
Talcahuano (EPA/LEO LA VALLE)
Abbracciati. Nella vita come nella morte. Ma il destino ha dato un’altra chance ad Alberto Rozas, 25 anni e a sua figlia di 7 anni. Il loro palazzo a Concepcion, non lontano dall’epicentro del sisma che ha travolto sabato il Cile, è letteralmente precipitato su se stesso. Così padre e figlia si sono trovati anche loro a precipitare dal tredicesimo piano in cui si trovava il loro appartamento.
Il loro abbraccio non solo non è stato fatale ma li ha salvati perchè li ha protetti l’un l’altro. Molte escoriazioni e tanto spavento ma adesso i due raccontano la loro storia, felici di averla scampata.
“E’ stato terribile-spiega Alberto mescolando il dolore di quanto vissuto con la gioia del lieto fine- siamo stati letteralmente sbalzati fuori dal nostro appartamento. Ricordo solo della luna piena che illuminava la notte. Io credevo di morire ma in quegli attimi ero rimasto quasi ipnotizzato da questa luna piena che ci guardava”.
L’edificio in cui i due abitavano si chiamava Vista Río, un nome che suona adesso cupamente ironico. Dei quindici piani di appartamenti con bella vista sul fiume resta adesso solo un palazzo spaccato in due, un cuore rotto, fermo per sempre a quelle 3.34 in cui la terra ha tremato. Ma Alberto è comunque felice di come è andata e di come invece sarebbe potuta andare.
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“Là dentro ci saranno almeno una sessantina di persone, spero che si riesca a salvarle” grida quando pensa ai vicini di cui non ha più notizia. E la cifra è confermata dai soccorritori che da ore scavano senza sosta, adesso anche con l’aiuto delle unità cinofile che da poco hanno raggiunto il sito. Ma la storia di Alberto non è l’unica a lieto fine del suo palazzo.
I suoi vicini del secondo piano Maribel Alarcón e suo marito Gunther poco prima della scossa erano corsi in camera di Oliver, il loro bambino perchè piangeva. Spostarsi di stanza li ha salvati. La cameretta di Oliver è stato l’unico locale del loro appartamento a rimanere in piedi
“Siamo dei miracolati” ripete come un mantra Maribel mentre guarda quel che resta del suo palazzo.
- Lunedì 1 Marzo 2010

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Commenti
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Il 2 Marzo 2010 alle 9:47 Io sto con il Cile. Tu? | Life Lab Coaching PNL & FormAzione di Leonardo Leiva (Ravenna) ha scritto:
[...] abbiamo visto cos’è successo con il terremoto in Cile. Centinaia di morti, un numero indefinito di dispersi. Rabbia, dolore, [...]
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