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Il Dalai Lama durante la recente visita in Gujarat (Credits: LaPresse)
I due si parleranno nella Map Room, uno delle sale di rappresentanza della Casa Bianca, e non negli appartamenti privati come era solito fare Bill Clinton; ma il vero luogo simbolo, lo Studio Ovale, non verrà aperto a questo ospite straniero (come invece fece George W. Bush nel 2008, appena due anni fa): un luogo troppo impegnativo, l’ufficio di lavoro dell’uomo più potente della Terra: rischierebbe di dare troppa solennità alla visita. Meglio evitare.
Parola d’ordine: low profile.
Alla fine dell’incontro non sono previste conferenze stampa per non dare troppa pubblicità al colloquio. Non ci dovrebbero essere neppure dichiarazioni comuni (o separate).
Neanche la photo opportunity (pubblica) verrà organizzata: la stretta di mano verrà immortalata, ma magari le immagini verranno diffuse in un altro momento.
Il protocollo la classifica come visita privata, e tutte queste precauzioni non faranno altro che lenire, ma certo non porteranno a disinnescare il fastidio di Pechino nei confronti di Barack Obama per la sua decisione di incontrare il Dalai Lama, nonostante le proteste e le pressioni del governo cinese.
La guida spirituale tibetana varcherà i cancelli della Casa Bianca per un colloquio che nello scorso ottobre gli venne rifiutato (per prima volta, da un presidente Usa, da molti anni a questa parte) perché Obama non voleva urtare la suscettibilità di Pechino alla vigilia del suo viaggio in Cina.
Allora, solo qualche mese fa, era convinto che con il Dragone Cinese fosse il caso di seguire la linea del (più sommesso) dialogo. Il gesto di evitare di incontrare colui che le autorità cinesi considerano uno dei suoi maggiori nemici, venne accolto con molto favore da Pechino.
Da allora, però, molto acqua è passata sotto i ponti. Le relazioni tra i G2 sono progressivamente deteriorate fino ad arrivare ad essere quasi gelide in queste settimane.
Quella mano tesa di Barack Obama è stata parzialmente allontanata dal governo cinese che ha evitato di dare aiuto agli Stati Uniti su alcune questioni che stanno molto a cuore al presidente americano: Iran e accordo sul clima, in particolare. E non solo. Complice anche le difficoltà in cui si sono ritrovati gli Usa ( a causa della grave crisi economica), Pechino si è sentita sempre più forte e ha iniziato a dettare l’agenda su questi dossier.
Un fatto che non è proprio piaciuto all’amministrazione statunitense. Per questo, Obama è passato da un atteggiamento decisamente morbido a uno più determinato, dando il via libera alla vendita di armi a Taiwan, attaccando la Cina sull’affare Google, minacciando guerre commerciali se non verrà apprezzata la valuta cinese.
La visita del Dalai Lama alla Casa Bianca si inserisce in questo quadro. Molti l’hanno presentata come una sfida al Dragone Cinese.
In realtà, i messaggi che manda Obama sono duplici: da una parte non cede alle pressioni, incontra il leader tibetano, pone così l’attenzione sulla questione dei diritti umani e politici in Cina.
Dall’altra, lo fa con un protocollo che impedirà di arrivare al vero e proprio incidente diplomatico con Pechino. Che, nei giorni scorsi scorsi aveva minacciato gravi conseguenze per i rapporti tra i due paesi, ma che alla fine dovrebbe limitarsi a fare qualche altra protesta ufficiale, nulla di più.
- Giovedì 18 Febbraio 2010
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Commenti
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Il 18 Febbraio 2010 alle 13:16 jane55 ha scritto:
Beh, come sfida questa mi sembra un pò deboluccia, perchè insomma se ti danno il nobel, e se guidi gli State,un pochino di più i dentini li devi mostrare ad una potenza che per anni ha schiacciato il tibet con il pugno di ferro. E poi il Dalai non è proprio l’ultimo arrivato in fatto di poersecuziuoni subite. Insomma va bene il dialogo e prendere la Cina con le buone,ma alla nuova superpotenza economica-imperialista, non si dovrebbe permettere di comandare in casa Stati Uniti, anche se ne controlla parte del mercato, se no come fa lo zio Sam a difendere i diritti umani?
Il 18 Febbraio 2010 alle 18:45 Barack Obama sfida Pechino, ma non troppo. Basso profilo per l’incontro con il Dalai Lama | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2010/02/18/barack-obama-sfida-pechino-ma-non-troppo-basso-profilo-per-… Posted by admin on febbraio 18th, 2010 Tags: America, Estero Share | [...]
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