Una battaglia navale fantozziana è stata combattuta domenica al largo delle coste somale tra i pirati e la nave da guerra Tromp della Reale Marina olandese impegnata nell’operazione anti-pirateria dell’Unione Europea Atalanta.
La fregata lanciamissili dell’Aja è stata indirizzata su una nave sospetta individuata a 270 miglia dalla costa da un aereo da pattugliamento marittimo tedesco, secondo quanto riportato da una nota del governo olandese.
Arrivati a otto miglia da quella che sembrava essere una nave-madre dei pirati, la fregata è stata avvicinata da due barchini d’assalto con a bordo una dozzina di pirati armati e dotati di scale d’abbordaggio.
I criminali hanno probabilmente creduto che la nave da guerra fosse un mercantile, un’ipotesi che sembra smentire le notizie diffuse negli ultimi mesi circa la grande perizia e astuzia di queste ciurme di bucanieri somali. Una volta accortisi che la nave olandese era da guerra i pirati hanno fatto marcia indietro gettando in mare armi e attrezzature d’arrembaggio ma sono stati costretti a fermarsi dalle cannonate di preavviso sparate dalla Tromp.
Il bello deve però ancora arrivare. Per non lasciare soli i pirati a fare una figura balorda i marinai olandesi si sono impegnati applicando procedure all’apparenza prive di senso. “La fregata ha distrutto le due piccole barche e tutti i pirati sono stati imbarcati sul battello principale con cibo, acqua e gasolio a sufficienza e quindi rinviati in Somalia”, informa una nota del ministero della Difesa dell’Aja. I pirati non sono stati arrestati per mancanza di prove materiali sufficienti per incolparli di abbordaggio.
Le prove materiali, armi e scalette, le avevano infatti buttate in mare sotto gli occhi dell’equipaggio olandese. Avete capito? Nonostante fossero armati, disponessero di due barchini e una nave-madre e avessero persino cercato di attaccare una nave da guerra della flotta europea non ci sono prove sufficienti per arrestarli.
Di ammazzarli poi non se ne parla neppure. Benché le leggi internazionali lo consentano i Paesi europei sono troppo “politically correct” per affondare a cannonate i pirati e se un comandante prendesse l’iniziativa di fare una cosa del genere verrebbe probabilmente processato da una corte marziale.
Nonostante il “giro di vite” annunciato dalla Ue a inizio marzo, i pirati vengono rifocillati, riforniti di kerosene e rimandati in Somalia dove troveranno altre armi e barchini per riprendere i raids. Solo il Tromp ha intercettato e poi liberato una cinquantina di pirati nell’ultima settimana, centinaia se si contano tutte le navi di Ue, Nato e altre flotte internazionali schierate in quell’area.
Del resto se nessun Paese vuole processarli e nessuno li accoppa, i pirati, per quanto fantozziani e drogati di khat, l’avranno sempre vinta. E noi, contribuenti europei, paghiamo.
- Lunedì 29 Marzo 2010


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Commenti
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Il 29 Marzo 2010 alle 13:45 fu36 ha scritto:
Come i pirati scambino una nave da guerra per un mercantile pure i marinai olandesi hanno scambiato due barchini da pesca per sommergibili. Storie simili se voglio leggerle compro Topolino e non Panorama.
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