La Marina Militare italiana è sempre di più protagonista delle operazioni navali internazionali contro i pirati somali, costretti mercoledì dalla fregata Scirocco a liberare il peschereccio iraniano “Saad 1”, catturato il 13 gennaio scorso e utilizzato come nave-madre per trasportare al largo i barchini d’assalto noti come “skiff”, in grado di raggiungere i 30 nodi di velocità e di trasportare da 4 a 6 uomini armati con mitragliatrici e lanciarazzi, impiegati per abbordare i mercantili.
Secondo le informazioni raccolte da Panorama.it la fregata Scirocco, inserita nella flotta della Nato impegnata nell’operazione “Ocean Shield”, durante un pattugliamento della costa di Puntland ha individuato il “Saad 1”iniziando a seguirlo in maniera occulta di giorno e di notte. Utilizzando i radar i sistemi di avvistamento ottico a infrarossi, la nave italiana al comando del Capitano di Fregata Massimiliano Giachino ha atteso 36 ore per capire quali fossero le intenzioni dei pirati prima di palesare la sua presenza, a 150 miglia dalla costa somala. Con un marcamento stretto dell’imbarcazione in mano ai pirati, necessario anche per intervenire tempestivamente in caso di violenze nei confronti dell’equipaggio iraniano, ma senza forzare la mano.
Vistisi scoperti i pirati hanno invertito la rotta sempre osservati dai sistemi ottici dello Scirocco capaci di distinguere la marca di un pacchetto di sigarette anche in una notte senza luna a oltre 2 miglia di distanza. Arrivati in prossimità della costa, il 17 sera, i pirati hanno messo i due “skiff” a mare e si sono diretti verso riva, in una zona deserta e lontana circa 50 chilometri dal villaggio più vicino, probabilmente per non rendere individuabile la loro “tortuga”.
La fuga dei pirati ha consentito alla nave italiana di soccorrere i 19 marinai iraniani. Il comandante del Saad 1, salito a bordo dello Scirocco, ha potuto effettuare le prime telefonate e rassicurare i familiari circa la buona condizione di salute dell’equipaggio. Gli interventi effettuati dagli italiani sul peschereccio e il supporto logistico fornito hanno poi consentito all’imbarcazione iraniana liberata di riprendere la navigazione.
La Marina Militare italiana è impegnata con due navi nelle operazioni contro i pirati. Oltre alla fregata Scirocco, il rifornitore Etna imbarca l’ammiraglio Giovanni Gumiero che guida la squadra navale dell’Unione Europea (Operazione Atalanta) che il 7 marzo ha coordinato un’operazione che ha coinvolto anche la fregata francese Nivose e un aereo da pattugliamento spagnolo che ha portato alla cattura di 35 pirati.
Dopo oltre un anno di attività di pattugliamento e scorta ai mercantili nelle acque dell’Oceano Indiano e del Golfo di Aden le flotte internazionali hanno iniziato recentemente ad effettuare operazioni più energiche nei confronti dei pirati, una settantina dei quali sono stati catturati negli ultimi dieci giorni e consegnati alle autorità di Puntland e Somaliland. Un’altra unità della Nato, la fregata danese Absalon, ha affondato una nave-madre pirata a fine febbraio. Da aprile la flotta della Ue attuerà anche azioni preventive bloccando e controllando ogni imbarcazione in uscita dai porticcioli somali utilizzati dai pirati.
- Lunedì 22 Marzo 2010


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Commenti
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Il 23 Marzo 2010 alle 13:59 indigesto ha scritto:
Era pur ora, Egregio Dr. Gaiani, che si tentasse di porre fine a questo anacronistico fenomeno della pirateria, diventata l’unica attività redditizia della Somalia. E’in ogni caso onorevole per l’Italia trovarsi impegnata in prima linea nella repressione di questa ignobile pratica. C’è solo da sperare che i pirati di casa nostra non abbiano a che ridire. A certe solidarietà siamo purtroppo assoggettati da tempo!
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