
Macchine immaginarie, esposte a Tel Aviv (foto: Anna Momigliano)
“Israele è un Paese molto piccolo. Ma se c’è un posto al mondo dove potrebbe cadere una bomba atomica, è probabile che sia proprio qui,” diceva Etgar Keret, lo scrittore e regista autoironico e un po’ stralunato che alcuni identificano come alfiere di una nuova generazione di artisti israeliani.
“Immaginare come sarà Israele tra vent’anni è un tabù – proseguiva Keret – al punto che non abbiamo nemmeno una letteratura di fantascienza locale.”
Qui sotto potete vedere un’intervista:
Ora, Keret è uno dei miei scrittori preferiti, e anche il suo film Meduse merita. Ma su questo punto vorrei fare una precisazione: non è vero che la fantascienza israeliana non esiste, anche se in effetti è un genere non molto diffuso.
Semmai, il problema è un altro: per vocazione, la fantascienza israeliana tende a essere un tantino tragica. Su questo Keret aveva proprio ragione: il futuro è una sorta di tabù.
Prendiamo uno dei casi più celebri, Hydromania di Assaf Gavron, ambientato nell’anno 2067: Israele è molto più piccola rispetto ai confini odierni, perché ha perso una guerra contro gli arabi. E, soprattutto, la vita quotidiana dei cittadini è completamente governata da una gravissima scarsità di acqua.
Interessante poi notare che esiste un filone di letteratura – in questo caso internazionale, più che israeliana – che si cimenta con uno scenario ancora più inquietante: un mondo dove Israele non esiste più, perché distrutta.
L’esempio più celebre è Il Sindacato dei Poliziotti Yiddish dell’americano Michael Chabon. Si tratta di un’ucronia ambientata in Alaska: l’autore immagina un universo storico parallelo, in cui Israele è stata distrutta dagli arabi nel 1948, a soli tre mesi dalla sua nascita, e una buona fetta del popolo ebraico ha trovato rifugio proprio in Alaska.
I fratelli Coen stanno lavorando a un film tratto da questo libro.
- Lunedì 1 Marzo 2010

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Commenti
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Il 1 Marzo 2010 alle 19:18 erik36 ha scritto:
E dire che il padre della fantascienza moderna fu Isaac Asimov, quella antica Giovanni che, non conoscedo altro che i cavalli e la spada, aveva solo i cavalieri dell’Apocalisse a disposizione. Il futuro di Israele sta scritto nella Bibbia, cara Anna, ogni volta che adorano il vitello d’oro, Dio li distrugge o meglio, li fa distruggere, ora adorano il capitalismo e più che un vitello è una vacca d’oro. In Alaska fa troppo freddo e poi è probabile che torni russa sa, se crolla il dollaro con che coprono gli USA, il Nuovo messico ai messicani e la California ai cinesi, a San Francisco la comunità gialla è la più numerosa. Il mondo si fa sempre più piccolo e sarà dura trovare un angolo di pace per 4 gatti. Non si preoccupi, una ventina d’anni resisteranno ancora e poi non è detto che ne esca uno per parte, con idee più semplici che i vari Oslo e stupidaggini simili, riesca dove oggi è impossibile credere, cambierà pure l’Islam non creda, anche i turbanti stanno avendo i loro problemi. Resterà il Vaticano, lo manteniamo noi e lo dobbiamo pure sopportare ma oltre l’Italia nessun pericolo. Perché non lo scrive lei un bel romanzo di fantascienza, partendo dal 1948 ai giorni nostri immaginando uno scenario diverso. Scommetto che avrebbe successo molto più del brillante Karma Kosher poco conosciuto, peccato. A sua disposizione per lo spunto da neutrale, sia in campo religioso che politico, basta ricavare il meglio da entrambi, ponendo regole chiare.
Il 1 Marzo 2010 alle 20:06 indigesto ha scritto:
Più che tragico, direi jellatorio questo tipo di fantascienza! La terra del popolo eletto è stata, è e resterà il faro dell’Umanità. L’ebraismo e il cristianesimo hanno preso di là le mosse. Il resto è favola!
Il 2 Marzo 2010 alle 1:13 erik36 ha scritto:
Il faro lo spensereo diverse volte, l’ultima ci provarono i cristiani, prevalentemente cattolici con l’apporto del nunzio a Berlino, poi Pio 12 futuro San Carogna, ne arrostirono 6 milioni, quasi dimezzata, semi genocidio. Era una croce pure quella, celtica. Attenta Anna, a Milano i celti son tornati, oggi ce l’hanno con gli extra, domani chissà. Va bene che il capo è sgangherato e i seguaci non sono meglio ma se non son pazzi non li vogliamo.
Il 2 Marzo 2010 alle 2:18 annamomigliano ha scritto:
Di faro dell’umanità ci è rimasto Leonard Coen. Almeno quello…
Quanto alla proposta di scrivere un romanzo di fantascienza, mi piacerebbe, ma la concorrenza è feroce!
Il 2 Marzo 2010 alle 11:29 indigesto ha scritto:
Occorrerebbe che qualcuno distinguesse le opinioni dalle cialtronerie deliranti, o che, almeno, facesse a meno di compiacersene! Le opinioni possono essere discutibili, le cialtronerie tolgono dignità alla Testata, ai Giornalisti e a chi intende partecipare ad un dialogo quantomeno civile.
Il 2 Marzo 2010 alle 14:26 erik36 ha scritto:
Anna, i fiori germogliano anche nei letamai, in merito al libro ha ragione, lei non si chiama Vespa,troverà duro a trovare l’editore ma qualche piccolo coraggioso c’è sempre e buoni collaboratori li trova, arjabes la potrbbe aiutare, basta spiegarle bne che l’ideologia non c’entra, Alessandro non ci sono dubbi, è dei nostri, ammesso che lo sia pure lei. E’ giovane la cavallina con la stella azzurra, provi a scendere in pista, al limite la squalificano per aver rotto. Credo che lo apprezzerebbero quei suoi giovani amici di Tel Aviv.
Il 2 Marzo 2010 alle 19:08 annamomigliano ha scritto:
Caro Indigesto,
non si preoccupi, qui nessuno ha intenzione.
Leonard Coen è il cantautore.
Il 2 Marzo 2010 alle 19:23 indigesto ha scritto:
Gentile Dottoressa, lo conosco e lo apprezzo.
Il 2 Marzo 2010 alle 19:35 annamomigliano ha scritto:
E’ che mi hanno fatto notare che esistono altri Leonard/Leonardo Coen.
Il 2 Marzo 2010 alle 19:59 indigesto ha scritto:
Cohen semmai, l’altro, ma non lo conosco. Ma mi riferivo a quello di Suzanne, bellissima, come penso anche Lei. Le piace?
Il 2 Marzo 2010 alle 20:07 indigesto ha scritto:
Forse abbiamo invertito i cognomi, ma ci siamo capiti.
Il 2 Marzo 2010 alle 21:47 erik36 ha scritto:
Anna Anna, occorre essere precisi, tra Cohen e Coen c’è differenza, Leonard è straniero Leonardo Coen è uno dei fondatori di Repubblica, presidente di Boyko Borisov, non proprio democratico la cui cosa stupiva essendo di parte. Comunque ci sono vie dirette oltre a quelle per dare spazio ad esibizionisti, abili nel copia incolla, millentatori. Non occorre altro salvo farle notare che, una sua collega, da lei non proprio gradita, si è rivelata migliore, molto migliore. Non credo lei raggingerà il suo livello, quella è puledra di razza, mi spiace, non sempre ci si azzecca.
Il 2 Marzo 2010 alle 23:41 indigesto ha scritto:
Che dire? Forse che qualcuna se lo fila? Poveraccia!
Il 3 Marzo 2010 alle 0:39 indigesto ha scritto:
Dalle zecche parassite ci si libera. Dai cialtroni è un pò più dura!
Il 3 Marzo 2010 alle 2:06 annamomigliano ha scritto:
Il capolavoro di Leonard Cohen è Hallelujah, anche se probabilmente è resa meglio nella versione di Jeff Buckley.
Per il resto, invito tutti a mantenere la discussione su un registro civile e, possibilmente, sereno.
Il 3 Marzo 2010 alle 2:42 erik36 ha scritto:
Hallelujah è più coinvolgente, il resto piuttosto lamentevole, Suzzanne canto teutonico, forse la peggiore, segno che i copia e incolla bisognerebbe saperli fare. Comunque è una bella luce senza allegria. Non si preoccupi, non ci sarà seguito, l’intento era solo di smascherare gli infingardi. Glie lo lascio tutto per lei.
Il 3 Marzo 2010 alle 12:49 indigesto ha scritto:
Gentile Dottoressa, la ringrazio per la risposta. Un pò meno per aver intravisto comunanze.
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