Qualcosa sta cambiando a Teheran, per lo meno nei confronti dell’Italia. E il cambiamento non è certo in meglio. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars, “gli studenti iraniani hanno condannato il comportamento del governo italiano e lanciato slogan contro l’Italia e i suoi governanti. In seguito gli studenti hanno cercato di demolire la targa indicante la via vicina all’ambasciata italiana, via Roma, ma sono stati fermati dalla polizia iraniana”.
Gli studenti iraniani hanno dapprima “protestato contro l’ambasciata francese e in seguito sono andati di fronte a quella italiana, dimostrando contro il governo italiano, accusandolo di aver ingerito nelle questioni interne iraniane, offrendo sostegno agli oppositori della Repubblica Islamica”. “Tuttavia - prosegue l’agenzia Fars - gli studenti sono riusciti a raggiungere parzialmente il loro obbiettivo, cancellando la parola “Roma” dalla targa. Così, ha detto uno degli studenti, ‘Il nome di Roma non comparirà più su una via di Teheran”. Fonti diplomatiche italiane hanno dichiarato all’agenzia Ansa che è stata “una manifestazione ostile”, ma non un tentato assalto. Quello che è successo oggi a Teheran fa riflettere. Innanzi tutto, l’Italia è considerato un paese privo di passato coloniale e quindi in un certo senso neutrale ma le recenti dichiarazioni del premier hanno reso più complicata la situazione: gli italiani, forse, dovranno tenerne conto quando valuteranno la possibilità di un viaggio (anche solo di piacere) in Iran.
Non dimentichiamoci infatti che quando il presidente francese Sarkozy ha fatto la voce grossa con Teheran a farne le spese – in prima battuta - è stata una giovane ricercatrice.
In secondo luogo, a protestare contro l’ambasciata francese e ad assalire la sede diplomatica italiana sono stati i bassij,ovvero le milizie composte per lo più da giovani (ma non solo): è vero che tanti sono iscritti alle milizie perché ne traggono dei vantaggi sociali ed economici, ma è anche vero che non tutti i giovani iraniani sono dalla parte del movimento verde e dell’Occidente. Come mostra d’altronde il film Bassidji del regista Mehran Tamadon, tanti giovani militano nei gruppi di volontari e sono animati da uno spirito fortemente nazionalista. Infine, il peggio è stato evitato grazie all’intervento della polizia che ha fermato i miliziani. Segno, ancora una volta, della dicotomia del sistema politico (ma anche sociale, culturale e militare) dell’Iran.
Lanciare invettive contro l’Iran - anche se in assoluta buona fede - non fa bene all’economia italiana e rischia (inutilmente) di inimicarci anche una parte della società. Facendoci sfuggire tra le dita quel ruolo (silenzioso) di mediazione che gli italiani hanno sempre avuto in Iran.
- Martedì 9 Febbraio 2010

IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 10 Febbraio 2010 alle 2:28 indigesto ha scritto:
Gentile Professoressa, dal Suo pregevole articolo par di capire che non si è trattato di una manifestazione spontanea, nè tantomeno partecipata da soli giovani. Non proprio da quei giovani che anelano alla libertà e che troppo di recente sono stati affrontati dal regime con uccisioni in piazza e condanne a morte. Non proprio da quei giovani che si aspettano un aiuto morale dall’Occidente che stenta ad arrivare. Ma quando l’Occidente si esprime con fermezza nei confronti di quel regime, che vuol trascinare l’Iran al disastro, allora sorgono i distinguo. Forse è il nostro Presidente che non appare molto convincente, ma non si può ottennere tutto. Cosa dirLe, vedrà che adesso spunteranno anche qui da noi amici di quel regime e fautori di sempre migliori rapporti con esso, commerciali e di utile mediazione. E se dovessero, sempre qui da noi, andare al potere, ne sia pur certa, non si smentiranno.
Il 11 Febbraio 2010 alle 16:14 L’Iran, 31 anni dopo: ci conviene davvero isolare Teheran? - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Sul fronte internazionale l’Iran è sempre più isolato e i rapporti sono peggiorati anche con l’Italia che avrebbe invece interesse ad intrattenere buoni rapporti con Teheran anche per il ruolo esercitato dagli iraniani in Paesi come il Libano e l’Afghanistan, dove sono dislocati i soldati italiani. Come osservava Papa Giovanni XXIII, “la prima virtù cardinale dovrebbe essere la prudenza, soprattutto per i diplomatici”. E forse, prima di fare dichiarazioni, sarebbe meglio ricordarsene. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.