- Tags: Cina, libertà, musica, orientexpress, proteste, rap, Tibet, YuDrug
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Credits: LaPresse
Oggi, in Tibet, sta prendendo piede un tipo di musica completamente diverso. I giovani non si riconoscono più nei canti popolari. Al contrario, vedono nella musica uno strumento pacifico per manifestare la propria insoddisfazione nei confronti del regime di Pechino. La band YuDrug (Drago verde) ha appena inciso un nuovo singolo con il quale si presenta come portavoce dei valori e dei pensieri della nuova generazione tibetana.
Il singolo è intitolato appunto “Nuova Generazione”, e i riferimenti a una generazione che si è risvegliata per combattere l’intrusione di Pechino sono tutt’altro che velati. La band tibetana afferma che la nuova generazione si sia risvegliata a causa dei rumori, dell’inquinamento e dei grattacieli che avrebbero intrappolato fino ad oggi i loro sogni e i loro averi. “E’ ora di mettersi in marcia, di cominciare a pensare, (…) perché il nostro futuro dipende dalle nostre scelte. (…) La nuova generazione trova forza nella giovinezza, nella fiducia, nell’allegria, e oggi vuole ottenere la libertà. (…) In una società che si lascia ingannare dall’importanza del denaro, del potere e della notorietà, (…) dobbiamo cercare un’alternativa. (…) Abituatevi a me, (…) sono la fiamma sotto la vostra sella. (…) Noi rappresentiamo la saggezza che i vostri discorsi e i vostri insegnamenti non hanno mai raggiunto, siamo l’oscurità che la vostra fiamma e il vostro potere non sono riusciti ad assorbire, noi rappresentiamo l’allegria che vi farà morire di crepacuore, siamo un’infezione letale per le vostre vite. Andremo avanti senza arrenderci mai. Abituatevi ai nostri sogni. (…) Abituatevi al nostro modo di vivere”.
Quando si parla dei movimenti di protesta tibetana, da tempo ci si interroga su chi porterà avanti la lotta all’indipendenza di questa popolazione quanddo il Dalai Lama non sarà più in grado di farlo, immaginando poi che Pechino sia talmente forte da poter sostituire il leader buddhista con un monaco filo-cinese.
Il testo di questi rapper tibetani sembra offrire una prima risposta: la lotta all’indipendenza la continueranno i giovani della nuova generaziopne, quelli che, come la band YuDrug, credono che non sia possibile raggiungere un compromesso con Pechino e vogliono, con orgoglio, riconquistare la pace e la libertà. Prima che sia troppo tardi.
Ecco il VIDEO della canzone di YuDrug:
- Domenica 14 Marzo 2010
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Commenti
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Il 14 Marzo 2010 alle 22:14 erik36 ha scritto:
Luna, hanno l’autonomia, è come se la Valle d’Aosta chiedesse l’indipendenza, il Tibet rivendica un territorio enorme a confronto dell’esiguità della su a popolazione, la Cina sta solo portandoli fuori dal medio evo dove ci sguazzavano i monaci e il nostro clero, la Cina sta occidentalizzandosi, non sta bene all’occidente? Festeggiarono Obama, i giovani, ma si sa i giovani sono anche facilmente influenzabili. Che facciamo, fermiamo il progresso? A forza di progredire gli USA hanno toppato, come la mettiamo, han fatto tanto per democratizzare il mondo e siamo in un casino, aspettiamo di vedere come va a finire, per il momento tira ad est e i sud America, speriamo nell’Africa. I fatti dicono che i Cinesi non ammazzano nessuno, le democrazie occidentali continuano ad ammazzare, usano armi, anche chimiche e radioattive, non è molto civile. Ben vengano le band con canti di protesta, purché non ricorrano agli usi occidentali, droga pare sia il vizio della notorietà che porta ricchezza. Ci sono ancora le fumerie d’oppio? Era specialità cinese e si diffusero pure negli USA, poi preferirono roba più forte, consumano più droga gli USA di tutto il resto del mondo ed è la droga che finanzia guerriglieri e taleban, non ti pare starno? La tratta pure la CIA.
Il 15 Marzo 2010 alle 17:10 indigesto ha scritto:
Si plaude alla occidentalizzazione della Cina ma non si vuole che si occidentalizzi il Tibet. Non solo, ma si critica aspramente l’Occidente. Gentile Professoressa, c’è solo da sperare nella gioventù; mostra coerenza e desiderio di giustizia sociale, e si scopre lontana da ogni incoerente ciarpame ideologico e da tutti gli abusati luoghi comuni!
Il 15 Marzo 2010 alle 20:03 erik36 ha scritto:
La speranza è che la Cina non si occidentalizzi troppo. Troppo reapidamente si era occidentalizzata la Russia e fu un disastro, in compenso è di oggi l’arresto di 40 e più mafiosi russi che operavano in varie parti d’Europa, frutto dell’occidentalizzazione, prima non esisteva mafia russa ora ci sono gli arcimiliardari russi e questo è un pericolo, come lo sono quelli cinasi, con i soldi è inevitabile, si entra nel “sistema” quello che tiene sempre più aperta la forbice tra ricchi e poveri, la si usasse per tagliare le palle ai ricchi migliorerebbero le cose. Auguri Claudia la va a pochi.
Il 19 Aprile 2010 alle 19:39 angelo41 ha scritto:
La malavita non ha patria, alligna là dove ci sono soldi da cuccare. Se è arrivata alla Cina, significa che circola
molto danaro e che si è del tutto occidentalizzata, con buona pace di erik36
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