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A Kabul, Ahmadinejad nella patria del doppio gioco

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  • Tags: Hamid-karzai, il mio iran, Mahmoud Ahmadinejad
  • 4 commenti
Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).
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Mahmoud Ahmadinejad e Hamid Karzai a Kabul (AP Photo/Sorkhabi, Pool)

Mahmoud Ahmadinejad e Hamid Karzai a Kabul (AP Photo/Sorkhabi, Pool)

In Afghanistan il doppio gioco è la norma: per i signori della guerra, per le potenze straniere coinvolte.

Questa volta nel Grande Gioco non ci sono soltanto Russia e Regno Unito. A inserirsi – e non da ieri – è Teheran. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stato ospite del presidente afgano Hamid Karzai e, com’era prevedibile, ha attaccato gli Stati Uniti invitandoli a lasciare l’Afghanistan “perché solo così ci sarà pace”.
E li ha accusati di fare il doppio gioco: “Sono loro a creare i terroristi e ora dicono di voler combattere i terroristi!”

In realtà Ahmadinejad non ha fatto altro che rimandare al mittente le accuse del Segretario statunitense alla Difesa Robert Gates che poco prima aveva dichiarato che “Teheran sta facendo il doppio gioco” perché da una parte offre amicizia al governo afghano e dall’altra concede un qualche aiuto (anche economico) ai Talebani.
Talebani che, dal punto di vista della dottrina, sono sunniti wahhabiti e dunque agli antipodi rispetto agli sciiti iraniani.

Come ha reagito il presidente afghano Karzai?
Mentre il presidente iraniano Ahmadinejad teneva il suo discorso, Karzai era visibilmente a disagio per quello che il relatore avrebbe potuto dire un attimo dopo. Per quanto diversi nel loro atteggiamento verso Washington, i due uomini hanno qualcosa in comune: sono stati rieletti dal popolo, un anno fa, ma sono accusati di brogli.

Per il resto, si è trattato della solita retorica: Ahmadinejad ha parlato più di Karzai, Karzai ha ringraziato Ahmadinejad per il suo sostegno e ha definito l’Iran un amico vero.
I due politici non hanno però trovato alcuna soluzione ai problemi dell’Afghanistan…

  • farian
  • Giovedì 11 Marzo 2010

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Commenti

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Il 11 Marzo 2010 alle 22:54 indigesto ha scritto:

C’è da dire di più, gentile Professoressa, su cosa rappresentano questi due capi di governo per i rispettivi popoli. Karzai ha la guerra in casa e l’altro la guerra la vorrebbe fare ed entrambi sono oggetto di una forte opposizione. Che Karzai sia stato preso alla sprovvista da Ahmadinejad è poco credibile. Bisognerebbe capire perchè questi ci ha tenuto tanto a fargli visita. Per portare surrettiziamente solidarietà ai Talebani? Mah!

Il 11 Marzo 2010 alle 23:02 erik36 ha scritto:

Principessa, saprà che per risolvere la questione afgana, si offrì la Cina, ammesso da Karzai a Monaco. gli USA rifiutarono, ne più e ne meno che per porre fine alla guerra con il Giappone, gli USA rifiutarono che la Russia dichiarasse guerra al Giappone, fonti dell’intelligence francese e inglese che contattarono i giapponesi, assicurarono la resa. Dovevano lanciare le atomiche per dimostrare al mondo che erano invincibili, dal discorso trionfale di Truman. Di quale mondo si trattasse non si sa, una cosa è certa, i nemici non erano i nazisti o giapponesi ma quelli di sempre. Non erano musulmani, anzi, senza religione, cosa che fa paura al capitale e alle religioni. Meglio fare guerre in nome di Dio, quale non ha importanza, purché sia il Dio denaro. I cinesi lo facevano gratis, il capitale non lo accetta. Sa che Ahmadinejad sarà un burattino ma è più credibile di Obama e compagnia occidentale, abbaia ma non morde, gli altri oltre che infidi mordono pure, 60 e più anni di frottole e milioni di morti, l’islam non c’entra, tutta roba tra cristiani e ebrei.

Il 13 Marzo 2010 alle 17:00 farian.sabahi ha scritto:

Ahmadinejad abbaia ma non morde, scrive lei. Ogni tanto tempo però che anche abbaiare possa essere pericoloso…

Il 14 Marzo 2010 alle 1:02 erik36 ha scritto:

E’ pericolosissimo Principessa, per i ladri che vogliono introdursi in casa altrui.Il padrone di casa potrebbe essere armato di atomica, sa, a forza di gridare al lupo, il lupo può arrivare, solo attirato dai rumori o dal fumo credendo ci sia arrosto.

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