- Tags: Castro, cuba, Hugo-Chavez, latinoamericana, rivoluzione, Venecuba, Venezuela
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Il legame del Venezuela con Cuba è sempre più importante per il presidente Hugo Chávez e non lo dimostra solo il recente viaggio a Caracas dell’ex ministro cubano degli interni Ramiro Valdés come consulente per dirimere la complessa crisi dell’energia che ha scatenato polemiche a non finire anche all’interno del governo chavista.
A sottolineare questo vero e proprio asse castrista-bolivariano c’è il fatto che sulla principale risorsa venezuelana, il petrolio, i cubani sono sempre più presenti a Caracas. Il motivo di questo legame petrolifero-energetico, del resto, è semplice e affonda le sue radici nella storia recente dei due paesi. Dopo la crisi economica che colpì l’Avana in seguito al crollo del muro di Berlino e al dissolvimento dell’Urss era stata proprio l’alleanza strategica con il Venezuela, oggi suo primo partner commerciale, a dare una boccata d’ossigeno alla disastrata economia dell’isola caraibica e a sostituire gli aiuti sovietici.
Per inquadrare meglio l’entità del rapporto che alcuni analisti oggi definiscono “carnale” tra Chávez e i fratelli Castro basti dire che, dal 2003, non è passato un giorno senza che Caracas abbia venduto all’Avana i suoi 98mila barili quotidiani di petrolio a prezzi politici (23 dollari l’uno anche quando il prezzo del crudo si aggirava intorno ai 150). In cambio Cuba ha mandato in Venezuela oltre 30mila tra medici, infermieri ed educatori che da allora lavorano praticamente “gratis” nelle zone più povere del paese.
Certo, ogni tanto qualcuno di questi operatori sanitari importati riesce a fuggire negli Stati Uniti alla ricerca della libertà e di un salario degno creando non poco imbarazzo al governo bolivariano che ha come stella polare proprio il paradiso cubano, ma resta il fatto che l’accordo bilaterale Caracas-L’Avana secondo le stime della Casa Bianca garantisce a Cuba sei miliardi di dollari annui in aiuti, l’equivalente di quanto forniva in passato l’Urss.
Proprio per questa scarsa sostenibilità economica molti economisti e politici venezuelani, dell’opposizione ma non solo, hanno cercato di ridimensionare negli anni le relazioni “carnali” con Cuba. Tutto inutile perché perfino ministeri come quelli della Sanità e dell’Agricoltura sono oramai riempiti, per espressa volontà del presidente Chávez, da consulenti dell’Avana, per non dire della nuova polizia bolivariana che secondo alcuni esperti sarebbe controllata dall’intelligence cubana.
La dimostrazione del malessere anche tra i ranghi governativi del ruolo sempre più importante dell’isola caraibica in settori chiave, del resto, è stata confermata settimana scorsa dalle dimissioni di Carlos Rotondaro, ministro della Sanità bolivariano che ha lasciato il suo incarico proprio a causa, secondo quanto riportato dal quotidiano venezuelano El Universal, “della crescente presenza di cubani in posti strategici negli ospedali pubblici e nel ministero”.
Dopo le dimissioni a raffica del presidente della Banca Centrale, del ministro della Difesa e dell’ambiente, Chávez ha dunque perso un’altra pedina chiave della sua rivoluzione e lo ha fatto per difendere la sua alleanza sempre più stretta con i Castro’s brothers. Stretta al punto che il settimanale The Economist la descrive come un’unione, Venecuba appunto, termine usato per la prima volta dallo stesso Fidel Castro nel 2005.
- Lunedì 15 Febbraio 2010

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Commenti
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Il 16 Febbraio 2010 alle 3:40 miguel ha scritto:
Ciao Enrico, quello che ha scritto Manzo non é che la punta dell’iceberg, leggo nel tuo scritto che l’odio verso los gringos ti acceca, tanto da giustificare qualsiasi pazzo o mitomane che li affronta, Manzo stá in Brasile, io sto qua e ho tentato di spiegartelo svariate volte, questa non é nessuna rivoluzione, siamo governati da sedicenti rivoluzionari, questa volta, al contrario di Cuba, pieni di soldi, che con un discorso populista degno di qualsiasi predicatore, famosi gli svariati reverendi negli States, imbrogliano il “popolino” come lo chiami tu, e ha in ostaggio tutti gl altri che non si lasciano imbrogliare, in poche parole sono dei delinquenti che un giorno o l’altro quando il popolino aprirá gli occhi si daranno alla fuga verso paradisi fiscali, da te odiati, per darsi alla bella vita con i miliardi di $ che stanno accumulando da quando stanno governano e questo Enrico lo scrivo ben sobrio giá che non fumo neppure sigarette, immagina quello che gli hai detto a Manzo CIAO
Il 16 Febbraio 2010 alle 15:40 miguel ha scritto:
Enrico neppure a me piace molto la globalizzazione,anche se non ci fosse stata probabilmente non saremmo qui a scriverci a migliaia di chilometri di distanza, sono contrario a tutte le cavolate che si sono fatte dalla conquista dell’America in su, quello che non mi piace se non lo hai capito é che questa gente sta prendendo in giro il proprio popolo uguale come lo hanno fatto i primi conquistadores scambiando specchietti per oro. Questa gente per combattere ad armi pari contro i mali della globalizzazione ha bisogno di una buona istruzione, che non esiste, gli stanno dando ideologia che li acceca,di buona sanitá per crescere sani, di buona polizia per vivere tranquilli e non dormire la notte in mezzo alle sparatorie delle bande, la polizia non sale mai a los barrios,di buone case costruite bene, non quelle che Chavez gli fa costruire da soli senza permessi e senza servizi occupando terreni e che alla prima pioggia forte se ne cadono. Stanno rubando in nome del popolo peró il popolo di ció non ne ha nessun ritorno anzi solo briciole. In poche parole hanno imparato molto bene dai bianchi, che dici tu, anzi l’alunno ha superato il maestro.
Allora se ti vuoi incavolare ne hai tutto il diritto, peró non difendere l’indifendibile e incavolati pure con chi tradisce lo spirito delle tue idee.
CIAO
Il 16 Febbraio 2010 alle 18:22 miguel ha scritto:
Il cristianesimo non é la Chiesa, Gesú come tutti gli altri Profeti ha predicato per i poveri,le sue idee erano semplici e chiare, dopo con il tempo l’impero romano si impossessó dell’idea e ne fece la complicazione che é diventata per salvaguardare i propi interessi. Credo propio che, se vogliamo che il mondo si dia una regolata non sará seminando odio che ci riusciremo, non sará diventando fanatici di destra o sinistra, cristiani o musulmani, se no lasciando da parte gli interessi particolari e cedendo ognuno un po’ delle propie posizioni, bisogna ragionare e trovare compromessi, sempre meglio di qualsiasi guerra, perché poi chi scriverá la storia saranno come sempre i vincitori e seguiremo senza capirci niente.
A proposito anche l’Italia prefascista era un’economia mediovale, in fin dei conti nel primo ventennio ci fu sviluppo e modernizzazione, dopo l’ideologia sbagliata li portó a finire suicidati politicamente e a distruggere il paese.
Le cose devono essere raggiunte ragionando perché ogni testa é un mondo e sempre ci sará qualcuno che protesterá,quanti tentano di imporre le loro idee ai figli ottenendo solo che siano ribelli, il dialogo é la cosa migliore.
Il 5 Maggio 2010 alle 17:14 Venezuela: carne troppo cara, Chavez fa arrestare i macellai - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Caracas, nel quartiere di classe media della Candelaria, la macelleria di William Salamanca la conoscono [...]
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