
Gli uffici di Google in Cina (Credits: LaPresse)
Panorama.it è venuto in possesso della circolare di istruzioni riservate diramata dalle autorità cinesi ai gestori di siti internet per censurare le notizie relative a Google. Abbiamo tradotto per voi l’originale.
Google ha ufficializzato il proprio ritiro dal mercato cinese. É un incidente il cui impatto è molto elevato e ha stimolato i naviganti online a discutere di temi non solamente commerciali. Per questo, si prega di prestare molta attenzione alle seguenti istruzioni.
A. Pagine di notizie
1. Utilizzare solamente i contenuti della pagina internet del Governo Centrale, evitando contenuti provenienti da altre fonti.
2. Nel riprendere tali contenuti, non cambiare il titolo delle notizie.
3. Raccomandare solamente la lettura delle notizie contenute nei siti web del Governo Centrale.
4. Non creare pagine sull’argomento; non attivare discussioni; non effettuare inchieste investigative.
5. Richiedere l’autorizzazione con dovuto anticipo per la trasmissione di programmi con la partecipazione di esperti e studiosi; simili programmi indipendenti sono strettamente vietati.
6. Gestire con attenzione i commenti degli utenti alle notizie pubblicate.
B. Forum, blog e altre pagine interattive
1. Non ospitare discussioni o inchieste su temi relativi a Google.
2. Evitare pagine interattive su questo argomento, non posizionare l’argomento ed eventuali commenti in cima alla pagina.
3. Cancellare parole, immagini, registrazioni sonore e video che attacchino il Partito, lo Stato, le autorità governative e le politiche adottate in materia di Internet con il pretesto di discutere di Google.
4. Cancellare parole, immagini, registrazioni sonore e video che sostengano Google, dedichino fiori a Google, chiedano a Google di restare in Cina, simpatizzino con Google o comunque seguano una linea diversa da quella governativa.
5. Nelle pagine su temi correlati a Google, gestire attentamente le informazioni diffuse attraverso interventi e commenti degli utenti.
6. Assegnare in tutte le sezioni personale che si occupi specificamente delle informazioni relative a Google.
Il Gruppo di Controllo e Monitoraggio (un ufficio del Dipartimento Centrale per la Propaganda – ndr) è incaricato di dare seguito e controllare il rispetto delle presenti direttive; in caso si verifichino problemi, dovrà darne tempestiva segnalazione”.
Gli internauti cinesi, comunque, sembrano aver già trovato un modo per aggirare la censura. In rete, si è rapidamente diffusa la tacita convenzione secondo cui utilizzare un’immagine di una colomba significa riferirsi a Google…
- Mercoledì 31 Marzo 2010

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Commenti
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Il 31 Marzo 2010 alle 19:38 fu36 ha scritto:
Luna è solo schiettezza, dire chiaramente cosa si vuole, da noi funziona diversamente, il primer da disposizioni in segreto e i picciotti eseguono. Preferisco i cinesi al falsi “democratici” Se ricordo bene, Google pubblicò filmati che non avevano nulla a che fare con la sommossa in Tibet riferndosi addirittura a repressioni che non erano cinesi. La Cina protestò ufficialmente aveva torto o ragione. Il tempo di far passare perline di vetro in vere è finito quindi a io avviso la Cina fa bene ad evitare mch ela popolazione isa influenzata a facili miraggi con promesse fasulle, se ne sono accorte le popolazioni dell’est europeo, non era oro quello che luceva ad occidente. Funzionò dai tempi di Colombo fino a ieri, oggi il mondo è più piccolo e c’è sempre meno spazio per i pescicane meglio mettere degli sbarramenti.
Il 31 Marzo 2010 alle 19:43 fu36 ha scritto:
Ho scordato di ricordare che Google è privata, quindi uno stato ha tutto il diritto di difendere i propri interessi. Da noi il primer interviene subdolamente su di un esercizio pubblico, è peggio dei cinesi, quidi se qualkcuno critica i cinesi, si faccia un pensierino sul comportamento del nostro, se non vuole apparire ipocrita.
Il 1 Aprile 2010 alle 17:01 indigesto ha scritto:
Certo, i nostri Masanielli non avrebbero vita facile in Cina. Anzi, dopo un pò, non avrebbero proprio più vita! A partire da chi offende sovente il Presidente della Repubblica a chi vitupera continuamente il Capo del Governo. Parlo ovviamente di quelli che contano qualcosa, tacendo dei fessacchiotti che sproloquiano sui blogs.
Se questo avviene per Google, immaginarsi cosa ne è delle TV: tutti allineati e coperti! Mai più potrebbero permettere, i cinesi, a un servizio pubblico diventare cosa privata dell’opposizione! A questo punto sarebbe, si, da preferire la “schiettezza” cinese. O, almeno, che la si imitasse!
Il 1 Aprile 2010 alle 21:45 smoke36 ha scritto:
La Tv privata in Cina c’è ed è come la nostra, tutta in mano al primer, privata e pubblica, che c’è da dire, la usano persino gli esorcisti, siamo tornati al tempo delle streghe: vade retro Bonino e passa la Polverini, una mela cotta pescata nel sindacato che, guarda caso, mise in luce Ballarò, è giusto, certe trasmissioni le dovrebbero proibire, sono pericolose, le guardano in troppi.
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