
Militari italiani a Port au Prince
Questi gli ultimi aggiornamenti (e le ultime immagini) circa le attività dei militari italiani giunti ad Haiti per soccorrere le popolazioni colpite dal sisma del 12 gennaio scorso. (operazione “White Crane). Il contingente italiano, costituito da 900 militari dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri, è comandato dal Capitano di Vascello Gianluigi Reversi, comandante della portaerei Cavour.
Lunedì scorso, grazie a un ponte aereo effettuato con gli elicotteri della Marina italiana (due EH101 e quattro SH3D e brasiliana (un Superpuma e un AS350 Ecureil), con 25 voli in 2 giorni sono stati sbarcati gli aiuti umanitari e sanitari. Gli elicotteri sono partiti dalla portaerei in navigazione nelle acque a largo di Port au Prince, epicentro del terremoto del 13 gennaio scorso. La maggior parte dei mezzi pesanti della Task Force Genio della brigata alpina “Julia” dell’Esercito sono sbarcati mercoledì 3 febbraio a Porto Caucedo nella Repubblica Domenicana.
- Militari italiani a Port au Prince
- Haiti: soccorsi italiani
Gli Alpini della Julia, con tutte le loro attrezzature, sono giunti a Port au Prince dopo 24 ore di viaggio, iniziando subito con i loro mezzi, a rimuovere macerie ed alla ricostruzione di alcune infrastrutture dell’ospedale pediatrico San Damian, della fondazione NPH (Nuestro Pequeno Hermanos) - Fondazione Francesca Rava, diretto da Padre Rick Lafaiette.
I fucilieri dell’aria dell’Aeronautica e gli uomini del Reggimento San Marco della Marina insieme ai Carabinieri assicurano la protezione alla distribuzione degli aiuti delle diverse associazioni sbarcati dal Cavour e destinati alla popolazione civile, tramite i delegati sul posto delle organizzazioni umanitarie. A bordo della portaerei Cavour vengono dissalati e potabilizzati 100 mila litri di acqua al giorno che poi vengono distribuiti alla popolazione. Sono stati consegnati anche 10 quintali di farina al forno dell’ospedale pediatrico per la produzione di pane fresco destinato ai bambini.
In coordinamento con i medici che operano nell’ospedale da campo della Protezione Civile e con l’ospedale San Damian, sono state ricoverate a bordo 3 persone (1 sacerdote di 29 anni e 2 donne), grazie al supporto del team Medical Evacuation dell’Aeronautica Militare, che ricevono le cure necessarie dei medici italiani sulla Cavour.
- Mercoledì 10 Febbraio 2010

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Commenti
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Il 10 Febbraio 2010 alle 22:57 fsl ha scritto:
Giustamente ed in pieno spirito umanitario, si usa un
SH-3D per scaricare acqua minerale; grazie ai finanziamenti privati, un altro prodigio del Made in Italy.
Noto che a distanza di giorni dall’arrivo, il famoso ospedale imbarcato è ancora vuoto (solo tre ricoverati!) segno che le altre ONG hanno fatto incetta di feriti e che sono tutti già guariti a Port au Prince?
Oppure bisogna essere raccomandati?
Visto che la missione viene snobbata come notizia nei nostri massmedia, bisogna inventarsi qualcosa, tipo imbarcare una partoriente e battezzare il piccolo col nome Camillo… aspettate e vedrete!
Quando la Cavour rientrerà in patria, potrebbero farla attraccare in qualche nostra città costiera, tanto per dare una mano al pronto soccorso locale.
Inoltre una TAC dovrebbero averla a bordo e con le nostre liste d’attesa…
Il 11 Febbraio 2010 alle 23:00 gianandrea gaiani ha scritto:
Gentile fsl, innazitutto grazie per i commenti sempre attenti e documentati sui temi militari che fanno bene al confronto e ai contenuti di questo blog. Andiamoci piano però a definire “finaziamenti privati” gli sponsor dell’operazione umanitaria ad Haiti. Finmeccanica ed ENI sono infatti aziende a controllo pubblico quindi, piaccia o meno l’operazione, in realtà paghiamo tutti noi. Circa lo scenario del rientro in Patria del Cavour io mi sono fatto un’idea e l’ho scritta in fondo all’editoriale su Analisi Difesa di febbraio http://www.analisidifesa.it
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