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L’Iran, 31 anni dopo: ci conviene davvero isolare Teheran?

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  • Tags: il mio iran, Iran, Teheran
  • 26 commenti
Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).
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Circondato dalla sua scorta, Ahmadinejad abbraccia una bambina durante la cerimonia per l'anniversario della Rivoluzione

Circondato dalla sua scorta, Ahmadinejad abbraccia una bambina durante la cerimonia per l'anniversario della Rivoluzione

La situazione è sempre più tesa, sia dentro al paese sia sulla scena internazionale.
L’opposizione è divisa e non ha un vero e proprio leader. Nonostante la repressione, ancora una volta, in queste ore la ricorrenza ufficiale è diventata l’occasione per scendere ancora in strada a protestare. Ma a dimostrare in queste ore sono anche tanti iraniani pro-regime, per almeno due motivi.

In primo luogo l’apparato burocratico della Repubblica islamica è assai articolato e centinaia di migliaia di famiglie ricevono il loro stipendio dallo Stato. Scandendo gli slogan ufficiali alcuni sono sinceri, mentre tanti altri devono dimostrare a capi e colleghi di esserci. In secondo luogo, la crisi internazionale non ha fatto che accrescere il sentimento nazionalista degli iraniani: si sentono messi all’indice dall’Occidente, trattati alla stregua dei talebani e, di conseguenza, di fronte alle minacce esterne fanno fronte comune con i loro leader.


(Credits: AP Foto / Vahid Salemi)

Circondato dalla sua scorta, Ahmadinejad abbraccia una bambina durante la cerimonia per l’anniversario della Rivoluzione

(Credits: Epa/Abedin Taherkenareh)

Detto questo, le ulteriori sanzioni annunciate dal Presidente statunitense Barack Obama rischiano di compattare ulteriormente una parte dell’opinione pubblica iraniana. E non è detto che portino a risultati effettivi. Dopotutto, le sanzioni internazionali contro l’Iraq di Saddam Hussein non sono servite a colpire il dittatore e il suo entourage. Forse, la soluzione potrebbe essere (ma richiede più tempo e pazienza delle sanzioni) il cosiddetto engagement dell’Iran, ovvero il suo coinvolgimento regionale. Un’operazione non facile, soprattutto di questi tempi, mentre il presidente Mahmoud Ahmadinejad continua a lanciare invettive contro Israele e a fare dichiarazioni sul programma nucleare che spaventano l’Occidente.
In questi giorni l’Iran è infatti riuscito ad arricchire l’uranio al 20%. Per la bomba atomica occorre arricchirlo al 90% e quindi non ci si dovrebbe preoccupare, almeno in tempi ragionevolmente brevi.

Ma gli scienziati spiegano che passare da 0 a 20 è più difficile che passare da 20 a 90. Quindi non ci si può permettere di abbassare la guardia anche se, da storica dell’Iran, mi viene spontaneo sottolineare come negli ultimi cent’anni l’Iran non abbia invaso altri paesi ma – al contrario – abbia subito attacchi esterni: durante la prima e la seconda guerra mondiale fu occupato (dagli inglesi a sud e dai sovietici a nord) e nel 1980 fu – ancora una volta – invaso da Saddam Hossein con il consenso dell’Occidente spaventato dalla Rivoluzione del 1979. Inoltre, nella stanza dei bottoni c’è il leader supremo Ali Khamenei, non il presidente Ahmadinejad.

Sul fronte internazionale l’Iran è sempre più isolato e i rapporti sono peggiorati anche con l’Italia che avrebbe invece interesse ad intrattenere buoni rapporti con Teheran anche per il ruolo esercitato dagli iraniani in Paesi come il Libano e l’Afghanistan, dove sono dislocati i soldati italiani. Come osservava Papa Giovanni XXIII, “la prima virtù cardinale dovrebbe essere la prudenza, soprattutto per i diplomatici”. E forse, prima di fare dichiarazioni, sarebbe meglio ricordarsene.

Intanto nei giorni scorsi la Farnesina ha annunciato un decremento degli investimenti in Iran. Ma l’Eni farà davvero un passo indietro? Rischioso, perché con Teheran le imprese straniere firmano contratti di buy-back, investono denaro e costruiscono i pozzi petroliferi, per poi essere ripagati con un certo numero di barili di petrolio. L’Eni ha già fatto gli investimenti, ritirarsi ora vorrebbe dire non riscuotere i barili che le spettano.
La situazione, dicevamo, è complessa. E non possiamo sottovalutare i fattori economici. Fin dal 2005 la politica economica del governo Ahmadinejad ha cercato di rendere il paese più autonomo. E ora sembra voler rinunciare ai sussidi per risparmiare il 30% del budget. Una mossa, questa, varata dal governo anche se ancora non si sa quando verrà messa in atto, visti i rischi che comporta in un paese dove lo stipendio minimo equivale a soli 150 euro e tante famiglie arrivano a fine mese grazie ai sussidi di Stato. Chissà se, tolti i sussidi, avranno ancora tempo e voglia di scandire gli slogan ufficiali.

  • farian
  • Giovedì 11 Febbraio 2010

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Commenti

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Il 11 Febbraio 2010 alle 16:26 gratis ha scritto:

Questa storia delle sanzioni all’Iran è una bufala che non ci porterà da nessuna parte.

Porterà solo l’Iran a dotarsi di armi atomiche e finirà la tranquillità di tutti, non solo nel Medio Oriente ma anche in Europa e perfino negli USA.

L’unica cosa giusta da farsi è distruggere tutti i loro siti nucleari e farlo anche al più presto.

Se Hitler fosse stato fermato quando incominciò a “pazziare” diplomaticamente con le sue pretese tutto il casino successivo non ci sarebbe stato e le vittime sarebbero state di molto inferiori.

Se aspettiamo ancora un pò sarà mille volte peggio della Guerra Fredda.

Nella guerra fredda, tuttavia si aveva a che fare con persone sensate anche se ideologicamente schierate diversamente, ma qui…

L’Iran degli Ayatollah è una nazione di fanatici cui non guardano nemmeno alla morte dei loro figli, figuriamoci alla morte altrui!

Nessuno mette in dubbio che fra di loro esistano persone che la pensano diversamente ma sono in minoranza e non hanno alcuna voce in capitolo, senza contare che l’occidente non ha tentato nemmeno d’aiutarle, con “Obamba” alla presidenza USA.

Inutile, quindi, farsi illusioni e sperare che tutto finisca bene o che la BUFFONATA delle sanzioni abbia effetto.

QUESTE COSE FINISCONO SEMPRE MALE E CON DELLE ATOMICHE IN GIOCO, MALISSIMO!

Il 11 Febbraio 2010 alle 20:06 fsl ha scritto:

Finalmente l’Italia si comporta come un paese occidentale e non come un ibrido mediterraneo, sempre pronto a stare ora di qua ora di là, senza nemmeno avere l’autorità di gestire i nostri interessi economici.
Nei nostri interessi non c’è un Iran elevato allo status di superpotenza atomica.
Il problema delle armi atomiche non risiede nel possibile utilizzo che l’Iran potrebbe farne.
Gli ayatollah iraniani non sono stupidi.
Il loro regime potrà anche essere il vero promotore della Jihad islamica e dei terroristi che compiono missioni suicide, ma non ha nessuna voglia di rischiare in casa propria, né di perdere il controllo della repubblica islamica!
Con le armi atomiche diventerebbe semplicemente intoccabile, a tempo indeterminato.
Nessuna potenza mondiale potrebbe mai più prendere in considerazione alcuna iniziativa militare contro l’Iran.
Questo status potrebbe permettere all’Iran di assurgere al ruolo di leader dell’intera regione islamica, quella stessa da cui siamo dipendenti per gli idrocarburi.
Quindi, non più solo una guida spirituale, ma una guida concreta, politica e militare, protetta da un arsenale nucleare, alla quale le masse dei diseredati faranno riferimento per abbattere le “corrotte” monarchie filoccidentali.
E’ questo il vero scenario che dovrebbe preoccupare i paesi come l’Italia.
Cercare di isolare gli ayatollah è un valido sistema per cercare di aumentare il dissenso interno e sperare in un suo abbattimento, da parte degli stessi iraniani.
Tuttavia non ritengo che questo obiettivo sia realistico, nemmeno nel lungo periodo.
Per cercare di portare avanti una seria pressione sul regime iraniano si dovrebbe continuare sulla strada delle sanzioni, ma non credo che l’ONU (e tantomeno la stessa nostra cara UE al suo interno) riesca a raggiungere una posizione univoca.
Pertanto, aspettiamoci di vedere una nuova stella sorgere in oriente.

Il 12 Febbraio 2010 alle 2:47 gratis ha scritto:

fsl non posso essere d’accordo con la sua visione sognatrice anche se in qualcosa ci ha azzeccato.

Il controllo del medio oriente ci sarà ma come minaccia alle altre nazioni che non dovessero chinarsi al ricatto della forza.

Questo può determinare un controllo dell’energia sia nei quantitativi che nei prezzi e distruggere le economie mondiali occidentali.

La cosa non ha riflessi solo su i governi come ingenuamente si pensa, ma proprio sulla gente normale che perderà il proprio lavoro e le propire possibilità di sopravvivenza, visto che ormai tutto dipende dal petrolio.

Oltre a questo rischio economico indiretto ne sorgono altri due altrettanto pericolosi.

Una che le altre nazioni islamiche possano mettersi alla pari con l’Iran sugli armamenti, creandosi a loro volta le atomiche per difendersi dalla potenziale minaccia iraniana.

In tal caso avremmo un Medio Oriente completamente attrezzato di atomiche non solo da usare tra di loro per qualsiasi idiozia e screzio possa sorgere fra di loro, ma altrettanto potenzialmente pericoloso verso l’occidente se rivolto verso di noi.

Ed anche qui sorgerebbe il rischio economico dell’impossibilità di rifornimento energetico adeguato alla produzione e alle necessità dell’occidente, con risultati economici come sopra.

La Seconda considerazione è che qualcuna di queste atomiche possa finire in mano di terroristi volutamente o non volutamente, con usi contro di noi che le lascio immaginare.

In tal caso diverrebbe come il gioco dello schiaffo del soldato, cioè vallo a indovinare poi, dopo un esplosione atomica, chi è stato e chi ne sia il responsabile.

Altro che stare ad aspettare “di nascosto l’effetto che fa!” alla Jannacci, come dice lei, sarebbe una follia.

E’ ben per questo che l’Iran NON DEVE AVERE LE ATOMICHE, ASSOLUTAMENTE.

Le sanzioni economiche sono semplicemente ridicole e del tutto inutili, sono un sistema dei nostri responsabili politici per NON ASSUMERSI LE LORO RESPONSABILITA’ e darcela a bere che stanno facendo qualcosa, mentre sanno benissimo che non servirà a niente.

In questo modo però, loro hanno posposto il problema e non se lo sono accollato come dovrebbero fare.

Governare VUOL DIRE DECIDERE, ASSUMERSI RESPONSABILITA’, però chi viene eletto desidera la vita comoda e nessuna responsabilità e godere i frutti della loro elezione, questa è la verità e sarebbe il caso che i vari popoli che hanno la responsabilità di decidere si sveglino, obbligando i loro politici a decidere, prima di finire nei guai tutti quanti.

Il 12 Febbraio 2010 alle 11:49 Barack Obama gioca a scacchi con gli ayatollah - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] Barack Obama sta giocando una partita a scacchi con l’Iran, ma non tutti sono sicuri che il presidente americano sia in grado di vincerla prima che Teheran riesca a dotarsi della bomba atomica. [...]

Il 12 Febbraio 2010 alle 18:55 fsl ha scritto:

X Gratis:
Guardi che il mio scenario è una semplice valutazione, basata su quello che è successo nel mondo dal 1945 in poi, fino alla caduta dell’URSS ed ai giorni nostri.
Le armi atomiche hanno dimostrato una singolare peculiarità: funzionano anche se non le usi.
Basta far capire “agli altri” 1) che le hai. 2) che sai farle funzionare.
Se l’Iran riuscirà a dotarsi di questi ordigni, non lo farà per colpire Israele, ma per garantirsi una sorta di polizza “a vita” contro eventuali operazioni militari da parte dei suoi “nemici giurati”.
L’Iran, infatti, non potrà mai permettersi di reggere un confronto militare convenzionale con le forze armate americane ma, dotandosi di un ombrello atomico, potrà ridurre al minimo questa minaccia.
A quel punto, i proclami del regime avranno a disposizione una grande cassa di risonanza per richiamare i popoli dei paesi islamici e creare i presupposti per destabilizzare diversi regni e stati arabi amici dell’occidente.
Ecco perché ritengo che l’Iran non farà mai uso, per primo delle armi nucleari se e quando ne entrerà in possesso; semplicemente perché non gli converrà.
Per lo stesso motivo, è fuori dalla realtà pensare che possa consegnare uno di questi ordigni ad un gruppo terroristico o agli stessi Hizbollah, perché le conseguenze di un attentato con armi nucleari sarebbero catastrofiche per lo stesso regime iraniano.
Dall’analisi delle particelle del fall-out sarebbe facile risalire al tipo di uranio utilizzato ed al paese fornitore dell’ordigno; a questo punto, scatterebbe una guerra che devasterebbe l’Iran in cui l’occidente (USA e UE) non avrebbero più scrupoli ad usare tutta, ma proprio tutta la forza militare di cui dispongono.
E nemmeno Russia e Cina avrebbero più nulla da obiettare!

Un Iran con armi nucleari non deve essere inteso come uno sviluppo positivo e pacifico per noi, anzi. La possibilità che gli ayatollah possano controllare l’intera area del Golfo sarebbe un disastro economico per paesi come l’Italia, che dipendono e dipenderanno ancora per decenni dal petrolio di quella regione.
I paesi occidentali dovrebbero prendere serie iniziative… già, ma quali? Se si spera che sia l’opposizione interna a far cadere il regime, stiamo freschi!
Come si fa a parlare di sanzioni visto che l’ONU non è in grado di adottarle?
Non riesco a comprendere la posizione della Cina, che sembra sempre contraria a qualunque tipo di sanzioni contro l’Iran. Quale potrebbe essere il suo interesse ad avere un paese vicino dotato di armi atomiche? Non dimentichiamo che in Cina ci sono regioni come lo Xinjang abitate da popolazioni di etnia Uighuri di religione musulmana che non sono molto “affezionate” al governo centrale,come dimostrano le recenti rivolte, domate nel sangue.
Non so come potranno conciliare i loro interessi in Iran con questi problemi interni. Ve li immaginate mujaheddin cinesi che combattono con armi iraniane per proclamare la loro repubblica islamica? Non è fantascienza!

Il 12 Febbraio 2010 alle 21:23 gratis ha scritto:

X fsl,

Ritengo errata la sua valutazione perché lei considera gli iraniani come gente che ragiona all’occidentale.

E’ qui il grande errore che commettono tutti gli occidentali quando pensano alle azioni e ai modi di agire di queste nazioni.

Non ragionano con il nostro metro di giudizio ma con il loro che è basato su una cultura e su una “religione” lontana e opposta alla nostra.

Il nostro modo di ragionare è basato su causa ed effetto della logica filosofica greca, sul nostro libero arbitrio nel decidere e il resto sul senso di amore e pietà per tutti del cristianesimo, che ci fa accogliere nelle nostre braccia perfino i nemici.

Quello degli islamici è basato essenzialmente sull’imperativo dei loro comandi religiosi scritti dettagliatamente sul Corano nei confronti sia delle persone che delle loro azioni, chi gli è contrario è semplicemente da distruggere e poco importa che ne vada di mezzo la loro stessa vita perché ciò addirittura la considerano una garanzia per accedere al Paradiso di Allah.

Perciò mentre le atomiche nelle nostre mani seguono la logica del buon senso e la preservazione della vita ad ogni costo, nelle mani di islamici seguono la logica opposta, cioè quello della conquista e della sottomissione degli infedeli anche a costo della loro vita che considerano, perderla in questi frangenti di lotta contro il nemico, un occasione di accesso sicuro e privilegiato nel loro paradiso.

Di conseguenza la sua fiducia su un comportamento simile al nostro va a farsi benedire, non ci conti proprio.

Nella lotta contro gli occidentali loro sanno che noi abbiamo questa debolezza verso la vita, nostra e degli altri, e solitamente la sfruttano.

Non lo vede come quelli di Hamas utilizzano i loro stessi figli usandoli come scudi umani per fermare le armi dei loro nemici sapendo che ciò li frena e possono avere conseguenze controproducenti di propaganda?

L’hanno fatto perfino i libanesi contro gli israeliani.

La vita dei loro figli non li preoccupa perché credono, CREDONO FORTEMENTE, che se moriranno per la causa contro i nemici saranno dei privilegiati!

Nei casi in cui ciò succede non solo tali “martiri” vengono esaltati in televisione ma i loro stessi familiari “FESTEGGIANO”!

Nella guerra contro Saddam l’Iran ha utilizzato gli adolescenti mandandoli a sminare i campi nemici, facendoli saltare per aria, cioè i loro stessi figli e lei pensa che si preoccupino di una risposta di un nemico che adotta tutte le cinture di sicurezza che ormai l’occidente utilizza tra missili intelligenti, avvisi alla popolazione e frescacce simili?

http://www.youtube.com/watch?v.....re=related

Si ricordi che il suo nemico non ragiona come lei, forse in parte solo se è della sua stessa cultura, ma in caso diverso le sue ragioni d’essere e d’agire NON SONO MAI COME LE SUE.

http://www.youtube.com/watch?v.....re=related

E’ sicuro che daranno armi atomiche a terroristi arruolati da loro, fingendo che loro sono estranei alla cosa, fanno sempre così come mentalità i musulmani.

Fosse anche che venissero scoperti si lancerebbero nella lotta facendo le vittime e prendendo da ciò un maggior pretesto per combattere.

Non l’ha visto l’11 settembre 2001, che motivi avevano d’attaccare gli USA?

Addirittura 11 dei 19 attentatori erano dell’Arabia Saudita, cioè di una nazione che gli USA avevano aiutato ad evitare la minaccia d’invasione dell’Irak di Saddam e, il loro capo Bin Laden, idem.

Gli afgani lo stesso, erano stati aiutati dagli USA a liberarsi dell’URSS e per tutto ringraziamento hanno aiutato Bin Laden ad attaccare gli USA.

Dalla reazione USA inevitabile tra causa ed effetto, come logica comanda, hanno tratto scuse per una lotta internazionalizzata perché per loro è Guerra Santa, atta a realizzare il dettato di conquista del Mondo della loro fede.

Sono quindi inutili le sue considerazioni d’opportunità e di buon senso all’occidentale, vanno bene se fossero una nazione occidentale ma non lo sono.

L’Iran è da sempre una nazione che praticamente è impossibile colpire o invadere, come lei facilmente presume.

Sono in un territorio di difficile accesso sia geograficamente che politicamente, visto che confinano con cinesi e nazioni ex sovietiche e inoltre non li sottovaluti come esercito, hanno un milione di effettivi regolari più mezzo milione di guardiani della rivoluzione e sono bene armati e sono considerati tra i primi eserciti del mondo, superiori all’Italia e perfino alla stessa Francia e Inghilterra.

http://www.youtube.com/watch?v.....re=channel

Il 12 Febbraio 2010 alle 21:53 fsl ha scritto:

Per 50 anni la deterrenza nucleare tra NATO e PATTO DI VARSAVIA ha impedito il conflitto in Europa e nessuno dei due blocchi, nonostante il numero di armi nucleari a disposizione, ha scatenato le proprie forze armate contro l’altro.
Non credo che sia una questione di mentalità o di cultura religione. Se il rischio è che le città e la popolazione del tuo paese siano ridotte a polvere radioattiva, non lanci il primo attacco.
Un paese si dota di armi nucleari per far subire lo stesso effetto deterrente al proprio nemico.
Le armi non convenzionali sono sempre state usate da una nazione contro un avversario che non le aveva.
Quando i due contendenti ne sono equipaggiati, si stabilisce il c.d. equilibrio del terrore.
Secondo me, gli ayatollah non sono martiri; questo “privilegio” lo lasciano agli altri, perchè la loro missione .. è quella di comandare!
India e Pakistan non si amano di certo, ma da quando hanno le armi atomiche non guerreggiano più.
Il punto, comunque, rimane quello suggerito dall’articolo: conviene inimicarci l’Iran pur di non farlo entrare in possesso di armi nucleari, perchè questo NON è nei nostri interessi.
Che si sia di destra o sinistra, siamo tutti italliani che prendiamo ogni giorno la macchina!

Il 12 Febbraio 2010 alle 22:20 indigesto ha scritto:

Gentile Professoressa,gentili commentatori,tutte parole sagge. Il fatto è che il mondo si trova a che fare con una classe politico-religiosa che non fa mistero di volersi rendere protagonista nel campo nucleare (e c’è d’avere molte ma molte riserve sugli scopi pacifici) e nel contempo minaccia di distruzione Israele. Ciò non può non destare sospetti. Gli stessi paesei arabi più moderati, non si esprimono compiutamente ma nemmeno inorridirebbero di fronte ad un attacco nucleare portato dall’Iran ad Israele, che, in qualche modo, toglierebbe loro le cosiddette castagne dal fuoco. Ciò li fa sentire sufficientemente al sicuro, anche per gli esiti che potrebbe avere questo tipo di conflitto. E’ un atteggiamento, questo, che un pò tiene anche la Cina, con lo stare alla finetra ammiccando all’Iran. Orbene si sa che le sanzioni hanno sempre costituito una premessa alle guerre. Se non è possibile “coinvolgere” l’Iran su interessi comuni (e quali potrebbero essere?) tanto varrebbe..! La terza via, purtoppo la più difficile, è sperare, ed operare, acchè questo regime cada. Ci stanno provando un pò tutti. Il resto è lodevole esercizio dialettico.

Il 12 Febbraio 2010 alle 23:38 gratis ha scritto:

fsl lei non fa nemmeno la fatica di comprendere con chi abbiamo a che fare, li giudica tutti con la stessa “divisa” di pensiero.

Un arma può stare in mano ad un criminale o un uomo della polizia, è forse la stessa cosa per lei se in una banca vede l’uno o l’altro?

Certamente nel suo giudizio si baserà sull’unifomre o sull’identificazione ad una particolare categoria di persone di uno dei due, na se non avesse queste facili identificazioni su che cosa si basa?

Glie lo dico io, in base a quello che dicono e che fanno che rivelano non solo la categoria a cui appartengono, ma anche il diverso modo di pensare.

Lei mi sta dicendo, invece, che siamo uguali nel modo di pensare noi ocidentali e gli islamici, pur essendo così diversi come provenienza, cultura, lingua e religione.

Come può credere una cosa simile possibile?

Da loro ci sono i kamikaze, qui da noi ha mai visto kamikaze occidentali in azione?

Da noi solo chi dà fuori di matto può fare simili azioni.

Mi vuol far credere che pensiamo alla stessa maniera pur comportandoci in maniera così diversa di fronte alla vita e alla morte?

Se l’immagina gli italiani in lotta terroristica da oltre 60 anni per l’Istria persa nella Seconda Guerra Mondiale?

Li ha mai visti?

Lei manderebbe suo figlio piccolo a combattere davanti a lei o farsene scudo?

Le risulta che qualche occidentale lo farebbe mai?

Come può anche lontanamente supporre che i musulmani agiranno nella questione delle atomiche come noi?

La sua è una visione ugualitaria inesistente sia nei fatti che nel pensiero, un desiderio di globalizzazione dell’umanità ridotta a semplici numeri, mentre siamo già diversi da persona a persona, figuriamoci da cultura a cultura diverse e contrastanti!

Non faccia calcoli su sogni ma si basi sulla realtà nel fare le sue valutazioni e, in questa realtà, esistono le profonde e diverse visioni di pensiero e di essere.

Il 13 Febbraio 2010 alle 14:25 indigesto ha scritto:

Purtroppo la storia dei popoli non inizia con l’800. Se si guarda alla storia dei popoli oientali si scoprono invasioni, soprusi e nefandezze a non finire. Ma la storia ha proseguito il suo cammino e ha segnato la supremazia dell’Occidente in tanti campi, tra i quali anche quello bellico. La storia è un continuum e va innanzitutto conosciuta. Guardarvi come a una serie di episodi slegati tra loro è esercizio inutile e porta ad affermazioni risibili!

Il 13 Febbraio 2010 alle 18:55 indigesto ha scritto:

gratis..a proposito di affermazioni risibili! Stupidaggini! I cinesi la usarono, ( e come!) per scopi bellici! Non è mai stato un popolo imbelle e babbeo! Sono anche stati,e lo sono sono tuttora, espertissimi nelle torture (le chiamano apposta torture cinesi)..ma sempre la solita lagna…!..una tortura..cinese!

Il 15 Febbraio 2010 alle 17:32 indigesto ha scritto:

“Dal X secolo, l’utilizzo della polvere nera per scopi militari divenne di uso corrente in Cina, sotto forma di razzi e bombe esplosive lanciate da catapulte. La prima testimonianza di un cannone risale al 1126 quando vennero usati dei cilindri di bambù per lanciare missili contro il nemico. I cilindri di bambù vennero sostituiti da canne di metallo ed il più antico cannone in Cina è datato 1290. Dalla Cina l’utilizzo militare della polvere nera si diffuse al Giappone ed all’Europa” da Wikipedia

Il 17 Febbraio 2010 alle 14:59 indigesto ha scritto:

I Gesuiti giunsero per la prima volta in Cina nel 1582.

La prima testimonianza di un cannone risale al 1126 quando vennero usati dei cilindri di bambù per lanciare missili contro il nemico. I cilindri di bambù vennero sostituiti da canne di metallo ed il più antico cannone in Cina è datato 1290.Cina nel 1582.

Quand’è che non sentiremo più ripetere la sciocchezza che i cinesi con la polvere pirica ci facevano solo fuochi artificiali?

Il 17 Febbraio 2010 alle 15:30 indigesto ha scritto:

“I Gesuiti giunsero per la prima volta in Cina nel 1582..

La prima testimonianza di un cannone risale al 1126 quando vennero usati dei cilindri di bambù per lanciare missili contro il nemico. I cilindri di bambù vennero sostituiti da canne di metallo ed il più antico cannone in Cina è datato 1290.”. da Wikipedia

Quand’è che non sentiremo più ripetere la sciocchezza che i cinesi con la polvere pirica ci facevano solo fuochi artificiali?

Il 4 Marzo 2010 alle 16:03 Iran-Italia: traffico d’armi - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] problema è il solito: l’Italia è il maggior partner commerciale dell’Iran nell’Unione europea e tra gli articoli oggetto di esportazione ci sono evidentemente [...]

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