
Le costruzioni a Gerusalemme Est sono il tallone d'achille del governo Netanuyahu (Peter Dejong/AP/LaPresse)
L’obiettivo ufficiale è “salvare Gerusalemme” dall’espansione dei quartieri ebraici. Per raggiungerlo i leader dei Paesi arabi si riuniscono in un vertice in Libia a partire da sabato… ma non sembrano troppo convinti neppure loro. Forse l’unica speranza della Lega araba sta nel presidente americano Barack Obama. Che sta facendo fortissime pressioni su Israele, proprio sul dossier Gerusalemme.
C’è da dire che questo vertice sta già partendo un po’ sottotono, senza entusiasmi. I rappresentanti della Lega araba - un organo sovranazionale che riunisce ben 22 Paesi dell’area africana e mediorientale - sanno di essere molto divisi praticamente su tutti i fronti.
Solamente l’opposizione alle politiche israeliane sembra mettere d’accordo tutti. Dai cosiddetti “Stati canaglia” come la Siria, che sta cercando di sfruttare il vertice per uscire dall’isolamento diplomatico, fino ai Paesi filo-occidentali come la Giordania. Tutti la pensano allo stesso modo: Israele deve smetterla di costruire a Gerusalemme Est, cioè la parte della capitale che, seconda la comunità internazionale, spetterebbe ai palestinesi.
Per difendere Gerusalemme - che in arabo si chiama Al Quds - le nazioni arabe sono pronte a creare un fondo speciale di 500 milioni di dollari. Un modo per aiutare i palestinesi residenti a Gerusalemme Est a non lasciare le proprie case.
Ma difficilmente la Lega araba riuscirà a ottenere qualcosa da sola. Anzi, a dire il vero spesso questi vertici si riducono a un nulla di fatto: troppe divisioni e troppa burocrazia per produrre qualcosa di concreto!
In questo momento, per chi vuole bloccare le costruzioni israeliane a Gerusalemme Est, l’arma più potente è l’amministrazione Obama. Che ormai ha fatto dell’opposizione alle colonie israeliane una priorità della sua politica estera.
In questo momento le pressioni americane su Israele sono fortissime. Durante il recente incontro con il premier israeliano Benyamin Netanyahu, il presidente Obama è stato glaciale. E ora i giornali israeliani ipotizzano che Netanyahu possa cambiare la propria politica per non perdere l’amicizia con gli Usa.
- Venerdì 26 Marzo 2010

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Commenti
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Il 26 Marzo 2010 alle 13:44 smoke36 ha scritto:
E’ detto dando troppa importanza a Topolin Obama che, se ha trovato ostacoli con la riforma sanitaria, un aborto, sulla questione israeliana l’opposizione si farà sentire e in special modo le lobby delle armi, unica indistria che sta tirando negli USA che, condizionati per la mancanza di appoggi internazioneli da parte di chi oggi è economicamente più forte, non può opporsi. Comunque Israele si trova isolata e non è sufficiente l’appoggio USA cosi indebolito, Netanyahu dovrà ingoiare il rospo o mettersi in rogne severe che comunque avrà con i suoi. Ha tirato troppo la corda e non è più il momento.
Il 26 Marzo 2010 alle 14:16 gratis ha scritto:
Trovo fortemente indicativa questa azione dei paesi arabi nel contrastare Israele su Gerulasemme.
Risulta evidente che in realtà non hanno mai cessato di combattere contro Israele sia pure con armi diplomatiche.
Questo significa solo che le paci e accordi fatti finora con Israele sono solo carta straccia, usati strumentalmente per superare la momentanea impasse di forze in cui si sono trovati rispetto ad Israele.
Israele, pertanto, farebbe bene a stare in guardia contro costoro perchè se si interessano a simili idiozie vuol dire che sono pronti a combattere se ne hanno l’occasione e la forza.
Gerusalemme è da sempre israeliana, le richieste islamiche fanno riferimento al periodo della prima guerra contro Israele, quando riuscirono a prendere possesso di una parte di Gerusalemme cacciandone gli isrealiani e infilandoci i cosiddetti palestinesi.
Cosa che nelle guerre successive cadde, con Israele che riprese il controllo della città ma che non si sentì, per via delle pressioni internazionali, di cacciare via coloro che abusivamente si erano installati in quei luoghi.
Perciò parlare di zone di Gerulasemme spettanti ai palestinesi non ha senso alcuno, tranne che per i vecchi residenti ante guerra.
I paesi arabi e i “palestinesi” stanno attuando una politica d’erosione diplomatica dei terriotri spettanti di diritto ad Israele, in attesa che ciò provochi un graduale indebolimento di cui approfittare, prima o poi, in un unica soluzione violenta finale.
Pazienza che la cosa l’attuino gli islamici delle nazioni confinanti ma che ci si metta pure gli USA nel coro è semplicemente vergognoso e puzza forte di tradimento lontano un miglio.
Come ho più volte detto su questi forum la cosa dipende esclusivamente dal Presidente USA islamico Obama, che con ciò intende aiutare i suoi sodali nella fede islamica nella loro attuazione in Medio Oriente a danno d’Israele.
Netanyahu farebbe bene a mandare al diavolo Obama e gli USA se continuano su questa strada, purtroppo non lo può fare apertamente per non alienarsi la parte ingenua o all’opposizione degli USA.
Di conseguenza l’unica cosa che può fare è fare il finto tonto, rinviare le discussioni, annacquarle e così via, nel mentre sarebbe il caso che si cerchi qualche altro fornitore di armi diverso dagli USA o se le produca da solo.
Tutto questo nell’attesa che, come dicono i napoletani che “ha da passà la nuttata!”.
Il 26 Marzo 2010 alle 19:11 indigesto ha scritto:
Gentile Dottoressa, non credo che Obama possa ignorare la massiccia presenza degli ebrei nel suo Partito. credo che gli atteggiamenti di questa Amministrazione, quanto alle colonie ed alla questione di Gerusalemme, vengano più da esigenze contingenti di tipo politico-strategico che da convincimenti maturati nel frattempo. Comunque la pensi Obama, non ritengo realistica, nè penso che lo stesso Presidente la ritenga, una inversione di tendenza nei riguardi dello Stato di Israele. Forse questo spinge maggiormente il Governo Netanuyahu ad una più ferma presa di posizione. Si concederà tempo, magari, ma non credo in una “ritirata”. Sono nodi che, prima o poi, debbono venire al pettine. Meglio prima, comunque, che l’assedio diventi più stringente.
Il 28 Marzo 2010 alle 13:37 indigesto ha scritto:
Gentile Dottoressa, è recentissima la notizia di un attentato che ha provocato la morte di due soldati israeliani ed il ferimento di altri. Questa è un’ennesima occasione per riflettere; per chi ne è capace, s’intende!
Il 28 Marzo 2010 alle 15:31 jane55 ha scritto:
Propabilmente molti dei problemi che israele ha con gli arabi finiranno quando smettera’ di approvare piani di costruzione di case come l’ultimo di 600 abitazioni da fare a Gerusalemme est, zona araba, con il chiaro intento di rendere sempre piu’ forte la presenza israeliana, in una zona deputata dalla comunita’ internazionale,alla quasi esclusiva presenza araba.Ma c’e’ stato un’altra presa di posizione israeliana molto interessante. La ferma intenzione da parte del governo Netanyahu di dichiarare luoghi sacri per gli israeliani le tombe di Rachele e dei Patriarchi. Ora la notizia sembrerenbbe non molto grave.Ma esse si trovano tutte in territorio palestinese,zona di Hebron. E’ inoltre da ricordare che la tomba dei patriarchi ospita , secondo la tradizione i corpi di Abramo, Isacco, Giacobbe, tutti e tre venerati sia da ebrei che da mussulmani. Attualmente mussulamani ed ebrei vi entrano da entrate differenti. Ma se questa verra’ dichiarata luogo sacro israeliano cosa succedera? Gia’ nel 1994, un Israeliano vi entro’,uccidendo 29 arabi che vi stavano pregando. Ma dobbiamo ricordare anche la citta’ di Al-Khalil, 160.000 abitanti palestinesi, una delle piu’ importanti citta’ della cisgiordania, che ha nel suo centro una colonia fortificata di soli 600 israeliani. Ora se sommiamo la colonia al centro di questa importante citta’ palestinese al proposito di rendere sacre per gli ebrei le sopraddette tombe di patriarchi e rachele,il continuo tentativo di scacciare gli arabi da gerusalemme est a favore di coloni israeliani,l’ultimissima occupazione militare della spianata di fronte alla moschea al-Aqsa da parte degli israeliani,gesto questo chiaramente provocatorio, possiamo forse capire il perche’ Hamas goda tanto appoggio tra le popolazioni palestinesi, dato che le varie autorita’ palestinesi e governi arabi non riescono ad effettuare una incisiva, politicamente parlando, azione volta a risolvere questi problemi. Se poi ci mettiamo la continua distruzione di intere piantaggioni di ulivi centenari, fondamentali per l’economia palestinese,al solo scopo di costruire quel muro pachidermico che ben conosciamo, o per far posto alle case per i coloni israeliani, in pieno territorio palestinese,ci chiediamo:ma e’ reale la volonta’ di pace israeliana?E ancora:sono necessarie queste azioni provocatorie nei confronti delle popolazioni palestinesi?In quanto ad Obama non credo proprio che potra’ far nulla, se come sembra, il governo israeliano invece di collaborare, preferisce la linea della colonizzazione ad oltranza
Il 28 Marzo 2010 alle 16:52 fu36 ha scritto:
Come si possa definire intelligenza umana ciò che rende un inferno la vita terrena, per un aldilà virtuale che non ha nessuna ragione di esistere. Che senso ha una eternità del nulla inventata da menti malate in cerca di uno scopo che non esiste. Facciamo parte di esseri viventi, animali o vegetali il cui unico scopo è di mantenere la specie e non distruggerci a vicenda. Tutto il resto non ha senso.
Il 28 Marzo 2010 alle 17:40 indigesto ha scritto:
Tutti i discorsi di jane55 hanno una logica se ci si astrae dalle necessarie premesse. La prima è che la palestina, come nazione araba, è un’invenzione recente. La seconda è che lo Stato di Israele ha dovuto subire diverse aggressioni dalle quali è uscito vittorioso ingrandendo il suo territorio. Che poi l’ONU, costituito in maggioranza da staterelli che spesso sono governati da satrapi illegittimi nonchè dalle “grandi” potenze che trescano coi paesi arabi per l’oro nero, neghino che, con le guerre peraltro non volute, si possano annettere territori (proprio loro che hanno prosperato sempre di questo), è veramente grottesco. Ci aggiunga, la cara jane55, che gli arabi la pace NON la vogliono, se non a prezzo della sparizione di Israele, e vedrà che che i conti che fa non tornano. Intanto le aggressioni continuano!
Il 28 Marzo 2010 alle 18:20 gratis ha scritto:
jane55 lei parla senza sapere niente o, peggio ancora, pur sapendo come stanno le cose sostenendo posizioni insostenibili a favore degli arabi.
Indigesto giustamente già ha rimarcato la cosa ma è sempre meglio chiarire.
Cosa direbbe lei se venisse cacciata dopo il massacro dei suoi da una città che è da sempre la culla del suo popolo?
Immagini per un momento che là dove da sempre viveva e dove sono i monumenti e ricordi della storia del suo popolo, viene dichiarata dagli extracomunitari che girano per le nostre città loro territorio e lei e quelli della sua etnia non abbiate alcun diritto a starci, ve ne dovete andare via.
Prendiamo Roma, con il suo Colosseo e i fori romani, vengono gli extra comunitari e ci dicono di andare via che non abbiamo diritto di stare in quei luoghi che da sempre consideriamo nostri.
Oppure immagini Milano con il Duomo e il Castello sforzesco da cui veniamo estromessi perchè d’ora in poi il diritto è degli extra comunitari e noi ne siamo cacciati via (la cosa non è poi molto lontana dalla realtà dopo il sit in di preghiera musulmana davanti alo Duomo. Molti ignorano che costoro considerano cosa loro i luoghi dove hanno pregato, poco importa che fino a quel momento sia appartenuta ad altri).
Cosa direbbe lei e i suoi?
Io penso che come minimo vi inc…!
Hebron E’ SEMPRE STATA ABITATA DAGLI EBREI PER 3700 ANNI, NON SE NE SONO MAI ANDATI DA LI’, NEMMENO DURANTE LE VARIE INVASIONI CHE HANNO DOVUTO SUBIRE.
NEL 1929 ISTIGATI DALLO ZIO DI ARAFAT, IL MUFTI NAZISTA DI GERUSALEMME, MASSACRARONO LA POPOLAZIONE EBREA, nonostante ciò gli ebrei vi ritornarono e furono di nuovo costretti a fuggire nel 1936.
Come vede lo Stato d’Israele sorto molto dopo non c’entrava niente con con la richiesta nazionalistica di territori.
La lotta degli islamici è solo per la vittoria della loro fede, in cui gli ebrei sono considerati da distruggere e poco importa che su un luogo della Terra ci sia una situazione o un’altra, fanno così da sempre e non solo con loro ma perfino con i cristiani e i pagani o laici.
Illudersi che ci sarà la pace solo perchè assurdamente gli si fanno concessioni NON DOVUTE E ILLEGITTIME è semplicemente da pazzi sperare, vuol dire che s’ignora totalmente la loro “religione” che in realtà è un progetto politico di conquista a danno di tutti i popoli della Terra.
E’ incredibile pensare che ci sia gente che ancora pensa a difenderli e a credere alle loro falsità, nonostante quello che hanno fatto sia in passato che nell’attuale presente.
Qui sotto c’è la storia di Hebron e dei suoi massacri, la legga prima di fare simili affermazioni senza capo nè coda, lei non sa di cosa sta parlando, almeno spero.
http://www.informazionecorrett.....amp;id=134
http://www.informazionecorrett.....amp;id=137
http://www.informazionecorrett.....amp;id=138
Il 28 Marzo 2010 alle 23:52 smoke36 ha scritto:
Peccato che sia sempre stata Palestina meno per quei due ignoranti che dicono il contrario. Anna, vuole fornire dati a quei due in merito agli ebrei residenti, prima della nascita dello stato d’Israele, e in che percentuale sono poi arrivati dall’estero e sostenuti da chi. Se accetta quelle asinate non ci fa bella figura.
Il 29 Marzo 2010 alle 12:27 indigesto ha scritto:
A chi sa della Palestina solo per le rivendicazioni arabe non va data alcuna soddisfazione. Sa solo di stupidate e la sua cultura si ferma giusto alla misura dei suoi calzari!
Il 30 Marzo 2010 alle 11:13 indigesto ha scritto:
Caro gratis, quanto mai opportune e puntuali le tue precisazioni! ma rivolgerle a jane55 credo che sia pressochè superfluo.
Talvolta ci casco anch’io. Dubito, difatti, che, una volta intervenuta con i suoi pontificali, si interessi a riscontrarne gli eventuali commenti. Difficile, dunque, attendersene anche ulteriori considerazioni.
Il 30 Marzo 2010 alle 12:31 fu36 ha scritto:
Molti anni dopo, Milano e Alessandria furono in guerra per 30 anni, oggi vanno d’amore e d’accordo. Se continuiamo a rivangare il passato arriviamo a Caino e Abele, guardiamo il presente sono gli ebrei ad aver cacciato i palestinesi usando gli stessi metodi nazisti. Al prossimo turno a chi toccherà? La storia ci insegna che il mondo è fatto a scale, c’è chi scenda e chi sale gli ebrei sono già scesi parecchie volte, se le vanno a cercare e prima o poi arriveranno, mai avere fretta le faide hanno tempi lunghi.
Il 31 Marzo 2010 alle 10:55 annamomigliano ha scritto:
Fermare l’espansione delle colonie è un obiettivo sacrosanto, necessario al processo di pace… ma è inutile illudersi sul fatto che, una volta interrotte le costruzioni, i vicini arabi lascerebbero automaticamente in pace Israele.
Il periodo peggiore di attentati ci fu proprio durante gli anni del processo di pace tra Arafat e Rabin. Gli estremisti come Hamas e Hezbollah non sopportavano l’idea che si facesse la pace e per questo scatenarono l’inferno.
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