Sabato sera noi iraniani festeggeremo il nowruz (in persiano significa nuovo anno), il capodanno persiano di tradizione pre-islamica (per la precisione di tradizione zoroastriana) che coincide con l’equinozio di primavera. Si tratta dell’evento più importante del calendario persiano, reintrodotto al posto di quello islamico alla metà degli anni Trenta da Reza Shah Pahlavi. Come di consueto, le scuole e gli uffici dell’Iran saranno chiusi per tredici giorni.
I festeggiamenti sono in realtà cominciati già ieri notte per lo chaharshanbeh suri, l’ultimo mercoledì dell’anno 1388: abbiamo saltato sopra il fuoco (dovrebbero essere sette ma noi iraniani della diaspora spesso facciamo di necessità virtù e ci accontentiamo di un solo falò) e abbiamo recitato il verso “zard-ie man az to, sorkh-ie to az ma”, ovvero “il mio giallo a te, il tuo rosso a me” facendo riferimento alla buona e alla malasorte e dove il rosso ha più energia del giallo.
Quest’anno la ricorrenza è stata però presa a pretesto, ancora una volta, per scendere in piazza a dimostrare contro le autorità e cinquanta persone sono state arrestate. Mir Hossein Mussavi, uno dei leader del movimento d’opposizione “onda verde” aveva invitato i giovani a far sì che chaharshanbeh suri fosse quest’anno “la festa della luce contro il buio”. Le autorità avevano messo in guardia gli oppositori: le forze di sicurezza avrebbero fatto il possibile per prevenire disordini. Agli iraniani è stato quindi intimato di celebrare chaharshanbeh suri solo in famiglia e di fronte alla porta di casa.
Il problema, per le autorità della Repubblica islamica, non è legato solo ai disordini causati dai dimostranti: troppo spesso in Iran – come in Italia – le celebrazioni sono prese a pretesto per usare i “botti” che causano morti e feriti. Le cliniche e gli ospedali hanno allertato il personale medico e paramedico, come d’altronde avevano fatto in passato. Nel 2007, per esempio, 1.117 persone erano state ferite e 887 di loro erano state ricoverate perché ustionate o ferite.
In questi anni il leader supremo Ali Khamenei ha provato a dissuadere gli iraniani dal celebrare chaharshanbeh suri e nowruz perché non-islamici. E lo stesso ha provato a fare il presidente Mahmoud Ahmadinejad. Ma finora i loro appelli non hanno funzionato. L’identità persiana è – evidentemente – più forte di quella islamica. Dopotutto, ricordano molti iraniani, l’Islam è stato portato dagli arabi invasori e la religione zoroastriana resta l’essenza della Persia.
- Giovedì 18 Marzo 2010

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Commenti
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Il 18 Marzo 2010 alle 16:43 indigesto ha scritto:
Innanzitutto Auguri! come si usa dire in questi casi. E’ comunque sorprendente come lo zoroastrismo sopravviva in Iran. Il capodanno credo venga inteso giusto come un’occasione per festeggiare un evento molto legato alla tradizione; ma pare sia anche un’occasione per manifestare dissenso all’islamismo fondamentalista e soffocante che è al potere. Per quanti adepti abbia, non credo che possa sostituirsi all’Islam, magari inteso in modo meno disumano. Forse il miglior augurio sta nell’attendersi, a breve, il cambiamento sperato.
Il 18 Marzo 2010 alle 22:22 smoke36 ha scritto:
Nel pomeriggio, partecipai ad una lezione, all’Università di Torino, della Dottoressa Sara Hejazi coadiuvata dalla Prof. Farian Sabahi. Ho stretto la mano ad alcuni giovani iraniani e la più calorosa, a due mani, da uno rosso di capelli. Ho capito che sono meglio di certi nostri bacchettoni ammuffiti.
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