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Baghdad (Foto Ansa/EPA/MOHAMMED JALIL)
In una giornata dal clima mite e piena di sole, milioni di iracheni sono andati ieri a votare per eleggere i 325 deputati del secondo Parlamento del dopo Saddam; nonostante le forze del terrore abbiano scatenato sin dalla prima mattina un’offensiva a colpi di mortaio, razzi katiuscia e bombe artigianali che ha causato la morte di 38 persone e il ferimento di altre 110.
A Baghdad, i morti sono stati una trentina, 25 dei quali in una palazzina crollata, apparentemente dopo essere stata raggiunta da un razzo. Già prima dell’apertura dei seggi, le esplosioni si sono susseguite in modo impressionante. Ne sono state contate a decine. (ANSA)
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“Il voto di oggi segna una pietra miliare nella storia dell’Iraq”. Il popolo iracheno ha dimostrato “grande coraggio” a recarsi alle urne nonostante vi sia ancora un clima di paura e di violenza. Anche le forze armate del Paese hanno fatto un grande lavoro. Tuttavia “l’Iraq ha davanti ancora giorni difficili”.
Barack Obama, nel suo solito completo scuro ma senza cravatta - unica concessione di un giorno festivo - ha commentato così dal Giardino delle Rose della Casa Bianca l’andamento delle elezioni politiche in Iraq. (ANSA)
VEDI anche: L’Iraq si prepara al voto: sfida per le forze di sicurezza
- Lunedì 8 Marzo 2010
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Commenti
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Il 8 Marzo 2010 alle 14:12 gratis ha scritto:
Che gli iracheni siano degli incoscienti è dovuto unicamente al fanatismo che li sorregge.
In quanto alle elezioni sono ben lungi dal rappresentare un afflato democratico del popolo iracheno.
In realtà rappresentano un altro tipo di lotta fatta con i voti tra le tre etnie esistenti in quel paese.
Sciiti, sunniti e curdi sanno che per ora non è possibile usare la violenza tout court, si devono accontentare di attentati.
Tuttavia le elezioni fino a quando non saranno le armi a decidere i loro rapporti di forza, rappresentano pur sempre un modo per tentare di ribaltare il potere, di conseguenza partecipano in massa per non dare vantaggi all’altro.
E’ una democrazia molto ballerina perchè non riconosce i diritti degli altri ma solo il proprio.
Terrà fin tanto che ci sono gli americani, dopo diverrà una lotta all’ultima pallottola, perciò Obama ha poco da glorificarsi su tale fatto.
Per di più è responsabile dell’allontanamento degli americani dall’Iraq che sarà completato a breve, quindi addio democrazia quando ciò avverrà.
Il 8 Marzo 2010 alle 17:14 indigesto ha scritto:
Forse c’è qualcuno anche là, gratis, che spera nella democrazia. Sono ben lontani dal capire che è un trucco del potere! Se conoscessero la nostra qualcosa anzitempo capirebbero.
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