- Tags: che-guevara, Cile, cuba, esercito, evo-morales, latinoamericana, motto, Patria o morte, rivoluzione, wiphala
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Il motto è antico e pieno di storia, “Patria o morte … vinceremo”. A coniarlo fu Che Guevara, lo slogan fu usato dall’esercito cubano subito dopo la rivoluzione del 1959. E dopo cinquantun’anni torna in auge, stavolta, quasi per legge del contrappasso proprio in Bolivia, recuperato dalle Forze Armate, le stesse che arrestarono e uccisero il Che. A renderlo noto ufficialmente il Comandante in persona dell’Esercito il Generale Antonio Cueto Calderón. E così il patriottico “Patria o morte…vinceremo” va a sostituire il precedente slogan “subordinazione e costanza … Viva la Bolivia verso il mare” che invece era una chiara rivendicazione allo sbocco al mare perso nella guerra contro il Cile oltre un secolo fa. Non è un caso che lo slogan sia stato cambiato proprio quest’anno visto che nel 2010 decorrono i 200 anni dell’indipendenza della Bolivia. Per questo tutte le cerimonie e manifestazioni previste utilizzeranno il nuovo motto.
Da notare che insieme al nuovo slogan viene introdotta in Bolivia, riconosciuta a tutti gli effetti come un nuovo simbolo patrio, la wiphala, ovvero la bandiera con i 7 colori simbolo delle popolazioni andine, un chiaro segno dato dal presidente indio Evo Morales di un maggiore attenzione alle popolazioni locali.
- Giovedì 25 Marzo 2010



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Commenti
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Il 25 Marzo 2010 alle 14:37 fu36 ha scritto:
Da noi si cantava al “sol dell’avvenir” che sorge ad est, ora sorge più ad est ancora, quindi il Che perse una battalgia ma non la guerra. Boss, precisa che il CHe come Fidel, non erano comuninisti, bolivarismo, mai sentito? Furono gli astuti USA a metterli nelle mani della Russia, ricordi Nussolini ch efu messo nelle mani di Hitler? Stessa cosa, la storia si ripete sempre. Da noi piemontesi si dice:”An poc a prun a caval a l’asu” Traduci per i boliviani: Un po’ a ciascuno, a cavallo dell’asino. La festeggiano i 200 anni, noi solo 150, sono più avanti di mezzo secolo, chissà quando li raggiungeremo. A proposito dei dissidenti, se tifano per la “libertà” di Batista, dato che si reggeva sulla mafia con i casinò e porno turismo USA con latifondisti stranieri, tra questi pure una baldracca italiana, contessa che sta avviando la figlia, purtroppo oca, a darla poer interesse, a mio giudizio propendino per la delinquenza e sruttamento, quindi delinquenti, giustoi che stiano in galera. A Obama che li difende , sulla stessa isola c’è Guantanamo, lo sa Topolino? O pensa che guantanamera sia una ragazza di un centro di villeggiatura. Prova a chiederglielo con una e-mail.
Il 25 Marzo 2010 alle 17:33 gratis ha scritto:
Il fatto che abbiano scelto il motto di un assassino come il Che Guevara non depone a favore della Bolivia, anche se è stato accoppato proprio da loro.
Continuo a pensare che i paesi sudamericani e del centro sono tutti una massa di teste calde, pensano con la pancia, sede della rabbia, più che con il cervello freddo e analitico.
Si fanno coinvolgere dal primo rivoluzionario che passa con proclami e parole altisonanti invece di guardare ai fatti e attenersi alla realtà.
Fanno questo da sempre e da sempre si ritrovano nei guai con continue rivoluzioni e nemici da sconfiggere spesso inesistenti.
L’abbiamo visto in Venezuela con Chavez e lo vediamo in Bolivia con Morales, per non citare tutta la sfilza delle Repubbliche dell Bananas alla Woody Allen a partire da Cuba.
Le uniche abbastanza decenti finora sono state il Cile e il Perù oltre che il Messico moderno, ma per le restanti è meglio stendere un velo pietoso.
Il Brasile è solo grazie alla sua grande estensione che non ha avuto grandi guai ma ha un governo da operetta.
In quanto alla Bolivia inutile ricordare che si trova nelle mani di un cocalero, mi chiedo come possano pensare che questi li porti ad un reale e sincera economia di mercato e sviluppo sociale.
Mah!
Il 25 Marzo 2010 alle 18:34 paolo.manzo ha scritto:
Essendo parente del mago do nascimento prevedo una lunga diatriba a 360° (spero non a suon di volgarità) tra fu36 e gratis … ;)
Il 25 Marzo 2010 alle 18:48 gratis ha scritto:
paolo.manzo, solitamente commento l’articolo del giornalista di turno e non sempre, di sicuro non ho alcuna intenzione di mettermi in diatriba con altri commentatori, soprattutto con quello da lei citato, perchè solitamente non ha niente da dire che volgarità, demonizzazioni, derisioni e similari, perciò anche se mi scrivesse ho deciso di non prenderlo nemmeno in considerazione, si squalifica da solo.
Il 25 Marzo 2010 alle 19:38 fu36 ha scritto:
Per carità Boss, rispetto i down, non ne hanno colpa se nati male, cerco solo di informarli sui fatti e non ipotesi. Ad esempio, al Che furono mozzate le mani per spedirle negli USA, volevano essere certi dalle impronte digitali, non si fidavano nemmeno dei loro alleati mettendo in dubbio fosse il vero Che. Anche Escobar non fu rimosso subito, attesero ore l’arrivo della CIA, per il prelievo delle impronte digitali che, secondo una versione di Minoli, storia girata negli USA, partecipò alla cattura. Falso, ne la CIA che i governativi i 2000 del “Curpo de busqueda” parteciparono all’azione. Ne eri al corrente? Adolf è nazista ma non sa di esserlo. Ignora pure che il nazismo aveva basi cristiane che alcuni cercano di camuffare. Di sostenitori di menzogne siamo travolti, chi le sostiene è un plus inutile, ci vuole pure qualcuno che accenda lunini nella notte buia dell’ignoranza, purtroppo sono ciechi e fare luce a loro non serve.
Il 25 Marzo 2010 alle 19:48 fu36 ha scritto:
Boss, la parentela che citi fu solo mago nel tagliare la corda al momento giusto, le sue socie sono in galera, non credo sia il caso di farne un vanto, io avrei evitato, i brujos y mágicos ricorrono a trucchi, non sono onesti.
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