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Israele: Meir Dagan, la spia che venne dal freddo

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  • Tags: Israele, Meir Dagan, Mossad, panorama in edicola
  • 22 commenti
Meir Dagan, 65 anni, nato in Siberia, a capo del Mossad dal 2002 (Yonathan Weitzman/Reuters)

Meir Dagan, 65 anni, nato in Siberia, a capo del Mossad dal 2002 (Yonathan Weitzman/Reuters)

di Pino Buongiorno con Renato Coen - da Gerusalemme

Da Tel Aviv, aeroporto Ben Gurion, a Roma Fiumicino con un volo El Al, classe economica. Da qui, dopo un’attesa passata a gironzolare fra i duty free shop e il bar-ristorante che prepara panini e pizze, a Dubai con un Boeing 777 della compagnia Emirates. Solo 19 ore all’appuntamento con la preda, fissato per le 20.30 del 19 gennaio, fuso orario degli Emirati Arabi Uniti.

Sono passati dall’aeroporto Leonardo da Vinci tre membri del commando del Mossad, individuati dalla polizia di Dubai attraverso le telecamere a circuito chiuso dopo l’assassinio di Mahmoud al-Mabhouh, 49 anni, originario del campo profughi di Jabalya, il principale procacciatore di razzi e missili del gruppo Hamas. La polizia italiana ha impiegato non più di mezz’ora per confermare alle autorità degli Emirati la notizia.

Ma nessuno dei tre ha usato un passaporto italiano. Come pure nessuno degli altri 15 componenti, fra cui due donne, della squadra d’azione denominata Kidon (baionetta), appartenenti alla divisione operativa Cesarea, che, perfettamente truccati, hanno presentato ai servizi di frontiera passaporti britannici (otto), irlandesi, tedeschi e francesi. Al comando di un brigadiere generale del sesto dipartimento del Mossad (quello delle operazioni speciali), si sono divisi in quattro gruppi da quattro. Il primo incaricato di individuare l’obiettivo e di seguirlo passo passo.

Il secondo di predisporre gli strumenti tecnologici necessari: dall’intercettazione delle telefonate alla copia della chiave elettronica della camera d’albergo. Il terzo delle comunicazioni con sim austriache e il quarto di organizzare la fuga dal luogo del delitto. I due rimanenti agenti della cellula Kidon si sono incaricati di iniettare un potente veleno che ha stroncato il cuore del comandante palestinese, da tempo nel mirino del Mossad per i suoi contatti con i pasdaran iraniani che gli vendevano armi.

È stata un’esecuzione nello stile del Mossad, secondo gli esperti israeliani e internazionali, contro gli obiettivi di una lunga lista che si rinnova settimana dopo settimana: i capi palestinesi delle organizzazioni estremiste di Hamas e della Jihad islamica, i leader politici e militari del movimento libanese Hezbollah, gli scienziati nucleari iraniani e i generali dei pasdaran o del Mukhabarat siriano (il servizio segreto di Damasco). Mai alcuna ammissione di responsabilità, ma nemmeno un inverosimile diniego.

Sempre e solo la formula classica: «Non ci sono prove che possano incolpare Israele» come ha ripetuto, un mese dopo l’omicidio, anche il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman ai colleghi dell’Ue che lo hanno convocato a Bruxelles per protestare contro l’uso di passaporti europei con l’identità rubata a normali cittadini israeliani dalla doppia nazionalità.

C’è chi crede che la missione a Dubai sia stata un mezzo fallimento perché gli agenti sono stati immortalati dalle telecamere, ma chi si nascondeva davvero dietro quei volti? Qualcuno potrà mai individuare i membri del commando? Nel frattempo, comunque, l’obiettivo è stato eliminato. E gli agenti sono tornati a casa sani e salvi. Ci sarebbe da festeggiare. Tuttavia, chiuso nel suo modesto ufficio nel quartier generale del Mossad, su un colle alla periferia nord di Tel Aviv, Meir Dagan, 65 anni, il decimo direttore nella storia del servizio segreto estero dello stato d’Israele (fondato nel 1948), non ha festeggiato il successo dell’operazione di Dubai. Com’è sua abitudine fin da quando fu nominato nell’agosto del 2002 dal suo mentore, l’ex premier Ariel Sharon.

Pipa in mano, ha solo alzato lo sguardo verso una vecchia foto in bianco e nero che campeggia dietro la scrivania. È quella di suo nonno, ebreo russo, rinchiuso in un campo di concentramento, sotto la minaccia di un fucile puntato da un ufficiale delle Ss. «Dobbiamo essere forti, usare il cervello e difendere noi stessi in modo tale che l’Olocausto non si possa mai più ripetere» ha giurato per l’ennesima volta, secondo quello che riferiscono i collaboratori più fidati.

In Israele, per la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica, Dagan, di cui si conoscono tre passioni (la cucina italiana, la pittura e la lotta mortale contro i terroristi), è un eroe: «l’uomo con il coltello fra i denti» secondo la definizione affibbiatagli dal suo ex compagno d’armi Sharon. Pochi osano criticarlo per i metodi brutali che continua a usare e che, di volta in volta, provocano contraccolpi diplomatici al governo di Gerusalemme. Ma nessuno dei primi ministri che si sono succeduti (da Sharon a Ehud Olmert, fino a Benjamin Netanyahu) lo ha mai contraddetto. Lo stesso Netanyahu ha avallato, secondo la prassi consolidata, la campagna di omicidi mirati rinnovando ancora l’incarico a Dagan, che si avvia a battere tutti i record di permanenza al vertice del Mossad.

Chi lo conosce bene, come Yossi Melman, l’esperto di sicurezza nazionale del quotidiano Haaretz, tenta invece di sfatare il mito: «Dagan non è assolutamente un superman o un assassino impietoso» dichiara il giornalista israeliano a Panorama. «È un uomo assolutamente normale. Anzi, è alquanto banale e non è nemmeno un genio dei servizi segreti. È certamente vero che è un tipo duro e molto creativo. Ma non ha rivoluzionato il Mossad: ha impiegato ben tre anni per capire bene come dovesse agire e per abituarsi a comandare una macchina così imponente. Poi è riuscito a passare all’azione ottenendo anche ottimi risultati».

È uno di quei boss che o si amano o si detestano. Sotto la sua direzione 200 fra alti funzionari (tra cui il numero due dell’agenzia spionistica) e semplici agenti operativi (katsas) si sono dimessi per incompatibilità di carattere. Di contro, tutti gli altri 1.200, di cui un terzo donne, alle sue dipendenze lo venerano pur sapendo di dover dare molto e pretendere assai poco. L’unico metro di giudizio è l’efficienza. «Da quando dirige l’istituzione, Dagan ha rinnovato l’aura che circonda il Mossad in tutto il Medio Oriente» ha detto di lui Alon Ben David, un ex analista dell’intelligence israeliana, commentando alla radio militare le ultime imprese.

In questi ultimi otto anni non ci sono stati clamorosi fallimenti, come quello che provocò le dimissioni del maggiore generale Danny Yatom nel 1997 dopo il tentato omicidio di un altro obiettivo eccellente: il capo politico di Hamas, Khaled Meshaal, avvelenato ad Amman da due «baionette» israeliane, poi catturate dalla polizia giordana. In cambio della loro liberazione, una donna del Mossad volò nella capitale della Giordania per iniettare a Meshaal l’antidoto. Né c’è stato l’immobilismo operativo che ha caratterizzato la gestione del «British» Ephraim Halevy (1998-2002), il quale prediligeva l’intelligence alle operazioni sporche e i cocktail degli ambasciatori alle attività clandestine.

Il siberiano Meir Dagan, nato nella glaciale Novosibirsk, ha cominciato a reclutare meno analisti e più uomini di mano, di diverse nazionalità, che sono stati infiltrati nei paesi più difficili, come la Siria, secondo il modello delle unità delle forze armate Duvdevanim (ciliegie), costituite su impulso anche di Dagan, 20 anni fa, quando era un generale dell’esercito.

La sua prima operazione nota è quella che nel settembre 2007 portò alla distruzione del sito nucleare siriano di Deir al-Zour, sulla base di informazioni raccolte da infiltrati del Mossad. Quella più spettacolare è avvenuta nel febbraio 2008 con la decapitazione (nel senso letterale del termine) del comandante in capo dell’ala militare di Hezbollah, Imad Mughniyeh, ucciso dall’esplosione del suo suv Pajero in piena Damasco, all’uscita dal quartier generale dei servizi segreti. Nemmeno sei mesi dopo, un’altra cellula Kidon, venuta dal mare, ha colpito al cuore l’establishment militare siriano.

Il generale Mohammed Suleiman, considerato il punto di raccordo con il programma nucleare nordcoreano e siriano, si stava rilassando nel giardino della sua villa in riva al Mediterraneo quando è stato ammazzato da un cecchino a bordo di uno yacht che veleggiava di fronte alla residenza.

Le missioni ad alto rischio non hanno mai scoraggiato Dagan. Da quando il governo israeliano gli ha dato come compito principale quello di ritardare la costruzione della bomba atomica dell’Iran i delitti misteriosi, i rapimenti, le fughe e i sabotaggi a Teheran si susseguono con micidiale determinazione. Nel febbraio 2007 è stato soffocato dal gas, mentre dormiva nel suo letto nella capitale iraniana, il fisico nucleare Ardeshire Hassanpour. Il 12 gennaio di quest’anno un altro scienziato atomico, Massoud Ali Mohammad, è saltato in aria davanti alla sua abitazione. Altri generali dei pasdaran sono morti in circostanze mai accertate a bordo di pulmini o di elicotteri esplosi.

Non meno puntuali sono stati i colpi messi a segno in Svizzera e in Germania, dove gli 007 del Mossad, con la collaborazione della Cia, hanno agganciato trafficanti di armi e li hanno convinti a sabotare le spedizioni di materiali ultrasofisticati destinati ai progetti nucleari degli ayatollah. «Così gli iraniani hanno perso almeno un paio di anni nella costruzione della bomba» calcola un ispettore dell’agenzia atomica di Vienna.

Per Dagan è ancora poco. Gli occhi impauriti del nonno che vigila alle sue spalle continuano a ricordargli un altro tipo di Olocausto e un’altra generazione di Adolf Hitler.

  • pbuo
  • Mercoledì 3 Marzo 2010

Vedi anche:

  • Il Mossad sta eliminando gli scienziati nucleari iraniani?
  • Razzi Katyusha contro Israele: nessuna vittima, e nessun colpevole
India, aereo acrobatico Marina caduto: tre vittime - Le foto »
« Iran: arrestato il regista Panahi

Commenti

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Il 3 Marzo 2010 alle 12:56 erik36 ha scritto:

A forza di gridare al lupo, prima o poi il lupo arriva. Tra CIA e Mossad è dubbio chi sia più criminale e ci facevano credere lo fosse il KGB, il giorno che si decidono i cinesi queste “democratiche” attività cesseranno, se li divorano come fossero cavallette cosi la smetteranno di rompere le palle.

Il 3 Marzo 2010 alle 13:50 indigesto ha scritto:

E’ indubbio che lo scopo di queste operazioni sia quello di evitare che le vite di tanti innocenti vengano rispiarmiate da trame delinquenziali, a cui si prestano talvolta loschi figuri senza scrupoli.
Questa è gente che difende il proprio Paese ed il proprio Popolo da attacchi proditori, non sono killers prezzolati da questa o quella potenza.Chapeau!
Ogni altra considerazione è solo da assegnare al risibile!

Il 3 Marzo 2010 alle 14:01 indigesto ha scritto:

mi scuso e mi correggo:…le vite di tanti innocenti vengano immolate da trame….

Il 3 Marzo 2010 alle 14:39 erik36 ha scritto:

Si da il caso che i loschi individui siano prezzolati da governo carogna che sono USA e Israele, stando ai fatti essendo loro ad aggredire altri. Tra musulmano, finora, c’è stata una sola gfuerra, Iran-Iraq, spalleggiata dagli USA, ancora nessun paese arabo o islamico ha aggredito una “democrazia” occidentale. Se gli occidentali hanno subito attacchi terroristici, grazie a chi inventò il terrorismo, Israele. Se le vanno proprio a cercare le rogne.

Il 3 Marzo 2010 alle 17:02 indigesto ha scritto:

Idiozie, come sempre!

Il 3 Marzo 2010 alle 22:03 attenzione ha scritto:

Difficile dare una interpretazione politica sui fatti, di certo è che piu si va avanti, piu putrefazione ne ritroviamo.
Non difendo ne accuso nessuno, l’unica cosa certa è questa, e spero che sia di V/s gradimento:

http://forum.panorama.it/f31/d.....te-t19087/

Il 3 Marzo 2010 alle 22:07 attenzione ha scritto:

Chi possiede il controllo del Gas, petrolio e prodotti energetici, tra essi anche l’uranio, in aggiunta alla produzione della droga e suo controllo, hanno creato TUTTA la schifezza di questa umanità.

Il resto?

Sono chiacchiere…………

Il 3 Marzo 2010 alle 22:15 erik36 ha scritto:

indigesto, sono tue le idiozie i primi terroristi, 46/47 furono gli ebrei a Gerusalemme e dimmi se stati musulmani hanno aggredito le luride democrazie che aggrediscono loro.

Il 4 Marzo 2010 alle 7:50 Israele: Meir Dagan, la spia che venne dal freddo | eventinellacitta.com ha scritto:

[...] Read more on Panorama on line [...]

Il 5 Marzo 2010 alle 13:15 indigesto ha scritto:

In quinta elementare si studiava la rivoluzione francese e il suo periodo del “terrore”, primo esempio nella storia moderna di terrorismo istituzionalizzato. Si perderebbe tempo a rimandare a testi storici specifici chi non ha compiuto la scuola elementare o si è limitato a qualche anno di “avviamento al lavoro” . La storia non basta leggerla a spezzoni, va capita! Nessuno ha inventato il terrorismo nel recente. La storia abbonda di terrorristi/eroi a seconda del punto di vista! Non v’è dubbio che un Popolo, da sempre eroico, quando rivendica il diritto di esistere, compia solo atti di eroismo. Checchè ne pensino ignoranti e cialtroni, imbevuti di ideologie obsolete e acculturatisi sui siti internet di infimo ordine e nulla credibilità!

Il 5 Marzo 2010 alle 14:42 indigesto ha scritto:

attenzione,ti ringrazio per il suggerimento ma non sono portato per i Forum, dove è facile scontrarsi. Come vedi anche qui, dove si chiedono commenti agli articoli proposti da illustri Giornalisti e, di riflesso, ci può scappare anche qualche considerazione sulle altrui opinioni, qualcuno lo usa per prodursi in sconsiderate blaterazioni contro Istituzioni e con offese ai sentimenti religiosi di ognuno nonchè alle persone, credendo così di esprimere dignitosamente le proprie idee, semmai ne abbia. Con qualcuno ho provato anhe in privato a ricondurlo a modi più civili e consoni ad una Testata di prestigio ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Sono casi eccezionali e disgustosi, oltrechè perniciosi. Difatti a qualcuno di questi non è bastata la radiazione dal Sito; si è ripresentato con altro nome per continuare imperterrito la sua azione di disturbo, magari facendosene merito, e senza vergogna. Immagina tu se casi del genere si verificano in un Forum! Saluti.

Il 5 Marzo 2010 alle 17:17 erik36 ha scritto:

L’imbecillità dei maestri somari, che c’entra il terroe delle rivoluzione france che è simile a quello fascista in Italia, si parla di terrorismo imbecille quello con le bombe, tu avri studiato ma l’inteklligenza non l’avrai mai avuta, sei peggio d’un prete. In fatto di offese tu sei un’offesa al genre umano.

Il 6 Marzo 2010 alle 10:48 indigesto ha scritto:

L’ignoranza di una ciabatta e l’aggressività di un batterio non appartengono al genere umano! Che si possa far terrorismo giusto con le bombe è nuova! Ma anche con le bombe (a mano) o con gli esplosivi in genere c’è da risalire nel tempo; nel recente i nazisti ne hanno fatto largo uso. Questa fa il paio coi cinesi che inventarono la polvere pirica giusto per farci i fuochi d’artificio alle feste rionali. Meglio andarsi a nascondere o a ricoverarsi, se si è ancora in tempo! Il terrore del fascismo con quello della rivoluzione francese? Roba, poi,da far ridere i polli!

Il 6 Marzo 2010 alle 12:06 erik36 ha scritto:

Inafatti, ridi che mamma ha fatto i gnocchi. Per terrorismo si intende bombe concro i civili, l’altro è trrore e quello di stato è fascista becero. I nazisti fecero altro, con l’apprvazione di Santa Romana Chiesa e capitalismo, non era terrore, tranquillo e indisturbato genocidio e i diritti umani, gli USA, li stanno praticando con ordigni radiattivi, questo è crimine contro l’umanità e non si sente belato Vaticano che lo condsanni. D’altra parte la famiglia Nazinger ha altro da nasdere. Questo lo faranno San Culatone.

Il 6 Marzo 2010 alle 12:18 erik36 ha scritto:

Parassita, quelli della scuola di avviamento, sono anche coloro che lavorano e producono per mantenere parassiti come te che gli succhiano il sangue, gli unici a cui vengono addossati sulle loro spalle, i pesi per rimediare ai vostri disastri. Tu di scuola ne hai fatta molta ma capito ben poco, non è studiando che si diventa intelligenti e tu lo dimostri.

Il 6 Marzo 2010 alle 12:31 erik36 ha scritto:

Sei tanto ipocrita da elogiare la censura di una voce contraria da avvalorare quella degl altri, Cina e Cuba. Bell’esempio di imparzialità, a te si agli altri no. Ti rendi conto che sei bacato?

Il 6 Marzo 2010 alle 17:10 indigesto ha scritto:

Agli stupidi saccenti non è dato di evacuare giudizi sull’altrui intelligenza. Non sono nemmeno tanto furbi da tacere!

Il 6 Marzo 2010 alle 21:22 erik36 ha scritto:

Se scambi per intelligenza la tua è tutto detto, non fai altro che ripetere quello che da 2000 anni dicono altri, di tuo cosa tiri fuori, sembri un poappagallo e non ti accorgi che quello predicato in secoli e secoli sta franando. Anche Galileo fu tacciato di eresia, occorsero 500 anni per riconoscerne “parzialmente” la ragione, sei in ritardio di 500 anni, aggiornati, basta guardarsi in giro.

Il 7 Marzo 2010 alle 10:57 indigesto ha scritto:

Già,ce ne siamo accorti oggi! Un’altra bufala ripetuta gloria e magnificenza di una crassa ignoranza. Segno di intelligenza superiore…giusto a quella dei gatti!

Il 7 Marzo 2010 alle 21:19 indigesto ha scritto:

Non so se si possa chiamare parassita chi beneficia di una pensione sociale. Di certo non lo è chi la pensione se l’è pagata con anni di lavoro, e non di avventure!

Il 7 Marzo 2010 alle 21:46 erik36 ha scritto:

Bischero, di versamenti ne ho fatti più di te e anche pagato tasse, le tue le abbiamo pagate noi contribuenti anche se eri solo un guardiano di cantiere ENEL. Io ho vissuto , tu vegetato e sei marcito, devastato fisicamente e mentalmente, imputridito.

Il 8 Marzo 2010 alle 12:15 indigesto ha scritto:

Anche nel caso fossi stato solo un guardiano lo avrei fatto sicuramente con maggior dignità di quanta ne occorra ad un avventuriero, che chissà a chi mai avrà pagato le sue tasse, visto che è ridotto alla pensione sociale. Figuriamoci, poi, se può averne pagate per altri!

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