Milioni di bambini indiani di età fra i 6 e i 14 anni, che si trovano attualmente al margine del sistema educativo, potranno essere integrati nei diversi gradi scolastici grazie all’entrata in vigore oggi di una legge che contempla l’istruzione di base come diritto fondamentale e gratuito.
- Milioni di bambini indiani di età fra i 6 e i 14 anni, che si trovano attualmente al margine del sistema educativo, potranno essere integrati nei diversi gradi scolastici grazie all’entrata in vigore oggi di una legge che contempla l’istruzione di base come diritto fondamentale e gratuito
- Il Premier indiano Manmohan Singh ha firmato la legge in materia approvata dal Parlamento
- Il Premier indiano ha dichiarato: ”Il nostro Governo viene di fronte a tutti voi per impegnarsi solennemente a fornire a tutti i bambini una educazione di base”
- Il diritto fondamentale all’istruzione è stato inserito nella Costituzione attraverso il nuovo articolo 21 (A)
- Il testo entrato in vigore propone dieci ampi obiettivi per il successo dell’operazione
- Tra gli obiettivi, il recupero dall’abbandono di quei bambini che per molteplici ragioni non hanno accesso alle aule scolastiche
- Attualmente in India la popolazione è di 1,2 miliardi di abitanti
- Nella fascia fra i 6 ed i 14 anni, sono circa 200 milioni i bambini che vanno regolarmente a scuola
- Si calcola che nella fascia fra i 6 ed i 14 anni siano un po’ meno di dieci milioni i bambini che non hanno mai visto un banco o una lavagna
- Le nuove disposizioni avranno un costo, nel prossimo quinquennio, equivalente a 28 miliardi di euro
- La nuova legge imporrà, a livello nazionale e locale, l’individuazione dei bambini che si trovano fuori dal circuito educativo ed il loro inserimento nel ciclo scolastico
- Il Premier ha fornito poi un sostegno alla tesi esposta, ricordando la sua stessa vicenda personale: ”Sono nato in una famiglia di scarsi mezzi e nella mia fanciullezza dovevo camminare a lungo per andare a scuola. A casa - ha concluso - leggevo grazie alla luce fioca di una lampada a kerosene, ed ecco quello che oggi sono diventato grazie all’istruzione”
Rivolgendosi al Paese nel momento di firmare la legge approvata dal Parlamento, il Premier indiano Manmohan Singh ha detto: ”Il nostro Governo viene di fronte a tutti voi per impegnarsi solennemente a fornire a tutti i bambini una educazione di base”.
E questo, ha aggiunto, per la nuova legge, ma anche grazie al fatto che ”da oggi il diritto fondamentale all’istruzione è stato inserito nella Costituzione attraverso il nuovo articolo 21 (A)”.
Il testo entrato in vigore propone dieci ampi obiettivi per il successo dell’operazione fra cui appunto quello di recuperare dall’abbandono quei bambini che per molteplici ragioni non hanno accesso alle aule scolastiche.
Attualmente in India, dove la popolazione è di 1,2 miliardi di persone, ve ne sono circa 200 milioni nella fascia fra i 6 ed i 14 che vanno regolarmente a scuola, mentre si calcola che un po’ meno di dieci milioni siano i bambini che non hanno mai visto un banco o una lavagna.
Le nuove disposizioni, che avranno un costo nel prossimo quinquennio equivalente a 28 miliardi di euro, imporranno a livello nazionale e locale l’individuazione dei bambini che si trovano fuori dal circuito educativo ed il loro inserimento nel ciclo scolastico.
”Questo dimostra - ha detto al riguardo Singh - il nostro impegno nazionale nel preparare le persone che dovranno fare grande l’India di domani. Siamo una nazione di gente giovane - ha proseguito - e sarà l’istruzione a determinare il benessere del nostro Paese”.
Il Premier ha fornito poi un sostegno alla tesi esposta, ricordando la sua stessa vicenda personale: ”Sono nato in una famiglia di scarsi mezzi e nella mia fanciullezza dovevo camminare a lungo per andare a scuola. A casa - ha concluso - leggevo grazie alla luce fioca di una lampada a kerosene, ed ecco quello che oggi sono diventato grazie all’istruzione’. (ANSA)
- Giovedì 1 Aprile 2010


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