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Google vs Cina: la parola ai cinesi

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  • Tags: censura, Cina, Google, orientexpress, Pechino
  • 15 commenti
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. É sposata con un diplomatico italiano in Cina.
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Fiori davanti al quartier generale di Google a Pechino (Credits: AP Photo/Ng Han Guan)

Fiori davanti al quartier generale di Google a Pechino (Credits: AP Photo/Ng Han Guan)

Che Pechino sia rimasta stizzita dalla decisione di Google di abbandonare la Repubblica popolare non è una novità. Il dominio cinese di Google (www.google.cn) è stato definitivamente archiviato. Chi tenta di accedervi viene automaticamente dirottato all’indirizzo www.google.com.hk, la versione “più libera” di Google in Cina. Questo non significa che i cinesi avranno libero accesso alle pagine di Google Hong Kong. 

Se fino a ieri era Google Cina ad autocensusarsi per non indispettire Pechino, da un paio di giorni è la Repubblica popolare a censurare come crede le pagine di Google Hong Kong che nuon vuole siano accessibili agli internauti della Repubblica popolare.

Ma i cinesi cosa ne pensano? Su Facebook circola una lettera aperta scritta da un blogger cinese residente a Hong Kong che fa riflettere, per una volta, sul punto di vista degli orientali sulla vicenda.

Caro Google,
mi auguro che tu abbia considerato attentamente le conseguenze della scelta di lasciare la Cina. Hai deciso che le richieste di censura del governo di Pechino oggi non sono più in linea con una politica aziendale che ha improvvisamente deciso di “non essere tiranna” nei confronti della popolazione cinese. Ma vediamo fino a che punto la scelta di lasciare la Cina sortirà l’effetto sperato…

Personalmente ritengo che la convinzione secondo cui la censura sia dannosa per la popolazione sia infondata. Quello che l’occidente non ha ancora capito è che i leader cinesi non sono cattivi. Sono semplicemente insicuri, e per ragioni condivisibili. Voi vorreste cambiare le cose, ma se Pechino non fosse in grado di tenervi testa come (fortunatamente) fa, noi cinesi staremmo molto peggio.

Sono molto dispiaciuto per chi, come me, si era affezionato a servizi come Google Maps, Google Translate, Google Scholar e tanti altri, visto che ora non potrà più usarli. Per voi è tutta colpa del governo cinese. Per noi no. Avete sbagliato tutto. In tanti anni non avete capito come funzionano le cose in Cina.

Scendere a compromessi con Pechino accettando la censura imposta dal regime non è certo lusinghiero, ma chi conosce la Cina sa che da queste parti senza compromessi non si va da nessuna parte. Tutto questo deve cambiare, è ovvio, ma dateci più tempo per favore!

Non dimenticate che raggiungere un compromesso con Pechino non significa non fare il bene della Cina. La storia lo dimostra: alla fine degli anni ’80, complici le riforme economiche, moltissime aziende straniere si spostarono in Cina. Tutti sappiamo cosa è successo nel giugno del 1989. Dopo gli incidenti di Tian’anmen le aziende occidentali se ne sono andate perché hanno avuto paura della Cina. Quelle di Hong Kong, invece, sono rimaste, scegliendo consapevolmente di non voltare le spalle al regime. Il risultato? Oggi i tycoon dell’ex colonia britannica sono ascoltati a Pechino, e i leader del partito prendono in considerazione le loro opinioni molti di più di quanto, per mancanza di fiducia, facciano con quelle degli occidentali.

La scelta di Google è uno schiaffo che la Cina ha ricevuto davanti agli occhi del mondo intero. I leader orientali sono noti per le loro scelte pragmatiche, ma l’occidente non ha ancora capito che un affronto di questa portata rende inevitabile la necessità di cambiare rotta per salvare la faccia. Addio pragmatismo quindi. Nessuno di voi si rende conto di cosa la Cina sia disposta a fare per “salvarsi la faccia”. Ecco perché le conseguenze delle vostre scelte avventate potrebbero essere controproducenti soprattutto per noi cinesi.

Per Google è troppo tardi per tornare indietro, ma se qualche altro gigante dell’occidente volesse seguire le sue orme e abbandonare la Cina per favore, ci ripensi: per il bene di noi cinesi.

  • claudia astarita
  • Giovedì 25 Marzo 2010

Vedi anche:

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Commenti

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Il 25 Marzo 2010 alle 18:22 gratis ha scritto:

La lettera del blogger cinese è interessante e ha indubbiamente degli aspetti da prendere in considerazione, tuttavia rimango d’accordo con la decisione che ha preso Google.

La Cina è potenzialmente un grande mercato per qualsiasi azienda ma, se le sue regole rigide vanno bene per mantenere il controllo sulla _Cina, senza fughe in avanti che possano scatenare lotte intestine all’interno del paese e permettergli di progredire sistematicamente, sono contrarie al libero mercato e alla libera circolazione delle idee.

Google non poteva impegnare risorse per censurarsi in Cina, la rete funziona proprio grazie alla libertà di circolazione di idee e comunicazioni, bloccarla significa distruggerla o costringerla in un ghetto ristretto.

Il controllo è l’opposto della libertà, la Cina funziona sicuramente tramite il controllo ma google e la rete funzionano proprio grazie alla loro immensa libertà, le due cose risultano evidentemente incompatibili.

Inutile credere, come afferma il blogger cinese, che Google doveva aspettare i comodi della Cina, l’una non riuscirà mai a raggiungere l’altra.

La Cina resterà così anche nel futuro se i loro governanti continuano a controllarla, non potrebbe essere diversamente se vogliono tenere il paese unito e omogeneo nell’avanzata, ci sarà sempre una mancanza di libertà, più è grande la nazione e più sarà grande tale mancanza di libertà se lo si vuole dirigere senza problemi.

Gli USA pur essendo una grande nazione ha una grande libertà di pensiero e azione dei suoi cittadini, la stessa cosa per cultura e mentalità non potrà mai realizzarsi in Cina e Google deve aver preso atto della cosa, da qui l’inevitabile decisione, gli affari sono affari ed è inutile che il blogger cinese si faccia forte del rispetto tenuto dai governanti cinesi verso chi li ha rispettati.

Come dicevano gli antichi romani pecunia non olet, e se in futuro ci saranno affari si faranno lo stesso se alle due parti contraenti converrà.

E’ proprio la legge del mercato a stabilire questo, non i termini di rispetto e onore a cui si aggancia il blogger.

I cinesi farebbero bene a darsi una svegliata, la loro nazione è potente ma nemmeno una grande potenza può permettersi il lusso di rimanere indietro se non vuol essere calpestata perfino da nazioni più deboli, non gli dice niente il loro passato?

Eppure hanno avuto invasioni dai mongoli, dagli inglesi e dai giapponesi proprio perchè non erano al passo con il progresso e giravano sul torrone.

Il 25 Marzo 2010 alle 18:55 fu36 ha scritto:

Adolf, sei impregnato di nazicristianesimo, i cinesi si sono sempre difesi dalle aggressioni esterne e quando hanno deciso di aggredire, non hanno usato armi e vinto, annichilendo la tigre di carta USA. Quello che dice il blogger cinese non l’hai capito, quindi è la conferma di quello che afferma, sei ottoso come la maggior parte degli occidentali che si ritengono i migliori e sono scamorze. I risultati li vediamo e sentiamo, arrivano dagli USA non dalla Cina, solo gli imbecilli non se ne rendono conto.

Il 27 Marzo 2010 alle 17:28 indigesto ha scritto:

Gratis,hanno pure gli occhi a mandorla. Ti pare poco? Con quello che costano le mandorle!

Il 27 Marzo 2010 alle 21:52 smoke36 ha scritto:

Meglio gli occhi a mandorla che camorrista e parassita parastatale.

Il 28 Marzo 2010 alle 13:25 indigesto ha scritto:

gratis, l’idiozia è tra le patologie croniche ed incurabili. Dell’idiota deve preoccuparsi solo chi ne riceve apprezzamenti!

Il 28 Marzo 2010 alle 14:22 gratis ha scritto:

Ringrazio indigesto, ma il soggetto in questione si squalifica da solo, tra l’altro parla pure a vanvera.

Il 28 Marzo 2010 alle 17:01 fu36 ha scritto:

Sentenziano i dotti delle radici cristiane che non sono solo lorde di sangue, ora che l’inquisizione non è più di moda, ma di cachetta di teneri culetti, in qualcosa devono pure affondare. Agli idioti chiedo se è un parlare a vanvera.

Il 28 Marzo 2010 alle 23:19 indigesto ha scritto:

La miserabile campagna diffamatoria di alcuni miserabili ambienti americani a danno del Vaticano non poteva che essere accolta favorevolmente dai miserabili di casa nostra. Il male è trasversale a tutte le categorie e certi crimini odiosi dovrebbero essere puniti dalle Autorità preposte, per tempo. E non essere resuscitati per orchestrare una vile campagna diffamatoria, dimenticando tutti i meriti della Chiesa, che nelle sue disponibilità ha solo il perdono, la discrezione e i provvedimenti disciplinari, che non sono stati mai elusi. Per certa gente, visceralmente antiamericana è questa l’occasione per riconciliarsi con gli ambienti più fetidi dei diversi paesi impegnati in questa kermesse diffamatoria. Si pensi piuttosto a certi istituzioni di casa nostra, come le Televisioni, che con certi spettacoli, dopo aver promossa l’omosessualità, sono seriamente impegnate a promuovere, in modo surrettizio, la pedofilia, con spots e spettacoli in cui i bambini sono inconsapevoli protagonisti. Le espressioni usate per l’occasione, dai soliti decerebrati nulla aggiungono, poi, alla loro conclamata miseria mentale!

Il 29 Marzo 2010 alle 0:15 smoke36 ha scritto:

E’ la predica di chi custodisce un migliaio di video porno in cui vi sono pure scene di pedofilia. Non è chiaro l’astio contro gli anti americani se poi è da quelli che arrivano le accuse, precedute da quelle scese dal nord Europa, che diedero inizio all’orchestra. La musica non è nuova, la diocesi di Chicago è andata in bancarotta e ora la rischia il Vaticano, pare siano in azione alcune procure USA che pretendono risarcimenti dal Vaticano essendo la chiesa USA senza fondi, Se li spogliassero dei loro beni, non farebbero altro che mettere in pratica ciò che predicava il fondatore.

Il 29 Marzo 2010 alle 12:08 indigesto ha scritto:

Caschi male, buffone! Certi “privilegi” li lascio a te e ai disturbati mentali come te. Posso ancora pemettermi, io, una sana vita di relazione! Se avessi di che risarcire e valessi il prezzo della carta bollata te ne accorgeresti. Non illuderti che esci dal tuo stato di dannazione attribuendolo ad altri, che sono costretti ad avere a che fare con la tua abiezione grazie ad una Redazione più che distratta, magari compiacente acchè venga lordato questo Sito dalle tue indegnità!

Il 29 Marzo 2010 alle 14:02 fu36 ha scritto:

La carta bollata è una miseria, di che sono accuse provate e la causa sarebbe persa. Sei un relitto abbandonato persino dai tuoi stretti parenti. Come un cane con la rogna.

Il 29 Marzo 2010 alle 17:04 indigesto ha scritto:

Solo la tua demenza verrebbe provata e ne ricaveresti anche vantaggio nella condanna. Quanto al tuo delinquere con calunnie irricevibili c’è solo di che farsi un quadro tanto miserevole quanto rischioso, per chiunque abbia appena a che fare con te. E vomitare sugli altri tutto lo squallore della tua misera condizione di certo non ti serve ad alleviarla.

Il 29 Marzo 2010 alle 17:41 smoke36 ha scritto:

Vuoi che pubblichi le tue e-mail? Le conservo tutte, non interessano a nessuno ma potrebbero capire quanto sei stato stupido ed ingenuo a confessare le tue miserie, morali e fisiche.

Il 29 Marzo 2010 alle 19:55 indigesto ha scritto:

Cosa apetti?! Attento a non manipolarle però! Le conservo tutte, perchè da te c’è da aspettarsi di tutto! Quanto a miseria morale ne hai da vendere, e si vede!

Il 29 Marzo 2010 alle 20:03 indigesto ha scritto:

Hai anche questa volta invertito le parti. Non ho miserie da confessare e non ho di che commettere stupidate. Non sono aduso fare minacce a vuoto, ma se mi costringi mi adeguo!

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