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	<title>Mondo &#187; Messico: l&#8217;emergenza narcos è la prima guerra di Obama</title>
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	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:59:47 +0000</pubDate>
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		<title>Messico: l’emergenza narcos è la prima guerra di Obama</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 14:36:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.manzo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La violenza inarrestabile dei cartelli della droga messicani colpisce sempre di più gli Stati Uniti che, oramai, li considerano degli insorti. Una guerra come in Afghanistan alle porte di Washington e con un maggior rischio di infiltrazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_13501" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-13501 " src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2010/03/mexico2-large.png" alt="L'esercito messicano si mobilita contro la violenza dei narcos (Credits: Supaman89 by Flickr)" width="500" height="317" /><p class="wp-caption-text">L&#39;esercito messicano contro la violenza dei narcos (Credits: Supaman89 by Flickr)</p></div>
<p>Corpi da una parte e teste dall’altra. L’ultimo ritrovamento, tra i cespugli, domenica 14 marzo nello stato di Guerrero, ad <a title="Nel reportage di Milenio la foto con una delle 8 teste mozzate che hanno sconvolto Acapulco nello scorso fine settimana" href="http://www.milenio.com/node/401136" target="_blank">Acapulco</a>, la città-cartolina del Messico. Ma se i cadaveri <strong>decapitati</strong> in Messico sono oramai la norma, non era mai successo che il “metodo” venisse esportato a <strong>Filadelfia</strong>, come ha denunciato lo scorso anno il congressman repubblicano Mark <a title="Il sito ufficiale di Mark Kirk" href="http://www.kirkforsenate.com/" target="_blank">Kirk </a>.</p>
<p><span id="more-13489"></span>Preoccupato lui ma preoccupata soprattutto l’amministrazione di Barak Obama che sempre più spesso manda in Messico il segretario di Stato Hillary Clinton, il ministro della Giustizia Eric Holder e quello della Sicurezza interna Janet Napolitano. Da quando si è insediato, Obama si è già recato due volte in visita ufficiale dal presidente Felipe Calderon per discutere la situazione “sicurezza” e ad aprile potrebbe tornarci, per accompagnare la moglie <a title="La prima visita da sola di Michelle Obama che, però, potrebbe essere accompagnata dal marito" href="http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5hEu6DiINrTPNk42HdSE31D0fmjrAD9ED61U80" target="_blank">Michelle </a>in quella che inizialmente doveva essere una visita di piacere.</p>
<p>Il perché, numeri alla mano, è semplice: il Messico rischia di trasformarsi per Washington in un fronte di guerra sanguinoso quasi come l’Iraq ma, a differenza di Baghdad che dista migliaia di chilometri dal suolo statunitense, El Paso è separata appena da un ponte e dal Rio Bravo da <a title="tristemente celebre anche per avere il record degli omicidi di donne" href="http://blog.panorama.it/mondo/2007/03/10/bordertown-la-citta-messicana-delle-donne-scomparse/" target="_self">Ciudad Juarez</a>, stato di Chihuahua, terra di nessuno dove ogni anno viene ucciso un abitante su mille. Solo nell’ultimo week-end i morti ammazzati dai <strong>narcos</strong> messicani sono stati 60. Durante un funerale a Ciudad Juarez un commando armato ha sparato sulla folla uccidendo 8 persone. Il giovane di cui si celebrava il funerale era stato minacciato di morte dopo che aveva scoperto che l’automobile acquistata risultava rubata, denunciando il fatto alla polizia locale.</p>
<p>Ma la situazione è <strong>tragica</strong> in tutto il paese ed è peggiorata negli ultimi 3 giorni. Poche ore dopo la strage del funerale, a Navolato (stato di Sinaloa), 20 uomini armati fino ai denti hanno fatto irruzione in una festa di compleanno di contadini uccidendo 7 persone. Mentre 32 sono state le vittime dell&#8217;ultima esplosione di violenza ad Acapulco, oramai un ex paradiso, dove domina il cartello di &#8220;La Familia&#8221;. Molte di queste vittime sono poliziotti, che hanno perso la vita in un agguato. Otto cadaveri decapitati sono invece stati trovati in diverse zone della città.</p>
<p>Molti analisti paventano per il Messico l’ipotesi di “<a title="L'analisi di George Friedman, fondatore di Stratfor" href="http://www.stratfor.com/weekly/mexico_road_failed_state" target="_blank"><strong>fallimento</strong> dello stato</a>” e, proprio per questo, <a title="la domanda che si pone la CIA: il Messico potrebbe implodere?" href="http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=101215537" target="_blank">Cia </a>e <a title="Emergenza per l'FBI soprattutto per le infiltrazioni negli Usa" href="http://www.rd.com/your-america-inspiring-people-and-stories/americas-most-vicious-gang/article19854.html" target="_blank">Fbi </a>hanno già classificato i cartelli dei narcos, che oltre alla droga trafficano armi e si stanno infiltrando negli Usa con sempre maggior aggressività, come la <em>top priority</em>, al pari del terrorismo di Al Qaeda. Anche perché nelle ultime ore ci sono state anche tre vittime statunitensi: un&#8217;impiegata dal consolato Usa e suo marito, e il marito di un&#8217;altra funzionaria in due diversi attentati a Ciudad Juarez. Il presidente Barack Obama si è affrettato ad emettere un comunicato condannando le uccisioni e porgendo le proprie condoglianze alle famiglie. Secondo un comunicato della missione congiunta di soldati e della polizia messicana che gestiscono la sicurezza, i sicari formano parte di un gruppo controllato dal cartello della droga di Juarez.</p>
<p>Ma l’emergenza messicana - dove secondo le cifre del governo sono state uccise oltre 19mila persone negli ultimi 3 anni dai narcos - preoccupa a tal punto il vicino statunitense che dopo le stragi dell&#8217;ultimo week-end il generale <a title="La notizia sulla stampa messicana" href="http://www.cronica.com.mx/nota.php?id_nota=493999" target="_blank">Gene Renuart</a>, a capo del Comando Nord dell’esercito Usa (<strong>Northcom</strong>) è intervenuto sul tema definendo “insorti” i membri dei cartelli dei narcos e suggerendo di condividere con il Messico le tecniche di guerra poste in essere in Iraq ed Afghanistan.</p>
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