- Tags: il mio iran, Nujood Mohammed Ali, Saleh, yemen
- 8 commenti
Questo blog è dedicato all’Iran ma il Medio Oriente non è fatto di comparti stagni e – tenuto conto dei legami tra Teheran e Sanaa - discutere di Yemen non è del tutto fuori luogo. Con 950 dollari all’anno di reddito medio procapite, lo Yemen è il più povero tra i Paesi arabi, la struttura tribale è molto forte e i conflitti interni – anche religiosi - sono numerosi. Il presidente Saleh è al potere dal 1978 (nel nord) e ha unificato lo Yemen nel 1990 ma rimangono divari tra il nord tradizionale e il sud ex comunista.
L’anno scorso il parlamento yemenita aveva discusso un progetto di legge per fissare a diciassette anni l’età minima del matrimonio per le donne (e a diciotto per gli uomini), proponendo multe salate e persino il carcere in caso di violazione. Questo progetto era il risultato dell’annullamento del matrimonio di Nujood Mohammed Ali, una bimba data in sposa a otto anni con un trentenne. Dopo una serie di fughe, due anni dopo le nozze Nujood era riuscita a chiedere il divorzio.
La notizia era rimbalzata sui media, anche sui nostri. L’impressione è che il progetto di legge sia il frutto delle pressioni occidentali. Come al tempo dello scià di Persia, che nel 1963 diede avvio a una serie di riforme volute da Washington, la morale sembra la solita: se volete gli aiuti economici occidentali dovete dimostrare un pizzico di buona volontà nei confronti dei diritti della persona e – in particolare – dei diritti della donna.
Le conseguenze dei matrimoni precoci sono l’abbandono della scuola, l’analfabetismo e la mortalità delle partorienti. Ma indubbiamente le tentazioni di dare in sposa una bambina ci sono: la verginità della piccola è garantita e la dota pagata dallo sposo non è irrilevante per gli standard locali. A protestare contro la legge sono stati gli integralisti e – tra questi – anche tante donne in niqab, il velo integrale. Segno che non sempre le donne lottano per la propria emancipazione ma sono piuttosto legate alle tradizioni.
Hanno protestato non contro la legge in sé ma contro le multe e il carcere in caso di violazione. E hanno sostenuto che il Corano non fissa l’età minima per il matrimonio e quindi non dovrebbe farlo nemmeno lo Stato. Dopotutto, sostengono in molti, il profeta Maometto aveva sposato Aisha – la sua prediletta - quando era soltanto una bambina. La prossima tappa – nel percorso a ostacoli per l’emancipazione femminile nella penisola araba – potrebbe essere il divieto alla poligamia. Missione impossibile? Probabile, in un Paese dove avere più mogli è prerogativa dei ricchi…
- Giovedì 25 Marzo 2010


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Commenti
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Il 25 Marzo 2010 alle 14:16 fu36 ha scritto:
Resta sempre la questione di quale programma si carica sull’hard disk nuovo. Da noi, di cul-tura diversa, il clero preferisce il piccolo lato B, senza obblighi matrimoniali evitando i famigerati aborti e divorzi. Sodoma e Gomorra fu un terremoto, avvenivano allora come oggi, fu il cronista americano che lo interpretò male. A proposito di Sana’a, quando ricevetti l’offerta da parte di una compagnia inglese, di riavviare uno stabolomento fermo per la guerra civile, confessai ad un amico che conosceva la zona, che non ne ero entusiasta, per una questione di esigenze, avendo il trapano ancora funzionante. Mi disse che non era un problema, bastava mi comprassi una filippina tutto fare. Rassicurato chiesi un compenso di 10 mila dollari mensili spesato. E’ vero, è il paese più povero, gli inglesi manco risposero.
Il 25 Marzo 2010 alle 14:50 fu36 ha scritto:
Principessa, il titolo do un articolo su El Pais di oggi
El escándalo de los abusos sexuales
El Vaticano no castigó a un cura acusado de abusar de 200 niños en EE UU porque estaba “muy enfermo”
La jerarquía católica, incluido el actual Papa, no tomó medidas contra el sacerdote para evitar el escándalo, según ‘The New York Times’.- El portavoz vaticano niega que la ley canónica prohíba denunciar a la justicia
Sul blog del giornale per chi vuole approfondire.
Il 25 Marzo 2010 alle 17:18 gratis ha scritto:
Il problema non è degli integralisti, anche se sono quelli che si sono fatti sentire di più, ma di tutto l’islam.
Lo Yemen assieme all’Iran e All’Afghanistan e Pakistan è una delle nazioni islamiche più legate a questi matrimoni pedofili.
D’altronde si rifanno alla tradizione e all’esempio di Maometto, sarà impossibile fargli intendere ragione, tanto varrebbe dirgli di abiurare alla loro fede.
Se lo faranno sarà solo perchè cedono temporaneamente alle pressioni internazionali ma la cosa non durerà a lungo, o continueranno di nascosto o riprenderanno legalmente appena potranno.
In quanto alle donne che protestano a favore della tradizione non mi preoccuperei, lo fanno perchè spinte dai loro mariti e parentame maschile, oltre che dall’impossibilità di riuscire a vedere oltre il loro ristretto orizzonte culturale, in cui sono rigidamente tenute.
La faccenda dei matrimoni pedofili è anche dovuta ad una questione economica delle famiglie da dove provengono le bambine.
Spesso non sono in grado di mantenerle perchè hanno una figliolanza numerosa, quindi le “sistemano” prima che i costi per il loro mantenimento si quadruplichino mentre il marito ottiene una “schiava” a tutto servizio che gli disbriga le facende di casa oltre la resto.
In quanto alla poligamia è evidente che solo i ricchi possono attuarla, questo è da sempre così perfino nei paesi occidentali, una differenza è che nel medio oriente la cosa è perfettamente legale mentre in occidente no, l’altra è che per tale motivo le donne in oriente accettano la cosa mentre in occidente si ricorre ai sotterfugi per non mandare sulle furie la donna legalmente sposata o che si considera l’avente diritto.
Il 25 Marzo 2010 alle 19:21 fu36 ha scritto:
Adolf non conosce lo spagnolo, l’artico citato, si riferisce ai pedofili cristiani, clerici di alto bordo e continua a sparare su argomenti tratti dall’enciclopedia di Paperopoli, edita da Deficienti & Imbecilli, società molto diffusa in occidente.
Il 28 Marzo 2010 alle 13:33 indigesto ha scritto:
Gentile Professoressa, ci sarebbe di che meraviglirsi se il Corano fissasse l’età minima per andare in sposa. Le ragioni sono intuibili. E’ una questione di regole e di eccezioni. Checchè ne pensino i decerebrati di casa nostra!
Il 29 Marzo 2010 alle 0:04 smoke36 ha scritto:
indigesto, i cultori delle tue radici dimostrano che il decelebrato sei tu come loro, visto che della sodomia infantile ne fanno bandiera. Tu che nelle loro mani sei cresciuto, ne hai trovato giovamento?
Il 29 Marzo 2010 alle 0:40 indigesto ha scritto:
Il primo indicatore dell’abiezione è il linguaggio. E non è raro trovarlo tra gli abusati, poichè ognuno misura le cose col proprio metro!
Il 29 Marzo 2010 alle 11:10 fu36 ha scritto:
Guarda che va a centimetri quello he ti hanno in cul-cato.
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