
Il ministro dell'immigrazione francese Eric Besson
Il recente sbarco di 123 curdi in una spiaggia del sud della Corsica ha allarmato non poco l’Eliseo.
Il governo del presidente Nicolas Sarkozy ha infatti messo in cantiere una nuova serie di misure per contrastare i flussi migratori irregolari e che prevede tra l’altro ”zone di attesa speciali” per gli irregolari: “La zona, ha detto il ministro dell’Immigrazione Eric Besson, uomo dal pugno di ferro e responsabile del recente smantellamento della “giungla” di Calais, si estenderà sull’insieme del perimetro nel quale verranno trovati gli stranieri in situazione irregolare e consentirà di mantenerli sotto il controllo dell’amministrazione per un periodo sufficiente ad esaminare la loro situazione”.
Dura la presa di posizione delle associazioni per i diritti dei migranti e in particolare di Stephane Maugendre, presidente del Gisti, il gruppo di informazione e sostegno degli immigrati, il progetto nega i ”diritti più elementari” degli stranieri. Ma a cosa servono queste zone di attesa “speciali”? Di fatto, esse consentiranno ai gendarmi di fermare e trattenere gli irregolari ovunque si trovino.
Dalla frontiera terrestre italo francese, alle coste delle Corsica, fino a un mese fa mai toccate da flussi migratori. I curdi sbarcati sull’isola erano infatti riusciti a scongiurare l’espulsione immediata grazie alla decisione di un giudice, che aveva respinto l’ordine di rimpatrio pronunciato dalle autorità. Fino a oggi in Francia esistevano zone di attesa “ordinarie”, territori di confine cioè, nei quali gli irregolari potevano essere trattenuti in attesa di verificarne la loro posizione. La nuova proposta legislativa consentirebbe di trasformare in zone di attesa tutto il territorio nazionale francese. In buona sostanza, più controlli, dappertutto.
“La nostra legislazione non è adatta all’arrivo brutale e massiccio sulle nostre coste di un gran numero di stranieri in situazione irregolare” ha detto il ministro Besson in una intervista al quotidiano Le Figaro.
“Non è possibile, ha detto ancora Besson, riunire, entro i termini fissati dalla legge e in posti così isolati un numero sufficiente di avvocati e interpreti di lingue non diffuse. Non è nemmeno possibile trovare dei luoghi di trattenimento che rispettano le norme in vigore nei pressi dei luoghi di arresto”.
Fra le altre proposte che Besson presenterà al Consiglio dei Ministri a marzo e che dovrebbero essere approvate entro giugno, il rimpatrio di quegli immigrati che rappresentano una minaccia per l’ordine pubblico, anche se in possesso del visto di soggiorno.
Per incoraggiare ”l’immigrazione selettiva”, il governo Sarkozy vuole anche promuovere la carta blu europea, di una durata rinnovabile di tre anni, valida per gli stranieri che hanno almeno una laurea triennale e uno stipendio superiore di una volta e mezzo al salario medio annuo. Un’immigrazione di alto profilo e altamente qualificata insomma.
Besson vuole inoltre modificare il codice del lavoro per vietare alle imprese di assumere dipendenti stranieri senza titolo di soggiorno. Previste per gli imprenditori sanzioni amministrative e giudiziarie.
- Martedì 16 Febbraio 2010

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 16 Febbraio 2010 alle 23:35 gratis ha scritto:
La Francia inizia a prendere atto dell’immigrazione eccessiva e incontrollata.
Per ora le sue misure sono solo pannicelli caldi ma credo che la destra, quella vera e sempre messa all’angolino finora, inizi a farsi sentire con maggior forza.
I francesi con il loro passato colonialista hanno già troppi stranieri che con gli autoctoni, i veri francesi, hanno poco a che fare.
Sono un paio d’edizioni dei campionati mondiali che non riesco a vedere nella nazionale francese i francesi, vedo solo etnie che con la Francia hanno poco a che fare.
I Dumas, i Verne, gli Hugò, i Racine, ecc. e i loro personaggi rappresentativi della Francia, oggi come oggi, appaiono degli intrusi piuttosto che i francesi originali.
Tra l’altro le previsioni demografiche sono negative per i francesi e rilevano un forte incremento della natalità islamica.
Se non prendono provvedimenti seri adesso non riusciranno più a fermare l’invasione silenziosa in atto.
Spero che lo facciano perchè l’Italia, da Napoleone in poi, non ha fatto altro che copiare i francesi in tutto, leggi e programmi politici.
Il 17 Febbraio 2010 alle 15:11 grecory ha scritto:
Scusa “gratis”, sai che il presidente della Repubblica Francese ha padre ungherese e madre greca? cosa sono per te etnie queste? credi che possa essere un personaggio ugualmente rappresentativo?
Eppoi visto che citi la nazionale Francese, mi sa che, da quando sono coinvolte anche le nuove generazioni di francesi (perchè di questo parliamo) abbia raccolto risultati eccezionali.
Infine, per rendere grande un paese c’è bisogno delle nuove generazioni e che qualcuno procrei…ben vengano le nuove natalità di qualunque provenienza, basta che diventino rispettosi cittadini orgogliosi della patria in cui siano nati.
Il 17 Febbraio 2010 alle 16:49 cini ha scritto:
L´Italia dovrebbe prendere immediatamente seri e particolari provvedimenti per impedire un possibile flusso immigratorio dal nord in vista del giro di vite che la Francia si sta apprestando ad attuare sui clandestini.
Una facile via d´uscita per migliaia di immigrati irregolari che rischiano di essere intercettati e rimpatriati dalle forze dell´ordine francesi sarebbe ovviamente il nostro Paese dove ancora oggi esiste troppa tolleranza da parte della magistratura in particolare e con un sistema di controllo che fa buchi da tutte le parti.
A Milano abbiamo avuto solo un piccolissimo assaggio su quanto potrebbe domani succedere in molte parti del nostro Paese.
Ormai è venuta l´ora di prendere serie precauzioni cominciando con controlli a 360 gradi sugl´immigrati in ogni angolo del Paese seguita dall´immediata espulsione di chi non è in regola.
Non mancheranno naturalmente critiche per iniziativa della sinistra da alcuni paesi dell´UE che dovranno essere ignorate e scartate con tutto il dovuto scetticismo e diffidenza.
Il 17 Febbraio 2010 alle 16:57 Giro di vite della Francia sugli irregolari ha scritto:
[...] associazioni per i diritti dei migranti e in particolare di Stephane Maugendre, presidente del Gisti, il gruppo di informazione e sostegno degli immigrati, il progetto nega i ”diritti più [...]
Il 18 Febbraio 2010 alle 12:08 gratis ha scritto:
X grecory, trovo già strano che il popolo francese abbia come Presidente un discendente ungherese-greco, gli italiani una cosa del genere non la permetterebbero mai.
Tuttavia è pur sempre un europeo e i francesi amano molto immigrati europei tanto che gente come Yve Montand, italiano, lo considerano da sempre francese, oppure un Leonardo da Vinci hanno finito per chiamarlo alla francese, per non parlare di un Napoleone Bonaparte.
Fin qui niente di troppo strano, considerato che la Francia si trova al centro dell’Europa occidentale ed è giocoforza crogiuolo di europei di varia discendenza, seppure gli autoctoni francesi possano avere qualche cosa da ridire.
La faccenda cambia quando la Francia diventa crogiuolo di nazioni africane che con Francia ed Europa di solito hanno poco a che fare.
Il fatto che abbiano una nazionale di calcio forte perchè formata da africani, non mi sembra cosa di cui vantarsi per un popolo che da sempre si dice discendente dei Galli.
Non si parla delle capacità calcistiche qui, ma della rappresentatività identitaria nazionale che la squadra nazionale dovrebbe avere come se fosse una bandiera.
Una bandiera non rappresenta solo un territorio, ma un popolo preciso nella sua discendenza, nella sua cultura, lingua e storia.
A me sembra, come indicavo dal post precedente, indice di perdita della propria identità nazionale ed etnica e non si tratta d’essere razzisti ma di riconoscersi nei tratti identitari del proprio popolo.
L’ultimo suo ragionamento lo condivido ma i presupposti sono per l’appunto che si integrino, perchè in caso contrario abbiamo degli estranei in casa nostra.
La Francia ha un indice di natalità dell’1,8% che è molto basso e al di sotto dell’indice minimo per un popolo di sopravvivenza etnica e culturale che è del 2,11%.
L’indice medio di natalità dei francesi autoctoni è di 1,8% quello della popolazione musulmana dell’8,1%, questo significa che la Francia si avvia a divenire un paese musulmano.
Le previsioni statistiche dicono che entro il 2027 un francese su 5 sarà musulmano e lei dovrebbe sapere che questo significa NON INTEGRAZIONE E PERiCOLO PER LA SICUREZZA FISICA DI CHI NON E’ MUSULMANO.
Cosa vuole che importi se hanno una nazionale forte?
Cosa vuole che importi se ci sono nuove generazioni crescenti che non sono del tuo popolo e della tua cultura?
La propria famiglia, storia, cultura e lingua va a sparire, addirittura sarà sottomessa o distrutta.
E’ questo quello per cui fa il tifo?
Il 18 Febbraio 2010 alle 17:49 grecory ha scritto:
x gratis…
Napoleone, i Galli….siamo nel XXI SECOLO!!
La storia conserva indubbiamente valori positivi e altri negativi:
gliene cito 2 allora (sono solo del secolo scorso!):
Quasi 100 anni fa in America si registrò un enorme flusso immigratorio, che contribuì a migliorare e arricchire quel territorio, rendendolo molto più progredito della vecchia europa. Non mi pare che gli americani si siano inorriditi alla perdita della propria identità nazionale, a discapito di una più eterogenea e multirazziale.
Il secondo: lo sa che il nazionalismo così come lo descrive lei era il cuore dell’ideologia nazionalsocialista, che immagino anche lei condanni nella sua arteria del concetto di razza?
Io faccio il tifo per una nazione che sappia arricchirsi delle diversità sociali, etniche e religiose, oltre che linguistiche e culturali, che rispetti le idee e le abitudini di ogni essere umano, che sappia però far rispettare comunque entro la propria giurisdizione territoriale le leggi che si sia imposta, che poi sta alla base di una società civile e democratica.
Credo che questo possa fare la differenza tra un’identità nazionale ed un’altra: Il saper nutrirsi di altre identità senza doverle assorbire nei suoi fondamenti e senza umiliarle o annientarle.
Ci rifletta…pensi solo a quanti conflitti potrebbero risultare inutili.
Il 19 Febbraio 2010 alle 14:55 gratis ha scritto:
X grecory,
vedo che ha le idee un po’ confuse sia su quanto le ho scritto sia sull’interpretazione che da a fatti e avvenimenti.
E’ vero, siamo nel XXI secolo ma popoli e culture sono sempre quelli, se cambiano vuole dire che stanno morendo o sono morti, cosa che per l’appunto facevo rilevare.
Il razzismo in ciò non centra niente, mentre c’entra l’antropologia nel senso più ampio.
http://web.mclink.it/ME3643/Ed.....ianza.html
Cosa c’entri il nazionalsocialismo, poi, lo sa solo lei.
Il nazionalsocialismo era un ideologia, un progetto politico, il nazionalismo NON E’ un ideologia, è il riconoscimento della propria identità nazionale, la nostra carta d’identità, che ci identifica come appartenenza ad un preciso popolo, territorio, cultura, lingua, storia, religione, ecc.
La sua analogia tra Francia e USA non ha senso, sono due cose ben diverse.
http://web.mclink.it/ME3643/Ed.....torio.html
Gli immigrati in USA ci furono perché quei luoghi erano e sono giganteschi, permettevano che immigrazione ci fosse a quell’epoca, inoltre NON è mai esistito un popolo americano ben preciso dal punto di vista etnico.
Essendo il Nuovo Mondo ha inevitabilmente raccolto un miscuglio di etnie provenienti dal resto del mondo conosciuto.
Cosa evidentemente gradita, visto che occorreva colonizzarlo fino a qualche tempo fa, tuttavia la cultura anglosassone predominante non è mai cambiata, è stata assorbita dai nuovi arrivi che si sono integrati.
La Francia, all’inverso, è una nazione da SEMPRE popolata e abitata da un popolo di un unico ceppo etnico e il suo territorio è da tempo immemorabile densamente popolato con la stessa cultura, lingua, storia, geografia e religione.
Cosa c’entri il razzismo con il nazionalismo è un mistero della sua mente.
Non cerchi di confondere le due cose per tentare di azzittire gli avversari.
http://web.mclink.it/ME3643/Ed.....80608.html
Il nazionalismo c’è ed esisterà sempre, chi non si riconosce in esso E’ SOLO UN APOLIDE, uno senza popolo.
In quanto alle belle parole che usa di arricchimento culturale, sociale ecc. per propugnare il multiculturalismo e la diversificazione in infiniti rivoli di pensiero e di comportamenti sociali di una collettività che viceversa per esistere ha bisogno di una certa percentuale di omogeneità culturale e sociale è niente altro che la propugnazione di un anarchia sociale, dove ognuno fa quello che gli pare e come gli pare.
Una collettività del genere è inesistente e NON POTRA’ MAI ESISTERE perché porta inevitabilmente alla distruzione di quella collettività e all’affermazione del più forte.
Le leggi di una collettività sono comuni perché c’è un comune sentire e agire, se le cose si diversificano come leggi e come agire è evidente che non può uscire niente di buono, ma solo la distruzione di quella collettività e cultura.
http://web.mclink.it/ME3643/Ed.....efine.html
Gli USA saranno multi etnici, cosa dovuta unicamente alla loro storia recente, ma hanno UNA SOLA CULTURA E LINGUA, quindi leggi uguali per tutti e modo di agire conforme.
E’ la storia stessa a dimostrare l’impossibilità di convivenza di due culture diverse nello stesso territorio, una delle due viene immancabilmente distrutta dal più forte o ridotta ad essere chiusa in riserve.
Figuriamoci cosa accadrebbe con il multiculturalismo, una vera idiozia!
Il 22 Febbraio 2010 alle 13:49 vercinge ha scritto:
Buongiono a tutti, pur non condividendo i toni (poco poco offensivi) di enrico fumagalli, ne condivido la sostanza. è anacronistico e antistorico pensare a Paesi con una sola cultura. Bisognerebbe studiare un po’ più di storia e capire che non solo le origini degli Usa derivano dalla feccia europea, come dice giustamente, ma che anche gli africani ce li abbiamo portati noi europei come schiavi, contribuendo a una futura nazione multiculturale. Noi italiani, poi, siamo frutto dei greci, degli arabi, dei longobardi, dei normanni, dei francesi, degli spagnoli, degli austriaci. é nella norma che le persone cerchino di spostarsi dal proprio paese per voglia di conoscenza, desiderio di vivere in condizioni migliori ecc. è un dato di fatto ed è miope voler annullare l’emigrazione di questi ultimi 10 anni rimandando indietro i migranti (nella prassi dei respingimenti lo trovo anche disumano). In Italia bisognerebbe fare tanto lavoro, invece, per la soluzione dei conflitti che inevitabilmente sorgono dall’incontro/scontro tra “chi c’era prima” e “chi viene dopo” e non lasciare questo compito solo alle associazioni di volontariato o alla scuola.
Il 11 Marzo 2010 alle 14:02 Francia, liste “antiminareto” e una candidata col velo - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] le nuove misure volute dal ministro Besson e da Sarkozy per contrastare l’immigrazione irregolare, fa [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.