
(AP Photo/Pablo Martinez Monsivais, Pool)
Dopo aver assistito all’inaugurazione del presidente eletto Jose Mujica a Montevideo, oggi il Segretario di Stato americano Hillary Clinton lascerà l’Uruguay e partirà per un tour dell’America latina con tappa in Cile, Brasile, Costa Rica e Guatemala. Ma la Clinton non andrà a Buenos Aires anche se nella capitale dell’Uruguay ha programmato un incontro bilaterale con la presidente dell’Argentina Cristina Fernandez de Kirchner.
Durante la sua visita – ha precisato il Dipartimento di Stato – la Clinton chiederà al presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva di usare la sua influenza per convincere Teheran a collaborare con la comunità internazionale sul programma nucleare. Venerdì scorso la Clinton aveva mandato in avanscoperta il suo vice, William Burns, proprio per discutere con Lula che a novembre aveva ospitato il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e ora sta programmando una visita in Iran, prevista per maggio.
La puntata brasiliana rientra nel giro di pressioni diplomatiche che Washington cerca di esercitare sull’Iran: il Brasile fa parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e ha legami stretti con Teheran e quindi in caso di discussione su ulteriori sanzioni potrebbe opporsi. Ma i legami politici e commerciali tra l’Iran e il Sud America sono sempre più forti, tant’è che sono migliaia le società iraniane coinvolte in Brasile e in altri Paesi dell’America Latina nelle cui università è sempre più facile trovare dei corsi di lingua persiana.
La logica è la solita: il nemico del mio nemico è mio amico. E visto che gli americani sono militarmente presenti in Medio Oriente, proprio a ridosso dei confini iraniani, i pasdaran si sentono in dovere di entrare in Sud America, ovvero nel “giardino” degli Stati Uniti.
Come da copione la Clinton chiederà al Brasile di adottare un approccio “costruttivo” con Teheran e incoraggiare gli iraniani a recuperare la fiducia perduta nei confronti della comunità internazionale sulla questione del nucleare.
Ma viene da pensare se tutta questa pressione è vera o se – almeno in parte – è una farsa della diplomazia: la scorsa settimana i pasdaran hanno arrestato Abdolmalek Righi, capo del gruppo sunnita Jundullah, obbligando all’atterraggio l’aereo su cui viaggiava: gli 007 iraniani hanno fatto tutto da soli, veramente? Oppure Righi è stato consegnato dall’intelligence americana in cambio di qualcosa?
Forse in cambio di quei tre ragazzi americani che l’anno scorso avevano sconfinato in territorio iraniano mentre facevano trekking…
Se nei prossimi mesi usciranno dal carcere e potranno tornare a casa vorrà dire che sono stati merce di scambio….
- Lunedì 1 Marzo 2010
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Commenti
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Il 1 Marzo 2010 alle 18:46 erik36 ha scritto:
Principessa, ha scordato un fatto molto più importante. In precedenza Madama Clinton si era incontrata con il Presidente dalla OAE che raggruppava tutti gli stati americani. Lo rimproverò di non aver sostenuto gli interessi USA e minacciato di non appoggiarlo alle prossime elezioni. Si da il caso che il cileno, di essere rieletto non ne abbia nessuna voglia e altro candidato non si trova perché proprio Lula con gli altri paesi americani, aveva inaugurato la nascita di una nuova organizzazione che esclude USA, Canada e Honduras, quindi l’OAE non ha più ragione di esistere. Forse è questo il motivo principale di Madama, l’Iran ormai è scontato, le sanzioni se le sognano, cercano di salvare, come lei giustamente ha definito il “giartino” l’orto direi, da più frutti, ma a quello ci pensa Michelle alla Casa Imbiancata. Sa che in sud America di arabi ne ho conosciuti parecchi? Erano come noi, chi l’avrebbe mai detto, bevevano birra e mangiavano in ristoranti con cucina locale. La maggior parte sono nel cmmercio, non tanto alimentare, vestiario e tessuti, non credo ci siano moschee, l’impressione è che dell’Islam se ne fregano, come d’altra parte i cattolici, laggiù diramazioni ce ne sono una infinità ma rompono poco, in televisione niente papa o preti, in Messico c’è una stazione per questo, solo messe e litanie, arriva in tutto il continente ma la seguono in pochi. Fece ascolto quando il papa bscaiolo andò in gita da quelle parti. Lei è molto brava sull’Islam sull’America latina le potrei dare lezioni io. La Clinton non ha la grazia delle nostra Garfagna, Brambilla o Santanchè, sotto il trucco nulla, solo pena. Le brasiliane hanno più charme, certe chiappe.
Il 1 Marzo 2010 alle 19:37 indigesto ha scritto:
Finchè è la Diplomazia a mantenere aperti i discorsi, anche se sembrano passi in extremis per costituirsi un alibi di fronte alla Comunità internazionale, ben sia accolta. Dubito che nel breve non si pervenga a sanzioni, seppur lievi, nei confronti dell’Iran. Il tira e molla di Hackmadinejad somiglia per certi versi a quello di Saddam sulle ispezioni ONU ai siti ritenuti depositi di armi di distruzione di massa e sappiamo com’è finita. Non c’è da augurarselo ma, esperite tutte le possibilità
Il 1 Marzo 2010 alle 19:39 indigesto ha scritto:
(continuazione) del caso, in sede diplomatica, temo che si passi ai fatti.
Il 2 Marzo 2010 alle 1:33 erik36 ha scritto:
Che l’Iran avesse simpatie naziste era dovuto al fatto che invasa da russi e inglesi non aveva scelta, ma che ora il presidente sia tedesco, salvo che abbia cambiato nome, si può in Iran? Il riferimento Saddam ONU non è chiaro, non erano irakeni gli ispettori. L’invasione fu USA+GB, l’Onu intervenne dopo, con le forze di pace per non che gli occidentali facessero una brutta figura. La guerra non è ancora finita, è solo una pausa.
Il 2 Marzo 2010 alle 23:20 erik36 ha scritto:
Nell’incontro con la Fernández, la ex First Lady si ruppe le corna messale dal marito per due questioni in cui l’Iran è ben lontano: Malvinas e Honduras. A presto Chavez e li sarà dura. Come previsto, Principessa, niente paura di sanzioni forse non se ne parla più, Berlusconi ha altro per la testa, si è distratto un attimo con le due nuove sottosegretarie e guarda che casino han combinato il Lazio e Lombardia, rischiano di nemmeno presentarsi e Bossi da solo non ce la fa a tenere a galla la barca.
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