
(credits: EPA/MASSOUD HOSSAINI / POOL)
Tutto sommato i 15.000 militari anglo-americani e afghani impegnati nella grande operazione Moshtaraq (“Insieme” in lingua dari) hanno ottenuto una vittoria più facile del previsto nella conquista del distretto di Nad Alì e della città di Marjah, nella turbolenta provincia meridionale afghana di Helmand.
Benché lo stesso comandante del settore sud, il britannico Nick Carter, avesse previsto almeno un mese di combattimenti, le forze alleate sembrano aver raggiunto tutti gli obiettivi in due settimane, tra il 13 e il 27 febbraio, con un bilancio che vede circa 120 talebani uccisi e 50 prigionieri mentre le truppe afghane hanno sofferto appena tre morti a fronte di una ventina di soldati anglo-americani rimasti uccisi insieme a 28 civili.
Perdite limitate per quella che sembrava poter diventare la “Fallujah afghana” prefigurando il rischio di feroci e prolungati scontri casa per casa come quelli che si svilupparono nel 2004 nella città irachena.
Invece il 25 febbraio nel centro di Marjah il governatore della provincia di Helmand, Gulab Mandal, e il nuovo amministratore della città, Haji Zaman, hanno potuto issare la bandiera nazionale mentre i vertici militari alleati, incluso il generale Stanley McChrystal, hanno visitato la città che dovrebbe rappresentare il simbolo della svolta nel finora inconcludente conflitto afghano.
Nonostante l‘esito vittorioso della battaglia il comando alleato non esclude attentati, azioni suicide e imboscate nell’area di Marjah dove a titolo precauzionale stazioneranno 1.500 poliziotti e mille soldati afghani affiancati da due battaglioni di marines statunitensi. Forze necessarie almeno finché non sarà chiaro dive sono finiti i talebani. Del migliaio di miliziani presenti in città all’inizio della battaglia la gran parte sembra infatti essersi volatilizzata. Combattenti in parte forse fuggiti attraverso le maglie dell’accerchiamento delle truppe alleate e diretti in aree meno presidiate come la vicina provincia occidentale di Farah dove operano anche truppe italiane. Oppure mischiatisi alla popolazione, che almeno in parte li sostiene, in attesa di riprendere a combattere in un secondo momento.
:..FOTOGALLERY: Offensiva NATO in Afghanistan - Reportage
![]()
Non è certo la prima volta che i miliziani sfuggono in questo modo agli scontri campali, nei quali non avrebbero scampo, così come hanno dimostrato all’inizio dell’operazione Moshtaraq di poter impedire ai civili di lasciare la città per usarli come scudi umani e rendere più difficoltosa l’avanzata anglo-americana. Anche per questo l’offensiva alleata rappresenta una vittoria simbolicamente importante ma forse non decisiva. Troppo volte in passato aree conquistate dalle truppe della Nato sono poi tornate sotto il controllo dei talebani una volta lasciate al presidio delle forze afghane.
Marjah non è solo un test per la nuova strategia del generale McChrystal basata sul controllo del territorio e la protezione della popolazione in vista di una già preannunciata massiccia offensiva estiva nell’area di Kandahar. Ora, a battaglia apparentemente conclusa, Marjah rappresenta soprattutto una sfida e un’opportunità per il governo afghano di dimostrarsi efficace e credibile.
- Mercoledì 3 Marzo 2010
IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 3 Marzo 2010 alle 21:52 indigesto ha scritto:
Egregio Dr Gaiani, ha già detto compiutamente tutto Lei. Gli americani sono convinti di fare una guerra. Si tratta invece di una guerriglia, che continua, nonostante le “vittorie”, e chissà se mai, e come, finirà.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.