
Missili dell'esercito iraniano (EPA/STR)
“Un nuovo disegno dai fini ambigui”, “un’altra iniziativa propagandistica contro l’Iran”.
Così il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha definito l’arresto di due cittadini iraniani nell’ambito di un’inchiesta su un presunto traffico di armi verso la Repubblica islamica, aggiungendo di seguire “seriamente la vicenda”.
Venerdì scorso l’ambasciatore italiano Alberto Bradanini è stato convocato al ministero degli Esteri di Teheran che gli ha trasmesso una protesta ufficiale e gli ha chiesto spiegazioni sugli arresti, resi noti mercoledì, di due cittadini iraniani in Italia.
La Farnesina ha confermato la convocazione dell’ambasciatore. Pronta la replica del ministro degli Esteri, Franco Frattini, che parla di “una reazione iraniana scomposta”.
“L’Italia - ha dichiarato il titolare della Farnesina - si fonda sulle regole e sui principi dello Stato di diritto, in base ai quali la magistratura è indipendente dal potere esecutivo; gli arresti effettuati hanno coinvolto cittadini iraniani ed italiani nel quadro dell’inchiesta sul traffico di armi e per violazioni delle norme internazionali”.
“A tutti gli imputati - ha assicurato Frattini - verrà ovviamente garantito il pieno diritto di difesa e l’assistenza legale in tutte le fasi del processo. Verranno altresì garantite, come è evidente, condizioni di vita pienamente rispettose dei diritti della persona nella fase di detenzione”.
Nella Repubblica islamica fonti locali riferiscono che l’Iran ha chiesto l’immediato rilascio dei suoi due cittadini, finiti in carcere con cinque italiani: Hamid Masoumi-Nejad, 51 anni, giornalista della televisione iraniana accreditato da anni presso la Sala stampa estera a Roma e Ali Damirchilu, di 55 anni, arrestato a Torino. Altri due iraniani risultano latitanti.
Intanto la televisione di Stato iraniana ha affermato che si tratta di una “una nuova messa in scena dell’Italia contro l’Iran” che “fa parte del piano americano-sionista di accusare ingiustamente la Repubblica islamica”. L’emittente ha poi accusato anche le catene satellitari arabe Al Arabiya e Al Jazira di essere “entrate in campo per dare una mano alla nuova grande ondata di bugie contro l’Iran” nei loro servizi dedicati all’inchiesta di Milano.
Un’inchiesta che rischia di diventare un caso diplomatico. E sembra non coinvolgere solo l’Italia e Teheran. Forse la situazione si spiega con la teoria del complotto, e cioè con quell’abitudine (maniacale) ad attribuire un evento all’azione di cospiratori che perseguono fini propri, rimanendo nell’ombra e offrendo una ricostruzione artefatta di quanto successo. Una teoria, questa, diffusa in Iran fin dall’Ottocento.
Quando la colpa di tutto quanto succedeva veniva scaricata su russi e britannici.
- Lunedì 8 Marzo 2010
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Commenti
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Il 8 Marzo 2010 alle 17:30 indigesto ha scritto:
Per quanto “scomposta” la reazione dell’Iran è legittima. A fronte dell’arresto di due suoi cittadini una prima protesta è comprensibile. Non saprei dirLe, gentile Professoressa, se l’innalzamento dei toni sia dovuto, o meno, all’imbarazzo per il progredire dell’inchiesta stessa. Ne sapremo certamente di più a breve. Quanto alla interpretazione dietrologica degli avvenimenti non credo che nella storia l’Iran non sia secondo a nessuno. Magari, come dice, la pratica con maggior convinzione.
Il 8 Marzo 2010 alle 18:16 erik36 ha scritto:
Principessa, non sia pessimista, abbiamo precedenti illustri, i 4 ragazzi uccisi aulla strada per Pinerolo, erano disarmati e la polizia li armò dopo morti, il caso fu svelato quasi subito, come le molotov di Genova, roba da principianti, s’immagini se interviaene la CIA, altro che Moro. Cossiga e Andreotti ne sanno qualcosa ma sono DC, Delinquenti Cattolici.
Il 10 Marzo 2010 alle 13:47 gratis ha scritto:
Pensare che le forse dell’ordine o il nostro governo abbia mentito su una questione del genere è del tutto impensabile, solo un nostro nemico può dire queste bestialità.
L’Iran non è nazione credibile da un bel pò di tempo.
Nazione che non solo crea nascostamente armi nucleari e viola accordi internazionali come se non esistessero, ma addirittura unica nazione al mondo che arruola Kamikaze ufficialmente.
Non solo nazione piena di fanatici religiosi di una “religione” che dovrebbe essere estromessa dall’esistere in tutti i paesi civili e che ha creato finora solo milioni di morti e continuerà a crearne fin tanto che esisterà.
Altro che chiedere spiegazioni all’Italia che come al solito cerca di non creare la crisi.
Ne abbiamo avuto già un esempio con i palestinesi che furono arrestati per trasporto di missili, a suo tempo, e che diede luogo all’attentato di Bologna del 1980 da parte palestinese, fatto passare per attentato nostrano dalle autorità d’allora.
Adesso questi si comportano come i palestinesi, s’infuriano mentre dovremmo essere noi italiani a buttarli fuori a calci per avere fatto una cosa del genere sul nostro territorio.
Siamo proprio lo zimbello dei primi criminali internazionali che appaiono a fare i mafiosi a casa nostra.
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