
Corea del Nord: una delle ultime immagini del Caro Leader (Credits: LaPresse)
Che siano in pochi in Italia a ricordare la tragedia di Megumi Yokota non fa notizia. Ma quello che Tokyo vuole evitare a tutti i costi è che siano i giapponesi a dimenticare gli orrori del passato. E sfrutta i manga per raccontare alle nuove generazioni le prevaricazioni di cui continua a macchiarsi Pyongyang.
Quella di Megumi Yokota è solo una pagina dell’angosciante dossier che raccoglie i casi di dozzine di straniere vittime dei sequestri pianificati dai servizi segreti della Corea del Nord.
Sono le 18 del 15 novembre 1977, e Megumi Yokota, allora tredicenne, esce dalla palestra della scuola dopo un allenamento di badminton e sia avvia verso casa. Non ci arriverà mai. Si ritroverà invece in Corea del Nord, ad insegnare agli 007 locali “come comportarsi da perfetti giapponesi”.
Le autorità del Sol Levante chiedono da tempo al regime del Caro Leader di fare chiarezza, e fu proprio per rispondere alle richieste insistenti di Tokyo che Pyongyang, nel 2002, restituì la racchetta da badmintom di Megumi assieme ai presunti resti della ragazza che, nella ricostruizione dei fatti coreana, si sarebbe suicidata nel 1994. Fu poi un test del Dna a svelare l’inganno: le spoglie appartenevano ad un’altra persona.
Nel Giappone di oggi la storia di Megumi è diventata un fumetto, il cui obiettivo è trasmettere ai lettori le sensazioni provate dalla giovane e dai suoi familiari. L’idea è venuta alla sezione giovanile della Camera di Commercio di Niigata, la città in cui Megumi fu rapita nel 1977. Almeno 5.000 copie verranno distribuite nelle scuole, negli uffici e nei locali pubblici della zona. Per Naoki Takahashi, 39 anni, presidente della sezione giovanile della Camera di Niigata e oggi padre di una ragazza di 13 anni, (l’età di Megumi nel ‘77), è fondamentale fare di tutto affinché anche le nuovi generazioni non dimentichino la tragedia dei rapimenti nordcoreani.
La storia di Megumi in cartoni animati:
Prima parte:
Seconda parte:
Terza parte:
- Martedì 6 Aprile 2010

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Commenti
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Il 7 Aprile 2010 alle 0:36 smoke36 ha scritto:
Lodevole iniziativa Luna, dovrebbero pensarci pure da noi, forse ne abbiamo di più, a partire da Eamanuela Orlandi all’ultima trovata sotto il tetto di una chiesa, sarebbero altrettante Santa Maria Goretti. Come vedi tutto il mondo è paese.
Il 7 Aprile 2010 alle 12:08 indigesto ha scritto:
Hanno almeno spiegato come sia finita nel paradiso comunista nord-coreano quest’adolescente?
Non mi meraviglierei se giustificassero questi rapimenti con smanie turistiche o con l’attrazione che eserciterebbe il comunismo quale percorso ideale per raggiungere la felicità. E nemmeno mi meraviglierei se tuttociò fosse tranquillamente sostenuto anche da qualche pazzo nostrano, proprio perchè, purtroppo anche in questo, tutto il mondo è paese!
Il 7 Aprile 2010 alle 13:01 fu36 ha scritto:
Luna ti faccio notare una cosa, i più feroci oppositori al comunismo, sono dipendenti statali o parastatali, che ne dici, non ci trovi tanta ipocrisia? Sai che mi pento di averti portata una piattola simile, quello si è attaccato come una sanguisuga, crede di trovare consensi essendo valutato utile solo per la riscossione della pensione di cui glie ne lasciano le bricciole, poveretto, occorre sopportarlo è l’unica cosa che glie è rimasta, quella di scrivere idiozie.
Il 7 Aprile 2010 alle 15:43 indigesto ha scritto:
Gentile Professoressa, se la la follia umana non fosse una tragedia, per chi ne è affetto e per chi, in qualche modo, la deve subire, ci sarebbe di che riderne,a crepapelle!
Il 7 Aprile 2010 alle 23:40 smoke36 ha scritto:
Infatti, sei l’unico con il tuo amore gratuito, a non accorgerti che fai ridere.
Il 8 Aprile 2010 alle 14:27 indigesto ha scritto:
Che Le dicevo? Per essere seri occorre proporsi con un amore..fatturabile!
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