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Riforma sanitaria Usa, si mobilita il fronte del No

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  • Tags: Barack Obama, obamamania, Partito-democratico, Partito-repubblicano, riforma sanitaria americana
  • 6 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
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barack obama e joe biden commentano il voto sulla riforma sanitaria. Credits : Ansa

barack obama e joe biden commentano il voto sulla riforma sanitaria. Credits : Ansa

La prima risposta degli americani è arrivata quando la votazione non era stata ancora completata. E non era un bel segnale per Barack Obama. Certo, sotto la  forma di  un (fallace) sondaggio; ma pochi hanno dubbi che quelle cifre non corrispondano alla realtà. E, a poche ore dallo storico voto a Capitol Hill, quelle rilevazioni indicano che il 59% dell’opinione pubblica statunitense è (era) contraria alla riforma sanitaria tanto voluta dal Presidente.

Una maggioranza non schiacciante, ma ferma, forte nel suo convincimento che con il provvedimento approvato dalla Camera dei Rappresentanti lo standart delle prestazioni sanitarie a disposizione del cittadino medio americano sia destinata a diminuire.  I repubblicani hanno deciso di fare le barricate. Nei prossimi mesi, quelli che ci separano dalle elezioni di Medio Termine, useranno la Riforma come arma per ribaltare i rapporti di forza al Congresso.  Consci della contrarietà della maggior parte degli americani, metterenno in evidenza gli aspetti negativi  del provvedimento. Si faranno forza dell’energia del movimento dei Tea Party, ma cercheranno di far passare il loro messaggio soprattutto nei confronti dell’elettorato indipendente e moderato. Attenti, però, a non fare autoreti:  i democratici sono già pronti a dire che il GOP non vuole il benessere dei trenta milioni di americani che adesso potranno beneficiare dell’assistenza medica.

I repubblicani,  per fare comprendere meglio le loro intenzioni, hanno annunciato una serie di iniziative politiche e istituzionali. “Una campagna inizia oggi” è il titolo dell’articolo che  Mitt Romney, ex governatore del Massachusetts ed ex candidato alle presidenziali, ha scritto sul National Review Online. Una vera e propria chiamata alle armi di un personaggio che tenterà ancora una volta, tra due anni, la corsa alla Casa Bianca. Il suo attacco nei confronti di Brack Obama è pesantissimo. Ha accusato il presidente di aver tradito il suo giuramento davanti alla Costituzione degli usa e di aver commesso un abuso di potere forzando la mano in Congresso per avere i voti necessari per far passare la sua riforma. “E’stata una storica usurpazione del potere legislativo” - ha aggiunto Romney, proponendo al suo partito e a tutti gli elettori una campagna di mobilitazione contro l’amministrazione.

Alla Camera e al Senato, parlamentari repubblicani stanno preparando delle proposte di legge che possano inficiare il contenuto della riforma di barack Obama. Sono più posizioni di bandiera, allo stato attuale, che iniziative destinate ad andare in porto. Certo è che, se tra qualche mese i numeri fossero diversi nel Congresso,  qualche speranza di vederli approvati potrebbe diventare più concreta.

manifestazione contro la riforma sanitaria. Credits: Ansa

manifestazione contro la riforma sanitaria. Credits: Ansa

Si muovono anche gli Stati guidati da governatori repubblicani. Impugneranno la riforma davanti alla Giustizia. Il Texas potrebbe essere il primo a rivolgersi a corti federali o a quella Suprema per dichiarare nullo il provvedimento appena approvato.  ma, secondo la Fox News almeno altri nove stati sono pronti ad agire sullo stesso binario. “Dobbiamo difendere i diritti costituzionali dei nostri cittadini” - ha detto l’Attorney General (il ministro della giustizia) del Texas, Greg Abbott.

“Stand tall, America, November is coming” (In piedi, America, sta arrivando novembre, cioè le elezioni di Medio Termine) è il grido di battaglia di Sarah Palin lanciato dalla sua pagina di FaceBook.  L’ex candidata alla vicepresidenza è diventata una dei punti di riferimento del movimento dei Tea Party Patriots e intende essere in prima fila in questa battaglia contro la riforma.

Barack Obama la firmerà oggi, con una cerimonia solenne alla Casa Bianca. Nei prossimi mesi cercherà di spiegarla ai suoi concittadini. Punta sul fatto che la parte di benefici per coloro che sono interessati entrerà a regime prima del 2012, mentre quella dei costi slitterà a dopo la campagna per le presidenziali.

Sa comunque che per l’America sarà molto difficile digerirla. E i repubblicani non perderanno tempo per ricordargli ogni giorno che la sua forzatura al Congresso rischia di fargli perdere la presidenza. La Campagna, come dice Mitt Romney,  è appena iniziata.

  • michele.zurleni
  • Martedì 23 Marzo 2010

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Commenti

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Il 23 Marzo 2010 alle 12:31 indigesto ha scritto:

Anche negli USA qualcuno ha un concetto un pò personale della Democrazia!

Il 23 Marzo 2010 alle 15:46 gratis ha scritto:

Gli americani hanno incominciato a capire chi sia veramente Obama, un Presidente anti Costituzionale, un pericolo per la libertà politica, sociale e della sicurezza americana.

Fortunatamente hanno escogitato un sistema politico abbastanza elastico che gli permette di controllare il loro Presidente e i loro rappresentanti politici e giudiziari.

Non hanno un sistema all’italiana dove i politici, una volta che hanno ottenuto il potere, fanno quello che vogliono.

Hanno un controllo biennale dei loro politici, Presidente in testa.

Lo potranno azzoppare a Novembre (anatra zoppa), dopo due anni di presidenza, in modo da renderlo abbastanza innocuo per il resto della sua presidenza.

Il guaio è che può, nonostante tutto, fare altri danni prima della scadenza naturale del suo mandato.

Qualcuno in USA, come riportato dall’articolo del giornalista, si è reso conto della cosa, tanto da accusarlo di aver violato il suo giuramento davanti alla costituzione nel forzare il Congresso e nell’imporre un sistema che con i principi liberali nulla ha a che fare semmai con il socialismo, da sempre combattuto nella libera e capitalistica America.

Eppure c’è un’altra violazione costituzionale che Obama ha fatto nel giurare, ha effettuato uno spergiuro giurando sulla Bibbia pur essendo islamico.

Questo per ora non viene preso in considerazione, pensando di risolvere la cosa in altro modo, ma questa trascuratezza è pericolosa come già ha dimostrato d’esserla per le elezioni presidenziali.

Se Obama dovesse agire alla maniera del maggiore di forte Hood avrebbe per le mani ben di più che un semplice mitra, spero solo che gli americani ci stiano attenti a controllarlo e a impedirgli “pazzie” prima che se ne vada con le buone o con le cattive.

Il 23 Marzo 2010 alle 21:57 ros77 ha scritto:

@ digesto:
Sai dove sclero io? sul fatto che molte persone vedano anche chi stia portando una cosa buona al paese come un atto sbagliato.
SU QUESTA TERRA NESSUNO e’ PERFETTO mettetevelo in testa, la riforma sanitaria ci vuole! non facciamo quei discorsi capitalisti del BIP che danno proprio fastidio, c’e’ gente che muore anche qua non ve lo dimenticate.

Seconda cosa, lui e’ convertito al cristianesimo quindi dove sia il problema non lo so.

Il 23 Marzo 2010 alle 22:52 smoke36 ha scritto:

ros77, sai qual’è il problema? E’ che ci sono quelli che si credono perfetti e sono i più disastrati, fossilizzati nelle loro idee bacchettone, sputano sentenze per sentito dire e non hanno occhi per vedere la realtà, nemmeno cervello per ragionare in proprio, citando cavolate di imbonitori che prendono per verità.

Il 23 Marzo 2010 alle 22:57 gratis ha scritto:

Il giudizio su Obama sono gli americani stessi a darlo.

Il 59% è contrario alla riforma sanitaria di Obama, come si può leggere dall’articolo del giornalista, loro NON LA GIUDICANO UNA COSA BUONA, ed è il loro parere quello che conta in democrazia, non le singole convinzioni personali.

Guarda caso gli USA si dichiarano da sempre felicemente capitalisti e tali vogliono rimanere, i discorsi del BIP li fa chi pensa di far diventare socialisti gli americani.

Obama potrà dichiarare la religione che gli pare come maschera di facciata, ma quello che conta sono le sue azioni e il suo retroterra culturale e guarda caso non solo Obama ha avuto padre e patrigno islamico, è stato in una scuola islamica in Indonesia, negli USA ha frequentato una nota organizzazione islamica legata al terrorismo con relativi finanziamenti politici, ma è anche andato ad inchinarsi UMILMENTE, lui Presidente USA e rappresentante del popolo nero, davanti al capo riconosciuto della fede islamica in tutto il Medio Oriente, il sovrano saudita, oltre che l’emblema dello schiavismo del popolo nero di cui i sauditi hanno fatto sempre commercio nel passato e adesso un pò sottotono.

Guarda caso ha intrapreso una politica favorevole all’islam e contraria ad Israele e sta cercando in tutte le maniere di far ritirare gli USA dal Medio Oriente rovinando tutto il sangue sprecato, i soldi spesi per renderlo più civile e vivibile.

Quindi Obama potrà dichiarare a voce alta d’essere cristiano, di fatto si sta comportando come un perfetto islamico, ECCO DOV’E’ IL PROBLEMA, ED E’ PURE BELLO GROSSO E PERICOLOSO!

Il 23 Marzo 2010 alle 23:18 smoke36 ha scritto:

Tutto giusto Adolf, oh scusa gratis, peccato che il capitalismo USA sia indebitato sino al collo con i comunisti e arabi, che i latini gli voltino le spalle, stufi di essere sfruttati. Obama purtroppo deve inchinarsi ai suoi padroni, arabi e cinesi, quelli di guerre non ne vogliono sapere e la pulce Israele, se fa i capricci, rischia di essere schiacciata, Islam o non Islam e il capitalismo non può fare altro che assistere, nel senso di guardare e non vuole scomparire pure lui. E’ la legge del menga ed è ora che se lo prenda chi l’ha sempre dato.

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