
La sede dello Sinn Féin a Belfast, in FallsRoad (Credits: Giampaolo Musumeci)
Lo Sinn Féin, a sorpresa, rilancia il dibattito sull’Unità d’Irlanda. Dopo la recente firma che sancisce la ”devolution” dei poteri di Giustizia e Polizia a Stormont, il parlamento nordirlandese, (praticamente la devoluzione dovrebbe partire il 12 aprile), si torna a parlare di quello che per tanti repubblicani è ancora un sogno lontano: l’Irlanda Unita.
I cosiddetti “dissidenti” repubblicani continuano intanto la loro lotta. I gruppi armati, Real e Continuity Ira, continuano a far parlare di loro. Ma la loro azione diventa, politicamente, sempre più complessa e secondo molti analisti marginale e oramai fuori dal tempo. Le concessioni fatte ai cattolici, per esempio, riguardo all’ingresso nella PSNI (la polizia nordirlandese) non soddisfano perché essa viene considerata una “polizia politica”.
Nonostante tutto, Pat Doherty, un dirigente dello Sinn Féin ha recentemente dichiarato durante la Conferenza sull’Unità d’Irlanda a Londra: “Gli accordi del Venerdì santo sono stati un compromesso, non una soluzione e la causa del conflitto persiste”. La causa del conflitto per i repubblicani è il fatto stesso che esista un’Irlanda del Nord. Leader repubblicani ripetono spesso che non esiste un’Irlanda del Nord, esiste solo un Nord dell’Irlanda, stigmatizzando così la situazione delle Sei Contee.
Allo stesso tempo, gli Unionisti hanno messo nel mirino la drammatica situazione economica della “Tigre Celtica”, la Repubblica d’Irlanda, per deridere e minimizzare così la volontà dei repubblicani di arrivare a un’Irlanda Unita. Perché dicono, la gente del Nord si dovrebbe legare a quella del Sud che versa in crisi? E perché mai il sud dovrebbe prendersi in carico le sovvenzioni versate al nord, deindustrializzato, dai contribuenti britannici?
Eppure, come ha recentemente sottolineato l’economista inglese Michael Burke, mai la situazione è stata così favorevole all’unificazione e all’indipendenza.
La dipendenza e il controllo britannico sono stato per le Sei Contee un motivo di scarsa crescita economica: all’epoca della partizione, nel 1921, il livello di vita in Ulster e nelle altre Contee era paragonabile a quello della Gran Bretagna e assai superiore a quello del Sud. Oggi è ben al di sotto della media britannica e nettamente superiore a quella del Sud.
L’anno scorso, dopo la bolla speculativa, in Eire il reddito medio settimanale per abitante era pari a 593 euro, contro i 398 del Nord e i 442 della gran Bretagna. Secondo l’economista inglese, l’Irlanda sarebbe ancora sufficientemente ricca per finanziare un sistema sanitario nazionale se anche gli abitanti del Nord pagassero le tasse.
Intanto, proprio in questi giorni, Hillary Clinton e i leader dell’Irlanda del Nord si sono incontrati negli States per parlare di investimenti e crescita economica.
Uno dei punti affrontati nella recente conferenza londinese sull’unità irlandese, riunitasi il 20 febbraio, è stato la questione demografica, assai più favorevole ai nazionalisti piuttosto che che agli unionisti. Cioè: la popolazione cattolica/irlandese cresce più di quella britannica/protestante e questo inevitabilmente porterà a disequilibri. In passato Londra aveva “spedito” migliaia e migliaia di coloni anche dalla Scozia per bilanciare con popolazione protestante la maggioranza cattolica del nord dell’Irlanda. Ora, come spesso accade, la demografia riprende il suo potere.
Certo, discutere dell’unità irlandese oggi ha tutto un altro senso, rispetto agli anni dei “Troubles”, della guerra civile. Ma dalla Conferenza di Londra, un altro leader di Sinn Féin, Conall McDevitt, assicura che essa è “inevitabile”.
A questo punto sempre più domande è lecito farsi sul ruolo della lotta armata repubblicana nelle Sei contee. Che non solo prosegue, ma che negli ultimi mesi si è intensificata, con allarmi bomba, attacchi alla polizia e segnali di propaganda con la presenza di persone armate ai funerali repubblicani. L’International Monitoring Commission ha affermato che il livello degli attacchi armati è il più alto da sei anni a questa parte.
- Mercoledì 17 Marzo 2010
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