due atomiche, per togliergli anche l’illusione di un combattimento fino all’ultimo uomo come avevano fatto fino a quel momento.
Non dimentichi che i giapponesi NON AVEVANO ALCUNA INTENZIONE DI ARRENDERSI PER LORO MENTALITA’ E CULTURA, tant’è che furono trovati vecchi sodati giapponesi perfino quasi ai nostri giorni, ignari del tutto che la guerra era finita, e questo per sottolineare la loro tenacia e decisione fino allo stremo,se pensa poi che i tedeschi hanno fatto lo stesso sia pure costrettivi da Hitler, lasciando la Germania semi deserta, le due atomiche ci stanno tutte e HANNO SALVATO MILIONI di persone, checché lei o altri ne possiate pensare basandovi solo sulle vittime realmente avvenute.
Il suo ragionamento traslato di atomica su Israele non è attinente, perché il Giappone era in guerra da da più di 8 anni e per sua volontà egemonica su territori altrui e aggredendo con eserciti.
Non aveva alcuna intenzione d’arrendersi dopo una guerra feroce e una difesa altrettanto feroce.
Israele si trova legittimamente sul suo territorio DA SEMPRE e perfino con l’imprimatur della legittimità internazionale tramite ONU (quando era ancora serio, essendo composto per la maggioranza da nazioni democratiche), non hanno occupato un bel niente, sono i musulmani a volergli occupare i suoi territori e a cacciarli via.
La guerra che gli islamici stanno compiendo non è quella che fanno credere a noi occidentali di sovranità nazionale e di territori contesi, MA E’ LA LORO SOLITA GUERRA SANTA PER IL DOMINIO DELL’ISLAM SU CHIUNQUE SIA UN INFEDELE, CIOE’ NON DELLA LORO FEDE.
La stanno facendo in ogni parte del mondo, oppure non vede gli scontri che provocano in varie zone del mondo con popoli diversi e religioni diverse e perfino in epoche diverse?
In alcuni luoghi s’intrufolano pacificamente in attesa di farci la guerra, come a casa nostra, in occidente, in Europa e qui in Italia e la cosa ce la dichiarano apertamente in faccia, a meno che lei sia sordo e cieco, dovrebbe essere capace di fare due più due nel suo cervello, oppure non voglia prendere coscienza della realtà, mi viene difficile credere che non capisca quello che gli stessi musulmani ci dicono e ci fanno vedere contro di noi.
Nelle zone dove sono più forti fanno la guerra direttamente e Israele si trova per l’appunto in una di queste zone della Terra.
Non si è chiesto perché mai l’Iran avrebbe interesse ad accapigliarsi con Israele pur non essendo confinante con tale Stato e non averne mai avuto fastidi?
Pensa forse perché sostiene la “causa” palestinese, cioè di gente che gli Stati arabi quando li hanno a casa loro li rinchiudono in campi di concentramento e non li fanno divenire cittadini nemmeno dopo oltre 60 anni e pur essendo nati in loco?
No, egr. Livio p., la causa che perseguono è puramente “religiosa”, scritto fra virgolette perché gli islamici per religione intendono la conquista del mondo, cioè un progetto politico di conquista mondiale lasciatogli in eredità dal loro profeta Maometto.
La storia dei territori a cui i musulmani stanno rompendo i zibidei al mondo e agli israeliani è stranota, i loro diritti sono inesistenti addirittura inventati di sana pianta.
Perciò le cose sono solo due: o lei ignora del tutto la cosa e parla senza sapere cosa sta dicendo, oppure parla afavore degli islamici perché musulmano anche lei.
Il fatto che lei lavora o ha lavorato in alcuni luoghi del mondo arabo significa solo che non ha capito niente di quello che aveva intorno, ha guardato solo il colore locale e non ha visto la sostanza delle cose.
Un mio conoscente, italiano come me e lei (suppongo) che è andato in Arabia Saudita per lavoro l’hanno frustato (30 frustate) perché si era dimenticato di togliersi la catenina con la croce dal collo, cioè per una scemenza neppure fatta apposta.
Perciò non venga a raccontare storie, quello che ci strillano i musulmani perfino a casa nostra e quello che fanno in giro per il mondo è chiaro e forte, solo gli struzzi che nascondono la testa sotto terra non se ne accorgono.
Per quanto riguarda la religione non sono esse che procurano problemi, l’unica che è anomala è proprio quella islamica, NON E’ UNA “RELIGIONE” nel vero senso del termine MA UN PROGETTO POLITICO DI CONQUISTA MONDIALE LASCIATO AI SUOI EREDI DA Maometto.
P.S. -Volevo inviare qualche video accluso per chiarire le cose, ma il sito sembra che non lo permette, proverò a postarli a parte.
Il 8 Febbraio 2010 alle 16:31 indigesto ha scritto:
caro livio p, i numeri possono anche non risultare simpatici, ma sono numeri. Diciamo piuttosto che gli americani hanno più tenuto del loro presunto milione di morti che dei presunti tre milioni di giapponesi, ma ne erano nel loro diritto. Quanto al Qatar, sei proprio certo che questo Emirato dia tutte le indicazioni, utili al discorso, sul mondo musulmano?
Sulle molle che spingono alle guerre sono pienamente d’accordo, ma penso che qualcosa c’entri anche la cultura araba, lì dove è meno affascinante, e “che è di fatto un tutt’uno con la religione musulmana”, per dirla con te. Saluti.
Il 8 Febbraio 2010 alle 16:38 indigesto ha scritto:
E’ evidente che al momento della mia risposta non era ancora comparsa quella più puntuale di gratis.
Il 11 Febbraio 2010 alle 16:13 L’Iran, 31 anni dopo: ci conviene davvero isolare Teheran? - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] fronte internazionale l’Iran è sempre più isolato e i rapporti sono peggiorati anche con l’Italia che avrebbe invece interesse ad intrattenere buoni rapporti con Teheran anche per il ruolo [...]
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