Vestita nella classica uniforme verde dell’Academie Francaise, disegnata per lei appositamente da Chanel, in mano la spada con sopra inciso “Liberté, Égalité, Fraternité”, Simone Veil è da oggi un’ “immortale” dell’Académie française che, fondata nel 1635 dal cardinale Richelieu, ha lo scopo di fissare le regole e di far rispettare la lingua di Moliere.
- Tra gli altri Accademici di Francia
- Vestita nella classica uniforme verde dell’Academie Francaise, disegnata per lei appositamente da Chanel, in mano la spada con sopra inciso “Liberté, Égalité, Fraternité”, Simone Veil è da oggi un’ “immortale” dell’Académie française
- L’Académie française che, fondata nel 1635 dal cardinale Richelieu, ha lo scopo di fissare le regole e di far rispettare la lingua di Moliere
- Donna politica, umanista, ebrea sopravvissuta alla Shoa, ministro, presidente del Parlamento europeo e membro del Consiglio Costituzionale, l’82enne Veil è stata insignita della più alta onorificienza di Francia nel mondo della cultura
- Simone Veil è la sesta donna tra i 40 membri dell’Académie
- Sulla spada da lei indossata alla cerimonia, celebrata al Senato francese alla presenza dell’ex presidente francese Jacques Chirac, è stato inciso anche il suo numero da prigioniera ad Auschwitz “78651″
- Nata nel 1927 a Nizza da una storica famiglia ebraica, la Veil fu deportata ad Auschwitz nel 1944
- Con Jacques Chirac fu la prima donna ministro francese nel 1974, strenua sostenitrice dell’Europa diventò nel 1979 la prima donna presidente del Parlamento europeo, dove restò fino al 1982. Tornò nel governo come ministro della Sanità fino al 1995 per poi entrare nel Consiglio Costituzionale fino al 2007
Donna politica, umanista, ebrea sopravvissuta alla Shoa, ministro, presidente del Parlamento europeo e membro del Consiglio Costituzionale, l’82enne Veil è stata insignita della più alta onorificienza di Francia nel mondo della cultura, sesta donna tra 40 membri, al fianco di nomi come quelli di Marguerite Yourcenar, entrata nel 1980, Jacqueline de Romilly (1988), Helene Carrere d’Encausse (1990), Florence Delay (200) e Assia Djebar (2006).
Sulla spada da lei indossata alla cerimonia, celebrata al Senato francese alla presenza dell’ex presidente francese Jacques Chirac, è stato inciso anche il suo numero da prigioniera ad Auschwitz “78651″. Presenti anche il presidente Nicolas Sarkozy e l’ex presidente Valery Giscard d’Estaing, lui stesso membro dell’Accademia dal 2003. “Mio padre, che morì nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, amava la lingua francese e sarebbe orgoglioso di vedere sua figlia sedersi sulla poltrona di Racine”, ha affermato Simone Veil.
Nata nel 1927 a Nizza da una storica famiglia ebraica, la Veil fu deportata ad Auschwitz nel 1944. Con Jacques Chirac fu la prima donna ministro francese nel 1974, strenua sostenitrice dell’Europa diventò nel 1979 la prima donna presidente del Parlamento europeo, dove restò fino al 1982. Tornò nel governo come ministro della Sanità fino al 1995 per poi entrare nel Consiglio Costituzionale fino al 2007.
Sostenitrice di Sarkozy nelle elezioni del 2007, la Veil ha preso le distanze dal presidente dopo la sua decisione di gemellare le vittime della Shoah con degli studenti francesi. Resta, anche in queste ultime regionali, fedele alla causa femminista e al centro-destra. Il suo libro di memorie, “Una vita” èdiventato un best-seller con oltre mezzo milione di copie vendute in Francia.
- Giovedì 18 Marzo 2010

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Commenti
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Il 19 Marzo 2010 alle 14:55 indigesto ha scritto:
Sarà motivo di orgoglio per tutti gli Ebrei, l’ingresso della Veil, già Presidente del Parlamento europeo, tra gli Immortali di Francia. Sembra essere la giusta risposta a chi stenta ad ammettere che la Cultura ebraica abbia, in prevalenza, le sue radici nella Cultura europea!
Il 19 Marzo 2010 alle 17:14 fu36 ha scritto:
Se per questo anche in quella islamica meno sangunolenta dell’altra radice, quella cristiana. Guarda che Benedetto n°16, rivendica le radici cristiane non ebraiche, non dire eresie, bacchettone conme sei rischi di morderti la lingua. Gloria in cielo e ai culi in terra, infantili, mi raccomando.
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