
Credits: LaPresse
Nel post precedente, abbiamo parlato dell’esodo di capodanno dei cinesi, che nella Settimana Dorata abbandonano le fabbriche e tornano nelle campagne per celebrare il nuovo anno con la famiglia riunita. Oggi vedremo come si sono svolti i festeggiamenti per oltre cento milioni di cinesi.
Al rientro a casa, è d’obbligo passare al tempio per rendere omaggio alle divinità e agli antenati, cui vanno presentate offerte “in natura”, come frutta e biscotti, e in onore dei quali si bruciano bastoncini d’incenso. Per l’occasione, i templi vengono addobbati a festa e quelli più importanti organizzano cerimonie speciali o addirittura veri e propri spettacoli: la danza dei acrobati camuffati da leoni va per la maggiore.
A casa, invece, è il momento del banchetto con tutti i familiari riuniti attorno alla tavola per gustare le ricette più succulente della tradizione locale o per assaggiare qualcosa che richiami l’arrivo del nuovo segno zodiacale. Questo è l’anno della tigre, per cui le pietanze spesso hanno incluso cibi trattati in modo da somigliare cromaticamente al manto giallo e nero del felino: spezzatino di maiale misto a uova di quaglia sode, tipico dello Jiangsu, trippa speziata in brodo caldo, tipica del Sichuan, funghi “zampa di tigre” dello Yunnan, e così via. In una sala decorata da piante di mandarino, che la superstizione locale ritiene portino fortuna e ricchezza, prima che il pasto cominci le ragazze debbono presentare ai genitori i propri fidanzati. E guai se, passati i venticinque anni, non ne hanno uno: sarebbero considerate una vergogna per la famiglia. Così, in molte ricorrono a uomini “in affitto”, che dietro pagamento si fingono innamorati e pronti alle nozze.
Il culmine delle celebrazioni arriva la sera. Ogni città organizza uno spettacolo pirotecnico, in una gara di maestosità e ricercatezza. Posso assicurare che i fuochi d’artificio di capodanno sulla baia di Hong Kong sono uno di quegli spettacoli che vale la pena di vedere almeno una volta nella vita. Più in piccolo, più o meno tutti si lasciano prendere dalla mania dei petardi. Ce ne sono di tutti i tipi e le strade crepitano di piccole esplosioni. Servono, secondo la leggenda, a spaventare il mostro marino Nian, un drago che ogni anno emerge dalle acque per divorare bambini e cani e che ha il terrore dei rumori forti.
- Giovedì 25 Febbraio 2010

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Commenti
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Il 25 Febbraio 2010 alle 15:29 jane55 ha scritto:
Molto bello e affascinante questo racconto, pero’ quella credenza tutta cinese che le ragazzine nate nell’anno della tigre daranno sempre problemi alle famiglie, mi fa un po’ pensare. Anche perche’ essendo molto forte la presenza di una civilta’ cinese contadina, non vorrei che qualcuno prendesse alla lettera questa storia. E poi quel dragaccio Nuan, mica gli serve il capodanno per uscire fuori e mettere paura alla gente. Li’ ho la vaga impressione che sempre la gente ha paura…..
Il 25 Febbraio 2010 alle 18:39 indigesto ha scritto:
Un affresco, come sempre. Fa anche riflettere come la religiosità sia sentita in questa ricorrenza. Non deve essere poi così dura la repressione come ce la fanno intendere. Anche lì chi conduce una vita normale non avrà poi tanto di che temere, e nei giorni di festa è indubbio che le tradizioni abbiano il sopravvento. Sarà un cammino lungo e difficile, gentile Professoressa, ma alla fine darà buoni frutti. Almeno auguriamocelo.
Il 25 Febbraio 2010 alle 22:44 erik36 ha scritto:
Toh, si scopre che la Cina non è contro le religioni. C’era un Fumagalli che sostenva che i cinesi ce l’avevano con i rompiscatole, ossia quei religiosi che escono dal seminato e invece di impicciarsi dei fattacci loro ficcano il naos in quello che non gli compete, come succede da noi, reppublica laica dominata dal Vaticano, credevo fosse l’Italia ad ospitare il Vaticano, invece no, è al suo servizio, visto che lo mantiene. Alla candida jane55 dico di non preoccuparsi per le paure cinesi ma delle nostre, stanno piovendo mazzate da capogiro, tra corruzzioni, ruberie e sentenze da repubblica dei fichi d’india.
Luna, ho sentito che chi ti chiamava cosi, è stato bannato, prendo il suo posto, visto che Panorama è un giornale libero (sic) Questa è grossa.
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