Per ora si tratta solamente di indiscrezioni diplomatiche. Ma, se confermata, la notizia indicherebbe una vera e propria rivoluzione nei rapporti tra Stati Uniti e Israele. La Casa Bianca starebbe considerando di astenersi in caso di un voto all’Onu per condannare gli insediamenti israeliani.
Sarebbe la prima volta, visto che finora gli Usa hanno sempre difeso il governo di Gerusalemme, specie nel Palazzo di Vetro.
Ora le cose stanno cambiando? Così sostiene un rappresentante del governo americano, citato sotto forma anonima dall’emittente inglese Bbc.
Secondo la fonte della Bbc, gli Usa starebbero “considerando seriamente” di astenersi, nel caso di un voto in sede Onu sulla costruzione di nuove case negli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Per leggere l’articolo sul sito della Bbc cliccate qui.
La notizia tuttavia non ha trovato conferma in fonti ufficiali. Eppure è stata ripresa da molti media internazionali, soprattutto in Israele. Qui trovate un articolo del quotidiano Haaretz.
Inoltre in questo momento alle Nazioni Unite non ci sono voti in programma su Israele, anche se pare alcuni Stati arabi, come il Qatar, stiano pensando di portare la questione insediamenti in sede Onu.
Perché allora tutto questo tam-tam mediatico, se si tratta solamente di indiscrezioni?
Beh, tanto per cominciare le dichiarazioni sono indicative del peggioramento del clima tra Stati Uniti e Israele: l’amministrazione Obama è sempre più irritata dalle costruzioni di nuove abitazioni a Gerusalemme Est.
Dal canto loro, gli israeliani sono sempre più irritati dall’irritazione americana. E temono che Obama voglia “abbandonarli”, come si capisce dalla copertina di Israel Today qui sotto.

Poi c’è anche un risvolto pratico. Finora gli Stati Uniti avevano sempre posto il veto a ogni risoluzione anti-israeliana presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Di fatto “salvando” Israele dalla minaccia di una risoluzione vincolante.
Infatti solo le risoluzioni approvate presso il Consiglio di Sicurezza (l’organo più potente del Palazzo di Vetro, di cui gli Usa sono membro permanente e dove detengono il diritto di veto) hanno un valore vincolante.
Finora Israele aveva ricevuto diverse risoluzioni di condanna in altre sedi Onu, per esempio l’Assemblea generale: queste però non sono vincolanti. Al Consiglio di Sicurezza infatti era sempre intervenuta l’America. Risultato? Nonostante le diverse risoluzioni non-vincolanti, Israele non è mai stato costretto a rispondere all’Onu.
Davvero Obama vuole cambiare fino a questo punto la politica di vicinanza a Israele? Difficile a dirsi. Quello che è certo è che, per lo stesso Obama, passare una risoluzione vincolante contro gli insediamenti israeliani rischia di rivelarsi un boomerang.
Quando si passa una risoluzione, poi bisogna farla rispettare, altrimenti si rischia una figuraccia. E al momento non c’è nessuno in grado di obbligare Israele con la forza a interrompere le costruzioni.
- Mercoledì 31 Marzo 2010


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 31 Marzo 2010 alle 18:41 fu36 ha scritto:
Anna, il boomerang che significa, che Israele entra in conflitto con gli USA? Non gli basta oltre mezzo mondo? L’articolo dice che l’ONU non è poi cosi imparziale, le sanzioni contro Cuba le aveva approvate l’URSS, pure loro sono menbri permanenti con diritto di veto. Da 60 anni prerogativa delle potenze vincitrici e non mi pare che sia tanto democratico questo consiglio di sicurezza, democrazia significa rispetto al volere delle maggioranze quindi sarebbe ora di abolire questo diritto di veto è come se la Repubblica di San Marino ponesse dei veti in Italia, abbiamo già il Vaticano, ci basta e avanza, o Montecarlo alla Francia. Ridicolo no? Sarà che gli USA si siano resi conto che hanno alimentato un ragazzaccio che ora rischia di metterli nei guai? Successe anche con Hitler, ricorda? Poi ne seguirono altri, tutti amici e poi nemici per incanto. Gli USA temono un isolamento e senza il petrolio arabo sono guai, ne va della sicurezza nazionale, la loro, quindi il monello se la veda da solo e il petrolio è assicurato. Sarebbe una buona medicina, direi una purga per non dire una sberla.
Il 1 Aprile 2010 alle 15:51 indigesto ha scritto:
Brava, Dottoressa! Che procedessero pure con tutte le risoluzioni del cavolo. Chi se ne impipa?! L’esser risoluto nei propri diritti vale più di qualsiasi altra “risoluzione”! Speriamo che certi momenti non arrivino mai, ma se dovessero arrivare lì si parrà la lor nobilitade, Obama o non Obama! Felice Pasqua.
Il 2 Aprile 2010 alle 0:05 smoke36 ha scritto:
Nicò, Anna mi pare si sia espressa contro la decisione di nuovi insediamenti, no è una fanatica, seguila meglio, rischi figuracce.
Il 2 Aprile 2010 alle 11:59 gratis ha scritto:
C’è poco da dire, come avevo previsto la natura islamica di Obama si appalesa sempre di più incidendo nel rapporto tra USA e Israele.
E’ altresì ovvio che Obama ci vada con i piedi di piombo e per ora si limiti a delle pretese e insistenze nei confronti d’Israele.
Se usasse la linbea dura, come dice l’articolo, la cosa gli si rivolterebbe contro come un boomerang, perchè a quel punto gli americani che avessero dei dubbi su di lui capirebbero, a partire dagli stessi giudei americani che si sono fidati e l’hanno votato.
Gli USA rischiano di fare il gioco dei Russi che è sempre il solito fin da quando erano sovietici, prendere sotto la loro ala protettrice Israele e affermarsi nel medio oriente per controllare le fonti di produzione e il Mediterraneo con l’Europa occidentale.
E’ ben per questo che gli americani si devono liberare definitivamente di Obama, già ha distrutto le loro alleanze tradizionali e indebolito il sistema difensivo della Nato in Europa occidentale,rischia di dare in pasto l’Europa occidentale alla Russia, cosa a cui aspirano da sempre.
La distruzione d’Israele, inoltre, sarebbe l’inizio della distruzione dell’Europa già semi invasa da orde d’islamici vocianti, per ora, in attesa di darsi alla violenza abituale a cui sono portati nel medio oriente, in Africa e perfino nel sud est asiatico, contro le minoranze etniche e religiose e addirittura contro le stesse maggioranze come nelle Filippine, in Nigeria e nel Sudan.
In quanto agli insediamenti israeliani sono nel loro pieno diritto effettuarli, ci mancherebbe adesso che una nazione non possa costruire case sul proprio territorio e avesse anche bisogno del placet altrui.
Quei territori sono stati presi a nazioni islamiche che le avevano occupate e da cui tentare d’invadere Istraele, NON APPARTENGONO A NESSUNO STATO EFFETTIVO, perciò non c’è nemmeno nessun Stato che le possa reclamare.
Pensare di dare diritto di farlo a organizzazioni terroristiche come Hamas o ex organizzazioni terroristiche come Al Fatah non rientra in nessun schema di diritto internazionale e addirittura è in contrasto con la stessa morale e convivenza civile dei popoli.
Se una cosa del genere si facesse sarebbe come dire che basta rivendicare con la prepotenza e con il crimine per poter avere diritto internazionale riconosciuto, da parte di chiunque d’ora in poi lo volesse fare.
Il 2 Aprile 2010 alle 12:40 indigesto ha scritto:
Una cosa è mettere sul tavolo dei negoziati quelli che si ritiene essere i propri diritti ed altra è rinunciare ad essi quando gli stessi negoziati vengono boicottati, agitando richieste sempre più pretestuose per mantenere sotto scacco una nazione, a tempo indefinito e nell’attesa che si realizzino le condizioni, se pur illusorie, per distruggerla. Che possa far parte di un negoziato la questione di Gerusallemme, e dunque del suo inurbanamento, si può essere anche d’accordo (negoziare non significa cedere). Ma se i negoziati languono e i pretesti arabi vengono fatti propri dall’ONU e da chi vuol fare il pesce in barile tanto vale sostenere con decisione i propri diritti. “E al momento non c’è nessuno in grado di obbligare Israele con la forza a interrompere le costruzioni.” per dirla con annamomigliano.
Il 3 Aprile 2010 alle 20:13 smoke36 ha scritto:
Non occorre nessuna forza, ci sono le sanzioni applicate a chi non sta bene agli USA.Per Israele sarebbero più efficaci di quelle ipocritamente volute per Teheran. L’Iran avrebbe oltre mezzo mondo che lo sostiene, Israele si troverebbe sola e nei guai, attaccata com’è al denaro. Anna, non è uno stereotipo.
Il 28 Aprile 2010 alle 19:30 Notizie dai blog su Ahmadinejad ha chiesto visto Usa per Onu ha scritto:
[...] Se l’America approva una risoluzione contro Israele La Jihad Islamica manifesta a Gaza contro Usa e Israele (AP Photo/Hatem Moussa) Per ora si tratta solamente di indiscrezioni diplomatiche. Ma, se confermata, la notizia indicherebbe una vera e propria rivoluzione nei rapporti tra Stati Uniti e Israele. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]
Il 3 Maggio 2010 alle 1:00 Notizie dai blog su Il silenzio americano sul kirghizistan ha scritto:
[...] Se l’America approva una risoluzione contro Israele La Jihad Islamica manifesta a Gaza contro Usa e Israele (AP Photo/Hatem Moussa) Per ora si tratta solamente di indiscrezioni diplomatiche. Ma, se confermata, la notizia indicherebbe una vera e propria rivoluzione nei rapporti tra Stati Uniti e Israele. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]
Il 4 Maggio 2010 alle 9:45 Notizie dai blog su Nucleare, Ahmadinejad: «Via le armi Usa dall’Italia» ha scritto:
[...] Se l’America approva una risoluzione contro Israele La Jihad Islamica manifesta a Gaza contro Usa e Israele (AP Photo/Hatem Moussa) Per ora si tratta solamente di indiscrezioni diplomatiche. Ma, se confermata, la notizia indicherebbe una vera e propria rivoluzione nei rapporti tra Stati Uniti e Israele. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]
Il 6 Giugno 2010 alle 11:16 Notizie dai blog su Israele assalta navi pacifiste ha scritto:
[...] Se l’America approva una risoluzione contro Israele La Jihad Islamica manifesta a Gaza contro Usa e Israele (AP Photo/Hatem Moussa) Per ora si tratta solamente di indiscrezioni diplomatiche. Ma, se confermata, la notizia indicherebbe una vera e propria rivoluzione nei rapporti tra Stati Uniti e Israele. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]
Il 13 Luglio 2010 alle 0:46 Notizie dai blog su La minaccia iraniana o la minaccia americana? ha scritto:
[...] Se l’America approva una risoluzione contro Israele La Jihad Islamica manifesta a Gaza contro Usa e Israele (AP Photo/Hatem Moussa) Per ora si tratta solamente di indiscrezioni diplomatiche. Ma, se confermata, la notizia indicherebbe una vera e propria rivoluzione nei rapporti tra Stati Uniti e Israele. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.