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Insegnanti in rivolta. Barack Obama pensa sia giusto licenziarli

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  • Tags: Barack Obama, insegnanti, licenziamento, obamamania, scuola, Stati Uniti
  • 3 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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barack obama parla in una occasione pubblica. credits: LaPresse

(Credits: LaPresse)

I sindacati della  scuola americani sono in rivolta contro Barack Obama.  “L’avevamo appoggiato con tante speranze e impegno. Ci siamo ritrovati con un coltello nella schiena” - ha detto Zeph Capo, un funzionario della potente American Federation of Teachers intervistato dal New York Times. A pochi mesi dalle elezioni di Medio Termine minacciano di togliere il voto ai democratici. “Abbiamo fatto la campagna per lui, l’abbiamo mandato alla Casa Bianca. E ora lui ci tratta in questo modo”.

Gli insegnanti americani sono rimasti scioccati da Barack Obama. Perchè non si potevano certo aspettare che l’uomo su cui avevano puntato si schierasse contro di loro in una delle più significative e delicate vicende (scolastiche e sociali) degli ultimi anni negli Stati Uniti. Quando il presidente ha dato la sua benedizione al licenziamento di 93 insegnati e membri dello staff di una scuola superiore di Rhode Island milioni di maestri e professori sono letteralmente trasecolati. Non è possibile, hanno pensato, che Lui ci volti le spalle.

Ma così è stato. La dichiarazione di Obama è arrivata solo poche ore dopo quella del Segretario all’Istruzione Arne Duncan, il quale, a sua volta, applaudiva la decisione dal comitato di gestione della Central Falls Senior High School di licenziare tutti gli insegnanti, rei, secondo l’autorità  scolastica, di non essere stati in grado di preparare i loro studenti in modo adeguato. Tradotto: se gli studenti non arrivano alla sufficienza, la colpa è dei loro insegnanti.

In effetti, la percentuale degli alunni in grado di ottenere il titolo di studio in quell’istituto è da tempo imbarazzante: meno della metà in quattro anni.  Solo il 7% degli studenti dell’ultimo anno aveva qualche vaga nozione di matematica, tanto da superare il test in quella materia. Insomma, una deblace. Tanto che il provveditore della zona aveva chiesto agli insegnanti di dedicare più tempo agli studenti,  fermandosi a scuola dopo l’orario di lezione per seguirli.  Ma per farlo,  i docenti hanno chiesto soldi in più.  La risposta è stata la lettera di licenziamento.

Situata in una delle zone più povere della East Coast, frequentata da un’altissima percentuale di immigrati ispanici, unica scuola della cittadina, la Central Falls Senior High School è diventato un caso nazionale, un paradigma della condizione dell’istruzione pubblica americana.

barack obama in una recente visita in una scuola americana. credits: LaPresse

barack obama in una recente visita in una scuola americana. credits: LaPresse

Il fatto che Obama abbia benedetto il licenziamento di massa ha fatto però scalpore. E ha aperto un altro fronte per la Casa Bianca. Il mondo della scuola è in subbuglio, i  sindacati sono furiosi. Le due principali associazioni l’American Federation of Teachers e la National Education Association, in tutto quattro milioni di iscritti, hanno criticato aspramente l’uscita del presidente. “A Washington pensano di potere usare gli insegnanti come capri espiatori” - è stato il commento di Randi Weingarten, presidente della AFT.

Cosa aveva detto Obama ? Che la scuola pubblica non può andare avanti di fallimento in fallimento. E che a Rhode Island era stata presa la strada giusta per voltare pagina.  Per il presidente l’istruzione è una priorità: la sua amministrazione ha stanziato 4 miliardi di dollari, ha deciso una serie di criteri di valutazione degli insegnanti e di collegare i loro stipendi ai risultati raggiunti dai loro studenti.  Se un alunno ha un buon rendimento, il docente se ne avvantaggierà anche dal punto di vista economico.

Per i sindacati della scuola il caso della Central Falls Senior High School può essere (sarà) un pericoloso precedente. Già intravvedono il pericolo di altri licenziamenti di massa (o singoli). Il campanello di allarme - racconta il New York Times - è già suonato in un altro istituto di Boston dove ad alcuni docenti è stato annunciato che le loro posizioni sono state messe sotto osservazione.

Per Barack Obama, sposare questa politica nei confronti dei docenti può essere  un problema, dicono i sindacati. Rischia di farlo passare come “il presidente che non ama gli insegnanti”.

Ma lui ha già detto chiaro e tondo che l’istruzione è un‘emergenza nazionale. Che ha (e avrà) conseguenze sull’economia americana e il suo grado di essere competitiva a livello globale. I jobs vengono ottenuti soltanto da coloro che hanno un’adeguata preparazione , è il ragionamento di Obama. La scuola americana deve essere in gradodi preparare gli alunni a un mercato del lavoro sempre più complicato, selettivo, concorrenziale.  E se le prossime classi dirigenti politiche e imprenditoriali usciranno sempre dalle scuole e dalle università di elite, anche chi non ha la possibilità di accedervi deve potersi giocare le proprie chance. E la scuola pubblica deve dargliele.

Ma se questa non funziona è soltanto colpa degli insegnanti? Il dibattito negli Usa è stato aperto dal licenziamento di massa di Rhode Island. Ma ci vorrà ancora tempo prima che possa essere considerato concluso.

  • michele.zurleni
  • Martedì 9 Marzo 2010

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Commenti

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Il 10 Marzo 2010 alle 1:22 erik36 ha scritto:

A una massa di ciuchi che vuoi insegnare, hanno preso tutto dai genitori, più che imbecilli non possono essere. Poi, per un giovane, se l’avvenire è di fare il militare in qualche parte del mondo a che serve l’istruzione, basta ubbidire.

Il 10 Marzo 2010 alle 13:18 gratis ha scritto:

Gli americani si stanno accorgendo sempre più che il loro Presidente di concetti tipici americani ne ha sempre di meno.

E’ impensabile dare la colpa a degli insegnanti se molti loro allievi non si vogliono adeguare ai ritmi scolastici.

Legare, poi, il rendimento degli allievi alla permanenza dell’insegannte nella scula è semplicemente ridicolo e pericoloso.

Appare come una scusa per gestire gli insegnanti e influenzarli sul tipo di insegnamento da distribuire, praticamente togliergli la libertà di insegnamento tipica di qualsiasi insegnante del mondo legandola ai voleri di un partito o di un ideologia.

Legando il rendimento degli allievi al loro licenziamento, poi, si crea una situazione da sufficienza assistita, insomma il classico sei (6) politico che ha afflitto l’Italia dal 1969 fino ai giorni nostri, creando una marea d’incapaci e opportunisti per la società.

Obama sempre più si sta rivelando un Presidente dannoso e pericoloso per gli USA, segue le sue idee radicali e sicuramente islamiche, atte a smontare il sistema americano in tutte le sue parti efficienti.

Ha iniziato con gli interessi internazionali americani ritirandosi da situazioni che era necessario gestire, come l’Iraq, adesso Afghanistan, Iran facendo finta di non vedere.

Ha continuato buttando al vento soldi che erano necessari per far ripartire la macchina economica americana.

Si è attaccao all’efficientissimo sistema sanitario americano tentando di distruggerlo.

Adesso ha iniziato un nuovo fronte con la scuola americana che è tra i primi posti internazionali.

Gli americani prima se lo tolgono dai piedi un simile impiastro pericoloso e meglio staranno.

Il 10 Marzo 2010 alle 13:40 erik36 ha scritto:

Ora stann perdendo un’altra guerra iniziando con quella del cotone contro il Brasile. Hanno però una soluzione per contrastare la concorrenza cinese e brasiliana, una seconda guerra di secessione per ripristinare la schiavitù, han tanti negri in casa che non avrebbero bisogn di importarne di nuovi, la Palin e quelli del Thea Party sono d’accordo. Non vedo l’ora di assistere in diretta, dalla CNN, una vera guerra genuina, tutta USA senza rompiballe di musulmani e taleban vari. Nagari intervengono pure i pellerossa con un nuoco capo , Culo Rotto o Mavete Scassato Laminchia, italo indiano.

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